Comunicato stampa
Anche quest’anno, in questo 11 aprile 2025, cade l’Equal Pay Day. È ancora necessaria una giornata dedicata a sensibilizzare il pubblico sulla disparità di retribuzione tra uomini e donne. La data è simbolica: cade nel giorno in cui una donna media finalmente raggiunge – con anche il proprio lavoro di tutto l’anno precedente – lo stesso guadagno di tutto l’anno precedente di un uomo medio. Se si pensa a una giornata lavorativa, un uomo termina il proprio lavoro alle 18. Una donna, per guadagnare lo stesso importo, potrà andare a casa alle 19:20.
Ancora oggi, infatti, per lo stesso lavoro e a parità di qualifiche, le donne vengono pagate meno degli uomini: in Alto Adige la disparità di retribuzione giornaliera tra uomini e donne che lavorano a tempo pieno è ancora del 17,3% nel settore privato e del 16,8% nel settore pubblico. I dati assoluti parlano chiaro: nel 2023, gli uomini che lavoravano nel settore privato percepivano in media 30.678 euro lordi all’anno, mentre le donne ne guadagnavano in media 19.822, il 35,4% in meno.
I motivi sono molteplici: le donne lavorano in settori poco retribuiti, hanno contratti peggiori, ad esempio a tempo determinato, hanno meno probabilità di ricoprire posizioni dirigenziali e interrompono la carriera per l’eventuale maternità. Anche se conosciamo le ragioni di questa disuguaglianza, è difficile risolvere il problema, che può portare alla povertà di molte donne in età pensionistica.
L’Equal Pay Day provinciale quest’anno punta l’attenzione in particolare alle attività professionali autonome e alle imprese – ambiti in cui la disuguaglianza di genere è spesso meno visibile, ma non per questo meno reale.
“La parità salariale non deve essere un privilegio, ma un diritto fondamentale. Ogni giorno in cui una donna guadagna meno di un uomo per lo stesso lavoro è un giorno di troppo. Vogliamo fermare questa ingiustizia e rafforzare il nostro impegno politico per una società più equa, dove il valore del lavoro non dipende dal genere”, affermano i consiglieri provinciali Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.
Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler