{"id":33561,"date":"2022-11-30T11:39:10","date_gmt":"2022-11-30T10:39:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=33561"},"modified":"2023-06-01T11:45:49","modified_gmt":"2023-06-01T09:45:49","slug":"quantificare-lo-spreco-alimentare-delle-mense-scolastiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/quantificare-lo-spreco-alimentare-delle-mense-scolastiche\/","title":{"rendered":"Quantificare lo spreco alimentare delle mense scolastiche"},"content":{"rendered":"<p><strong>MOZIONE.<\/strong><\/p>\n<p>Un terzo del cibo delle refezioni scolastiche finisce nella spazzatura. Questo \u00e8 lo sconcertante risultato di uno studio del 2018 che ha coinvolto diverse mense in tre regioni italiane. Si tratta del cosiddetto \u201cProgetto Reduce\u201d del Ministero dell\u2019ambiente, che si \u00e8 posto l\u2019obiettivo di quantificare lo spreco alimentare in Italia. La provincia di Bolzano non ha partecipato a questo studio, ma si pu\u00f2 ipotizzare che qui da noi la situazione non sia molto diversa. Un aspetto del problema \u00e8 certamente da ricercare nella logistica. Per i gestori delle mense, che spesso devono sfamare centinaia di alunni e alunne, \u00e8 pi\u00f9 pratico servire un intero men\u00f9 preconfezionato. Per i bambini e gli\/le adolescenti, invece, i menu preconfezionati sono spesso controproducenti: infatti in questo modo si ritrovano nel piatto pietanze che non avrebbero mai scelto, oppure porzioni troppo abbondanti. Di conseguenza, gran parte del cibo finisce nella spazzatura.<\/p>\n<p>A Ravenna, sulla base di questa analisi dei rifiuti, \u00e8 stata introdotta la cosiddetta \u201cio non spreco-bag\u201d. Cos\u00ec, ad esempio, i ragazzi\/le ragazze possono portarsi a casa dalle mense delle scuole elementari e medie pane, frutta (che, secondo lo studio di cui sopra, \u00e8 il cibo che finisce pi\u00f9 spesso nella spazzatura) o merendine confezionate. Si tratta di iniziative gi\u00e0 praticate altrove. ma in modo tutt\u2019altro che capillare e molto spesso solo su iniziativa del personale docente, di cucina e di supporto. Un\u2019altra soluzione analoga, che consente di prendere tre piccioni con una fava, sarebbe quella di mettere a disposizione degli alunni e delle alunne durante la pausa del mattino la frutta e altri avanzi del giorno prima. In questo modo le famiglie non dovrebbero pi\u00f9 preoccuparsi della merenda per i loro figli e figlie, che riceverebbero a scuola uno spuntino sano, evitando cos\u00ec lo spreco di cibo. Infatti, stando a quanto scrive Foodinsider (un\u2019associazione di esperte ed esperti italiani che monitora le mense scolastiche e la loro qualit\u00e0), lo spreco nelle refezioni scolastiche \u00e8 spesso dovuto al fatto che i genitori, sapendo che i figli non mangiano volentieri in mensa, danno loro da portare a scuola merende esageratamente abbondanti. Cos\u00ec i bambini spesso arrivano in mensa con scarso appetito e di conseguenza mangiano poco o niente. Insomma, il gatto si morde la coda.<\/p>\n<p>Riconoscere che lo spreco alimentare \u00e8 un problema e fare qualcosa per evitarlo \u00e8 gi\u00e0 un primo passo. Perch\u00e9 non si tratta di un problema solamente sociale, ma anche climatico. Secondo Foodinsider, i rifiuti alimentari sono responsabili dell\u20198% delle emissioni di gas serra. Non per niente il dimezzamento dello spreco alimentare entro il 2030 \u00e8 uno dei 17 \u201cObiettivi di Sviluppo Sostenibile\u201d delle Nazioni Unite che anche la Provincia di Bolzano si \u00e8 impegnata a raggiungere<\/p>\n<p>Su richiesta del Gruppo Verde la Giunta provinciale ha confermato che la Provincia di Bolzano non ha ancora sfruttato appieno il suo potenziale di riduzione degli sprechi alimentari. Tale potenziale \u00e8 evidente soprattutto