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La nuova Legge sulla cultura parte col freno a mano tirato.

Hans Heiss, Brigitte Foppa, Riccardo Dello SbarbaIn Consiglio Provinciale questa settimana viene discussa la nuova Legge sulla Cultura. Molti rappresentanti del mondo culturale hanno accolto favorevolmente la legge – anche se si è notato una forte spaccatura nelle vedute tra il mondo della cultura tedesca e quella italiana, mentre un ruolo a parte anche questa volta gioca il piccolo ma molto attivo mondo ladino.
Come già notato nel dibattito su altre leggi di questa Giunta (Formazione, Personale) invece di una vera visione prevale lo spirito del „mettere a posto“, del riordinare – come si fa al cambio di stagione. E così anche questa legge è più un “testo unico” che una legge di nuovo orientamento.
Partiamo dal positivo: Le correzioni della prassi vigente proposte dalla legge sono in gran parte da salutare con favore. In particolare apprezziamo il riconoscimento del diritto alla cultura per tutte le persone che vivono nella nostra provincia, come anche il riconoscimento del principio della non-discriminazione. Per quanto riguarda le case editrici, riteniamo che il tempo fosse stramaturo per incentivare economicamente l’attività editoriale e le pubblicazioni. Un passo avanti è anche la possibilità di finanziamenti triennali (benché riservati a un „nucleo ristretto di consueti beneficiari“ (??)). Buone anche le nuove possibilità di sostenere il mondo creativo con premi e concorsi.
Ma da due giovani assessori ci si poteva aspettare di più. Avrebbero potuto „pensare avanti“ e creare qualcosa di veramente nuovo. Purtroppo il Duo Achammer/Tommasini ha perso un’occasione d’oro per superare finalmente la profonda divisione dei mondi culturali che si estende dalle ripartizioni cultura passando per le consulte arrivando fino alla (mancata o non esplicitata) promozione di progetti ed organizzazioni interculturali.
Non c’è traccia di tutto questo nella „nuova“ legge sulla cultura.
Le ripartizioni restano separate, la Consulta Mista (creata nel lontano 1958 e, vista oggi, sembra quasi incredibile l’apertura delle vedute di allora) viene abolita, la Consulta Comune, introdotta dalla legge, resta senza chiari compiti e dal fatto che si riunirà una volta all’anno in seduta aperta al pubblico si evince purtroppo che non avrà nulla di rilevante da dire, da fare e da decidere.
Si è anche persa l’occasione di tirare una chiara linea di confine tra incarico pubblico e sussidiarietà. Anche in futuro persisterà la concorrenza tra chi fa cultura da privato o in un’associazione e la molto più ricca e potente (ma magari non altrettanto creativa) Provincia.
In conclusione una legge che va bene, fatta da funzionari che sanno fare il loro mestiere. Un buon artigianato, si potrebbe dire. Il tocco creativo, il coraggioso colpo di genio, lo avrebbe dovuto dare la politica. Forse era chiedere troppo da una Giunta che risulta esser fatta più da amministratori ed esperti della comunicazione che da persone con una visione per la nostra provincia.
14.07. 2015
Cons. Prov. Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss
In aula presenteremo una relazione di minoranza e due ordini del giorno (riguardanti la unione delle ripartizioni cultura sotto lo stesso tetto e la provincializzazione della SIAE).
La relazione di minoranza di Brigitte Foppa:
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Tra città e territo
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