{"id":31255,"date":"2022-07-11T13:42:28","date_gmt":"2022-07-11T11:42:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=31255"},"modified":"2022-07-11T13:42:28","modified_gmt":"2022-07-11T11:42:28","slug":"turismo-al-limite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/turismo-al-limite\/","title":{"rendered":"TURISMO? AL LIMITE!"},"content":{"rendered":"<p><strong>La rivolta contadina in seconda commissione \u00e8 un caso politico, oltre che economico ed ecologico.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019articolo pi\u00f9 atteso e importante della parte di Omnibus assegnata alla seconda commissione legislativa \u00e8 \u2013 o meglio, era &#8211; quello sulla \u201cBettenobergrenze\u201d, cio\u00e8 la definizione di un limite massimo alla ricettivit\u00e0 turistica sul nostro territorio. Su questo concentrer\u00f2 la mia relazione, rinviando al dibattito le considerazioni su altri pur importanti temi.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 8 del disegno di legge 111 condensava in due commi di poche righe (il 3 e il 6) mesi e mesi di discussione sull\u2019eccesso di turismo, il famoso \u201cOverturism\u201d (nominato nel 2018 \u201cparola dell\u2019anno\u201d dall\u2019universit\u00e0 di Oxford) e i suoi risvolti negativi: traffico, inquinamento, consumo eccessivo di suolo acqua ed energia, montagne e citt\u00e0 ridotte a luna park, assalto ai luoghi resi famosi da cinema o Tv,\u00a0 mancanza di personale per alberghi e ristoranti, prezzi delle case alle stelle per i residenti, esodo degli abitanti dalle aree ad alta intensit\u00e0 turistica. In una parola: monocultura. Il turismo fa la fortuna di un territorio, ma l\u2019eccesso di turismo fa male alla natura e alla popolazione che lo subisce.<\/p>\n<p>Con questi due commi dell\u2019articolo 8 si tentava una prima risposta a questo complesso problema.<\/p>\n<p>Il momento sembrava maturo, anche perch\u00e9 intanto si era fatta strada anche tra chi di turismo vive la convinzione che l\u2019eccesso di turismo fa male al turismo stesso perch\u00e9 induce pericolose involuzioni sociali ed economiche in questo fondamentale settore.<\/p>\n<p>A parlare sono i dati statistici degli ultimi anni: rapida estinzione degli esercizi a una e due stelle, stagnazione e inizio del declino perfino degli esercizi a tre stelle &#8211; cuore del turismo a conduzione familiare -, aumento delle quattro stelle, boom delle cinque stelle e dei grandi residence che offrono esperienze totalizzanti, aumento degli agriturismi nel verde agricolo, esplosione degli alloggi offerti su piattaforme come Airbnb (ufficialmente oggi circa 4000, di cui 2\/3 nati espressamente con e per Airbnb). E al contempo: sempre pi\u00f9 arrivi, sempre pi\u00f9 pernottamenti, ma vacanze sempre pi\u00f9 brevi. Nell\u2019anno record 2019 gli arrivi hanno sfiorato gli 8 milioni, i pernottamenti i 34 milioni, ma la vacanza media \u00e8 stata poco pi\u00f9 di 4 giorni, dimezzandosi rispetto ad alcuni decenni fa. E il calo continua.<\/p>\n<p>\u00c8 naturale, dunque, che ci si ponga la domanda: quanto turismo, e quante turiste e turisti pu\u00f2 accogliere la nostra societ\u00e0, la nostra natura e il nostro stesso turismo? Nel momento in cui questa domanda \u00e8 entrata nella campagna sulla sostenibilit\u00e0 lanciata dal Landeshauptmann, la questione da socioeconomica \u00e8 diventata anche politica. S\u00ec o no all\u2019\u201dObergrenze\u201d \u00e8 anche s\u00ec o no al programma Kompatscher per il Sudtirolo di oggi e di domani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quando un elefante ha la febbre.