{"id":34252,"date":"2023-09-07T16:31:29","date_gmt":"2023-09-07T14:31:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=34252"},"modified":"2023-09-08T10:39:08","modified_gmt":"2023-09-08T08:39:08","slug":"boom-di-funivie-teniamo-conto-di-limiti-obiettivi-e-utilita-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/boom-di-funivie-teniamo-conto-di-limiti-obiettivi-e-utilita-pubblica\/","title":{"rendered":"Boom di funivie: teniamo conto di limiti, obiettivi e utilit\u00e0 pubblica"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>COMUNICATO STAMPA.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Alto Adige \u00e8 una regione di montagna, in cui da sempre il modo migliore per muoversi sono le proprie gambe. Nel frattempo, le funivie hanno dimostrato la loro validit\u00e0 come mezzo di mobilit\u00e0. In questo modo molte zone della nostra provincia sono state rese accessibili e collegate al resto del territorio con modalit\u00e0 che non richiedono strade o rotaie.<\/p>\n<p>In progetti come la \u201cDolomiti Low Emission Zone\u201d la stessa Giunta provinciale promuove questo tipo di impianti.<\/p>\n<p>Nonostante i vantaggi, anche per la tutela del clima, in molte parti del territorio si alzano sempre pi\u00f9 spesso le proteste contro la costruzione di nuovi impianti. Facciamo le debite distinzioni.<\/p>\n<p><strong>Modello Funivia del Renon \u2013 Impianto come mezzo di trasporto pubblico: S\u00cc!<\/strong><\/p>\n<p>Se una funivia vale come mezzo di trasporto pubblico, che i residenti utilizzano quotidianamente con l\u2019AltoAdigePass per recarsi a scuola o al lavoro, in genere viene accettata ed \u00e8 sostenibile. Un bell\u2019esempio \u00e8 rappresentato dalla funivia del Renon, usata e apprezzata allo stesso modo da residenti e turisti. E potremmo aggiungere anche altri esempi di questo tipo, che riteniamo vadano assolutamente sostenuti. Non \u00e8 di questi che vogliamo parlare qui.<\/p>\n<p><strong>\u201cFinti mezzi pubblici\u201d: NO!<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 il trend che si osserva oggi e verso cui si rivolgono la maggior parte delle critiche \u00e8 quello che porta alla realizzazione di impianti che non hanno lo scopo di servire al trasporto pubblico locale, ma sono in primo luogo infrastrutture per il turismo. Pur beneficiando di contributi pubblici (che talvolta arrivano al 75 percento!) non rientrano nel circuito del trasporto integrato dell\u2019AltoAdigePass e le tariffe sono spesso molto salate. Un esempio \u00e8 la funivia Cabrio di Tires: finanziata per il 75% con fondi pubblici (per una somma di 11,3 milioni): il biglietto andata e ritorno \u00e8 di 22 Euro e il biglietto famiglia di ben 44 Euro. Non proprio accessibile a tutti. Eppure, per potersi definire mezzi di trasporto pubblico, questi impianti dovrebbero applicare le condizioni valevoli per il trasporto integrato e quindi essere accessibili agli utenti dell\u2019AltoAdigePass. In caso contrario non possono chiamarsi tali.<\/p>\n<p><strong>Trasparenza e consenso da parte della popolazione. ASSOLUTAMENTE!<\/strong><\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge che negli ultimi tempi il business degli impianti a fune \u00e8 stato gestito in modo tutt\u2019altro che trasparente e conforme alla normativa. Di nuovo molto chiaro \u00e8 l\u2019esempio della funivia Cabrio di Tires. L&#8217;idea \u00e8 che la cabinovia vada a sostituire il tanto utilizzato ed economico autobus per il Passo del Niger. Se l\u2019impianto fosse accessibile a prezzi decenti con il S\u00fcdtirolPass, si potrebbe ancora capire. Ma costringere le persone a utilizzare un mezzo di trasporto pi\u00f9 costoso cancellando tutti gli altri mezzi pubblici alternativi non \u00e8 n\u00e9 adatto alle famiglie n\u00e9 sostenibile.<\/p>\n<p>Un altro esempio \u00e8 cabinovia che porta sulla forcella del Sassolungo. Fino a poco tempo fa si pensava di raddoppiare la capacit\u00e0 di portata e di quadruplicare la cubatura delle stazioni a valle e a monte. Per il momento il progetto \u00e8 stato accantonato, ma in valle le discussioni, i dibattiti e i timori non si sono ancora quietati. Il problema del potenziamento tocca anche altre strutture: se si aumenta la capacit\u00e0 di portata dell\u2019impianto, anche il vicino parcheggio e i rifugi adiacenti risultano subito troppo piccoli. Ma non \u00e8 accettabile che per impianti pi\u00f9 grandi si debbano automaticamente ingrandire anche tutte le infrastrutture limitrofe.<\/p>\n<p>E la lista di esempi di questo tipo potrebbe diventare molto lunga.<\/p>\n<p><strong>La questione principale: Cui bono?