{"id":31643,"date":"2022-06-15T11:50:03","date_gmt":"2022-06-15T09:50:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=31643"},"modified":"2022-11-08T10:39:40","modified_gmt":"2022-11-08T09:39:40","slug":"il-personale-docente-va-valorizzato-da-un-punto-di-vista-sia-economico-che-professionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/il-personale-docente-va-valorizzato-da-un-punto-di-vista-sia-economico-che-professionale\/","title":{"rendered":"Strategia per l\u2019istruzione 2030"},"content":{"rendered":"<p>MOZIONE.<\/p>\n<p>Petizioni e critiche, anche aspre, negli articoli di giornale o nei forum dei lettori descrivono la situazione in cui versa il mondo della scuola altoatesina. Il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado \u00e8 sempre pi\u00f9 frustrato ed esausto. Chi lavora come insegnante da una vita, per protesta diserta la propria festa di pensionamento, mentre i e le pi\u00f9 giovani sempre pi\u00f9 frequentemente cercano un posto di lavoro in Austria o in Svizzera. In Alto Adige ormai si assume personale in possesso del diploma di maturit\u00e0, perch\u00e9 chi \u00e8 in possesso di una laurea in pedagogia volta le spalle al mondo della scuola, lasciando dei vuoti difficili da colmare. La situazione \u00e8 paragonabile agli anni Settanta, quando in Alto Adige gli insegnanti mancavano un po\u2019 ovunque.<\/p>\n<p>Nell&#8217;autunno 2021 l\u2019ASTAT [1] ha fornito informazioni sulle retribuzioni nel settore pubblico, focalizzandosi in particolare sulle scuole. Tra il 2014 e il 2019 le dipendenti e i dipendenti pubblici delle scuole hanno subito una perdita di salario reale pari al 2,5%.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente doloroso per gli insegnanti e le insegnanti che, rispetto ad altri settori del pubblico, gi\u00e0 prima percepivano un reddito lordo annuo basso. Un\u2019ulteriore perdita di potere d\u2019acquisto \u00e8 un duro colpo per chi percepisce un reddito gi\u00e0 di per s\u00e9 basso.<\/p>\n<p>Il personale docente \u00e8 profondamente indignato dalla poca considerazione per il proprio lavoro \u2013 lo riferiscono anche i media e i sindacati.<\/p>\n<p><strong>La spada di Damocle dei pensionamenti<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019imminente ondata di pensionamenti colpisce duramente le scuole. La generazione dei cosiddetti baby-boomer, nati negli anni \u201860, a breve andr\u00e0 in pensione. L&#8217;ideale sarebbe che i posti vacanti venissero ricoperti da chi \u00e8 nato negli anni \u201890, ma facendo un semplice calcolo matematico, ci\u00f2 risulta difficile.<\/p>\n<p>Se negli anni \u201860 si registravano ancora 9.000 nascite all\u2019anno, negli anni \u201890 erano solo 5.000. Dato che oggi il tasso di disoccupazione \u00e8 pressoch\u00e9 pari allo zero, solo un posto vacante su due verr\u00e0 ricoperto. In altre parole, ci\u00f2 significa che chi cerca lavoro potr\u00e0 scegliere tra diverse opzioni. La regola del passato in base alla quale erano i datori e le datrici di lavoro a scegliere i propri dipendenti e le proprie dipendenti, verr\u00e0 quindi capovolta: in futuro saranno i lavoratori e le lavoratrici a scegliersi il datore o la datrice di lavoro.<\/p>\n<p>Si instaurer\u00e0 quindi una grande concorrenza per riuscire ad attirare i migliori cervelli e per i posti pi\u00f9 ambiti. L&#8217;attrattiva di un posto di lavoro sar\u00e0 definita da un buon reddito e da fattori come il clima lavorativo, modelli di orario di lavoro flessibile, tempo libero e la possibilit\u00e0 di lavorare da casa. Chi offrir\u00e0 il pacchetto completo migliore riuscir\u00e0 a vincere la gara per la forza lavoro. Viste le condizioni quadro attuali, bisogna quindi chiedersi se le scuole riusciranno a tenere testa.<\/p>\n<p><strong> Bisogna contrastare il fenomeno<\/strong><\/p>\n<p>Ma in che modo? Ci sarebbe urgentemente bisogno di un pacchetto di finanziamenti per riuscire a portare a un buon livello gli stipendi degli insegnanti\/delle insegnanti. A medio termine i redditi andrebbero incrementati come minimo del 30 per cento, per riuscire almeno in parte a tenere il passo con altri settori e con le confinanti regioni germanofone.<\/p>\n<p>Inoltre, servirebbero degli interventi coadiuvanti nelle scuole. Come fare, affinch\u00e9 gli insegnanti e le insegnanti non abbandonino il mondo della scuola? Servono soluzioni creative, che possono anche differenziarsi da una scuola all\u2019altra. A tal riguardo vanno coinvolti soprattutto i sindacati e la dirigenza scolastica. Gi\u00e0 una leggera dilazione dell\u2019ondata di pensionamenti potrebbe essere d\u2019aiuto per il mondo della scuola.