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“Se non lo sai spiegare in modo semplice, non l’hai capito abbastanza bene” – in questa citazione, attribuita nondimeno che ad Albert Einstein, si nasconde una grande verità: perché spesso ci nascondiamo dietro a delle espressioni complicate e tanti paroloni, anche quando sarebbe possibile dirlo in modo molto più semplice.
Per questo i Verdi del Sudtirolo hanno pubblicato il loro programma elettorale per le Europee anche in lingua semplice. Con lingua facile o semplice si intende un modo di esprimersi particolarmente facile da capire per cui esistono delle linee guida chiare, come ad esempio l’uso di frasi brevi, parole semplici e un carattere grande. In questo modo è possibile raggiungere e informare persone che hanno difficoltà con la lingua tedesca o italiana.
Le difficoltà possono derivare dall’essere di un’altra madrelingua, dall’avere difficoltà di apprendimento o da particolari “disabilità”. Le persone che hanno queste difficoltà sono maggiormente esposte al pericolo di emarginazione, di controllo e di discriminazione. La lingua semplice le aiuta a capire meglio e così a partecipare pienamente. Si tratta di un passo importante verso le pari opportunità e l’autodeterminazione di persone con disabilità.
“Dobbiamo interrogarci molto più spesso sul nostro modo di esprimerci: complichiamo cose semplici forse perché non vogliamo essere capiti?” si chiede provocatoriamente la candidata alle prossime europee per la lista Europa Verde Judith Kienzl.
L’inclusione deve essere realizzata a livello europeo. Per questo motivo i Verdi si impegnano per un’Europa senza barriere. La malattia, la “disabilità”, l’età e tutte le altre differenze individuali non possono essere un motivo per non poter partecipare pienamente alla vita. I Verdi sono dalla parte dell’inclusione a livello europeo, affinché noi tutti e tutte possiamo trovare un posto dignitoso nella società.
E siamo sinceri: se Einstein è riuscito a spiegare in modo facile la sua teoria della relatività, allora anche noi Verdi possiamo spiegare a tutte le persone la nostra visione per un’Europa in cui vogliamo vivere bene e volentieri in un modo chiaro e convincente per tutte e tutti.
Sfida accettata!

Scarica il programma in ligua semplice qui

Lo cyberstalking è la nuova forma di violenza contro le donne, salita a livelli spropositati negli ultimi anni in tutti i 28 stati membri dell‘Unione Europea. Con questo termine si indicano le minacce e le intimidazioni che le donne subiscono in Internet. Questa perfida tipologia di stalking ha già portato donne e ragazze al suicidio.

E purtroppo anche le forme tradizionali di violenza fisica contro le donne sono aumentate, in famiglia, sul lavoro, nella vita pubblica. Una donna su tre in Europa è vittima di una aggressione sessuale, come è stato reso noto nella ricerca dell’Agenzia europea dei diritti fondamentali. Circa 62 milioni di cittadine europee tra i 17 e i 74 anni ne sono vittime. Particolarmente allarmante è il fatto che la maggior parte di loro non si ribella e non denuncia l’aggressore, nonostante il moltiplicarsi di strutture attrezzate per il supporto psicologico e legale. In Sudtirolo solo una donna su 20, vittima di violenza, si rivolge a strutture di supporto ufficali, come era stato denunciato ancora nel novembre scorso dall’Assessorato provinciale alla famiglia.

Per questo è importante rafforzare la consapevolezza delle ragazze già in giovane età, sia in famiglia che a scuola. In Sudtirolo c’è bisogno di un’ente di monitoraggio indipendente, che si batta contro lo cyberstalking. Stereotipi e pubblicità sessiste non possono essere tollerate e devono essere denunciate e combattute, prima che subentri l’abitudine e che iniziamo a considerarle come “normali”.

Oktavia Brugger, 7 marzo 2014