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Brigitte Foppa mit Tasche-quadrBei der Landesversammlung der SVP am Samstag, 29. September wurden wir Grüne im Bündel der Oppositionsparteien als „Alternative Verhinderer“ betitelt.

Da die Wahlkampfansagen der SVP nun zum wiederholten Male in diese Richtung zielen, möchte ich dazu Stellung nehmen. Denn offensichtlich handelt es sich um ein Totschlagargument, das beweist, dass die Mehrheitspartei unserer Politik inhaltlich nichts entgegen zu setzen weiß. Wir hören auch nie Beispiele, sondern nur Pauschalverurteilungen.

Vermutlich möchte man in der SVP  gerne übertünchen, was wir Grüne alles ermöglicht haben (nicht verhindert, Herr Obmann), in den letzten Jahren, insbesondere durch die Arbeit unserer Landtagsfraktion:

Wir haben Transparenz ermöglicht, durch Aufdeckung des SEL-Skandals.
Wir haben Mitsprache ermöglicht, durch Unterstützung sämtlicher Demokratie-Initiativen. Wir haben Ehrlichkeit ermöglicht, durch die konsequenten Anfragen im Landtag.
Wir haben Kosten-Nutzen-Wahrheit ermöglicht, etwa durch die Informationsarbeit zu Flughafen, Pumpspeicherwerk und Fahrsicherheitszentrum.
Wir haben Offenheit ermöglicht, etwa durch unsere Verbesserungsvorschläge zu Integrations- oder Familiengesetz.
Wir haben BürgerInnen-Vertretung ermöglicht, etwa wenn wir auf die wüste Baumrodungsaktion in Sexten hingewiesen haben.
Wir haben hundertfach die Unterstützung des Natur- und Landschaftsschutzes ermöglicht, von Antersasc bis zum Rambach, von der Peripherie bis in die Bozner Innenstadt.

Die meisten der angeführten Beispiele hat die Südtiroler Landesregierung indessen zu verhindern versucht.

Wer hier also die Verhinderer sind, hängt einzig vom Standpunkt ab. Wir werden ganz sicher weiter eine Politik des Ermöglichens verfolgen. Im Sinne der Umwelt und der Demokratie, allerdings, nicht im Sinne von Machterhalt und Eigeninteresse.

Brigitte Foppa, Spitzenkandidatin Verdi‐Grüne‐Vërc – SEL

conferenza stampa Rebecca Harms - Hotel lunaRebecca Harms, con i Verdi altoatesini sul futuro della nostra provincia

Anche in questa campagna elettorale si discute del futuro istituzionale dell’Alto Adige. Il disagio diffuso della popolazione di lingua tedesca, originato da una partecipazione vissuta come insufficiente e una mancanza di democrazia, unito a una purtroppo ancora presente diffidenza verso i “vicini” italiani, viene canalizzata dai partiti della destra tedesca verso l’idea di uno “stato proprio”.

“Libero Stato” e ritorno all’Austria vengono presentati come opzioni praticabili. In questo modo si gioca sulla voglia di cambiamento avvertita dalla popolazione, ma si pianta un cuneo che divide i gruppi linguistici. Inoltre, si esclude dalle responsabilità proprio chi sarebbe il primo a doversi far carico del rinnovamento: i partiti della maggioranza al governo.

I Verdi oppongono a queste fantasie la concreta proposta di un rinnovamento democratico dell’autonomia statuto contrario (vedi i dettagli nel nostro programma) . In un dialogo aperto, in una nuova forma partecipata, cittadini e cittadine e rappresentanti di movimenti e correnti sociali dovrebbero lavorare insieme per una convivenza che si fondi su nuove basi. Risorsa essenziale e caratteristica identitaria della nostra provincia è il multilinguismo e la presenza di più culture in una precisa area alpina.

In questa visione l’Europa assume grande importanza . E’ l’ insieme più grande in cui la nostra provincia è inserita, al di là del sofferente e fragile stato nazionale italiano.Ma soprattutto l’Europa è la garanzia di una convivenza pacifica tra stati, regioni e popoli del nostro continente.