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cMolte cittadine e cittadini della nostra provincia vedono con scetticismo i progetti e gli sviluppi delle funivie. Desiderano un trasporto pubblico rispettoso del clima, che alleggerisca i bilanci familiari e sia un&#8217;alternativa all&#8217;automobile\u201d, afferma la Consigliera provinciale Brigitte Foppa. \u201cMolti impianti di risalita sono finanziati con fondi pubblici, ma non sono disponibili a prezzi accessibili e sono in realt\u00e0 servizi di collegamento (costosi) per le aree turistiche. \u00c8 per questo tipo di dinamica che il consenso tra la popolazione cala drasticamente. Qualcosa deve cambiare.\u201d<\/p>\n<p>Foppa \u00e8 prima firmataria di una mozione che verr\u00e0 trattata in Consiglio provinciale la settimana prossima. La mozione prevede:<\/p>\n<ul>\n<li>di integrare nel sistema dell\u2019AltoAdigePass tutti gli impianti di risalita finanziati con fondi pubblici (per logistica e prezzo!)<\/li>\n<li>di sottoporre tutti i nuovi progetti di impianto ad una valutazione della compatibilit\u00e0 climatica<\/li>\n<li>di coinvolgere la popolazione dei comuni interessati nell\u2019intero processo per la realizzazione di progetti per impianti di risalita<\/li>\n<li>di non realizzare, per i prossimi dieci anni, potenziamenti della capacit\u00e0 di portata di impianti di risalita che a loro volta comporterebbero l\u2019aumento della capacit\u00e0 delle strutture circostanti (parcheggi, rifugi, strade, hotel, ecc.).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Designare il Plan de Cunfin e il Gruppo del Sassolungo come parco naturale e metterli definitivamente sotto tutela<\/strong><\/p>\n<p>Strettamente legato al tema \u00e8 l\u2019esempio del collegamento del Plan de Cunfin.<\/p>\n<p>Da molti anni il settore funiviario desidera collegare l&#8217;Alpe di Siusi con il Monte Pana sopra S. Cristina tramite una funivia. Sono soprattutto gli operatori turistici di Castelrotto a sperare in un rilancio e a tenere costantemente alta la pressione.<\/p>\n<p>\u201cQuesto collegamento a fune taglierebbe il Plan de Cunfin, disturbando e distruggendo in parte un&#8217;area unica situata ai piedi del Sassolungo. Si tratta di una zona preziosa che rifornisce S. Cristina di acqua potabile, \u00e8 un rifugio per animali selvatici e uccelli e in generale una delle ultime zone di quiete nell&#8217;area fortemente sviluppata tra la Val Gardena e l&#8217;Alpe di Siusi\u201d spiega Hanspeter Staffler.<\/p>\n<p>Molte organizzazioni come Nosc Cunfin, Lia da Mont e Lia per Natura y Usanzes, Alpenverein S\u00fcdtirol, CAI Alto Adige, Heimatpflegeverband, Vereinigung S\u00fcdtiroler Biolog:innen, Arbeitsgemeinschaft f\u00fcr Vogelkunde und Vogelschutz S\u00fcdtirol, Mountain Wilderness e la Climate Action South Tyrol chiedono da tempo che questa area venga messa sotto tutela.<\/p>\n<p>Esistono anche delibere dei Comuni gardenesi che approvano lo status di area protetta per questa zona sensibile. In Val Gardena, attualmente prevale l&#8217;opinione che anche l&#8217;industria turistica locale dubiti del progetto e che comunque nella popolazione non ci sarebbe consenso.<\/p>\n<p>La noncuranza con cui viene trattato il paesaggio intorno al gruppo del Sassolungo \u00e8 dimostrata dai lavori di sbancamento effettuati di recente presso la Citt\u00e0 dei Sassi sul Passo del Sella o dal progetto di funivia completamente sovradimensionato sul Passo del Sassolungo.<\/p>\n<p>\u201cLa messa sotto tutela del Gruppo del Sassolungo con i Piani di Cunfin non \u00e8 soltanto una necessit\u00e0 ambientale, si tratta anche di tutelare la qualit\u00e0 dell\u2019offerta turistica della zona. Se guardiamo al futuro: cosa vogliamo offrire ai nostri ospiti, un panorama di infrastrutture impattanti o una natura incontaminata? \u00c8 ora di riconoscere il valore dei luoghi ancora incontaminati e di proteggerli dall\u2019invasione di massa, per l\u2019ambiente, per la nostra economia e per le generazioni future\u201d aggiunge la candidata alle prossime elezioni provinciali Elide Mussner.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi giunto il momento di puntare a uno status di tutela per il gruppo Sassolungo e di coinvolgere la popolazione nel processo decisionale. Nel corso dell\u2019ultima seduta per questa legislatura, il Consiglio provinciale pu\u00f2 porre le condizioni per andare nella giusta direzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nella foto: <\/strong><strong>Im Foto: <\/strong>Riccardo Dello Sbarba, Elide Mussner, Brigitte Foppa, Heidi Stuffer, Hanspeter Staffler, Karl Heinz Dejori<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA. 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