<\/strong><\/p>\n<p>Il fronte trasversale dei commissari di provenienza contadina di maggioranza e opposizione (Locher e Vallazza della Svp, Leiter Reber dei Freiheitlichen e Faistnauer di PFS) ha messo in minoranza la giunta provinciale e, votando \u00a0l\u2019emendamento interamente sostitutivo dell\u2019intero articolo 8 presentato dall\u2019Obmann dei Freiheitlichen, ha sostanzialmente ridotto il tema del limite ai pernottamenti turistici a una semplice ricognizione statistica, rinviando la definizione dell\u2019\u201cObergrenze\u201d alle calende greche (e magari a \u201cmai pi\u00f9 rivederci\u201d).<\/p>\n<p>Subito prima di votare questo articolo sostitutivo la stessa commissione, ma a voti inversi, aveva bocciato due emendamenti (uno firmato Dello Sbarba per gli esercizi alberghieri, l\u2019altro firmato Tauber per gli agriturismi) che accoglievano la proposta di noi Verdi di sottoporre a parere obbligatorio della commissione legislativa le norme di attuazione alla legge: parere positivo di Schuler e Hochgruber Kuenzer, s\u00ec di Tauber e Lanz insieme al sottoscritto e a Repetto, no dei quattro commissari Locher, Vallazza, Leiter Reber e Faistnauer. Risultato: emendamenti bocciati col voto decisivo del presidente Locher. Commissione spaccata a met\u00e0. Svp spaccata a met\u00e0. Contadini contro il resto del mondo.<\/p>\n<p>A questo punto sono gli elementi politici a saltare agli occhi: met\u00e0 della Svp che vota l\u2019emendamento interamente sostitutivo presentato dall\u2019Obmann dei Freiheitlichen. L\u2019altra met\u00e0, cio\u00e8 i colleghi Tauber e Lanz, che votano contro e addirittura Lanz, fino a poco tempo fa capogruppo Svp, che annuncia una \u201crelazione di minoranza\u201d. Una legge firmata Kompatscher che in una parte fondamentale viene ribaltata. L\u2019assessore Schuler e l\u2019assessora Hochgruber Kuenzer che danno un\u2019indicazione di voto positivo per due emendamenti migliorativi e met\u00e0 dei commissari Svp che vota contro. Il voto del presidente Svp della commissione, Locher, che a parit\u00e0 dei voti diventa ad ogni votazione decisivo per questo ribaltamento a tappe successive, che chiaramente ha seguito una regia precisa e coordinata.<\/p>\n<p>Chi ha seguito il confronto politico degli ultimi mesi, lo ha visto dominato da una dura lotta interna alla Svp. Chi ha sperato che questa lotta si fosse conclusa, deve oggi ricredersi: il voto sul turismo in seconda commissione ne \u00e8 la prosecuzione con altri mezzi e su altri piani.<\/p>\n<p>Mi scuso di entrare in un dibattito che riguarda un altro partito. Il fatto \u00e8, care colleghe e colleghi della Svp, che per la vostra dimensione, la vostra storia e il vostro ruolo di governo, quello che succede da voi riguarda tutto il Sudtirolo e dunque anche noi. Quando un elefante ha la febbre, tutta la giungla trema.<\/p>\n<p>Lo dico come consigliere provinciale, ma anche come uno che per vent\u2019anni ha lavorato da giornalista ed \u00e8 abituato a chiedersi qual \u00e8 la notizia. Qui la notizia \u00e8 politica, care colleghe e cari colleghi, almeno quanto socioeconomica ed ecologica. La notizia \u00e8 politica anche se nei commenti dei giorni dopo, e mi pare anche in qualche servizio giornalistico, questo aspetto si \u00e8 cercato di nasconderlo sotto il tappeto. Se ne \u00e8 cercato di ridurre la portata. Si \u00e8 cercato di limitarla a un alterco tra contadini e albergatori.