{"id":27102,"date":"2020-12-16T17:15:21","date_gmt":"2020-12-16T16:15:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=27102"},"modified":"2021-07-06T08:08:55","modified_gmt":"2021-07-06T06:08:55","slug":"non-ci-si-salvi-da-soli-discorso-sul-bilancio-provinciale-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/non-ci-si-salvi-da-soli-discorso-sul-bilancio-provinciale-2021\/","title":{"rendered":"Non ci si salva da soli. Discorso sul bilancio provinciale 2021"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le lezioni della pandemia e il mondo che stiamo preparando.<\/strong><\/p>\n<p>Dalla pandemia usciremo ben diversi da come ci siamo entrati. Il modo in cui affrontiamo l\u2019emergenza attuale determiner\u00e0 la direzione in cui usciremo dalla crisi. Con le scelte di oggi noi stiamo preparando il mondo di domani.<\/p>\n<p>Quindi chiediamoci: il mondo che stiamo costruendo sar\u00e0 pi\u00f9 equo o pi\u00f9 ingiusto? Pi\u00f9 democratico o pi\u00f9 autoritario? Pi\u00f9 ecologico o pi\u00f9 inquinato? Il Presidente Kompatscher ha indicato due valori: la coesione, che io intendo come solidariet\u00e0, e la fiducia nelle istituzioni, che io intendo come fiducia nella democrazia, nella capacit\u00e0 della democrazia \u2013 e non delle dittature! \u2013 di affrontare e vincere il virus.<\/p>\n<p>I cittadini e le cittadine la fiducia l\u2019hanno dimostrata, e tanta! Per esempio, partecipando in massa al test antigenico. Qualche incauto ha promesso che sarebbe stato un \u201cBrefreiungsschlag\u201d, un atto liberatorio., e che grazie al test saremmo tornati alla \u201cnormalit\u00e0\u201d in quattro e quattr\u2019otto. Non credo che le 360.000 persone, tra cui oltre 10.000 volontarie, abbiano creduto a questa illusoria promessa. Hanno partecipato come atto di fiducia e solidariet\u00e0 in un\u2019azione collettiva. Come reazione democratica collettiva.<\/p>\n<p>Hanno partecipato come atto di fiducia nella scienza e nelle istituzioni. Avete ascoltato forse il discorso di Angela Merkel al Bundestag sul bilancio 2021: a un certo punto ha mollato i fogli e ha parlato a braccio sfidando la destra che la derideva. Ha riaffermato l\u2019illuminismo come fondamento della civilt\u00e0 europea, la fiducia nella scienza, la validit\u00e0 di scelte che hanno come bussola prima di tutto i dati epidemiologici e la tutela della salute a partire dalle persone pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>Quando dico fiducia nella scienza intendo fiducia nel metodo scientifico, non certo fede in quello o quell\u2019altro esperto intervistato in TV. La scienza \u00e8 un procedimento, non una carrellata di VIP tra cui ciascuno si sceglie chi meglio conferma i suoi pregiudizi. Il metodo scientifico \u00e8 analisi, ricerca, verifica, trasparenza, possibilit\u00e0 di ripetere l\u2019esperimento, confutarne i risultati e migliorarli. La scienza \u00e8 opera collettiva e in quanto tale fondamento delle moderne democrazie. \u00c8 ci\u00f2 che garantisce che prevalga l\u2019interesse collettivo, che le persone vengano efficacemente curate, che i vaccini vengano accuratamente testati, che vengano equamente distribuiti e impiegati come rimedio affidabile.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la scienza, questa \u00e8 la democrazia, questa \u00e8 la fiducia e la coesione. I cittadini e le cittadine l\u2019hanno capito e hanno partecipato.<\/p>\n<p>Meno l\u2019hanno capito alcuni politici (uso consapevolmente solo la forma maschile) anche qui da noi. <strong>Se si sono viste crepe nella coesione, queste si sono viste nella Giunta provinciale!