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Letti magici

Si torna a parlare di letti. Quelli che avrebbero dovuto essere bloccati dal cosiddetto “stop ai letti” per moderare e limitare l’afflusso turistico in Alto Adige-Südtirol. Ma come spesso accade, non c’è accordo: si vorrebbe fare qualcosa contro il turismo di massa, ma poi manca il coraggio. È questo il problema dell’innovazione in Alto Adige-Südtirol: si ha paura del cambiamento e si vorrebbe che tutto continui come prima.

12.000 posti letto, che sono stati assegnati molto tempo fa, ma che fino ad oggi sono rimasti inutilizzati, dovrebbero essere costruiti entro il 22 settembre 2026, altrimenti scadranno (stop ai letti appunto). L’assessore provinciale Luis Walcher, sostenuto dall’HGV – l’unione albergatori -, ritiene tuttavia che si potrebbe prorogare di cinque anni. Fatta la legge, trovato l’inganno. Non si vuole costringere le persone a costruire a tutti i costi.

“Il punto però è questo: se questi posti letto non sono stati costruiti fino ad oggi, probabilmente non sono così urgenti e necessari. Se vogliamo più qualità e meno massa per il turismo in Alto Adige-Südtirol, prima o poi dovremo iniziare da qualche parte, anche se sul momento fa male. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.”, dice Elide Mussner, co-portavoce dei Verdi.

“Fissare dei limiti è il primo passo chiaro contro la massa. Con il blocco dei posti letto, l’ex assessore Schuler ha adottato una misura coraggiosa e chiara in questa direzione. Non dovremmo ora indebolirla, ma attuarla con coerenza. Si tratta della nostra qualità di vita e della qualità stessa del turismo altoatesino.”, conclude Mussner.

Author: Prakti

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