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec: nella commissione legislativa abbiamo assistito a una operazione ben articolata in pi\u00f9 tappe per tagliare le gambe alla proposta di un limite al turismo, una proposta contenuta in un articolo dell\u2019assessore Schuler all\u2019interno di una legge firmata dal Presidente Kompatscher e difesa da persone come i colleghi Tauber e Lanz che, insieme a Schuler, sono notoriamente i pi\u00f9 vicini al Landeshauptmann. La commissione si \u00e8 spaccata a met\u00e0 con voti che hanno visto convergere met\u00e0 della Svp con Freiheitlichen e PFS e l\u2019altra met\u00e0 della Svp votare coi Verdi e il Pd. E poi c\u2019\u00e8 qualcuno che nega il significato politico di quanto \u00e8 successo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cObergrenze\u201d addio.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche chi ha affermato che in fondo tra nuova o vecchia versione dell\u2019articolo poco cambia. Non \u00e8 affatto vero. La versione originale era un tentativo serio, anche se molto da migliorare. La versione approvata \u00e8 una pura contraffazione.<\/p>\n<p>Che l\u2019originario comma 6 sottoponesse anche agriturismi, affittacamere e Airbnb al limite massimo, che questo comma sia stato cancellato e che l\u2019esclusione degli agriturismi da ogni limitazione fosse un obbiettivo esplicito proclamato gi\u00e0 da settimane da chi poi ha votato la nuova versione \u2013 tutti questi sono fatti che parlano da soli.<\/p>\n<p>Ma anche il nuovo comma 4 sulla rilevazione dei letti, che pure evoca nell\u2019ultimo periodo anche il tema di un limite massimo ai posti letto, \u00e8 semplicemente una manovra diversiva. Con la nuova versione infatti \u00e8 radicalmente cambiato l\u2019obbiettivo dell\u2019articolo e questa \u00e8 la chiave di tutto. Nel testo originale l\u2019articolo cominciava cos\u00ec: <em><u>\u201cPer definire un limite massimo di turisti<\/u> in Alto Adige sono introdotti un limite massimo di posti letto e una capacit\u00e0 ricettiva massima, rilevati e calcolati a livello provinciale, comunale e di singolo esercizio\u201d.<\/em> La versione approvata dalla commissione invece comincia cos\u00ec: <em>\u201c<u>Al fine di determinare i posti letto effettivamente disponibili<\/u> per i turisti in Alto Adige, vengono rilevati tutti i posti letto per turisti e l\u2019attuale capacit\u00e0 ricettiva reale delle strutture ricettive della provincia\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>A parte l\u2019eleganza sintattica del testo, la differenza nell\u2019obbiettivo \u00e8 chiara: nella versione Schuler l\u2019obbiettivo \u00e8 determinare un limite massimo di turisti e l\u2019articolo definisce la procedura finalizzata a questo, che inizia immediatamente e parte dalla dichiarazione che ogni singolo esercizio deve dare sul numero di turisti ospitati in un giorno preciso dell\u2019anno record 2019. Poi si verificano le condizioni di ciascun esercizio e si stabilisce quanti posti letti effettivi gli possono essere riconosciuti.<\/p>\n<p>Nel nuovo testo approvato dalla commissione, invece, la finalit\u00e0 della rilevazione \u00e8 conoscitiva: si vuole sapere quanti letti ci sono sul territorio e, per di pi\u00f9, nulla si dice su chi e come fa questa rilevazione, rinviando tutto a una norma di attuazione che tra l\u2019altro non si prevede passi dal Consiglio provinciale. Ma soprattutto, la valutazione se e come serve un limite viene rimandata a un secondo momento, quindi \u00e8 separata dalla rilevazione che invece nel testo originario era un\u2019operazione funzionale alla definizione del limite. Nella nuova versione, la rilevazione statistica costituisce una base tra le altre (\u201ceine Grundlage\u201d) per un limite che \u00e8 tutto da valutare e da venire e che viene rimandato a chiss\u00e0 quando. Nel testo di Schuler la decisione sull\u2019imposizione di un limite \u00e8 gi\u00e0 presa e viene attuata; nel testo della commissione invece si ricomincia da zero, la decisione \u00e8 rimandata e intanto si contano i letti per chiarirsi le idee. E nel frattempo finisce la legislatura\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019intesa sulla trasparenza.