{"id":27535,"date":"2021-03-04T16:53:31","date_gmt":"2021-03-04T15:53:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=27535"},"modified":"2021-09-16T12:31:46","modified_gmt":"2021-09-16T10:31:46","slug":"le-giovani-donne-sono-essenziali-per-lo-sviluppo-della-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/le-giovani-donne-sono-essenziali-per-lo-sviluppo-della-societa\/","title":{"rendered":"Le giovani donne sono essenziali per lo sviluppo della societ\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>MOZIONE.<\/p>\n<p>Le discussioni sul tema del \u201cbrain drain\u201d e le preoccupazioni per l\u2019abbandono delle aree rurali sono da tempo arrivate anche nella nostra provincia.<br \/>\nLa fuga dei cervelli \u00e8 nel frattempo diventata un vero e proprio ambito di ricerca e si stanno elaborando misure per reagire al fenomeno. Lo studio dell\u2019IRE del 2019 mostra che partendo da 1.100 persone nel 2012, in particolare laureate, l\u2019emigrazione \u00e8 negli anni aumentata costantemente, per arrivare a 1.500 persone nel 2017. I ritorni sono invece stati tra i 26 e gli 81 all\u2019anno.<\/p>\n<p>La met\u00e0 dei cervelli emigrati \u00e8 femminile.<\/p>\n<p>Questo fatto ha pesanti conseguenze dal punto di vista demografico.<\/p>\n<p>L\u00ec dove giovani donne se ne vanno, la societ\u00e0 \u00e8 destinata a morire.<\/p>\n<p>Se questa \u00e8 la realt\u00e0, nel contempo le misure per favorire il ritorno in patria sono prevalentemente rivolte a uomini. E ci\u00f2 succede in modo particolare per quanto riguarda le zone rurali. Se pensiamo ai motivi che portano le giovani generazioni a restare in paese oppure a cosa potrebbe indurle a tornare a vivere in paese si citano spesso i seguenti fattori:<\/p>\n<ul>\n<li>la qualit\u00e0 del posto di lavoro<\/li>\n<li>la vita associativa<\/li>\n<li>lo spazio abitativo<\/li>\n<li>il collegamento con i centri urbani.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una ricerca dell\u2019Eurac a cura di Philipp Corradini dell\u2019Istituto per lo sviluppo regionale, presentata in occasione del convegno online organizzato dalla Piattaforma per il rurale il 26\/1\/2021 e in cui si analizzano i motivi che portano le altoatesine e gli altoatesini a vivere nelle aree rurali, a trasferirsi nelle aree rurali oppure a lasciare le aree rurali, conferma in modo evidente che i fattori succitati sono molto importanti quando si tratta di decidere se restare, andarsene o tornare, anche se molto di pi\u00f9 per i giovani uomini e molto meno per le giovani donne.<\/p>\n<p>Nell\u2019interessante ricerca si parla solo brevemente delle differenze di genere. Bisogna comunque partire dal presupposto che le giovani donne danno la priorit\u00e0 ad altri fattori. La ricerca cita per esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>il rapporto di coppia e la propria famiglia<\/li>\n<li>la qualit\u00e0 della vita<\/li>\n<li>la natura e l\u2019offerta per il tempo libero<\/li>\n<li>la formazione e chi si prende cura dei figli<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le differenze sono evidenti e trovano conferma nelle interviste effettuate durante il convegno con donne che hanno deciso di emigrare. In particolare l\u2019orario di lavoro flessibile e la possibilit\u00e0 di affidare i figli a qualcuno, ma anche l\u2019apertura e il multiculturalismo (\u201ccultura dell\u2019accoglienza e volont\u00e0 di restare\u201d) sono stati citati come fattori importanti quando si tratta di decidere se restare all\u2019estero oppure ritornare in patria.<\/p>\n<p>Le differenze tra i desideri e le esigenze degli uomini e delle donne nel prendere decisioni di questo tipo hanno quindi una grandissima importanza strategica ai fini degli sforzi intrapresi per \u201criportare in patria\u201d le giovani altoatesine e i giovani altoatesini.<\/p>\n<p>Se vogliamo limitare l\u2019emigrazione delle giovani donne dalle aree rurali verso i centri urbani, si tratta essenzialmente anche di mantenere o rendere attrattive le zone rurali.<\/p>\n<p>Dove disponiamo di dati, il fenomeno \u00e8 chiaramente quantificabile e ci sorprende per le sue dimensioni.<\/p>\n<p>In Stiria in tre anni (dal 2017 al 2020) 1.800 giovani donne di 19-20 anni e con una buona formazione hanno lasciato le zone rurali per trasferirsi nel capoluogo Graz. Secondo il rapporto AdegDorfleben del 2020 ogni anno fino a 3.000 giovani donne provenienti da tutto il territorio austriaco si trasferiscono nell\u2019area metropolitana di Vienna.