{"id":34919,"date":"2023-11-27T10:05:15","date_gmt":"2023-11-27T09:05:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=34919"},"modified":"2023-11-27T10:05:15","modified_gmt":"2023-11-27T09:05:15","slug":"femminicidi-ora-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/femminicidi-ora-basta\/","title":{"rendered":"Femminicidi: ora basta!"},"content":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA.<\/p>\n<p>Accade troppo frequentemente, continua ad accadere: in Europa, in Italia, in Alto Adige. Le donne sono ancora vittime della violenza patriarcale. Nel peggiore dei casi, e drammaticamente non cos\u00ec di rado, vengono assassinate. Questa forma di omicidio ha purtroppo ormai una sua denominazione specifica: femminicidio. Una sua possibile definizione la fornisce l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0: \u201cl\u2019uccisione consapevole di una donna proprio e in quanto donna\u201d. Il portato finale e pi\u00f9 atroce della cultura patriarcale nella quale siamo ancora immersi.<\/p>\n<p>Il femminicidio tuttavia prende le mosse molto prima del suo atto finale: ha inizio attraverso le manifestazioni di altre forme di violenza, da quella verbale a quella fisica, a quella economica e sociale. Una precondizione questa confermata anche a livello locale da due dati. Il primo: nel corso del 2022 ben 130 donne nella nostra provincia hanno cercato aiuto, sostegno e rifugio nei centri ad esse dedicati. Il secondo: nel corso dello stesso anno tuttavia sono state ben di pi\u00f9 (600 il loro numero) le donne che si sono rivolte ai centri di consulenza per situazioni di minaccia e soprusi. Un percorso dunque di maltrattamenti che ha inizio molto prima del manifestarsi degli episodi di ferocia e che fortunatamente non in tutti i casi sfocia in femminicidio. Vale comunque e ancor di pi\u00f9 l\u2019assunto che ogni atto di violenza contro le donne \u00e8 un atto di troppo e che ogni femminicidio \u00e8 una sconfitta per l\u2019intera societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Nonostante il numero allarmante di femminicidi in Europa, in Italia e purtroppo anche in Alto Adige, non c\u2019\u00e8 molta consapevolezza sulla realt\u00e0 e la natura di questo fenomeno. La stessa definizione di \u201cfemminicidio\u201d si \u00e8 affermata soltanto di recente a livello internazionale. \u00c8 stato comunque un primo passo assolutamente necessario: appena infatti \u00e8 possibile dare un nome, attribuire una definizione a un fenomeno, ecco che questo diviene visibile, assume carattere di realt\u00e0 e costringe ad affrontarlo. Ma non \u00e8 sufficiente. Il fatto stesso che esistano pi\u00f9 definizioni di \u201cfemminicidio\u201d che tra loro differiscono anche in termini di sostanza, suggerisce come ci siano ancora lacune nella nostra consapevolezza circa il fenomeno. \u00c8 giunto quindi improrogabilmente il momento di cambiare prospettiva e di agire di conseguenza, partendo da una domanda ineluttabile: come possiamo contrastare il femminicidio? Come dobbiamo affrontare questa situazione? Per poter dare una risposta che a livello normativo sia adeguata a soddisfare questi quesiti, \u00e8 necessario un surplus di informazioni. \u201cAbbiamo urgentemente bisogno di un&#8217;audizione specifica presso la competente commissione legislativa per raccogliere le necessarie informazioni e indicazioni di base da tradurre poi in concreti procedimenti sul piano politico. \u201cNon appena saranno istituite le commissioni, dovremo urgentemente affrontare questo problema&#8221;, ha affermato Brigitte Foppa, portavoce del gruppo consiliare provinciale dei Verdi. \u201cProprio in quanto elette ed eletti dal voto popolare dobbiamo saper ascoltare e metterci nella condizione di apprendere da quelle organizzazioni e da quelle persone che su questo tema lavorano quotidianamente e con grande impegno e dedizione. Solo chi conosce davvero l\u2019avversario, pu\u00f2 combatterlo efficacemente\u201d, concorda Madeleine Rohrer. Ma non \u00e8 tutto: \u201cC&#8217;\u00e8 una generale carenza di istruzione e di conoscenza: da qui la necessit\u00e0 di un\u2019educazione all\u2019affettivit\u00e0 e alla sessualit\u00e0, adeguate ognuna a ogni et\u00e0 dello sviluppo, ma a partire dai bambini e dalle bambine pi\u00f9 piccoli\/e. Come societ\u00e0 dobbiamo finalmente liberarci da questo sistema patriarcale\u201d, ha concluso Zeno Oberkofler.<\/p>\n<p>Ogni singolo femminicidio \u00e8 uno di troppo. Ogni singolo femminicidio avrebbe dovuto essere l&#8217;ultimo. Eppure si ripetono quasi giorno dopo giorno. \u00c8 giunto allora il momento di intraprendere un\u2019azione sistematica contro questa tragedia e di farlo a pi\u00f9 livelli. Il consiglio provinciale dovrebbe in questo senso dare il buon esempio e combattere decisamente il fenomeno con gli strumenti che gli sono propri, quelli legislativi. Perch\u00e9 su questo tema le cose non possono pi\u00f9 andare avanti cos\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Consiglieri provinciali<\/strong><\/p>\n<p><strong>Brigitte Foppa <\/strong><\/p>\n<p><strong>Madeleine Rohrer<\/strong><\/p>\n<p><strong>Zeno Oberkofler<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA. Accade troppo frequentemente, continua ad accadere: in Europa, in Italia, in Alto Adige. Le donne sono ancora vittime della violenza patriarcale. Nel peggiore dei casi, e drammaticamente non cos\u00ec di rado, vengono assassinate. 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