{"id":33522,"date":"2023-05-15T15:35:09","date_gmt":"2023-05-15T13:35:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=33522"},"modified":"2023-05-30T15:45:43","modified_gmt":"2023-05-30T13:45:43","slug":"aree-di-compensazione-ecologica-attuazione-ed-estensione-delle-direttive-agrios","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/aree-di-compensazione-ecologica-attuazione-ed-estensione-delle-direttive-agrios\/","title":{"rendered":"Aree di compensazione ecologica \u2013 attuazione ed estensione delle direttive Agrios"},"content":{"rendered":"<p><strong>MOZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Secondo il rapporto sulla biodiversit\u00e0 nel mondo 2019, in tutto il pianeta moltissime specie di piante e animali selvatici rischiano l\u2019estinzione. Gli esperti parlano addirittura di una sesta estinzione; la quinta estinzione globale \u00e8 avvenuta 60 milioni di anni fa con la scomparsa dei dinosauri.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora un barlume di speranza che la sesta estinzione si possa evitare, a condizione di reagire immediatamente. Reagire significa, da una parte, non toccare pi\u00f9 gli habitat naturali esistenti, e dall\u2019altra rinaturalizzare gli habitat ecologicamente degradati.<\/p>\n<p>La Commissione europea sta elaborando una norma per il ripristino degli ecosistemi. L&#8217;obiettivo \u00e8 collegare due temi: da una parte, gli ecosistemi naturali o quasi naturali sono rifugi per animali e piante selvatici, e dall\u2019altra indispensabili serbatoi di CO2.<\/p>\n<p>I fattori scatenanti dell\u2019incombente sesta estinzione sono la distruzione degli habitat, lo sfruttamento dei mari, l&#8217;avvelenamento dell&#8217;ambiente, il riscaldamento climatico e i sistemi di agricoltura intensiva. I sistemi agricoli intensivi tendono a essere monocolture; le monocolture sono per lo pi\u00f9 gestite con tecniche industriali, e le tecniche industriali non tollerano piccoli habitat ecologici.<\/p>\n<p>I piccoli habitat ecologici sono spesso indicati anche come elementi del paesaggio: ad esempio mucchi di pietre, muri a secco, siepi, gruppi di alberi, specchi d\u2019acqua, collinette, avvallamenti e pendii. Tutti questi piccoli habitat sono rifugi fondamentali per la sopravvivenza di molti animali e piante selvatici; e per uno sviluppo positivo dovrebbero anche essere interconnessi.<\/p>\n<p>La crisi della natura o della biodiversit\u00e0 \u00e8 documentata scientificamente da decenni dalle Liste Rosse. Anche per l\u2019Alto Adige esistono diverse Liste Rosse per piante selvatiche, specie di insetti o uccelli canori. Nel complesso queste Liste Rosse mostrano una tendenza coerente: tutte le specie selvatiche sono in declino quantitativo e qualitativo. La causa principale \u00e8 la scomparsa degli habitat: dovuta, oltre alla generale impermeabilizzazione del suolo, anche alle nuove vie di accesso all\u2019alta montagna, e alla frutticoltura e foraggicoltura intensive.<\/p>\n<p>Da molto tempo, la necessit\u00e0 di misure di compensazione ecologica nella frutticoltura intensiva \u00e8 stata riconosciuta dal Gruppo di lavoro per la frutticoltura integrata (Agrios), che da anni nelle proprie linee guida richiede ai suoi componenti quanto segue:<\/p>\n<p>\u201cAREE DI COMPENSAZIONE ECOLOGICA E CURA DEI DINTORNI DEL FRUTTETO\u201d<\/p>\n<p>Il frutticoltore cura e protegge anche i dintorni del proprio frutteto secondo i principi della produzione integrata. Ad esempio, cespugli, muri a secco, cumuli di sassi o scarpate sono spesso utilizzati come ricoveri per numerosi animali utili (uccelli, ricci, donnole e altri). Pertanto, queste zone non devono essere bruciate o irrorate con prodotti antiparassitari (erbicidi e altro). Le aree di compensazione ecologica devono incidere per almeno il 5% della intera superficie destinata alla frutticoltura.\u201d (direttive Agrios 2023)<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che la frutticoltura \u00e8 ancora lontana da questo obiettivo del 5%: quasi nessuna azienda agricola ha creato aree di compensazione ecologica. Al riguardo si potrebbero anche cercare soluzioni interaziendali nel bacino di utenza delle cooperative di produttori. Comunque, l\u2019obiettivo dell\u2019Agrios non \u00e8 stato finora raggiunto.<\/p>\n<p>Questa parte della direttiva \u00e8 molto positiva e dovrebbe essere estesa anche alla foraggicoltura intensiva. Frutticoltura e foraggicoltura intensive sono i principali responsabili della crisi della natura e della biodiversit\u00e0 in Alto Adige; e adeguate aree di compensazione potrebbero arginare l&#8217;estinzione delle specie.<\/p>\n<p><strong>Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica pertanto la Giunta provinciale:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>di adottare misure per motivare singole aziende o cooperative di produttori nel settore della frutticoltura ad attuare rapidamente la direttiva Agrios sul 5% di aree di compensazione ecologica;<\/li>\n<li>di adottare misure per introdurre anche per la foraggicoltura intensiva un\u2019analoga direttiva sul 5% di aree di compensazione ecologica.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: right;\">Bolzano, 15.05.2023<\/p>\n<p>f.to. consiglieri provinciali<\/p>\n<p>Hanspeter Staffler<\/p>\n<p>Brigitte Foppa<\/p>\n<p>Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE Secondo il rapporto sulla biodiversit\u00e0 nel mondo 2019, in tutto il pianeta moltissime specie di piante e animali selvatici rischiano l\u2019estinzione. 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