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Garantire il diritto di asilo

Mozione.
DemoPiazzaMagnagoSul territorio della provincia di Bolzano si trovano circa 1.000 persone richiedenti asilo accolte nei centri già allestiti nel programma di accoglienza e quasi 500 non accolte in tali strutture, ma presenti sul territorio, che hanno avviato la domanda di asilo o protezione internazionale in Alto Adige-Südtirol. Una parte di queste persone ha ricevuto una “assistenza umanitaria” in strutture tipo “emergenza freddo”, quelle che ricadono nella categoria di “soggetti vulnerabili” (donne con figli e figlie) sono state accolte in garni e alberghi economici di Bolzano, mentre molte altre hanno dovuto trovare sistemazioni di fortuna, presso privati o volontari, presso qualche chiesa, oppure hanno dormito semplicemente all’addiaccio.
Sulle persone che hanno presentato domanda di asilo in provincia di Bolzano si è sviluppato un confronto con lo Stato. Finalmente, nell’incontro tra il Presidente Kompatscher e il ministro Alfano il 7 ottobre 2016, lo Stato ha accettato la richiesta della Provincia, che queste persone siano riconosciute come parte della quota di redistribuzione assegnata all’Alto Adige, che è stata quantificata a 1474 persone, che include appunto tutte le persone arrivate autonomamente sul nostro territorio e hanno diritto all’accoglienza. La Questura di Bolzano ha l’elenco di queste persone, lo aggiorna in tempo reale e ha già individuato, caso per caso, chi ha diritto a rientrare nei programmi di accoglienza sul nostro territorio. Ci risulta che il loro numero si aggiri attorno alle 453 persone aventi diritto.
Adesso la Provincia e i Comuni devono darsi da fare.
Infatti è necessario chiarire che le persone richiedenti asilo sul territorio, di cui la Questura ha l’elenco completo e che ci sono state assegnate come quota provinciale, hanno diritto all’immediata accoglienza secondo gli standard garantiti dai vari centri di accoglienza già operanti sul territorio. Queste persone, del resto, sostituiscono un eguale numero di richiedenti asilo che – in loro assenza – ci sarebbero inviate dallo Stato fino al raggiungimento della quota assegnata.
Inoltre, con l’accordo Kompatscher Alfano del 7 ottobre, lo Stato ha garantito alla Provincia la copertura finanziaria dell’accoglienza per le persone rientranti nell’intera quota a noi assegnata.
Queste persone quindi rientrano a tutti gli effetti nelle norme internazionali e comunitarie in materia di asilo, come la direttiva 2013/33 del Parlamento e del Consiglio europeo. Ad esse è riconosciuto il diritto intangibile e immediato all’accoglienza, in attesa del risultato della loro domanda di protezione.
Questi diritti non possono essere negati nei fatti da lentezze burocratiche o difficoltà organizzative. Né possono essere ridotti da regolamenti o circolari provinciali.
Tutto ciò premesso,
Il consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
impegna la Giunta provinciale

  1. Ad acquisire immediatamente, qualora non lo abbia ancora fatto, dalla Questura e/o dal Commissariato del Governo l’elenco delle persone aventi diritto all’accoglienza fino al completamento della quota di 1474 a noi assegnata, inclusiva di quelle che hanno fatto domanda presso la questura di Bolzano. Le persone dell’elenco devono immediatamente essere prese in carico dalla Provincia.
  2. A provvedere all’immediato allestimento di centri di accoglienza per persone richiedenti asilo con una capacità di posti per 1474 persone, che è la quota assegnata al nostro territorio.
  3. Tali centri devono essere ben distribuiti tra i diversi comuni e devono corrispondere agli standard di accoglienza dei centri già ben funzionanti sul nostro territorio.
  4. Qualora per motivi organizzativi, e per una breve fase transitoria, non potesse essere possibile allestire centri definitivi di accoglienza per tutte le 1474 persone, a predisporre un programma di accoglienza provvisorio trovando soluzioni rapide ed efficaci, di adeguato standard di qualità, anche ricorrendo alle risorse di cui dispone la Protezione Civile provinciale e gli altri enti di protezione e soccorso (Croce Rossa, Croce Bianca ecc…).
  5. Se gli attuali gestori Caritas e Volontarius non fossero in grado di garantire la gestione di tutti i nuovi centri di accoglienza, ad avviare immediatamente un’azione per individuare nuovi soggetti interessati che siano all’altezza del compito.
  6. A concertare con Caritas e Volontarius, con i gruppi di volontariato, con i servizi sociali, con il Consorzio dei Comuni e in particolare col Comune di Bolzano, con il Commissariato del Governo e con tutti gli altri eventuali soggetti coinvolgibili in questa problematica, le misure necessarie a garantire alle 1474 persone richiedenti asilo finora assegnateci l’accoglienza che loro spetta.

Bolzano, 24 ottobre 2016
Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

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