<\/strong><\/p>\n<p>Noi Verdi proponiamo dunque a quest\u2019aula di rimediare a quanto successo in commissione e tornare a incardinare nella legge non solo il concetto di \u201cObergrenze\u201d, ma la stessa procedura di definizione di un limite massimo all\u2019accoglienza di turisti e turiste sul nostro territorio, per il bene della natura, del paesaggio, della popolazione e dello stesso turismo. Pur giudicando parziale l\u2019articolo originario proposto da Schuler, lo consideriamo un primo passo nella giusta direzione e restiamo fedeli alla convergenza che abbiamo raggiunto con l\u2019assessore Schuler e l\u2019assessora Kuenzer in commissione.<\/p>\n<p>Con questo spirito, abbiamo quindi riproposto per l\u2019aula i due emendamenti gi\u00e0 presentati in commissione. Forse lo hanno fatto anche i colleghi della Svp. L\u2019importante \u00e8 il contenuto e se questo viene confermato i nostri voti ci sono.<\/p>\n<p>L\u2019intesa raggiunta consente di correggere il punto pi\u00f9 debole dell\u2019articolo originario, su cui noi Verdi abbiamo insistito fin dal primo momento, dichiarando che \u201cla Giunta ci chiede una cambiale in bianco\u201d poich\u00e9 la sostanza della legge \u00e8 demandata a due norme di attuazione che saranno approvate con semplice delibera. Delibere che poi possono essere corrette ogni marted\u00ec dalla Giunta successiva. Delibere che saranno oggetto di continui bracci di ferro con le diverse lobby in campo.<\/p>\n<p>Per poter condividere l\u2019articolo Schuler noi Verdi abbiamo dunque chiesto fin dall\u2019inizio una procedura pi\u00f9 trasparente, che si \u00e8 finalmente concretizzata con l\u2019accettazione da parte dell\u2019assessore della nostra proposta: che le norme di attuazione sul limite al turismo, prima di essere approvate, passino da una discussione in Consiglio, prevedendo un confronto aperto e pubblico e infine un parere obbligatorio da parte della Commissione legislativa competente.<\/p>\n<p>In questo modo il Consiglio provinciale, e attraverso il Consiglio l\u2019intera opinione pubblica, potr\u00e0 esprimersi sui dettagli della definizione di un limite alla ricettivit\u00e0 turistica, su come si autorizzano i letti e con quali criteri (spazi, servizi, personale, sostenibilit\u00e0\u2026), come si distribuiscono tra esercizi e tra comuni, in modo da rispettare la qualit\u00e0 della vita della gente e gli equilibri sociali e ambientali del territorio, nonch\u00e9 la solidit\u00e0 economica del turismo stesso.<\/p>\n<p>Quella del parere obbligatorio del Consiglio \u00e8 una procedura che noi Verdi abbiamo gi\u00e0 proposto in diverse occasioni di leggi-quadro condite da troppe norme di attuazione. In pi\u00f9 di una occasione abbiamo costruito il consenso necessario per approvarla: la prima volta nella legge \u201cTerritorio e paesaggio\u201d, nel fondamentale articolo 17 sui criteri per definire il \u201cconsumo di suolo\u201d. L\u2019ultima volta nella legge di riforma dell\u2019Ipes. La riproponiamo oggi come garanzia del Consiglio su questo importante articolo da cui dipende il futuro del turismo in Alto Adige.