La presidente dei Verdi al Parlamento europeo Rebecca Harms ricorda l’idea dei “trasferimenti di solidarietà”, che sta alla base dell’Europa e che ancora conserva il suo valore. Le tendenze disgregatrici che si manifestano in diversi luoghi in Europa sono spesso espressione di egoismo, dell’insicurezza finanziaria di regioni ristrette e la voglia di separarsi da chi è economicamente più debole.
Non c’è dunque bisogno di un’astratta “più Europa”, ma di una autentica fiducia nella nostra comunità internazionale. “In definitiva ‐ ha detto Rebecca Harms ‐ è la cosa migliore che abbiamo prodotto negli ultimi cento anni. Di più: un miracolo!”.

È ora di agire. I fatti sono chiari e il caso viene seguito a livello internazionale.

Dopo ricerche approfondite da parte di diversi storici, un mese fa è stato reso noto anche in Sudtirolo che il compositore Johann Eduard Ploner (1894-1955) era un membro del partito nazionalsocialista e che anche la sua opera, almeno fino al 1945, è stata guidata e caratterizzata da idee e convinzioni antisemite.

In riconoscimento alla sua fama musicale, il comune di Vipiteno già da parecchio tempo ha dedicato una strada al musicista originario della cittadina e ora deve decidere se e come ritirare la dedica della strada, una volta esaminati attentamente i fatti. Il sindaco Fritz Karl Messner ha richiesto sí tutta la documentazione, ma non sembra avere fretta di prendere una decisione e di portare la discussione in consiglio comunale.

I Verdi consigliano al sindaco e al comune di muoversi in fretta e in modo inequivocabile e di non tirare per le lunghe le procedure per il cambiamento del nome della strada. I fatti parlano chiaro e dimostrano in maniera schiacciante la posizione di Ploner: quindi il riconoscimento pubblico con la dedica di una strada in suo onore non è più opportuno. Perfino l’associazione delle bande sudtirolesi si è espressa in modo molto chiaro: il musicista, che aderì già nel 1933 al NSDAP, si identificava in modo inquietante con il nazionalsocialismo.

Il ritiro della dedica a Ploner della strada di Vipiteno serve però anche come richiamo alla politica provinciale: affinché si possa procedere alla necessaria storicizzazione del monumento alla vittoria e degli altri monumenti fascisti, come il rilievo di Mussolin, è necessario il chiaro rifiuto del Nazismo e del Fascismo. A livello provinciale si deve quindi impostare una linea inequivocabile per la nomina di strade e piazze che ponga così il comune di Vipiteno davanti alle sue responsabilità che vanno oltre i confini del suo territorio. Anche per questo è necessaria una decisione chiara e veloce per il disconoscimento del nome.

Bolzano, 25. settembre 2013

Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

 

Hans Heiss e Riccardo Dello Sbarba

Dallo scandalo SEL la Giunta non ha imparato niente.

La Giunta provinciale avrebbe incaricato in estate l’avvocato Gerhard Brandstätter e il commercialista Heinz Peter Hager di condurre in gran segreto una trattativa per uscire dallo scandalo SEL. Se ciò fosse vero, sarebbe uno scandalo nello scandalo e dimostrerebbe che la Giunta provinciale dalla catastrofe SEL non ha imparato nulla.

Si continuerebbe infatti con la pessima prassi che ha portato al disastro della politica energetica provinciale:

1) CONFLITTO DI INTERESSI – L’avvocato Brandstätter è il legale di fiducia della SEL e dello stesso ex assessore Laimer, condannato a 2 anni e otto mesi per truffa e turbativa d’asta nelle gare per le concessioni idroelettriche, a danno proprio delle società comunali e in particolare di AE. Non solo, Brandstätter è stato anche uno degli architetti dei contratti segreti che SEL ha firmato con ENEL, nei quali SEL – a gare ancora in corso – si impegnava a ottenere dalla Provincia tutte le concessioni idroelettriche pena il pagamento di gravosi conguagli.

