{"id":31894,"date":"2022-06-15T12:58:14","date_gmt":"2022-06-15T10:58:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=31894"},"modified":"2022-09-05T13:05:32","modified_gmt":"2022-09-05T11:05:32","slug":"a-caccia-senza-piombo-salviamo-aquile-gipeti-e-altri-rapaci-dallavvelenamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/a-caccia-senza-piombo-salviamo-aquile-gipeti-e-altri-rapaci-dallavvelenamento\/","title":{"rendered":"A caccia senza piombo: salviamo aquile, gipeti e altri rapaci dall\u2019avvelenamento"},"content":{"rendered":"<p>MOZIONE.<\/p>\n<p>A partire dalla seconda et\u00e0 del XX secolo il\u00a0piombo \u00e8 stato gradualmente abbandonato in quasi tutti i suoi ambiti di applicazione, dalla benzina alle vernici, dalla tipografia alle tubature, perch\u00e9 materiale di elevatissima tossicit\u00e0, con gravi ripercussioni sull\u2019ambiente e la salute umana. Tra le poche eccezioni ancora rimaste troviamoi le munizioni che vengono utilizzate in particolar modo nella caccia.<br \/>\nSecondo il WWF, in Europa ogni anno 21.000 tonnellate di munizioni al piombo vengono disperse in natura. L\u2019avvelenamento causato da piombo, il \u201csaturnismo\u201d, colpisce varie specie animali, in particolare gli uccelli. Il carattere fortemente problematico dei proiettili di piombo, appurato da approfondite ricerche, \u00e8 stato gi\u00e0 oggetto di numerose campagne per la loro messa al bando e sostituzione con metalli atossici.<\/p>\n<p>La rete\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/stopalpiombosulleAlpi\/\">Stop al piombo sulle Alpi<\/a>\u00a0ha raccolto ultimamente oltre 21 mila firme.<br \/>\nIn Europa Danimarca e Paesi Bassi sono i paesi pi\u00f9 avanzati su questo tema con un divieto nazionale sui pallini di piombo. Negli altri paesi il regolamento UE n. 57\/2021che entrer\u00e0 in vigore nel 2023, prevede il divieto di munizioni al piombo in tutte le zone umide in quanto le munizioni per fucili sono utilizzate principalmente nella caccia alle anatre. Ogni anno in Europa si perde un milione di uccelli acquatici per avvelenamento da piombo. Famosa \u00e8 stata la mor\u00eca di fenicotteri rosa del 2008 sul delta del Po.<\/p>\n<p>In Italia il divieto \u00e8 gi\u00e0 previsto nelle &#8220;zona speciali di conservazione &#8211; ZSC&#8221; e nella &#8220;zona di protezione speciale &#8211; ZPS&#8221;, cio\u00e8 nelle aree Natura 2000. Ma l\u2019uso del piombo crea gravi danni ben oltre queste aree, in particolare agli uccelli rapaci.<\/p>\n<p>Un team di scienziati tedeschi e britannici ha recentemente presentato uno studio secondo il quale 55.000 uccelli rapaci in Europa sono gi\u00e0 caduti vittime di avvelenamento da piombo. Le popolazioni dell&#8217;aquila di mare e dell&#8217;aquila reale sono state ridotte rispettivamente del 14% e del 13%, a causa dell&#8217;avvelenamento da piombo, che si verifica quando i rapaci mangiano animali che sono stati colpiti con munizioni contenenti piombo.<\/p>\n<p>La reazione del piombo con il PH acido interno all\u2019organismo, finiva cos\u00ec per provocare una grave forma di avvelenamento conosciuta con il nome di\u00a0saturnismo. Gli effetti riguardano perlopi\u00f9 patologie cardiovascolari, renali, dell\u2019apparato digerente e del sistema nervoso, a cui conseguono una serie di gravi alterazioni comportamentali, fino al coma e alla morte.<\/p>\n<p>Si stima che in Europa l\u2019uso del piombo nelle cartucce da caccia causa una perdita di circa 1 milione e 300 mila esemplari l\u2019anno.<\/p>\n<p>Il ciclo del saturnismo \u00e8 ormai stato chiarito. Spesso vengono abbandonate in natura viscere di ungulati e anche intere carcasse di animali abbattuti con proiettili al piombo che nell\u2019impatto si frantumano in centinaia di schegge che contaminano l\u2019ambiente e i tessuti delle prede.\u00a0Gli uccelli saprofagi\u00a0(avvoltoi, nibbi, corvidi, poiane, aquile e falchi di palude) mangiando questi resti ingoiano le schegge di piombo. Cos\u00ec si avvelenano.<\/p>\n<p>Le prime tracce di saturnismo sono state scoperte sul gipeto, che dal 1986, arrivato alla soglia dell\u2019estinzione, viene sistematicamente reintrodotto\u00a0nelle Alpi. La sua dieta \u00e8 a base soprattutto di ossa.\u00a0 Nel 2008 il\u00a0Parco Nazionale dello Stelvio\u00a0rilasci\u00f2 gli ultimi degli 11 gipeti previsti nel progetto di reintroduzione della specie. Tra loro anche\u00a0Ikarus, liberato con una grande festa in\u00a0Val Martello\u00a0e ritrovato quattro mesi agonizzante in Val di Rabbi. Catturato, risult\u00f2 affetto da saturnismo acuto. Curato e rilasciato un anno dopo, poco dopo fu ritrovato morto in Svizzera. Le sostanze tossiche avevano saturato lo scheletro che riportava\u00a0un valore di piombo di 58 mg\/kg (valori di soglia: 8-16 mg\/kg).