<\/p>\n<p>Crediamo che in questo Consiglio la maggioranza per approvare il testo migliorativo gi\u00e0 proposto in commissione ci sia e noi siamo pronti a farne parte. Ho sentito in alcune interviste che l\u2019assessore desidera ritrovare i voti innanzitutto nella propria maggioranza, e questo \u00e8 comprensibile. Tuttavia, il rischio \u00e8 che, per accontentare tutti, delle intenzioni originarie resti poco o nulla. Sarebbe davvero un peccato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il rischio: dal \u201cBettenstop\u201d alla \u201cBettenvermehrung\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Poich\u00e9 il terreno dei compromessi saranno le norme di attuazione, che a sommi capi ci sono state illustrate dall\u2019assessore Schuler in Commissione, vogliamo riferire quanto abbiamo appreso e su alcuni punti mettere le mani avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1\u00b0 I LETTI \u201cVERI\u201d.<\/strong> Dalle valutazioni discusse in commissione emerge una prima constatazione negativa: in questi anni alla mano pubblica \u00e8 sfuggito il controllo su ci\u00f2 che realmente accade nel settore turistico. La cifra ufficiale di 229.000 letti comunicata all\u2019Astat non corrisponde alla realt\u00e0. Neppure i numeri scritti sulle licenze corrispondono alla realt\u00e0.\u00a0 C\u2019\u00e8 una vasta \u201carea grigia\u201d. In pi\u00f9, la Giunta ha gi\u00e0 anticipato che verranno riconosciuti i letti concessi anche diversi anni fa dai comuni a singole imprese turistiche, ma che queste non hanno ancora realizzato. Il Consorzio dei comuni non riesce a quantificarli, perch\u00e9 alcuni comuni hanno deliberato letti, altri invece ampliamenti di cubature. Si parla comunque di 10.000 letti in pi\u00f9 solo a questa voce. Inoltre, mentre gli esercizi alberghieri dovranno scegliere un giorno del 2019 per definire la loro capacit\u00e0 ricettiva, per agriturismi e affittacamere varranno le comunicazioni d\u2019inizio attivit\u00e0 fatte entro il 2022. Dai comuni ci dicono che da quando si \u00e8 diffusa la notizia queste comunicazioni stanno arrivando a valanga. La capacit\u00e0 ricettiva reale risulter\u00e0 quindi molto pi\u00f9 alta dei dati fin qui noti e le dichiarazioni dei singoli esercizi sommate insieme ci riserver\u00e0 un\u2019amara sorpresa. Anche la cifra circolata da fonte HGV di 235.000 letti rischia di essere superata. Non ci sarebbe da stupirsi se alla fine i numeri andranno ben oltre i 250.000 letti (e le valutazioni pessimistiche sfiorano i 270.000).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2\u00b0 IL RISCHIO SANATORIA.<\/strong> Se tutti questi letti fossero immediatamente \u201ccondonati\u201d e diventassero ufficialmente autorizzati, sarebbe una sanatoria che vanificherebbe il concetto stesso di turismo sostenibile. Per questo saranno importanti i criteri che verranno fissati (anche questi in norma di attuazione!) perch\u00e9 un letto dichiarato possa rientrare nel contingente ammesso oppure no. Servono rigorosi criteri di sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale, di rapporto tra letti e spazi complessivi, servizi offerti, personale e anche camere da riservare al personale. Questi criteri dovranno essere chiari, oggettivi e rigorosi, e altrettanto rigorosi dovranno essere i controlli e le sanzioni, perch\u00e9 in regime di \u201cObergrenze\u201d chi user\u00e0 letti oltre il contingente assegnato far\u00e0 concorrenza sleale alle altre imprese. Inoltre, se verranno riconosciuti letti aggiuntivi bisogner\u00e0 fissare un termine pi\u00f9 breve possibile per la loro realizzazione, pena la decadenza del diritto: non come oggi, che non c\u2019\u00e8 nessun termine! Se tutte queste condizioni non si realizzeranno, la legge dello stop ai letti si trasformer\u00e0 in una legge per la moltiplicazione dei