2) MANCANZA ASSOLUTA DI TRASPARENZA. Mentre tutta la popolazione della nostra provincia seguiva attonita gli sviluppi sempre più gravi dello scandalo SEL, la Giunta incaricava segretamente due professionisti di condurre trattative altrettanto segrete, al di fuori di ogni mandato e ogni controllo pubblico. E’ la negazione delle promesse solenni di trasparenza fatte all’indomani dello scandalo come condizione indispensabile per una svolta democratica nel campo dell’energia. E’ la continuazione di una gestione privata e proprietaria del bene energia, classica dello stile Durnwalder e da cui non può uscire nulla di buono.

3) L’ILLEGALITA’ VIENE SANATA. Se il tentativo è quello di salvare per SEL il grosso delle concessioni ottenute con l’inganno, si tratterebbe della pratica cancellazione dello Stato di diritto in Alto Adige. Ribadiamo che la premessa di ogni accordo è invece quella di riportare legalità nel campo energetico: le concessioni ottenute con l’imbroglio vanno revocate e assegnate nuovamente ai progetti migliori, escludendo chi ha barato. Non si può legittimare l’illegalità premiando chi l’ha commessa. Ricordiamo quanto detto dal presidente di AE Sturaro: “Trattare su concessioni frutto di azioni illegali sarebbe un reato che si chiama ricettazione”.

4) LA POLITICA DEGLI ANNUNCI A SCOPO ELETTORALE. L’incarico segreto a Brandstätter e Hager è soprattutto un bluff politico: AE dice di non saperne nulla, i due professionisti affermano che è per ora un “nostro concetto”. Dunque: un nulla. Serve solo per passare le elezioni. Come è servito per prendere tempo il famoso incarico all’esperto Giuseppe Caia, pagato profumatamente dalla Giunta provinciale e il cui parere è evidentemente finito, come era prevedibile, nel cestino della carta straccia. Gettato via un consulente, ora ne vengono chiamati altri due con lo stesso scopo di gettare fumo negli occhi della popolazione alla vigilia delle elezioni.

Non è con queste diplomazie segrete, né con le stesse persone che hanno causato il disastro, che si risolve lo scandalo energia. Invitiamo l’uscente presidente Durnwalder, massimo responsabile politico dello scandalo SEL, a farsi da parte e a lasciare al prossimo nuovo Consiglio provinciale il compito di porre rimedio ai guai che il vecchio Presidente ha combinato.

 

Bolzano, 25 settembre 2013

 

Riccardo Dello Sbarba

Hans Heiss

Lorenzo Sola

Integrare le pensioni minime, quelle sociali e degli invalidi civili, così come il reddito di numerose famiglie di lavoratori, di cassaintegrati e disoccupati, deve essere una delle priorità della futura Giunta Provinciale ma nel quadro di una visione unitaria del reddito minimo che intervenga per risolvere un problema che non riguarda solo una categoria di cittadini ma una platea più ampia.

Rivedere quindi la legislazione accorpando e razionalizzando interventi economici di varia natura già oggi esistenti e concordando con gli altri enti erogatori di prestazioni economiche, Regione, Stato e Inps, la possibilità che la Provincia di Bolzano possa provvedere al pagamento delle prestazioni recuperando poi quanto previsto a carico di tali Enti, consentirebbe di definire una prestazione provinciale in grado di rispondere alle grandi difficoltà in cui si trovano ormai migliaia di famiglie e cittadini della nostra provincia.

Per Lorenzo Sola, Verdi-Grüne-Vërc-SEL, si deve evitare, di rispondere con formule populiste e parziali, ad un problema che al contrario deve trovare risposte chiare, unitarie e coperture economiche che si possono trovare se si evitano fughe in avanti, come quelle proposte dalla camera di Commercio, che vorrebbero eliminare completamente l’addizionale IRPEF anche per i redditi più alti.

