{"id":31044,"date":"2022-06-27T16:29:47","date_gmt":"2022-06-27T14:29:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=31044"},"modified":"2022-06-27T16:29:47","modified_gmt":"2022-06-27T14:29:47","slug":"relazione-di-minoranza-sull-edilizia-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/relazione-di-minoranza-sull-edilizia-sociale\/","title":{"rendered":"Relazione di minoranza sull edilizia sociale"},"content":{"rendered":"<p>RELAZIONE DI MINORANZA SUL DISEGNO DI LEGGE PROVINCIALE N. 104\/21<\/p>\n<p><strong>&#8220;Edilizia residenziale pubblica e sociale&#8221; e modifiche della legge provinciale del 17 dicembre 1998, n. 13, &#8220;Ordinamento dell&#8217;edilizia abitativa agevolata&#8221; <\/strong><\/p>\n<p>In Alto Adige l&#8217;edilizia abitativa pubblica e sociale attualmente \u00e8 disciplinata dalla legge provinciale n. 13\/1998. Accanto a quest\u2019ultima, anche la legge provinciale n. 9\/2018 &#8220;Territorio e paesaggio&#8221; contiene importanti norme in materia di edilizia abitativa, ad esempio sulla suddivisione dei terreni edificabili.<\/p>\n<p>Da almeno otto anni la Giunta provinciale dichiara che in Alto Adige \u00e8 necessario riformare l\u2019edilizia abitativa. Inizialmente, ogni anno l\u2019assessore Tommasini annunciava l\u2019imminente riforma per l\u2019anno successivo; dal 2019 la competenza sull\u2019edilizia abitativa \u00e8 passata all\u2019assessora Deeg, la quale finora ha ripetuto le stesse promesse di riforma.<\/p>\n<p>La necessit\u00e0 di una riforma \u00e8 evidente per tutti. Trovare un appartamento in affitto in Alto Adige \u00e8 un&#8217;impresa impossibile, acquistarlo \u00e8 una cosa da ricchi.<\/p>\n<p>In Alto Adige, la percentuale della spesa di una famiglia per la casa raggiunge un impressionante 41%. Negli ultimi 20 anni, questo dato \u00e8 aumentato dell&#8217;11%.<\/p>\n<p>Anche se \u00e8 difficile reperire dati chiari e comparabili, \u00e8 evidente che rispetto alle regioni vicine in Alto Adige le case costano di pi\u00f9: in Germania, una famiglia spende per la casa in media il 26% del reddito familiare (fonte: dipartimento federale di statistica), in Austria il 25% (fonte: statistik.at). Qualcosa non ha quindi funzionato nel settore delle politiche abitative della Provincia, come \u00e8 emerso chiaramente anche dal viaggio di studio a Vienna della IV commissione legislativa.<\/p>\n<p>Attualmente in Alto Adige ci sono 239.000 abitazioni, circa 29.000 delle quali sono sfitte (12%).<\/p>\n<p>La Giunta provinciale ha cercato di ridurre il fenomeno degli alloggi sfitti attraverso un aumento dell\u2019IMI (disegno di legge provinciale n. 103\/2022). Il tempo ci dir\u00e0 se la legge approvata nel maggio 2022 dar\u00e0 i suoi frutti. \u00c8 comunque facilmente prevedibile che in seguito all\u2019aumento dell\u2019imposta sugli immobili solo una minima parte delle seconde case sfitte verr\u00e0 inserita nel mercato degli affitti.<\/p>\n<p>Affittare in Alto Adige \u00e8 difficile anche perch\u00e9 questo mercato \u00e8 fortemente limitato dall&#8217;alta percentuale di case di propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Nella nostra provincia, la percentuale delle abitazioni di propriet\u00e0 \u00e8 elevata: il 70% degli altoatesini vive in case di cui \u00e8 proprietario (due dati di confronto: in Italia si tratta del 68%, a Vienna del 25%). L&#8217;alto tasso di immobili di propriet\u00e0 in Alto Adige \u00e8 da ricondurre alla politica d\u2019incentivazione avviata dalla Provincia con le prime politiche abitative pubbliche che, come verr\u00e0 di seguito illustrato, hanno pro e contro.