HomeComunicati stampaNel 2017 la chiusura temporanea dei passi dolomitici

Nel 2017 la chiusura temporanea dei passi dolomitici

Il problema è stato riconosciuto, la soluzione è ancora lontana, ma è un primo passo.
Dolomiti Passo SellaSabato, gli assessori Gilmozzi, Mussner e Theiner hanno concordato la chiusura del passo Sella per 10 giorni nel 2017.
Le giornate di chiusura, chiamate „Green Days“, sono da riconoscere senza dubbio come primo atto politico importante contro l‘invasione del traffico sui passi dolomitici: dopo anni di discussioni spesso accese e prive di effetti, la decisione mostra chiaramente come siano ineluttabili misure concrete contro l’inquinamento acustico e ambientale in continuo aumento. Organizzazioni ambientaliste, addetti a un turismo responsabile e l‘attenzione mediatica ne parlano da tempo, ma sono stati troppo spesso tacciati di essere dei fondamentalisti fuori dal mondo. Che ora autorevoli politici da Trentino e Alto Adige riconoscano l’urgenza di azioni concrete come le giornate di chiusura sotto la denominazione di „Green Days“ denota che la consapevolezza ha fatto finalmente breccia.
A questo primo passo, che serve soprattutto come atto di sensibilizzazione e come prova, devono seguire fino al 2022 altre fasi di una strategia metodica: chiusura temporanea, periodi di chiusura continuata durante tutta la stagione e su tutti i passi, affiancata da mobilità elettrica, offerte di mobilità pubblica sostitutiva e attività di sensibilizzazione a 360 gradi. Il tutto accompagnato da continue occasioni di scambio e accordo tra tutte le istituzioni e i gruppi target coinvolti. Solo in questo modo resterà credibile la denominazione di “Dolomiti patrimonio dell’UNESCO”. E soprattutto sarà finalmente possibile tutelare la natura e la qualità di vita dei centri abitati.
I sistemi di mobilità del 21° secolo sono poco impattanti, sia per l’inquinamento che per il rumore, sono pubblici e soprattutto tendono alla diminuzione. I passi dolomitici sono un caso di prova per un cambiamento generale che non si accontenta dei “green days”, ma punta a un “futuro verde”.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Bolzano, 12. 9. 2016

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