letti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3\u00b0 &#8211; TROPPE ECCEZIONI<\/strong>. Si ipotizza ad esempio di escludere dalla definizione di un limite i centri storici, proprio l\u00ec dove prende piede il fenomeno Airbnb. Se per centro storico si intendono le vecchie \u201cZone A\u201d dei piani urbanistici, queste attualmente coprono una superficie pregiatissima di 1024 ettari. Sono troppi! E anche se vengono esclusi i comuni ad alta tensione abitativa, restano ancora troppi! Per gli agriturismi, oltre ai masi tra 1,5 e 6 ettari o 5 mucche, si ipotizza di escludere quelli con etichetta \u201cGallo rosso\u201d: solo questi sono 1.600 sui 2.900 agriturismi in totale. Fatte le somme, gli agriturismi sottoposti a limite finiranno per essere una percentuale minima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4\u00b0 &#8211; UN ANTICIPO CHE DIFFICILMENTE SAR\u00c0 RESTITUITO<\/strong>. Per affrontare la fase di transizione, la Giunta intende concedere un \u201canticipo\u201d di 7.000 letti che distribuiranno i comuni e di 1.000 che distribuir\u00e0 la Provincia. Come e a chi \u00e8 tutto da definire. Si dice che questi letti dovranno \u201ctornare indietro\u201d, come un prestito da restituire, entro dieci anni. Ma chi pu\u00f2 dire cosa succeder\u00e0 in dieci anni? E chi sar\u00e0 tra dieci anni l\u2019assessore? A meno che il mercato non determini un drastico ridimensionamento del settore, con estinzione \u201cnaturale\u201d di imprese e letti, i letti anticipati e che sono diventati parte integrante dell\u2019impresa non torneranno pi\u00f9 indietro. Il prestito diventer\u00e0 inesigibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5\u00b0 &#8211; LA SOLIDARIET\u00c0 VALE SOLO IL 5%.<\/strong> La Giunta ha dichiarato di voler adottare un meccanismo di redistribuzione che crei un giusto equilibrio tra aree territoriali e tra imprese, tenendo conto dei principi di perequazione e solidariet\u00e0, in modo da frenare chi ha gi\u00e0 troppo e sostenere chi ha troppo poco, trasferendo capacit\u00e0 ricettive dalle aree congestionate a quelle meno sviluppate. Tutto bene, ma passo dopo passo il margine per la solidariet\u00e0 si \u00e8 assottigliato: dalla proposta iniziale della Giunta, che dei letti dismessi la met\u00e0 resti nel comune di appartenenza e l\u2019altra met\u00e0 vada alla Provincia che li redistribuisce alle aree meno sviluppate, si \u00e8 arrivati a un\u2019ipotesi che lascia ai comuni addirittura il 95% dei letti dismessi nel loro territorio e solo il 5% li trasferisce al contingente provinciale. Bisogna dirlo chiaro: il 5% \u00e8 nulla, e se davvero solo il 5% sar\u00e0 messo a disposizione delle aree pi\u00f9 deboli, a vincere non sar\u00e0 la solidariet\u00e0 ma l\u2019egoismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come si vede da queste brevi considerazioni, la normativa sul limite massimo alla ricettivit\u00e0 turistica resta in gran parte da scrivere e sar\u00e0 dettata pi\u00f9 dalle norme di attuazione che da un articolo che indica solo il quadro, l\u2019obbiettivo e la procedura. Per questo sar\u00e0 fondamentale che tali norme passino da questo Consiglio per essere valutate e fatte oggetto di un parere obbligatorio della commissione.<\/p>\n<p>Trasparenza, partecipazione e confronto democratico sono le condizioni indispensabili per una transizione ecologica equa e solidale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il relatore,<\/p>\n<p>Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rivolta contadina in seconda commissione \u00e8 un caso politico, oltre che economico ed ecologico. 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