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Giunta regionale sede Trento

Dopo che finalmente, in seguito a una lunga ed estenuante attesa, i posti del governo provinciale sembrano essere stati assegnati in maniera definitiva, guardiamo ora alla bagarre per i posti rimanenti nelle svendite della politica.

L’assessore uscente Widmann, articolo ormai fuori moda, verrà confinato alla Presidenza del Consiglio, cosa che abbiamo già avuto modo di commentare qualche settimana fa. Gli ultimi posti sono ora quelli, non proprio allettanti, della Giunta regionale. Con un certo stupore osserviamo come, ad oggi, ci siano in lizza solamente uomini (maschi). Nell’ultimo governo regionale, con Martha Stocker, c’era per lo meno una (1) donna. La rappresentanza di entrambi i sessi nelle istituzioni non è solo prevista dal decreto pari opportunità, ma dovrebbe essere da tempo ancorato come principio e priorità nelle teste e nei calcoli soprattutto di coloro che si spacciano per “innovatori”.

Chiediamo quindi già da ora ai partner della coalizione di formare una squadra di governo regionale equilibrata nella rappresentanza dei sessi.

Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss – Consiglieri provinciali

Bolzano, 08/01/2014

MOZIONE

PerniceBiancaLa pernice bianca è a rischio estinzione, soprattutto nella zona dolomitica. Questa specie è nella lista rossa dal 1994 e soffre sempre di più. Per questo molte regioni hanno vietato la caccia a questa specie, come ad esempio il vicino Trentino.

Questa specie è tipica della tundra artica ed è presente anche sulle Alpi come una sorta di “relitto glaciale” tra i 1800 e i 2700 metri di quota, su rocce e ghiaioni fino al limite della neve.

A livello mondiale la specie non è in via di estinzione ma le “popolazioni” delle zone marginali di diffusione, come appunto le Alpi e i Pirenei, sono in declino da diversi decenni. Le cause sono molteplici: i mutamenti climatici, che riducono drasticamente l’habitat favorevole alla specie, la predazione (corvidi e volpi) e le attività umane come l’antropizzazione in quota, le piste da sci portate sempre più il alto, il trekking, lo scialpinismo e il prelievo venatorio.

Ma anche la caccia alla pernice bianca è da anni in declino, poiché è sempre più difficile trovare questo uccello. Gli abbattimenti consentiti sul nostro territorio all’inizio degli anni Novanta erano quasi mille all’anno, nel 2010 sono stati 290 e non tutti effettuati perché l’incontro con questa specie è sempre più raro.

A proposito dell’area dolomitica, l’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha sottolineato che “i dati censuali nel 2011 evidenziano densità medio basse di maschi al canto in primavera (in media 2,1 maschi ogni 100 ettari), mentre i dati del periodo riproduttivo, riferiti al 2010, evidenziano un valore di 0,27, in decremento rispetto allo 0,56 del 2008. L’Ispra ha invitato a fermare la caccia alla pernice soprattutto nella zona dolomitica, dove è maggiormente a rischio. Seguendo il principio di precauzione – ha affermato l’Istituto – sarebbe opportuna l’esclusione del prelievo nella quasi totalità delle riserve delle Dolomiti e in quelle dell’arco alpino centrale, caratterizzate dalla presenza di nuclei isolati e marginali.

Sulla base dei preoccupanti dati emersi dal “Rapporto sulla situazione della pernice bianca in Alto Adige” curato nel 2011 dall’Ufficio caccia e pesca della Provincia e dall’Associazione cacciatori Alto Adige, da cui emergeva un calo progressivo e rilevante delle covate e del numero di giovani esemplari censiti, lo stesso Ufficio caccia e pesca, a firma del direttore Dr. Heinrich Erhard, scriveva il 30 giugno 2011 nella sua “Valutazione dell’incidenza del prelievo della pernice bianca sulla consistenza ed evoluzione delle popolazioni di appartenenza”: “Si ritiene giustificato di escludere per il 2011 ogni prelievo della pernice bianca in tutte le Dolomiti, fatta eccezione per le riserve dell’Alta Pusteria nonché di quelle situate fra la valle di Luson e di Gardena. Inoltre, assegnazioni di abbattimento di pernice bianca non possono essere sostenute per quelle riserve lungo l’arco alpino centrale ove sono confermati solo nuclei isolati e marginali all’areale di diffusione principale”.

Purtroppo tali indicazioni non sono state tenute nel debito conto dalla “Commissione provinciale pianificazioni abbattimenti”, che in diversi casi ha autorizzato la caccia alla pernice bianca anche nelle riserve che l’Ufficio caccia e pesca aveva escluso. Tali decisioni sono passate a maggioranza nella commissione, col voto contrario del rappresentante dell’Ufficio caccia e pesca della Provincia.