<\/p>\n<p>Le abitazioni in affitto sono suddivise nelle seguenti categorie (dati forniti dalla Ripartizione edilizia abitativa):<br \/>\n&#8211; 13.400 im Eigentum des WOBI &#8211; 13.400 sono di propriet\u00e0 dell\u2019IPES<br \/>\n&#8211; 2.000 sono di propriet\u00e0 di altri enti pubblici (Comuni, ecc.)<br \/>\n&#8211; 10.200 sono affittate a canone provinciale (abitazioni convenzionate)<br \/>\n&#8211; 25.350 sono affittate in regime privato<\/p>\n<p>Il disegno di legge provinciale n. 104\/22, con cui si avvia la riforma delle politiche abitative in Alto Adige, si concentra unicamente sulle 13.426 abitazioni dell\u2019IPES, che rappresentano circa un quarto del mercato degli affitti.<\/p>\n<p>Rispetto al numero complessivo delle abitazioni in Alto Adige, solo il 6% \u00e8 interessato dal disegno di legge provinciale n. 104\/22.<\/p>\n<p>Tutte le altre categorie, cos\u00ec come la problematica generale del costo (troppo) elevato degli alloggi in Alto Adige, vengono tralasciate.<\/p>\n<p>Si tratta di un elemento importante per valutare la portata della &#8220;riforma&#8221;, che sebbene riguardi un segmento importante, quello dei pi\u00f9 bisognosi, interessa appunto solo un segmento molto piccolo.<\/p>\n<p>Mediante un&#8217;operazione &#8220;chirurgica&#8221;, dalla &#8220;vecchia&#8221; legge sull&#8217;edilizia abitativa:<br \/>\n&#8211; 23 articoli vengono soppressi integralmente e quattro solo in parte, e la nuova legge provinciale li sostituisce parzialmente con articoli molto pi\u00f9 generici;<br \/>\n&#8211; altri 35 articoli vengono soppressi e sostituiti da regolamenti di esecuzione.<\/p>\n<p><strong>Una legge trasformata in delibera di Giunta<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 questo il primo, grande punto critico: mentre attualmente l&#8217;edilizia abitativa sociale e gli affitti a canone sociale seguono per lo pi\u00f9 chiare norme di legge, in futuro sar\u00e0 appannaggio della sola Giunta provinciale decidere se, quando e come modificare la normativa. E questo, in una materia fondamentale con risvolti di lungo termine come la casa, \u00e8 molto problematico, basta pensare alla creazione e alla pianificazione della famiglia.<\/p>\n<p>Il cuore del disegno di legge \u00e8 rappresentato dal comma 1 dell&#8217;articolo 13, che recita: \u201cCon regolamento di esecuzione vengono determinati i requisiti e i criteri di preferenza per l\u2019assegnazione di abitazioni in locazione a canone sociale e a canone sostenibile nonch\u00e9 per l\u2019ammissione nelle case albergo (&#8230;)\u201d. Si potrebbe affermare che questo comma rappresenta lo spirito della legge, ovvero: in futuro decide tutto la Giunta provinciale.<\/p>\n<p>Nel corso dei lavori in commissione legislativa, ma anche nel periodo precedente e in particolare nelle discussioni pi\u00f9 volte sollevate dalla minoranza politica e dalle rappresentanze sindacali, questo punto critico \u00e8 stato sollevato ripetutamente. In commissione legislativa si \u00e8 potuto ovviare parzialmente al mancato coinvolgimento delle parti sociali e all&#8217;esclusione del potere legislativo con l\u2019approvazione dell\u2019emendamento del nostro gruppo consiliare, con cui si \u00e8 previsto che per la delibera sui criteri di assegnazione degli alloggi in affitto a canone sociale e sostenibile siano necessari preventivamente la consultazione delle parti sociali e il parere vincolante della commissione legislativa competente.<\/p>\n<p>Questa concessione non muta per\u00f2 il tenore generale della legge, che trasferisce tutte le decisioni importanti all\u2019esecutivo. Non \u00e8 un buon segnale per la certezza giuridica nella nostra provincia.