per quanto riguarda le mense scolastiche, nelle quali gran parte dei rifiuti potrebbe essere evitata. La Giunta provinciale ha dichiarato che per ridurre gli sprechi alimentari occorrono dati, di cui la Provincia attualmente non dispone. Un primo passo per ottenere pi\u00f9 dati consisterebbe nella cosiddetta analisi dei rifiuti presso le mense scolastiche. Lo studio citato in apertura, che ha interessato tre regioni italiane, ha condotto proprio un\u2019analisi di questo tipo. Solo quando sapremo di pi\u00f9 sui rifiuti, su dove vengono prodotti (in cucina o nel piatto), su quali alimenti vengono buttati via di pi\u00f9, ecc., potremo intraprendere azioni adeguate per affrontare il problema.<\/p>\n<p>Nelle sue \u201cLinee di indirizzo rivolte agli enti gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunit\u00e0, al fine di prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti\u201d, il Ministero della salute afferma che tra i criteri di aggiudicazione dei servizi di refezione pu\u00f2 essere prevista anche la lotta allo spreco alimentare. Ci\u00f2 \u00e8 possibile gi\u00e0 dal 2017. Da allora, nell\u2019assegnazione dei servizi di mensa si tiene conto anche di aspetti qualitativi e non solo economici. Si tratta di un ulteriore passo avanti verso la riduzione degli sprechi alimentari nelle mense scolastiche. Chiedendo ai gestori di dotarsi di un piano per evitare gli sprechi e attribuendo a tale aspetto un\u2019importanza fondamentale, si potrebbe contribuire a ridurre la spaventosa quantit\u00e0 di rifiuti nelle mense.<\/p>\n<p>Anche il gi\u00e0 citato preconfezionamento dei pasti \u00e8 svantaggioso sotto diversi punti di vista, soprattutto per il fatto che bambini di 6 e 11 anni ricevono esattamente la stessa quantit\u00e0 di cibo. \u00c8 evidente che all\u2019interno di questa fascia d\u2019et\u00e0 ci sono grandi differenze per quanto riguarda il fabbisogno calorico. Gi\u00e0 il solo fatto che i bambini possano scegliere cosa e quanto mangiare ridurrebbe di molto lo spreco di cibo. Insomma, nella nostra provincia ci sono ancora margini di miglioramento. Tuttavia, anche altrove \u00e8 gi\u00e0 stato dimostrato come si potrebbe fare e quali misure sarebbero utili. Ora non ci resta che affrontare il problema.<\/p>\n<p>Per questi motivi il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale<\/p>\n<ol>\n<li>di effettuare un\u2019analisi esterna dei rifiuti nelle mense scolastiche della provincia di Bolzano, distinta per le seguenti aree:<\/li>\n<li>DOVE vengono prodotti gli avanzi o i rifiuti (in cucina o nel piatto?);<\/li>\n<li>QUALI prodotti o pietanze finiscono maggiormente nei rifiuti;<\/li>\n<li>QUALI QUANTITATIVI di generi alimentari o pietanze vengono buttati via (distinguendo tra sprechi alimentari evitabili e non evitabili);<\/li>\n<li>di integrare nei criteri di gara per la gestione delle mense scolastiche una strategia contro lo spreco alimentare e di tenerne obbligatoriamente conto nel processo di selezione;<\/li>\n<li>di adoperarsi affinch\u00e9 i gestori delle mense scolastiche rinuncino ai men\u00f9 preconfezionati e permettano agli alunni e alle alunne di scegliere da soli le pietanze;<\/li>\n<li>di adoperarsi affinch\u00e9 i gestori delle mense scolastiche diano agli alunni e alle alunne da portare a casa la frutta, il pane e gli spuntini confezionati avanzati o li mettano a disposizione come merenda per la pausa mattutina del giorno successivo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Bolzano, 30.11.2023<\/em><\/p>\n<p>f.to consiglieri provinciali<\/p>\n<p>Brigitte Foppa<\/p>\n<p>Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n<p>Hanspeter Staffler<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE. 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