<\/p>\n<p>Il rischio di doversi ritrovare ad affrontare un\u2019emergenza scolastica \u00e8 stato riconosciuto, ma in questo settore il mondo politico sembra incapace di reagire. E invece occorre agire in fretta. Va lanciata un\u2019audace iniziativa per la formazione che contempli approcci organizzativi come l\u2019age management, modelli di orario flessibile o lo smart working. A tale scopo l\u2019abbondante quota di investimenti prevista dal bilancio provinciale andrebbe ridotta di alcuni punti percentuali. Solo in questo modo sar\u00e0 possibile attenuare l\u2019incombente emergenza educativa.<\/p>\n<p><strong>Finanziamenti per l\u2019istruzione a livello internazionale<\/strong><\/p>\n<p>Per avere un\u2019idea di quanto viene investito nell\u2019istruzione scolastica in Alto Adige in confronto ad altri Paesi servono dei numeri comparabili. I rappresentanti e le rappresentanti della maggioranza politica citano spesso e volentieri gli importi straordinariamente alti che il bilancio provinciale prevede per l\u2019istruzione scolastica. L\u2019obiettivo ovviamente \u00e8 dimostrare che nessun altro spende cos\u00ec tanto per l\u2019istruzione come l\u2019Alto Adige.<\/p>\n<p>Risulta per\u00f2 difficile comparare la fetta di bilancio provinciale riservata all\u2019istruzione agli importi previsti da altri Paesi, dato che nella maggior parte di questi, eccezion fatta per il Lussemburgo, le spese per l\u2019istruzione sono iscritte nei bilanci a livello statale, regionale o comunale. Solo in Alto Adige vi \u00e8 un legame chiaro tra i fondi per la scuola e il bilancio a livello provinciale.<\/p>\n<p>Per tale motivo sarebbe utile cercare di capire quale sia effettivamente la spesa pro capite per l\u2019istruzione, al fine di avere dei valori di riferimento idonei.<\/p>\n<p>La spesa per l\u2019istruzione dell\u2019Alto Adige si assesta attorno o al di sotto della media internazionale dei Paesi OCSE. Se paragoniamo i numeri a quelli delle altre regioni italiane, l\u2019Alto Adige ne esce bene, se per\u00f2 facciamo un confronto con Paesi come il Belgio, la Danimarca o la Svezia, l\u2019Alto Adige non si piazza al meglio. E se il paragone lo facciamo con la Svizzera, l\u2019Alto Adige rimane parecchio indietro.<\/p>\n<p><strong>Strategia per l\u2019istruzione 2030<\/strong><\/p>\n<p>Gli esperti e le esperte nel campo dell\u2019istruzione lamentano sempre pi\u00f9 spesso l\u2019emergenza scolastica, i deficit finanziari, gli enormi oneri e la mancata valorizzazione del lavoro svolto dal personale<br \/>\ndocente. Alcuni addetti ai lavori affermano addirittura che nell\u2019ultimo decennio l\u2019intero sistema educativo \u00e8 stato pesantemente sotto-finanziato dalla politica. Occorre assolutamente ripensare queste scelte, puntando invece a un approccio olistico della politica negli ambiti dell\u2019istruzione e del personale scolastico. Per rendere il sistema educativo pi\u00f9 attrattivo bisogna adottare con urgenza un vasto pacchetto di misure che sostanzialmente promuova:<\/p>\n<ul>\n<li>lo sviluppo continuo delle scuole e del mondo dell\u2019istruzione,<\/li>\n<li>campagne mirate per appassionare alla professione di insegnante,<\/li>\n<li>l\u2019elaborazione di un pacchetto di finanziamento a medio termine, e la contrattazione collettiva continua,<\/li>\n<li>il potenziamento delle iniziative di formazione continua e di aggiornamento,<\/li>\n<li>il rafforzamento della supervisione e del coaching.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Per questo motivo il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>di prevedere entro otto mesi l\u2019elaborazione di una bozza della \u201cstrategia per l\u2019istruzione 2030\u201d e di presentarla alla commissione legislativa competente;<\/li>\n<li>di predisporre uno studio comparativo tra le spese per l\u2019istruzione degli Stati OCSE, con l\u2019obiettivo di capire quali sono i punti deboli del sistema scolastico altoatesino a livello strutturale e finanziario;<\/li>\n<li>di concordare nel frattempo in sede di contrattazione collettiva dei pacchetti finanziari per il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado, al fine di garantire un aumento sostanziale degli stipendi reali nel medio periodo;<\/li>\n<li>di concepire, a livello di contrattazione collettiva, misure di sostegno per il personale insegnante delle scuole di ogni ordine e grado, quali l\u2019age management, i modelli di orario di lavoro flessibile, i programmi di resilienza, le offerte di coaching o altri<br \/>\nprogetti di supporto e di valorizzazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: right;\">Bolzano, 04.11.2022<\/p>\n<p>Consiglieri provinciali<br \/>\nHanspeter Staffler<br \/>\nBrigitte Foppa<br \/>\nRiccardo Dello Sbarba<\/p>\n<p>[1]\u00a0ASTATinfo Nr. 54\/09\/202<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE. 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