<\/p>\n<p>Nel quadro del progetto SEMIGRA \u2013 Selective Migration and Unbalanced Sex Ratio Structures in Rural Regions sono stato studiate cinque regioni interessate dall\u2019emigrazione selettiva di giovani donne (la Sassonia-Anhalt, la regione di Kainuu nella Finlandia orientale, la contea di V\u00e4sternorrland nella Svezia centrale nonch\u00e9 le regioni \u00c9szak-Alf\u00f6ld e \u00c9szak-Magyarorsz\u00e1g nella parte nord-est dell\u2019Ungheria). Lo studio partiva dal fatto che in Germania e in molti altri Stati europei tra i giovani adulti in alcune regioni la percentuale delle donne o degli uomini \u00e8 decisamente superiore.<br \/>\nQuesti squilibri si registrano soprattutto tra le aree rurali e i centri urbani, e tra le aree economiche fiorenti e quelle in declino. Mentre le giovani donne sono molto attratte dalle grandi citt\u00e0, nelle aree rurali periferiche poco abitate si registra un numero superiore di giovani uomini. Nell\u2019introduzione lo studio mette in guardia dal pericolo che nelle regioni periferiche dei nuovi Paesi si arrivi a una composizione diseguale della popolazione dal punto di vista socio-economico che avrebbe degli<br \/>\neffetti negativi sullo sviluppo regionale. La migrazione di giovani donne rischia di acuire ulteriormente i problemi economici, demografici e sociali delle regioni strutturalmente deboli e di innescare una spirale negativa. Per questo motivo lo scopo principale del progetto di ricerca SEMIGRA era quello di verificare possibili strategie di genere per lo sviluppo regionale e di elaborare indicazioni operative di rilevanza politica. (Vedi \u201cAbwanderung junger Frauen und unausgewogene Geschlechterproportionen in l\u00e4ndlichen Regionen Europas\u201d dell\u2019Istituto Leibniz per la geografia regionale (IfL) di Lipsia, in collaborazione con il ministero per lo sviluppo regionale e il traffico (MLV) della Sassonia-Anhalt).<\/p>\n<p>Anche lo studio della Stiria offre spiegazioni e propone strategie per non perdere le \u201cportatrici di speranza per il futuro\u201d come le chiamano i direttori e le direttrici della Camera dell\u2019agricoltura e del commercio.<\/p>\n<p>L\u00ec dove ci si \u00e8 occupati di questo tema si \u00e8 giunti alla conclusione che \u00e8 necessario:<\/p>\n<ul>\n<li>anzitutto effettuare una rilevazione del fenomeno,<\/li>\n<li>poi stabilire assieme alle donne le condizioni quadro adeguate alle loro specificit\u00e0 esistenziali<\/li>\n<li>e infine passare alla messa in atto e alla realizzazione di queste condizioni generali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dai vari studi emerge che le giovani donne, pur apprezzando molto la qualit\u00e0 di vita esistente nelle aree rurali, spesso vi trovano condizioni generali difficilmente conciliabili con un progetto di vita ambizioso e aperto al mondo, e di conseguenza scelgono di andarsene.<\/p>\n<p><strong>Per questi motivi il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>di commissionare uno studio che analizzi gli aspetti di genere di emigrazione, immigrazione e rientro con riferimento all\u2019Alto Adige e nello specifico alle sue zone rurali;<\/li>\n<li>di avviare, come accompagnamento ed eventualmente misura conseguente, un processo, anche in collaborazione con varie rappresentanze delle donne, dei giovani e del mondo rurale, per individuare le necessarie e possibili condizioni quadro;<\/li>\n<li>di introdurre le indicazioni derivanti dai punti 1 e 2 negli obiettivi strategici della Giunta provinciale e di agire ai fini di una loro attuazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cons. prov.<\/p>\n<p>Brigitte Foppa<br \/>\nRiccardo Dello Sbarba<br \/>\nHanspeter Staffler<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il 16.09.2021 il consiglio ha approvato la mozione con questo emendamento:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>di avviare un processo, anche in collaborazione con varie rappresentanze delle donne, dei giovani e del mondo rurale, per individuare le necessarie e possibili condizioni quadro, al fine di contrastare l\u2019emigrazione dall\u2019Alto Adige in generale e pi\u00f9 specificamente dalle sue zone rurali;<\/li>\n<li>di recepire le azioni conseguenti al punto 1 nell\u2019elaborazione degli obiettivi politici strategici della Giunta provinciale.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE. Le discussioni sul tema del \u201cbrain drain\u201d e le preoccupazioni per l\u2019abbandono delle aree rurali sono da tempo arrivate anche nella nostra provincia. 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