Per Lorenzo Sola gli interventi in questa direzione devono prima di tutto rispondere alla necessità di esentare le fasce più deboli e quindi i redditi fino a 30-35000 euro, ribadendo come il problema vero sia quello di ridurre la tassazione IRPEF sul lavoro spostandola sulle ricchezze e i patrimoni, in un paese dove la ricchezza è nelle mani, per il 50%, al 10 % della popolazione. Caso mai ci si dovrebbe porre il problema di come utilizzare al meglio le risorse ricavate dall’addizionale IRPEF finalizzandole ad interventi sociali ed assistenziali.

 

Lorenzo Sola,

candidato alle provinciali Verdi-Grüne-Vërc-SEL

Martina Goller

La bella stagione è ormai finita. Le temperature quasi autunnali di questi giorni si stanno portando via i turisti, liberando dal traffico anche le strade che salgono ai passi dolomitici. Quella che va a terminare è stata un’altra estate di code e smog, d’inquinamento acustico e polemiche – purtroppo ancora una volta sterili, nonostante l’approssimarsi delle elezioni provinciali – sul nodo della viabilità, in quota e nelle nostre belle vallate. La mia, la Val Gardena, nei mesi estivi è invasa da infinite carovane di moto, pullman, camper, auto d’epoca, sidecar e chi più ne ha più ne metta. I veicoli a due o quattro ruote arrivano dalla Val d’Isarco, dalla Pusteria e dalla Bassa Atesina, molto spesso solo in transito: ma anche in quel caso, a noi gardenesi lasciano comunque il poco ambito ricordino di dense nubi di smog e un rumore sempre più insopportabile. Quelle colonne d’auto e pullman intasano le nostre strade ormai sature, in attesa di poter prendere d’assalto il Patrimonio dell’Umanità Unesco. Ne salgono così tante che sulle torri del Sella è diventato quasi impossibile arrampicare, perché l’inquinamento acustico impedisce agli scalatori di parlare tra di loro. Ma non serve essere grandi alpinisti per capire che c’è qualcosa che non va: anche chi raggiunge i passi solo per trovare un po’ di tranquillità, magari utilizzando gli impianti di risalita, rischia di essere stritolato da quel serpentone d’acciaio che sale e scende dalle montagne russe delle Dolomiti, un luna park in movimento che non annovera tra le sue attrazioni né la Natura, né la Bellezza, né l’Armonia. Tanti rifugi sono diventati fast food, in quel bailamme i turisti non riescono nemmeno ad alzare lo sguardo sulle montagne, i ciclisti sono costretti a fare lo slalom tra le auto: ma che fine ha fatto il Patrimonio dell’Umanità?

Florian Mussner è assieme assessore ai lavori pubblici e alla cultura ladina. Sono anni che promette di fare qualcosa per porre fine all’agonia delle Dolomiti. Predica bene, ma razzola male, malissimo, progettando nuove circonvallazioni nei Comuni, ad esempio quella di Ortisei. Promette circonvallazioni al fine di accontentare cittadini che non ne possono píu del traffico, non considerando l’aumento del traffico che verrá a crearsi nella zona periferica. Così facendo, la Provincia potenzierà la rete stradale, aggiungendo traffico al traffico che già soffoca i nostri paesi, negando il diritto alla tranquillità a chi nelle vallate dolomitiche risiede.

I nostri amministratori non hanno il coraggio di fare le scelte coraggiose che ormai – agli occhi di una fetta sempre più ampia della società, anche nelle valli attorno al Gruppo del Sella – appaiono l’unica possibilità per garantire la qualità della vita ai residenti, oltre a costituire una grossa chance per lo sviluppo di un modello turistico diverso, quello che assicurerebbe al contempo la salvaguardia dell’ambiente e la tutela degli interessi economici delle varie categorie.

Perché non chiudiamo al traffico le strade dei passi dolomitici, anche solo per qualche ora al giorno? Perché non limitiamo l’accesso a questi luoghi splendidi ma delicatissimi, rendendoli così ancora più ambiti, unici, esclusivi? Chi lo vorrà davvero, durante le fasce orarie a traffico limitato, potrà raggiungerli usufruendo degli impianti di risalita o degli shuttle bus elettrici. Non negheremmo a nessuno il diritto alla libera circolazione e al contempo garantiremmo un minimo di tranquillità a chi, ai piedi delle pareti del Sella, cerca solo lo splendore di quel piccolo paradiso silenzioso.