<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 visto alcuni fare a gara a chi apriva di pi\u00f9, a che apriva prima. Avendo probabilmente lo sguardo alle prossime elezioni, o alla prossima carica di Landeshauptmann. Inviterei questi assessori ad ascoltarsi per Natale il discorso di Angela Merkel almeno tre volte!<\/p>\n<p>La lezione di questi mesi \u00e8 una sola: NON CI SI SALVA DA SOLI (E DA SOLE, ma le donne lo sanno molto bene!).<\/p>\n<p>Ci si salva solo come comunit\u00e0 democratica che persegue il bene comune. E questo bene non \u00e8 solo la somma degli interessi personali. Mai come oggi ha torto Adam Smith quando diceva che \u201cla somma degli egoismi, attraverso la selezione del mercato, produce l\u2019interesse collettivo della societ\u00e0\u201d. Non \u00e8 cos\u00ec!<\/p>\n<p>Impariamo dal passato. Esattamente un secolo fa il mondo ha vissuto un\u2019altra grande pandemia<strong>: l\u2019\u201cinfluenza spagnola\u201d<\/strong>. Ci sono molte similitudini con oggi. Anche allora fu all\u2019inizio sottovalutata. Anche allora ci fu chi disse che era tutta un\u2019invenzione. Molti dei rimedi di allora sono i rimedi di oggi: igiene personale, mascherina, evitare assembramenti, isolare gl\u2019infetti, quarantena. E anche allora ci furono tre ondate di infezione.<\/p>\n<p>Anche allora il mondo usc\u00ec mutato dalla crisi. Su un aspetto vorrei attirare l\u2019attenzione: da quella pandemia nacquero i sistemi sanitari pubblici universali. Si cap\u00ec che il medico privato da un lato e le istituzioni caritatevoli dall\u2019altro non bastavano a salvare la vita delle persone.<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019influenza spagnola, che infett\u00f2 mezzo miliardo di persone e fece quasi cento milioni di morti, nacquero i moderni sistemi sanitari pubblici. Cos\u00ec quella pandemia cambi\u00f2 il mondo.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il tema che mi sta a cuore: il rapporto tra spazio pubblico e spazio privato, tra bene comune e profitto, tra comunit\u00e0 e individui.<\/p>\n<p><strong>Io credo che da questa pandemia usciremo bene solo se rilanciamo lo spazio pubblico come spazio dei diritti fondamentali garantiti in modo equo e universale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E mentre dico questo lancio un allarme. Negli ultimi anni il Sudtirolo si \u00e8 mosso nella direzione esattamente opposta: pi\u00f9 privato e meno pubblico. <\/strong><\/p>\n<p>Vorrei dimostrarlo analizzando tre campi fondamentali per la vita di ciascuno e ciascuna: il trasporto pubblico, la casa, la salute.<\/p>\n<p><strong>IL TRASPOSTO PUBBLICO<\/strong><\/p>\n<p>Avevamo questa situazione di partenza: la posizione dominante di un imprenditore privato (SAD), cui erano state affidate anche numerose funzioni pubbliche: sistema di biglietteria, orari, informazione all\u2019utenza, rilevamento dati su linee e passeggeri.<\/p>\n<p>Erano altri tempi, i tempi di un altro Landeshauptmann e di altre Giunte provinciali. Erano i tempi in cui pareva che i destini del trasporto pubblico passassero tutti da Falzes.<\/p>\n<p>Poi sono arrivate le norme europee che imponevano gare di affidamento entro il 2018, oppure &#8211; come alternativa &#8211; una gestione interamente pubblica. Era chiaro che chi fino ad allora aveva goduto di una posizione dominante avrebbe fatto di tutto per non cederla. \u00c8 accaduto cos\u00ec in tutta Italia: gare impugnate, funzionari denunciati. Non siamo un\u2019eccezione.<\/p>\n<p>Giorni fa come commissione di inchiesta sulle gare per il trasporto pubblico abbiamo tenuto una audizione coi consulenti della Provincia. Il prof. Pierluigi Mantini \u2013 che ha affiancato la Giunta provinciale fin dall\u2019inizio \u2013 ci ha descritto i conflitti esplosi in tutta Italia, ma ha anche aggiunto che in provincia di Bolzano si \u00e8 avuto un tasso di aggressivit\u00e0 che non ha paragoni. Un\u2019aggressivit\u00e0 direttamente proporzionale alle posizioni che qui si erano consolidate nel tempo col sostegno della politica.<\/p>\n<p>Conosciamo la storia della gara prima indetta e poi revocata. Giudicare chi ha ragione \u00e8 compito della magistratura, che sta indagando. Compito della politica era trovare una via d\u2019uscita.<\/p>\n<p>La via d\u2019uscita questo Consiglio provinciale l\u2019ha indicata nella Mozione n. 103 approvata il 6 giugno 2019. In questa si impegnava la Giunta provinciale a adottare \u201cper il trasporto pubblico locale <strong>un modello in house o un\u2019azienda speciale<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Chi come noi ha approvato questa mozione aveva in mente il modello pubblico del vicino Trentino (Trentino trasporti): una gestione al 100% pubblica, con possibilit\u00e0 di sub affidamenti a privati da un minimo del 10% a un massimo del 30% delle linee. Ma mantenendo standard omogenei e regia interamente pubblica!<\/p>\n<p>La Giunta e la maggioranza Svp-Lega Salvini hanno attuato questa mozione con la legge provinciale n. 3, luglio 2019, articolo 4, comma 2, che recita: \u201cIl servizio di trasporto pubblico locale \u00e8 <strong>prevalentemente<\/strong> garantito dalla Provincia autonoma di Bolzano, attraverso un modello di gestione pubblica in house o azienda speciale\u2026 (<em>Der \u00f6ffentliche Personennahverkehr wird <strong>grunds\u00e4tzlich<\/strong> von der Autonomen Provinz Bozen gew\u00e4hrleistet, durch eine \u00f6ffentliche F\u00fchrung mittels In-House-Gesellschaft<\/em>)\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si arriva all\u2019ultimo atto: pochi mesi fa la Giunta provinciale ci ha comunicato a sorpresa di aver scelto <strong>un modello misto<\/strong>: il 45% dei servizi verranno assegnati alla societ\u00e0 pubblica in house SASA, il 55% sar\u00e0 affidato a privati con gara suddivisa in 10 lotti.<\/p>\n<p>Questo modello \u201cmisto\u201d deciso dalla Giunta <strong>non corrisponde<\/strong> a quanto deliberato dal Consiglio provinciale, n\u00e9 alla legge che dice: gestione pubblica <strong>prevalente<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell\u2019audizione in commissione ho chiesto alla consulente della Provincia Maria Cristina Carmeli se un modello 100% pubblico fosse stato possibile, o se ci siano ostacoli normativi nazionali o europei che lo impediscono. La consulente non ha avuto dubbi: un sistema pubblico al 100% (con sub affidamenti fino al 30%) sarebbe stato possibile. La scelta del modello misto (45\/55) \u00e8 stata una scelta politica.<\/p>\n<p>Il consulente prof. Mantini ha aggiunto: \u201cCapisco la delusione di chi ha votato quella mozione, capisco che chi ha votato la parola \u201cprevalente\u201d pretenda che il pubblico abbia almeno il 51%. Ma evidentemente la Giunta \u00e8 voluta venire incontro ai privati\u201d.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro aspetto ancora pi\u00f9 preoccupante in questa scelta. Il modello misto presentato dall\u2019assessore Alfreider mettendo tanta enfasi sulla \u201csostenibilit\u00e0\u201d ha anche un\u2019altra faccia, che si scopre solo se non ci si fa annebbiare dal fumo della retorica: la definizione di \u201crete di trasporto ecosostenibile\u201d viene applicata solo alla quota pubblica (45%) e non nello stesso modo a quella privata (55%). Il motivo \u00e8 chiaro: la sostenibilit\u00e0 costa e dispensarne i privati garantisce loro pi\u00f9 ampi margini di profitto!