“La commissione non si è sempre allineata alla proposta contenuta nella valutazione d’incidenza”: così il direttore Erhard ha comunicato in una lettera del 18 agosto 2011 ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste dell’Alto Adige.

Vista la situazione, occorre adesso che intervenga direttamente la Provincia: appare inderogabile infatti almeno una sospensione per un certo periodo della caccia alla pernice bianca su tutto il territorio provinciale e la fissazione di condizioni precise di ripopolamento affinché in futuro tale sospensione possa essere rivista.

Per questi motivi, il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

  1. a sospendere gli abbattimenti della pernice bianca su tutto il territorio provinciale per almeno 3 anni a partire dalla prossima stagione venatoria;
  2. a invitare l’ufficio caccia e pesca della Provincia a definire precisi criteri per quanto riguarda la diffusione e la presenza della pernice bianca sul territorio provinciale che possano rendere sostenibile la ripresa di una moderata attività di prelievo della specie nelle aree in cui tali condizioni dovessero verificarsi;
  3. a mantenere anche dopo i primi 3 anni di sospensione il divieto di abbattimento della pernice bianca in tutte quelle aree della provincia dove l’Ufficio caccia e pesca non ritenga esistano i presupposti indispensabili di popolamento e diffusione per consentire la ripresa del prelievo di questa specie.

Cons. provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa

Bolzano, 8 gennaio 2014

 

MOZIONE

Muellverbrennungsanlage_artikelBoxDopo che il Trentino ha definitivamente rinunciato alla costruzione di un proprio inceneritore, il nuovo assessore trentino all’ambiente ha auspicato “una maggiore integrazione tra Alto Adige e Trentino” per quanto riguarda la politica dei rifiuti che si concretizzerebbe nel trasferimento dei rifiuti trentini all’inceneritore di Bolzano. Il governatore trentino Ugo Rossi ha confermato di aver inviato a Bolzano una simile proposta. Il progetto dovrebbe partire a metà 2014, anche in considerazione dell’imminente esaurimento delle discariche disponibili in Trentino.

A questo proposito, va ricordato che la nostra legge provinciale vieta l’importazione di rifiuti da fuori provincia, secondo il principio di responsabilità per cui ogni territorio deve farsi carico dei rifiuti che produce. Ciò si è tradotto nella norma citata e nell’impianto del piano provinciale rifiuti, secondo il quale il trattamento dei rifiuti deve basarsi su criteri strettamente ecologici, rifiutando soluzioni adottate altrove (vedi il noto caso di Brescia) dove si cerca di “fare cassa” incenerendo più rifiuti possibili, anche importandoli.

Inoltre, la norma che vieta l’importazione di rifiuti fu anche il frutto di un preciso accordo tra la Provincia e il Comune di Bolzano ai tempi della formulazione del piano provinciale: il Comune si faceva carico di “ospitare” il nuovo inceneritore sul proprio territorio, ma in cambio la Provincia garantiva (e fissava per legge) che l’inceneritore sarebbe servito esclusivamente per “chiudere” il ciclo dei rifiuti altoatesini, Tale principio va difeso nei confronti di qualsiasi eventuale richiesta di trasferimento di rifiuti non altoatesini ad impianti del nostro territorio.

Le sinergie col Trentino anche in questo campo sono naturalmente benvenute, ma solo se consentono di mettere in comune le migliori pratiche di ciascuna provincia. L’incenerimento – anche secondo la più recente normativa europea – non può essere considerata una “migliore pratica”.

Per migliori pratiche su cui ricercare sinergie coi vicini trentini possiamo invece considerare la raccolta differenziata e le sue diverse tecniche (su cui il Trentino per molti aspetti è più avanti della provincia di Bolzano), o la prevenzione della produzione dei rifiuti attraverso soluzioni che riducano a monte gli imballaggi, obbiettivo questo per cui servono accordi anche sovra provinciali con chi opera nella produzione delle merci e la loro vendita: in questo campo l’azione congiunta di due Province può essere più efficace di una sola.

Tutto ciò considerato,

il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano

ribadisce con forza la decisone presa a suo tempo e fissata in legge provinciale di non importare né trattare alcun tipo di rifiuto proveniente dall’esterno della provincia

e impegna la Giunta provinciale

a comunicare immediatamente alla giunta provinciale del Trentino questa decisione di non importare né trattare in Alto Adige alcun tipo di rifiuto dall’esterno, proponendo invece alla vicina provincia ogni possibile sinergia sia nell’azione per prevenire e ridurre a monte la produzione di rifiuti, sia per rendere sempre più efficace la raccolta differenziata, il riciclaggio e il riutilizzo del rifiuto considerato come risorsa.

Bolzano, 7 gennaio 2014

Cons. provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa