{"id":4321,"date":"2013-05-29T12:43:54","date_gmt":"2013-05-29T10:43:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=4321"},"modified":"2021-07-06T10:25:52","modified_gmt":"2021-07-06T08:25:52","slug":"fiumi-sotto-tutela-prevedere-una-compensazione-per-i-comuni-come-in-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/fiumi-sotto-tutela-prevedere-una-compensazione-per-i-comuni-come-in-svizzera\/","title":{"rendered":"Fiumi sotto tutela: prevedere una compensazione per i Comuni, come in Svizzera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/2011-0207-rambach-filmarbeiten-24.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2388\" alt=\"2011-0207-rambach-filmarbeiten-24\" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/2011-0207-rambach-filmarbeiten-24-320x240.jpg\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a>Sul territorio della provincia di Bolzano sono attive oltre 900 concessioni di derivazione d\u2019acqua a scopo idroelettrico, che utilizzano 565.000 litri al secondo, mentre la portata media dell\u2019Adige a Salorno \u00e8 di soli 142.000 litri al secondo. Ogni litro d\u2019acqua alimenta dunque 4 turbine di altrettante centrali idroelettriche. Solo il 7% dei nostri fiumi e torrenti non \u00e8 ancora sfruttato. Diversi rapporti sullo stato delle nostre acque hanno dimostrato che la derivazione a scopo idroelettrico \u00e8 il fattore determinante della cattiva qualit\u00e0 dei fiumi. In alcuni tratti essi versano in uno stato che a partire dal 2015 non sar\u00e0 pi\u00f9 accettabile in base alla \u201cDirettiva quadro sulle acque\u201d dell\u2019Unione Europea (UE 60\/2000) che impone da quella data una qualit\u00e0 \u201cbuona\u201d dei corpi idrici<\/p>\n<p>Nonostante questo esteso sfruttamento, si moltiplicano le domande di nuove concessioni idroelettriche: i guadagni dell&#8217;energia fanno gola a molti soggetti privati e pubblici. I Comuni in particolare, preoccupati per il futuro dei loro finanziamenti, sono tentati di \u201cfare cassa\u201d a scapito dei corsi d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>A questa corsa occorre mettere un limite. L\u2019ambiente \u00e8 fondamentale non solo per le persone, ma anche per un\u2019economia che ha nel turismo uno dei suoi capisaldi.<\/p>\n<p>Occorre trovare una soluzione che tuteli l&#8217;ambiente e vada incontro alle esigenze di finanziamento dei comuni. La Svizzera garantisce da tempo una compensazione per quei comuni e cantoni che decidono di mettere per 40 anni sotto tutela le proprie acque, rinunciando cos\u00ec agli introiti della produzione idroelettrica. Il finanziamento viene preso da un fondo alimentato dalle imposte derivanti dalla produzione idroelettrica.<\/p>\n<p>La legge svizzera di riferimento \u00e8 la nr. 721.80 del 22 dicembre 1916 e successive modifiche: \u201cLegge federale sull&#8217;utilizzazione delle forze idriche\u201d (LUFI). In particolare, i commi 3 e 5 dell&#8217;articolo 22 prevedono che \u201cLa Confederazione versa agli enti pubblici interessati contributi destinati a compensare rilevanti perdite di introiti da utilizzazione delle forze idriche in quanto dovute alla salvaguardia e messa sotto protezione di paesaggi degni di protezione\u201d.<\/p>\n<p>La norma di attuazione della legge \u00e8 l&#8217;\u201dOrdinanza sull&#8217;indennizzo delle perdite subite nell&#8217;utilizzazione delle forze idriche\u201d (OIFI) nr. 721.821 del 25 ottobre 1995, con le modifiche apportate il 19 giugno 2000 e il 7 novembre 2007.<\/p>\n<p>L&#8217;ordinanza afferma che ad aver diritto alla compensazione \u00e8 \u201cla comunit\u00e0 che subisce perdite sotto forma di canoni annui per i diritti d&#8217;acqua\u201d.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 deve decidere di mettere sotto protezione i corpi idrici interessati per almeno 40 anni e per lo stesso periodo ha diritto all&#8217;indennizzo, che equivale almeno alla met\u00e0 della somma, aumentata del 25%, che la comunit\u00e0 avrebbe incassato se avesse realizzato la centrale elettrica.<\/p>\n<p>Con la messa sotto tutela, la comunit\u00e0 e la Confederazione stipulano tra loro un contratto di diritto pubblico di durata di 40 anni, secondo cui una volta all&#8217;anno la Confederazione versa l&#8217;indennizzo alla comunit\u00e0, prelevando la somma necessaria dagli introiti dei canoni di sfruttamento dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Questa norma \u00e8 stata gi\u00e0 utilizzata, per quanto ci risulta, da oltre 30 comuni del cantone Vallese, una decina dei Grigioni e altri sparsi nella Confederazione.<\/p>\n<p>Se sostituiamo la parola \u201ccomunit\u00e0\u201d con \u201cComune\u201d e la parola \u201cConfederazione\u201d con \u201cProvincia autonoma di Bolzano\u201d (che incassa i canoni idrici), la norma ci appare applicabile anche nel nostro territorio e potrebbe far scuola anche nelle altre regioni dell&#8217;arco alpino.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 considerato,<\/p>\n<p><strong>il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano impegna la Giunta provinciale:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>a verificare al pi\u00f9 presto la possibilit\u00e0 di adottare nella nostra legislazione una norma simile a quella prevista in Svizzera dalla \u201cLegge federale sull&#8217;utilizzazione delle forze idriche\u201d (LUFI) e dalla relativa \u201dOrdinanza sull&#8217;indennizzo delle perdite subite nell&#8217;utilizzazione delle forze idriche\u201d (OIFI, nr. 721.821 del 25 ottobre 1995), prevedendo una compensazione per quei comuni che rinunciano agli introiti da energia idroelettrica e mettono sotto tutela i corsi d&#8217;acqua interessati sul proprio territorio.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Ove la suddetta verifica avesse risultati positivi, a portare in Consiglio una proposta di legge in merito.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Consiglieri provinciali<\/p>\n<p>Riccardo Dello Sbarba<br \/>Hans Heiss<\/p>\n<p>Bolzano, 29 maggio 2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul territorio della provincia di Bolzano sono attive oltre 900 concessioni di derivazione d\u2019acqua a scopo idroelettrico, che utilizzano 565.000 litri al secondo, mentre la portata media dell\u2019Adige a Salorno \u00e8 di soli 142.000 litri al secondo. 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