<\/p>\n<p><strong>Una nuova architettura per le assegnazioni degli alloggi IPES<\/strong><\/p>\n<p>Mentre finora gli alloggi dell\u2019IPES venivano assegnati essenzialmente alle persone bisognose dal punto di vista sociale, in futuro per le assegnazioni ci saranno due strade:<br \/>\n&#8211; alloggi a canone sociale<br \/>\n&#8211; alloggi a canone sostenibile (= canone provinciale, in fase di revisione, vedasi pi\u00f9 avanti).<\/p>\n<p>Finora le abitazioni venivano assegnate alle persone bisognose; se il loro reddito aumentava, di norma potevano tenere l\u2019alloggio, ma veniva aumentato il canone di locazione.<\/p>\n<p>In futuro dovrebbe essere consentito anche alle persone con un reddito meno basso di accedere alle abitazioni dell\u2019IPES, poich\u00e9 una parte di queste ultime \u00e8 riservata alla locazione \u201ca canone sostenibile&#8221;.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tuttavia assolutamente chiaro in che misura ci\u00f2 debba avvenire e su quale base di calcolo. Anche questa importante novit\u00e0, \u00e7a va sans dire, nel disegno di legge \u00e8 solo accennata e sar\u00e0 disciplinata con regolamento di esecuzione.<\/p>\n<p>In linea di principio, potrebbe trattarsi di un meccanismo utile, ad esempio per ottenere una maggiore pluralit\u00e0 sociale e affinch\u00e9 anche il ceto medio \u2013 attualmente gi\u00e0 abbastanza vessato \u2013 possa aver accesso ad abitazioni a prezzi abbordabili. In linea di principio questo meccanismo pu\u00f2 anche funzionare, ma non se lo stesso numero di abitazioni viene esteso a un nuovo gruppo di utenti (coloro che pagano il canone sostenibile).<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che le persone &#8220;bisognose&#8221; e quelle &#8220;un po&#8217; meno bisognose&#8221; si contendano gli alloggi. Guardando al modello di edilizia sociale di Vienna, abbiamo visto come la pluralit\u00e0 sociale funzioni bene. Nelle abitazioni affittate dal comune e in quelle dell\u2019edilizia abitativa agevolata, vivono a stretto contatto persone di tutti gli strati sociali e fasce di reddito, i quali traggono benefici proprio da questo confronto sociale positivo.<\/p>\n<p>Tuttavia, la disponibilit\u00e0 di alloggi pubblici in Alto Adige \u00e8 ben lontana da quella di Vienna. Facendo una stima al ribasso, la Provincia di Bolzano dovrebbe disporre di 55.000 alloggi pubblici per avvicinarsi a quanto offre Vienna. Con le nostre 13.000 abitazioni siamo a meno di un quarto.<\/p>\n<p><strong>Mancato collegamento con la legge &#8220;Territorio e paesaggio&#8221; <\/strong><\/p>\n<p>Per far funzionare la &#8220;legge IPES&#8221;, quindi, sarebbe necessario rilanciare i programmi di edilizia abitativa pubblica. La nuova legge &#8220;Territorio e paesaggio&#8221; ha limitato le aree per l&#8217;assegnazione di nuove zone edificabili e ha concesso pi\u00f9 spazio all\u2019edilizia privata. La disponibilit\u00e0 di aree per l&#8217;edilizia residenziale pubblica \u00e8 stata ridotta al 24%.<\/p>\n<p>Attualmente si sta lavorando a una (a che numero siamo arrivati?) revisione della normativa urbanistica. Il Consiglio provinciale non se ne \u00e8 ancora occupato. \u00c8 inconcepibile che non si crei un collegamento causale e normativo cos\u00ec importante come quello tra edilizia abitativa e urbanistica. Le due modifiche di legge dovrebbero procedere di pari passo ed essere discusse e adottate congiuntamente. Se non viene ancorata alla legge urbanistica, la legge sull&#8217;edilizia abitativa pubblica \u00e8 letteralmente campata in aria. Pare non si sia imparato abbastanza dai numerosi errori, passi falsi e vicoli ciechi che hanno caratterizzato la legge &#8220;Territorio e paesaggio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;incognita del canone di locazione provinciale<\/strong><\/p>\n<p>Il canone di locazione provinciale sar\u00e0 un elemento di fondamentale importanza. \u00c8 prevedibile che divenga il riferimento per il canone degli alloggi convenzionati. Avr\u00e0 inoltre un ruolo molto importante nella nuova architettura dell\u2019IPES, poich\u00e9 la parte delle abitazioni che sar\u00e0 affittata a &#8220;canone sostenibile&#8221; sar\u00e0 locata a canone provinciale.