Non lo vede, assessore Mussner, il successo sempre crescente del Sellaronda Bike Day, della Maratona dles Dolomites e, più in generale, di tutte le iniziative tese a restituire la montagna ai ciclisti, alle famiglie, a tutti coloro che vogliono viverne la dimensione più autentica? Coraggio, assessore, mettiamoci attorno a un tavolo e proviamo a trovare un punto d’equilibrio tra chi necessita davvero del collegamento tra le vallate ladine e chi, invece, sulle nostre montagne cerca solamente la pace e la quiete.

 

Martina Goller

candidata alle provinciali Verdi-Grüne-Vërc

CENTRALE A POMPAGGIO BRONZOLO-ALDINO: ADDIO! – Una vittoria della popolazione, dell’ambiente, della ragionevolezza e di noi Verdi.

bronzolo2

Il quotidiano Alto Adige, nell’edizione di oggi, riferisce che i promotori hanno scritto una lettera ai comuni per comunicare la rinuncia all’insensato progetto.

E’ innanzitutto una vittoria dei comitati di cittadini e cittadine critici verso il progetto che si erano formati sia a Bronzolo che a Aldino. Queste persone vanno ringraziate per aver salvato il proprio territorio dall’ennesimo insensato mega-progetto.

Decisiva per lo stop al progetto un’interrogazione-dossier del gruppo verde in Consiglio provinciale che dimostrava:

1. che centrali come queste non sono più economicamente vantaggiose, poiché la forbice tra i prezzi dell’energia di punta e di base si sta chiudendo. Questo faceva venire meno anche la convenienza per i comuni a cui era stata promessa una certa percentuale di profitti: ma se i profitti sono zero, zero sono anche gli introiti del comune.

2. che prendere milioni di litri d’acqua dalla falda (e non da un fiume o da un lago, come si fa in questi casi) avrebbe messo a rischio idrogeologico l’intera area.

Soprattutto, nell’interrogazione si chiedava alla Provincia di scoprire le carte e di dire se la SEL era interessata al progetto, visto che era stato detto che c’era questa possibilità (importante per raccogliere i 500 milioni necessari all’investimento).

Questa interrogazione aveva dato l’occasione alla Provincia di affermare che la SEL non era affatto interessata perché considerava questo tipo di centrali opere dal futuro molto incerto e dalla dubbia redditività. Insomma, confermava in pieno i dubbi esposti nella nostra interrogazione.

Credo che gli argomenti economici riportati nella nostra interrogazione-dossier, che sono noti agli esperti del settore, siano anche stati alla base della rinuncia, che probabilmente è causata dalla mancanza di investitori disposti a rischiare per una cosa del genere.

Un’altra dimostrazione dell’efficacia del lavoro che il gruppo Verde in Consiglio provinciale ha fatto in questa legislatura!

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Consiglieri provinciali dei Verdi-Grüne-Verc

Bolzano, 22 settembre 2013

Christine Baur dei Verdi del Tirolo, Assessora provinciale per le Donne e la Parificazione, l’Integrazione e gli Affari sociali ha tenuto oggi una conferenza stampa con le candidate della lista verde.

“Sono molto contenta che possa dare un sostegno alle donne verdi. Il lavoro politico per noi donne è molto interessante, perche vuol dire fare quello che ci sta a cuore”, cosi la cara amica e sostenitrice delle donne verdi del Sudtirolo.

Le candidate verdi hanno presentato punti del loro programma. “È un periodo particolarmente bello, non solo perche si avvicinano le elezioni, ma perche tante cose stanno cambiando e le donne partecipano nel costruire un futuro equo per tutte e tutti”, cosi Evelyn Gruber-Fischnaller, co-portavoce delle donne verdi.

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