<\/p>\n<p><strong>Ma cos\u00ec si costruisce il Sudtirolo verde e resiliente auspicato da Kompatscher? Cos\u00ec si raggiunge entro il 2030 la neutralit\u00e0 climatica, quando tutti sappiamo che sono proprio i trasporti a dare il contributo pi\u00f9 forte alle emissioni di anidride carbonica?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA CASA<\/strong><\/p>\n<p>Si comincia finalmente a discutere sulla nuova legge sull\u2019edilizia pubblica agevolata.<\/p>\n<p>L\u2019edilizia agevolata ha costituito dal dopoguerra ad oggi il fondamento del welfare locale: se non abbiamo una quota pi\u00f9 alta di persone povere o in difficolt\u00e0 \u00e8 proprio grazie alla politica pubblica della casa, alle 13.000 case Ipes, alle case realizzate in cooperativa, ai contributi per la prima casa, ai sostegni per l\u2019affitto, alla messa a disposizione per legge per l\u2019edilizia pubblica di una quota fissa (60%) di ogni nuova area edificabile.<\/p>\n<p>Oggi questa politica \u00e8 rimessa profondamente in discussione.<\/p>\n<p><strong>Fin dalla preparazione della nuova legge urbanistica (2014) erano apparse nella maggioranza e in particolare nella SVP due linee contrapposte:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Continuare con un forte intervento pubblico<\/strong> in edilizia sociale e agevolata, col sistema 60% pubblico \/ 40% privato per le nuove aree edificabili, aggiungendo una pi\u00f9 efficace politica per gli affitti.<\/li>\n<li><strong>Oppure finirla con l\u2019intervento pubblico e lasciare al mercato<\/strong> e ai privati il compito di garantire una casa alle cittadine e ai cittadini.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il conflitto tra queste due linee non \u00e8 stato risolto nella legge \u201cTerritorio e Paesaggio\u201d che sull\u2019edilizia pubblica \u00e8 un vero guazzabuglio di norme contraddittorie.<\/p>\n<p>Quale linea prevarr\u00e0 si decide ora nella scrittura della nuova Legge sull\u2019edilizia agevolata. E qui lancio un altro allarme: la linea del privato e del mercato ha gi\u00e0 lasciato segni profondi nella normativa urbanistica oggi vigente!<\/p>\n<p>Ecco alcuni esempi:<\/p>\n<ul>\n<li>Il vecchio obbiettivo di \u201csoddisfare il fabbisogno abitativo primario\u201d (cio\u00e8 garantire a tutte e tutti la prima casa) \u00e8 stato sostituito dal concetto di <strong>alloggi per RESIDENTI<\/strong>, che non \u00e8 la stessa cosa, perch\u00e9 il residente pu\u00f2 essere anche ricco e pu\u00f2 possedere pi\u00f9 alloggi e farci i suoi affari.<\/li>\n<li><strong>La regola della suddivisione 60\/40 <\/strong>delle nuove aree edificabili nella nuova legge urbanistica \u00e8 stata rovesciata: a cooperative e Ipes tocca ora solo il 40% dei terreni.<\/li>\n<li><strong>Il restante 20% del 60%<\/strong> ex pubblico \u00e8 riservato ad appartamenti a prezzo calmierato (che non si sa ancora cosa vuol dire) e ad appartamenti per residenti: in entrambi i casi realizza il privato. In questo modo alle imprese private viene concesso l\u2019utilizzo di terreni finora riservati all\u2019edilizia pubblica.<\/li>\n<li><strong>Il 40% residuo diventa totalmente libero, <\/strong>grazie a una modifica alla legge urbanistica approvata qualche settimana fa e finora passata inosservata. \u00c8 stato modificato l\u2019art. 19 sul \u201cplusvalore di pianificazione\u201d, che originariamente prevedeva che anche nel 40% riservato al privato, comunque il 60% (quindi il 24% dell\u2019intera area) dovesse essere almeno convenzionato per residenti. Questa frase \u00e8 sparita con ultima modifica di legge (DdLp n. 63\/2020, art 4). Quindi adesso il 40% \u00e8 totalmente libero, lasciato alla ricerca del massimo profitto privato, neppure vincolato per residenti!