<\/p>\n<p>Secondo le informazioni in nostro possesso, in futuro questo canone verr\u00e0 fissato in modo diverso nelle varie localit\u00e0 dell&#8217;Alto Adige e terr\u00e0 conto degli effettivi prezzi delle aree edificabili. Si tratter\u00e0 quindi di un adeguamento al mercato immobiliare libero. Sono inoltre previste delle differenziazioni all&#8217;interno delle singole localit\u00e0. In futuro, nel centro di Bolzano potrebbe venire applicato un canone provinciale pi\u00f9 alto rispetto alle zone periferiche cos\u00ec come un canone pi\u00f9 basso nelle aree pi\u00f9 lontane rispetto alle localit\u00e0 principali. Si \u00e8 ad esempio parlato di aumentare il canone da 7,02 euro\/mq a 9,51 euro\/mq a Bolzano e di abbassarlo da 6,77 euro\/mq a 5,55 euro\/mq nelle localit\u00e0 strutturalmente deboli.<\/p>\n<p>Ma tutto ci\u00f2 a livello informale e ipotetico. Anche la questione del canone provinciale ha finora trovato poco spazio nel dibattito pubblico, ma si tratta di uno strumento troppo importante e determinante per essere riservato alla sola discussione a porte chiuse in Giunta provinciale. \u00c8 stato approvato l&#8217;emendamento del nostro gruppo consiliare, che per la delibera sul canone provinciale richiede preventivamente la consultazione delle parti sociali e il parere obbligatorio della commissione legislativa competente. Ma questo non basta.<\/p>\n<p>La definizione del canone di locazione secondo la zona determiner\u00e0 di fatto il luogo in cui le persone si stabiliscono, dove e in che modo creano la loro famiglia o dove spostano il centro della loro vita. Questo a sua volta impatter\u00e0 sulla mobilit\u00e0 pubblica e privata (ad esempio, con nuovi flussi di pendolari), sull&#8217;istruzione (ad esempio, quando le giovani famiglie si trasferiscono in massa in una determinata localit\u00e0), sulle esigenze sociali (ad esempio, quando alcune localit\u00e0 si svuotano o si ripopolano molto rapidamente, se si verifica un rapido ringiovanimento o invecchiamento della popolazione, per citare solo alcuni esempi). Ci\u00f2 che serve in questo caso sono considerazioni e decisioni strategiche ampiamente discusse a livello pubblico.<\/p>\n<p><strong>Un giro di vite<\/strong><\/p>\n<p>In Alto Adige, il principale obiettivo dell&#8217;edilizia abitativa pubblica e agevolata degli ultimi 50 anni \u00e8 stato quello di garantire l\u2019accesso ad un\u2019abitazione di propriet\u00e0 al maggior numero possibile di altoatesine e altoatesini. Parallelamente, per coloro che nonostante i contributi non se la potevano comunque permettere, esisteva una strategia non dichiarata, vale a dire la disponibilit\u00e0 di una sorta di &#8220;casa propria in affitto per tutta la vita&#8221;, l&#8217;alloggio dell\u2019IPES. Con l\u2019assessora agli affari sociali Deeg questo principio viene ora abbandonato. In futuro, gli alloggi dell\u2019IPES &#8211; cos\u00ec come tutti gli altri &#8211; verranno concessi in locazione per un periodo limitato di tempo. La Giunta provinciale decider\u00e0 la durata massima dei contratti e le condizioni per eventuali proroghe. Se si supera il limite di reddito, il contratto di locazione viene disdetto.