{"id":29379,"date":"2021-05-05T17:26:47","date_gmt":"2021-05-05T15:26:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=29379"},"modified":"2021-10-04T17:34:06","modified_gmt":"2021-10-04T15:34:06","slug":"prevenire-e-meglio-che-curare-strategie-di-prevenzione-anti-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/prevenire-e-meglio-che-curare-strategie-di-prevenzione-anti-pandemia\/","title":{"rendered":"Prevenire \u00e8 meglio che curare: strategie di prevenzione anti-pandemia"},"content":{"rendered":"<p>MOZIONE.<\/p>\n<p>Con il senno di poi il manifesto dell\u2019OMS, pubblicato nel 2018, in alcune parti \u00e8 quasi profetico. \u00c8 intitolato \u201cManaging epidemics. Key factors about major deadly diseases\u201d e descrive il rischio globale derivante dalle pandemie nel XXI secolo. Esse rischiano di espandersi pi\u00f9 velocemente che mai, dato che le nostre mutate condizioni di vita offrono loro terreno fertile.<\/p>\n<p>Tre anni dopo ci ritroviamo appunto nel mezzo di una simile pandemia e siamo prevalentemente intenti a contrastare in tutti i modi il coronavirus. In tutto ci\u00f2 il dibattito pubblico \u00e8 dominato da come arrestare la diffusione del virus e rimuovere quanto prima le misure di contenimento. Pi\u00f9 marginalmente si discute anche di come prevenire e curare i decorsi pi\u00f9 gravi della malattia. A tale riguardo ci sono alcuni dati interessanti. Da alcune ricerche svolte dal settimanale tedesco \u201cDie Zeit\u201d \u00e8 emerso che nel 30% dei pazienti e delle pazienti ricoverate per Covid il virus \u00e8 stato diagnosticato solo casualmente. Si tratta per lo pi\u00f9 di vittime di incidenti o donne in gravidanza, ricoverate in clinica per altri motivi ma che statisticamente figurano tra i pazienti ricoverati causa Covid. Questo ci permette di dedurre alcune cose. Pi\u00f9 persone di quanto si pensasse riescono a superare la malattia da sole senza trattamento medico e senza complicazioni. Si tratta perlopi\u00f9 di persone sane e senza patologie pregresse. Parallelamente viene da chiedersi quali persone siano a rischio di un decorso grave. Sappiamo che vi rientrano gli individui con determinate patologie pregresse come obesit\u00e0, diabete, ipertensione ecc.<\/p>\n<p>Considerato che dovremo convivere ancora per parecchi anni con il coronavirus, come affermato di recente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), \u00e8 giunto il<br \/>\nmomento di pensare alla prevenzione. Finora \u00e8 stato fatto poco per proteggere la popolazione dal diventare pazienti a rischio. Molte persone potrebbero invece essere tutelate preventivamente<br \/>\nda un decorso grave. Ed \u00e8 proprio questo il compito di un\u2019amministrazione. Public health significa appunto tutelare attivamente e preventivamente la popolazione. Studi internazionali, tra cui anche dell\u2019OMS, confermano il successo di un simile lavoro di prevenzione. Tali strategie sono gi\u00e0 affermate e permettono di risparmiare soldi pubblici nel lungo termine.<\/p>\n<p>Considerato che, a quanto pare, viviamo nell&#8217;\u201cepoca delle pandemie\u201d, anche in Alto Adige dobbiamo sviluppare una strategia per rendere la nostra provincia pi\u00f9 resiliente nella gestione di queste<br \/>\nmalattie. L\u2019OMS da tempo chiede che vengano elaborati dei piani d\u2019azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili come il diabete. La Finlandia e l\u2019Austria sono tra i<br \/>\nPaesi che hanno un piano di questo tipo. Anche il sovrappeso e la sedentariet\u00e0 possono e devono essere contrastati a livello politico. Ricercatori e ricercatrici in Gran Bretagna hanno scoperto in<br \/>\nuno studio svolto gi\u00e0 ad aprile 2020 che, tra i pazienti britannici, il sovrappeso aumenta di quattro volte il rischio di decesso dovuto al coronavirus. Uno studio francese \u00e8 giunto alla conclusione che i Paesi dell\u2019OCSE soffrono particolarmente a causa del coronavirus dato che spesso hanno una popolazione sovrappeso. Secondo gli scienziati e le scienziate la risposta al virus da parte degli<br \/>\nStati e dei Paesi dovrebbe essere soprattutto quella di avere un occhio di riguardo per la salute della popolazione.<\/p>\n<p>Si tratta di una sfida intersettoriale che va oltre le competenze dell\u2019Azienda sanitaria e coinvolge anche l\u2019agricoltura, l\u2019urbanistica, la tutela dell\u2019ambiente, il traffico, il sociale e l\u2019istruzione.<\/p>\n<p>L\u2019OMS parla infatti di un approccio \u201cHealth in all policies\u201d. Ogni decisione politica deve considerare anche le ripercussioni che questa pu\u00f2 avere sulla salute, per evitare danni collaterali di tipo sanitario e migliorare lo stato di salute della popolazione.<\/p>\n<p>Il Covid ci accompagner\u00e0 ancora per un bel po\u2019. I vaccini allevieranno la situazione. Dobbiamo per\u00f2 anche considerare che non sar\u00e0 l\u2019ultima pandemia che incontreremo nella nostra vita. Nel lungo termine la situazione attuale ci pu\u00f2 insegnare molte cose: in particolare come una popolazione forte e sana possa contrastare un virus.<\/p>\n<p><strong>Il Consiglio della Provincia <\/strong><strong>autonoma di Bolzano <\/strong><strong>incarica pertanto la Giunta provinciale<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>di prevedere obbligatoriamente nell\u2019iter di tutti i progetti politici un\u2019analisi dell\u2019impatto che essi hanno sulla salute della popolazione sotto forma di un approccio &#8220;Health in all policies&#8221;, come raccomandato dall\u2019OMS;<\/li>\n<li>di elaborare, come raccomandato dall\u2019OMS, un piano di azione per la prevenzione del diabete in Alto Adige che contenga indicazioni operative concrete;<\/li>\n<li>di elaborare un elenco di criteri relativo alla \u201cCorporate Health Responsibility\u201d nel quale vengano raccolte misure per un comportamento responsabile sotto il profilo sanitario da parte<br \/>\ndelle aziende dell\u2019Alto Adige;<\/li>\n<li>di aumentare i contributi provinciali per la ristorazione collettiva pubblica a condizione che i gestori\/le gestrici investano queste risorse in prodotti a filiera corta, biologici e prodotti in<br \/>\nmodo equo;<\/li>\n<li>di aumentare le ore di educazione fisica nelle scuole elementari, medie e superiori ad almeno tre unit\u00e0 settimanali o, in alternativa, a estendere l\u2019insegnamento integrativo di educazione fisica a tutte le scuole elementari, medie e superiori, in modo che in ogni grado scolastico sia prevista obbligatoriamente un\u2019offerta sportiva extrascolastica almeno una volta a settimana;<\/li>\n<li>di inserire obbligatoriamente nel calendario scolastico delle scuole elementari, medie e superiori dell\u2019Alto Adige un progetto incentrato sull\u2019alimentazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Bozen, 05.05.2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Consiglieri provinciali<\/p>\n<p>Brigitte Foppa<\/p>\n<p>Hanspeter Staffler<\/p>\n<p>Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE. 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