<\/p>\n<p>Dopo questo caso, una ricerca realizzata dall\u2019ornitologo\u00a0Enrico Bassi, responsabile scientifico dei progetti di monitoraggio dell\u2019aquila reale e del gipeto per il Parco Nazionale dello Stelvio, ha raccolto e analizzato 252 carcasse (92 aquile reali, 112 grifoni, 19 avvoltoi monaci e 29 gipeti) provenienti dall\u2019arco alpino e appenninico. Risultato:\u00a0il 44% dei rapaci analizzati, cio\u00e8 111 esemplari, aveva\u00a0almeno un tessuto contaminato\u00a0in maniera significativa da piombo.<\/p>\n<p>La maggior parte dei rapaci contaminati si concentrava in quello che Bassi chiam\u00f2 il \u201cquadrilatero della morte\u201d tra le province di Bolzano, Trento, Brescia e Sondrio, risultate le aree pi\u00f9 afflitte da saturnismo dell\u2019Europa, assieme all\u2019Austria.<\/p>\n<p>In un\u2019altra ricerca partita dal Parco Nazionale dello Stelvio \u00e8 stato analizzato un campione di\u00a0153 visceri di ungulati per accertare l\u2019entit\u00e0 della minaccia per i rapaci. Ne risult\u00f2 che il 62% conteneva schegge di proiettile al piombo. Secondo l\u2019ISPRA, considerando la sola caccia all\u2019ungulato, sarebbero\u00a0tra le 34.087 e le 44.266 le viscere contaminate da piombo che ogni anno\u00a0vengono abbandonate sulle Alpi.<\/p>\n<p>La Provincia di Bolzano vieta per legge l\u2019utilizzo munizioni al piombo nelle zone umide delle aree Natura 2000 e nel Parco Naturale dello Stelvio. Pur non esistendo un divieto generalizzato, la normativa provinciale specifica che \u201c<strong>nel prelievo degli Ungulati \u00e8 auspicabile l\u2019utilizzo di munizioni atossiche in sostituzione delle munizioni contenenti piombo<\/strong>\u201d. Ma questo non sembra sufficiente.<\/p>\n<p>Le ricerche di Enrico Bassi hanno dimostrato che il 50% delle aquile recuperate nella provincia di Bolzano sono risultate contaminate da piombo. 4 casi su 11 presentavano un quadro clinico di saturnismo acuto con\u00a0valori tra i pi\u00f9 alti registrati a livello alpino .Nel 2013, a Lasa, venne recuperata un\u2019aquila reale che presentava chiari sintomi di avvelenamento. Le analisi successive alla sua morte per saturnismo hanno dimostrato valori letali nel fegato e nelle ossa, segnale di un\u2019esposizione prolungata al piombo. Nello stomaco erano stati infatti rinvenuti 12 pallini, utilizzati solitamente non per gli ungulati ma per animali di piccola taglia, come la lepre, i cui resti sono stati ritrovati nell\u2019aquila.<\/p>\n<p>A dimostrare che il tema esiste ed \u00e8 sentito, l\u2019Amministrazione \u00a0provinciale \u00a0e \u00a0l\u2019Associazione Cacciatori Alto Adige\u00a0si erano candidate tempo fa per partecipare al\u00a0progetto LIFE \u201cAlpsLeadFree \u2013 Alpi senza piombo\u201d, che prevedeva la sperimentazione dell\u2019utilizzo di proiettili atossici per la caccia all\u2019ungulato, ma questa candidatura non \u00e8 stata ammessa al finanziamento europeo. Munizioni con materiali alternativi, come ad esempio il rame, sono gi\u00e0 sul mercato e sono state ampiamente testate, anche nella nostra provincia. Il Parco Nazionale dello Stelvio, ad esempio, fa parte delle aree in cui non \u00e8 consentito sparare con munizioni al piombo.<\/p>\n<p>Ma la Provincia avrebbe i poteri di estendere questo divieto, per un Sudtirolo libero dal piombo. Lo consente la legge provinciale n. 14 del 1987, art. 9 bis. L\u2019articolo, oltre a prevedere che \u201c\u00e8 vietato l&#8217;utilizzo di munizionamento a pallini di piombo\u201d all&#8217;interno delle zone umide che fanno parte della rete ecologica europea (zone di protezione speciale ZPS e zone speciali di conservazione ZSC), aggiunge anche che il competente assessore provinciale \u201cpu\u00f2 (\u2026) disporre ulteriori limitazioni o divieti in merito <strong><u>ai mezzi<\/u><\/strong> e ai periodi di caccia\u201d.<\/p>\n<p>La Provincia ha dunque la possibilit\u00e0 di estendere il divieto delle munizioni di piombo ad ulteriori parti del territorio, facendo leva sulle particolarit\u00e0 dell\u2019ambiente alpino e delle specie che in esso vivono, assumendo cos\u00ec un ruolo pionieristico nel proteggere la fauna.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 considerato, <\/strong><\/p>\n<p>il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale:<\/p>\n<ol>\n<li>A disporre, in forza dei poteri conferitili dall\u2019art. 9 bis della legge provinciale n. 14 del 1987, il divieto dell&#8217;utilizzo di munizionamento a piombo per l&#8217;intero territorio della provincia di Bolzano.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: right;\">Bolzano, 15\/06\/2022<\/p>\n<p>Cons. prov.<\/p>\n<p>Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n<p>Brigitte Foppa<\/p>\n<p>Hanspeter Staffler<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE. 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