<\/p>\n<p>Sebbene sia comprensibile che la Giunta provinciale voglia dinamizzare la situazione dell\u2019IPES, il principio della limitazione temporale si basa su una teoria dell&#8217;assessora che andrebbe approfondita, ovvero che lo stato di bisogno sia una &#8220;condizione temporanea&#8221;. Sarebbe bello se fosse cos\u00ec. Detto in altre parole, affinch\u00e9 ci\u00f2 si avveri \u00e8 necessario rivedere in questa prospettiva l&#8217;intera politica sociale e delle famiglie. Il carattere transitorio della povert\u00e0 non \u00e8 scontato. Ci\u00f2 che manca in questo caso \u00e8 il relativo piano d&#8217;azione contro l\u2019impoverimento.<\/p>\n<p>Secondo quanto dichiarato dall\u2019assessora in commissione, la limitazione temporale dovrebbe sortire anche un &#8220;effetto psicologico&#8221;, intendendo probabilmente dire che le persone che fin da principio sanno che la loro situazione abitativa \u00e8 transitoria compiranno maggiori sforzi per uscire dallo stato di bisogno. Si tratta di una visione piuttosto neoliberista, diametralmente opposta al modello viennese, tanto decantato in Alto Adige anche dalla Giunta provinciale. A Vienna l&#8217;edilizia residenziale pubblica fondamentalmente non ha limiti temporali, l\u00ec si affitta un appartamento per tutta la vita, e ne consegue una stabilit\u00e0 abitativa delle famiglie. Non bisogna infatti temere di dover lasciare l&#8217;appartamento a cui si \u00e8 abituati, e quindi \u00e8 possibile pianificare a lungo termine. Chi sa che trascorrer\u00e0 tutta la sua vita in una determinata abitazione avr\u00e0<br \/>\ncura di mantenerla in buone condizioni. A Vienna \u00e8 normale che gli inquilini investano nelle loro abitazioni, le rinnovino e provvedano alla loro manutenzione. Non \u00e8 necessario rincorrere l\u2019acquisto o affannarsi per restituire mutui decennali. L&#8217;abitazione pubblica concessa in locazione rimane per tutta la vita.<\/p>\n<p>In Alto Adige le cose vanno diversamente. L&#8217;alloggio sar\u00e0 a tempo. Si tratta di un modello che gi\u00e0 non aveva gi\u00e0 funzionato con il programma per il ceto medio. L&#8217;assessora provinciale ne ha riferito in commissione. Il fatto stesso che il programma per il ceto medio fosse limitato a dieci anni ha scoraggiato le persone dal parteciparvi. E, anche quando la Giunta provinciale ha deciso di prorogare il programma, non si sono registrati successi degni di nota. Ci\u00f2 non \u00e8 sorprendente. Quando si tratta della casa la provvisoriet\u00e0 non \u00e8 ammessa. E nessuno vuole dipendere da fattori esterni, e nemmeno dalla Giunta provinciale, il messaggio deve essere chiaro.<\/p>\n<p><strong>Ulteriori elementi critici<\/strong><\/p>\n<p>In futuro, sar\u00e0 necessario documentare le propriet\u00e0 immobiliari all&#8217;estero. Se questo da un lato \u00e8 comprensibile, dall\u2019altro la tutela degli inquilini avverte che in alcuni Paesi ci\u00f2 non \u00e8 di fatto possibile perch\u00e9 questi documenti semplicemente non sono disponibili. In commissione legislativa, un emendamento soppressivo della relativa disposizione \u00e8 stato respinto dalla SVP (anche con il voto del rappresentante dei lavoratori, va purtroppo constatato).<\/p>\n<p>Nella proposta legislativa non era pi\u00f9 garantita per legge la presenza dei sindacati nel Consiglio di amministrazione dell\u2019IPES, ma con un emendamento del Gruppo Verde si \u00e8 potuto cambiare questa disposizione. Ora la rappresentanza dei sindacati \u00e8 assicurata secondo il principio di rotazione.