{"id":36978,"date":"2025-04-12T09:13:50","date_gmt":"2025-04-12T07:13:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=36978"},"modified":"2025-04-14T09:28:25","modified_gmt":"2025-04-14T07:28:25","slug":"riforma-dellautonomia-qualunque-cosa-sia-e-stata-pagata-troppo-cara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/riforma-dellautonomia-qualunque-cosa-sia-e-stata-pagata-troppo-cara\/","title":{"rendered":"Riforma dell\u2019autonomia: qualunque cosa sia, \u00e8 stata pagata troppo cara"},"content":{"rendered":"<p>Questa legislatura, l\u2019ultima di Arno Kompatscher come presidente provinciale, \u00e8 segnata dal suo progetto di riforma dell\u2019autonomia. Ci\u00f2 che dieci anni fa era iniziato come un percorso partecipativo, con tavole rotonde aperte e decine di persone coinvolte nella convenzione sull\u2019autonomia, si conclude ora con un documento che fatica a uscire dagli uffici dei ministeri a Roma. \u00c8 stato negoziato a porte chiuse, e solo con difficolt\u00e0 i\/le rappresentanti politici\/che dell\u2019Alto Adige sono riusciti a raccogliere alcune informazioni.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019intera riforma \u00e8 stata negoziata bypassando le persone, questo \u00e8 un dato di fatto. Solo pochissimi cittadini e cittadine di questa terra hanno potuto seguire, per non parlare di partecipare, ci\u00f2 che \u00e8 stato negoziato. Si tratta di una grave mancanza nel metodo, anche perch\u00e9 il prezzo del progetto di riforma \u00e8 stata l\u2019alleanza di governo con post-fascisti e ultradestra\u201d, ricordano i consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. Anche loro, come tutti, hanno dovuto attendere in questi giorni il testo che dovrebbe indicare la direzione futura dell\u2019autonomia.<\/p>\n<p>Un primo commento \u00e8 comunque possibile, anche guardando indietro: \u201cNella convenzione si \u00e8 giustamente sottolineato quanto sia importante coniugare l\u2019autonomia (cio\u00e8 l\u2019autogoverno rispetto allo Stato) con una democratizzazione interna. Negli ultimi dieci anni, qui sono stati fatti solo piccoli passi. Alcuni, come i limiti di mandato, sono stati addirittura revocati. Le quote di genere e la democrazia diretta sono state conquiste faticose, e tutte sono state limitate proprio sul traguardo, dalla maggioranza in provincia\u201d, afferma la capogruppo Brigitte Foppa. \u201cQuesto progetto di riforma, invece, si muove nuovamente solo sul livello Stato contro Provincia. Gli sviluppi nella convivenza all\u2019interno dell\u2019Alto Adige non sono stati portati avanti dal presidente della Provincia, ma dal partner di coalizione Urz\u00ec. Questo \u00e8 molto significativo\u201d, aggiungono i consiglieri Verdi.<\/p>\n<p><strong>Alcune prime valutazioni sui contenuti<\/strong><\/p>\n<p>La \u201clista della spesa\u201d delle competenze si inserisce nella tradizione delle trattative autonomistiche degli ultimi decenni. I Verdi sono scettici (in attesa di vedere l\u2019attuazione concreta, ancora incerta) riguardo al trasferimento di competenze su ambiente e urbanistica. \u201cNon si deve cadere nell\u2019automatismo che il decentramento sia sempre meglio. Proprio quando ci sono conflitti di interesse, come spesso avviene con urbanistica e ambiente, \u00e8 vantaggioso avere un\u2019istanza superiore che prenda le decisioni e fissi le regole. Pi\u00f9 di una volta lo Stato ha avuto l\u2019ultima parola in materia ambientale\u201d, spiegano Foppa, Rohrer e Oberkofler.<\/p>\n<p>Particolarmente problematico appare ai consiglieri Verdi il nuovo articolo 107. Questo stravolge il rapporto tra norma di attuazione e Statuto, e attribuisce alla Commissione dei Sei \u2013 che \u00e8 in sostanza una rappresentanza dei governi (Stato e Provincia), e non dei Parlamenti \u2013 un ruolo per cui non \u00e8 stata concepita. \u201cSiamo d\u2019accordo con gli esperti che affermano che la Commissione dei Sei non deve assumere il ruolo della Corte costituzionale\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima parola sulle novit\u00e0 previste per la convivenza tra i gruppi linguistici in Alto Adige. \u201cQui vediamo progressi, con luci e ombre. Un passo importante, che anche noi Verdi abbiamo sempre richiesto, \u00e8 la riduzione del requisito di residenza a due anni. Anche un anno sarebbe stato sufficiente. Nel XXI secolo e in un\u2019Europa senza frontiere, questo passo era ormai necessario\u201d, dichiarano Foppa, Rohrer e Oberkofler. Accolgono con favore anche la possibilit\u00e0 di nominare un rappresentante del gruppo linguistico italiano in giunta comunale, quando solo un eletto appartiene a tale gruppo. Quello che invece genera pi\u00f9 incertezza giuridica e possibili accordi sottobanco \u00e8 la doppia variante per la composizione della giunta provinciale. Qui i Verdi non sono d\u2019accordo. Avrebbero voluto una soluzione chiara e inequivocabile, per evitare ad ogni inizio legislatura dispute legali e per limitare le manovre politiche.<\/p>\n<p>\u201cNel Consiglio provinciale straordinario, richiesto dall\u2019opposizione, affronteremo nel dettaglio e con visione d\u2019insieme il dibattito politico. Ma una cosa si pu\u00f2 gi\u00e0 dire, e lo confermano le affermazioni antidemocratiche sentite in questi mesi in Consiglio: il prezzo per il progetto di autonomia di Arno Kompatscher \u00e8 stato alto. Troppo alto.\u201d<\/p>\n<p>Cons. prov.<br \/>\nBrigitte Foppa<br \/>\nMadeleine Rohrer<br \/>\nZeno Oberkofler<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa legislatura, l\u2019ultima di Arno Kompatscher come presidente provinciale, \u00e8 segnata dal suo progetto di riforma dell\u2019autonomia. 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