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Il canone ferroviario aumenta, i treni si svuotano

Secondo un annuncio del gestore della struttura ferroviaria RFI, i canoni di utilizzo dell‘infrastruttura ferroviaria per i treni internazionali a lunga distanza, e solo per questi, verranno rincarati a partire dal 1 gennaio 2018 del 65%. Ciò prevede un rispettivo provvedimento da parte del ministero.OBB_Trasporto
Questa misura metterà in serio pericolo tutti i collegamenti ferroviari internazionali tra l‘Italia e l‘estero.
Il prezzo per le categorie coinvolte sulle tratte RFI (Open Access International) salirà da € 2,70 all’anno nel 2016 a € 4,48 all’anno nel 2018. Il 65,9 % in più. Il rincaro riguarderà solo i treni a lunga percorrenza, non i treni regionali. Questo significa che l’inasprimento delle tariffe si riverserà tutto sui treni internazionali. Per l’Alto Adige Südtirol e i suoi collegamenti con il mondo, evocati in continuazione negli ultimi mesi, questa prospettiva è a dir poco catastrofica. Il rincaro dei prezzi della ferrovia avrà come conseguenza un aumento del traffico automobilistico e dei mezzi pesanti.  con o senza BBT.
Secondo informazioni forniteci dal nostro collega dei Verdi austriaci, la ÖBB sta preparando un ricorso contro RFI e ART (Autorità di regolazione dei trasporti) per contrapporsi a questo rincaro deciso unilateralmente e molto dubbioso sul piano giuridico europeo. La consegna di tale ricorso deve essere effettuata entro il 28/10. Ulteriori soggetti colpiti sono tra gli altri anche la Deutsche Bahn e Trenord, la Società delle imprese per il trasporto merci FerCargo, Trenitalia e le ferrovie francesi SNCF.
Da un punto di vista ambientale la minaccia di tale rincaro è un duro colpo dalla portata doppia: i treni a lunga percorrenza verso l‘Italia sono ben utilizzati. Nel momento in cui diventeranno insostenibili dal punto di vista economico, perché l‘Italia aumenta il canone infrastrutturale di due terzi, questi treni ci saranno ancora? Rotaie vuote e accanto ancora più camion sulle tratte stradali? Sarebbe un vero e proprio incubo.
Bisogna reagire subito. Se questo proposito passa, la prossima vittima saranno i treni merci. Il trasporto merci è comunque sotto forte pressione economica, proprio perché il trasporto su strada – a causa dei bassi prezzi per il carburante e pedaggi più a buon mercato rispetto al canone ferroviario – è così economico.
L’aumento smisurato dei canoni ferroviari indeboliscono il trasferimento del trasporto su rotaia e sono un segnale sbagliato e assolutamente inaccettabile. Anche l‘Alto Adige/Südtirol si deve ribellare!
25.10.2015
Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba
Interrogazione provinciale allegata

Governare Green - In
La contenzione in ps
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