<\/p>\n<p>La compravendita di immobili \u00e8 una questione molto delicata e pu\u00f2 anche aprire a derive speculative. In precedenza l\u2019acquisto era disciplinato per legge; in futuro si tratter\u00e0 di una mera deliberazione della Giunta provinciale. Per quanto riguarda le compravendite, deve essere come minimo garantita una trasparenza assoluta. Un emendamento in questa direzione presentato dal nostro gruppo consiliare \u00e8 stato respinto, anche se ha dato luogo a una seria discussione sulla sua opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Gli elementi positivi&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Il disegno di legge contiene approcci positivi come le case albergo per i lavoratori, il cohousing e altri modelli abitativi innovativi cos\u00ec come la pluralit\u00e0 sociale e il lavoro di quartiere. Tuttavia, anche in questo caso si tratta di &#8220;riferimenti&#8221;; solo le deliberazioni della Giunta provinciale riveleranno con pi\u00f9 precisione cosa si intende. Con degli emendamenti si sono potuti inserire i principi e i fondamenti della sostenibilit\u00e0, del basso consumo di suolo e della &#8220;politica dei percorsi brevi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8230; e quelli davvero negativi<\/strong><\/p>\n<p>In commissione, la legge \u00e8 stata peggiorata da un emendamento presentato proprio dal cons. Renzler, che ha insistito sul rigoroso rispetto della proporzionale nell&#8217;assegnazione degli alloggi dell\u2019IPES. Si tratta di grandi passi indietro. Il bisogno e lo stato di necessit\u00e0 vengono prima del gruppo linguistico. \u00c8 davvero incomprensibile che, soprattutto nel settore abitativo, si insista cos\u00ec tanto sulla proporzionale linguistica.<\/p>\n<p><strong>Ci sono molti argomenti contro questa legge<\/strong><\/p>\n<p>Siamo ancora lontani da una riforma davvero equilibrata e sostenibile. Non \u00e8 dato conoscere l\u2019assetto complessivo previsto per l\u2019edilizia abitativa e l\u2019urbanistica, ma forse esso non \u00e8 stato ancora pianificato e ponderato del tutto. Ci\u00f2 comporter\u00e0 ulteriori incertezze e possibilmente incongruenze.<\/p>\n<p>Alla Giunta provinciale viene concesso un margine di manovra troppo ampio nello sviluppo di un settore cos\u00ec importante come quello dell\u2019edilizia abitativa. Al Consiglio provinciale e alle rappresentanze sociali viene invece riservato un ruolo marginale nella definizione delle politiche abitative in Alto Adige.<\/p>\n<p>L&#8217;edilizia sociale in Alto Adige sar\u00e0 a tempo determinato, lo stato di bisogno sociale forse anche no. Si pu\u00f2 facilmente prevedere l\u2019ulteriore impoverimento degli strati sociali gi\u00e0 in crisi. La concorrenza sugli alloggi sociali anzich\u00e9 diminuire, aumenter\u00e0.<\/p>\n<p>Molto dipender\u00e0 dal canone di locazione provinciale, di cui non sono ancora ufficialmente noti i dettagli. La partecipazione e la discussione pubblica a tutti i livelli sono indispensabili.<\/p>\n<p>Per evitare un tipo di impoverimento dovuto alla perdita della casa, in futuro sar\u00e0 necessario avviare un programma di costruzione di ampia portata che sia rispettoso dell&#8217;ambiente e delle risorse.<\/p>\n<p>Resta poi da vedere come verr\u00e0 &#8220;risanato&#8221; il restante patrimonio edilizio abitativo pubblico e agevolato. Se e quando in Alto Adige la casa sar\u00e0 davvero &#8220;accessibile&#8221; rimane una questione del tutto aperta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Consigliera provinciale<br \/>\nBrigitte Foppa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RELAZIONE DI MINORANZA SUL DISEGNO DI LEGGE PROVINCIALE N. 104\/21 &#8220;Edilizia residenziale pubblica e sociale&#8221; e modifiche della legge provinciale del 17 dicembre 1998, n. 13, &#8220;Ordinamento dell&#8217;edilizia abitativa agevolata&#8221; In Alto Adige l&#8217;edilizia abitativa pubblica e sociale attualmente \u00e8 disciplinata dalla legge provinciale n. 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