{"id":33221,"date":"2023-04-11T11:29:53","date_gmt":"2023-04-11T09:29:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=33221"},"modified":"2023-04-11T11:29:53","modified_gmt":"2023-04-11T09:29:53","slug":"attuare-il-risparmio-idrico-nel-settore-della-frutticoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/attuare-il-risparmio-idrico-nel-settore-della-frutticoltura\/","title":{"rendered":"Attuare il risparmio idrico nel settore della frutticoltura"},"content":{"rendered":"<p>MOZIONE.<\/p>\n<p>L\u2019attuale carenza d\u2019acqua mette in evidenza quali ripercussioni pu\u00f2 avere il riscaldamento globale: l\u2019aumento delle temperature e la diminuzione delle precipitazioni influiscono sull\u2019approvvigionamento idrico. \u00c8 possibile che il 2022 e il 2023 siano anni di eccezionale siccit\u00e0 e che gli anni che seguiranno non siano pi\u00f9 altrettanto problematici. Tuttavia<br \/>\nsembra delinearsi una tendenza per i prossimi anni e decenni: \u00e8 probabile che le fasi di caldo e siccit\u00e0 diventino pi\u00f9 frequenti e che quindi ci si debba abituare alla scarsit\u00e0 d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Il danno ormai \u00e8 fatto, a meno che precipitazioni estese e costanti non portino presto un po\u2019 di sollievo. Gi\u00e0 nel 2022 dalle sorgenti della nostra provincia \u00e8 scaturito fino al 40% di acqua in meno.<br \/>\nMete turistiche molto frequentate, come l\u2019area dello Sciliar, l\u2019altopiano del Salto o Pr\u00e4majur in Alta Val Venosta, hanno gi\u00e0 dovuto essere rifornite d\u2019acqua con le autocisterne. Lo scorso anno molti comuni hanno avuto acqua in quantit\u00e0 appena sufficienti grazie alle misure di risparmio messe in atto, ma i responsabili delle risorse idriche sono molto preoccupati a causa della stagione invernale 2022\/23, caratterizzata da scarse precipitazioni, e avvertono che l\u2019approvvigionamento idrico di alcune zone abitate \u00e8 a rischio.<\/p>\n<p>Nella nostra provincia la Valle dell\u2019Adige dispone di enormi riserve idriche sotterranee, che normalmente vengono costantemente alimentate dalle precipitazioni e dai torrenti. Tuttavia la falda acquifera reagisce con un certo ritardo all\u2019immissione o al prelievo di acqua; attualmente il livello dei pozzi \u00e8 in calo. Di questo passo molti pozzi scenderanno ai minimi storici entro la prima met\u00e0 dell\u2019anno.<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso il deflusso dell\u2019acqua nei torrenti dell\u2019Alto Adige e nel fiume Adige ha continuato ad essere inferiore alla media. Le centrali idroelettriche lamentano perdite di produzione di circa il 40%. Continuano ad arrivare segnalazioni sul mancato rispetto del deflusso minimo vitale dei corsi d\u2019acqua, che in alcuni casi si sono addirittura prosciugati.<\/p>\n<p>L\u2019esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello del torrente Schlandraun nei pressi di Silandro, che normalmente trasporta molta acqua poich\u00e9 viene alimentato da un ampio bacino idrografico con montagne<br \/>\ndi oltre 3.000 metri di altitudine. L\u2019assessore Vettorato ha riferito che, nel maggio dello scorso anno, per l\u2019irrigazione dei frutteti sono state prelevate \u2013 legalmente e illegalmente \u2013 quantit\u00e0 d\u2019acqua tali da ridurre in secca il corso inferiore del torrente, provocando una moria di pesci.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte non \u00e8 un caso che i frutteti di Silandro abbiano bisogno di tanta acqua. Infatti a Silandro la percentuale di frutteti irrigati esclusivamente a pioggia con il sistema sovrachioma \u00e8 estremamente elevata, pari al 64% (secondo Lafis-Fruit), rispetto alla media provinciale del 30%. A quanto pare l\u2019abbondanza d\u2019acqua del torrente Schlandraun ha finora disincentivato gli investimenti nel risparmio idrico; ora che l\u2019acqua del torrente comincia a scarseggiare, mancano i sistemi di irrigazione a goccia.<\/p>\n<p>L\u2019irrigazione a goccia richiede il 35% di acqua in meno rispetto all\u2019irrigazione sovrachioma; si tratta di un potenziale di risparmio enorme viste le scarse risorse idriche. Attualmente in provincia di Bolzano vi sono circa 5.000 ettari di meleti (su un totale di 16.000 ettari) che non dispongono di irrigazione a goccia (Lafis-Fruit), ma che vengono irrigati esclusivamente a pioggia. \u00c8 necessario adottare al pi\u00f9 presto interventi mirati al fine di riconvertire questi 5.000 ettari di frutteti dotandoli di sistemi di irrigazione a goccia.<\/p>\n<p><strong>Pertanto il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>di lanciare una campagna di sensibilizzazione e informazione mirata, sulla base della normativa vigente, al fine di richiamare l\u2019attenzione dei coltivatori e delle coltivatrici inadempienti sull\u2019urgente necessit\u00e0 di riconvertire gli impianti di irrigazione, informandoli nel contempo sulle possibilit\u00e0 di sostegno finanziario;<\/li>\n<li>di aumentare del 35% il prezzo unitario del canone idrico annuo per le aree coltivate a frutteto esclusivamente con irrigazione sovrachioma.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Bozen, 23.03.2023<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Landtagsabgeordnete<\/p>\n<p>Hanspeter Staffler<\/p>\n<p>Brigitte Foppa<\/p>\n<p>Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE. 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