<\/li>\n<li><strong>I progetti di riqualificazione urbanistica<\/strong> (PRU, art. 30) da fare con accordi urbanistici (art. 20), prescindono sia dagli obblighi di realizzare una quota minima di abitativo, sia dagli obblighi di convenzionamento. Tutto dipende dagli accordi che gli enti pubblici riusciranno a stipulare con i privati che realizzano la riqualificazione dell\u2019area. Gli esempi li abbiamo a Bolzano: nell\u2019AREALE della STAZIONE ferroviaria su 1500 appartamenti, solo 400 sono riservati all\u2019Ipes (26% del totale) e nulla, del resto, \u00e8 convenzionato; nel PRU BENKO gli alloggi convenzionati sono una quota infinitesimale (meno del 5%?).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Io sono convinto che <strong>nel campo della casa \u00e8 una illusione pensare che il privato spontaneamente risolva il problema del diritto a una casa per tutti a prezzi abbordabili.<\/strong><\/p>\n<p>Il privato &#8211; legittimamente, sia chiaro \u2013 ha come obbiettivo di ottenere il massimo profitto possibile dall\u2019investimento che ha fatto. Non risponde a obbiettivi sociali. Oppure la maggioranza SVP-Lega Salvini \u00e8 disposta a prendere misure che comprimono i margini di profitto dei privati? Ad esempio, pensando a una forma di \u201c<strong>EQUO CANONE PROVINCIALE\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Fino ad oggi le case vendute dai privati non hanno mai diminuito \u201cspontaneamente\u201d il proprio prezzo; fino ad oggi i canoni di affitto privati non sono mai calati, ma sempre costantemente aumentati. Se non trovavano acquirenti ai prezzi richiesti, piuttosto lasciavano vuoti gli appartamenti! Sul diritto alla casa la \u201cmano invisibile del mercato\u201d di Adam Smith non funziona proprio per nulla!<\/p>\n<p><strong>Su questo sarebbe bene davvero prendere esempio dall\u2019Austria, da Vienna: garantire il diritto alla casa \u00e8 un compito dell\u2019ente pubblico e delle politiche pubbliche! E queste politiche oggi c\u2019\u00e8 chi le vorrebbe abbandonare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA SANITA\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni si \u00e8 ampliata enormemente la sanit\u00e0 privata. Le cliniche private sono spuntate come funghi, o si sono ampliate. E i\/le pazienti sempre pi\u00f9 spesso si vedono dirottare verso il settore privato, perch\u00e9 il pubblico non \u00e8 in grado di occuparsi di loro.<\/p>\n<p>Finora il Sudtirolo aveva cercato di evitare una sanit\u00e0 a due classi, privata per chi pu\u00f2 spendere e pubblica per chi non se lo pu\u00f2 permettere. Adesso invece siamo al proliferare del privato e abbiamo un assessore competente, l\u2019assessore Widmann, che questa soluzione la teorizza come rimedio alle difficolt\u00e0 del sistema pubblico.<\/p>\n<p>In questo momento ci troviamo in una fase intermedia: si sposta sul privato ci\u00f2 che la sanit\u00e0 pubblica non riesce a garantire. Ad esempio, le <strong>visite specialistiche<\/strong>: il ricorso al privato \u00e8 stato presentato dall\u2019assessore Widmann come la soluzione per accorciare i tempi di attesa.<\/p>\n<p><strong>In questo modo il privato non \u00e8 complementare al sistema sanitario pubblico, ma sostituisce il pubblico<\/strong> per l\u2019esercizio di funzioni essenziali come le visite specialistiche, la prevenzione e la cura.<\/p>\n<p>Per chi deve curarsi le condizioni (per ora) non cambiano: il ticket resta (alto) uguale, sia che si venga operati nel pubblico che nel privato. La differenza dei costi infatti (e per ora) la copre il bilancio pubblico provinciale.<\/p>\n<p><strong>In questo modo per\u00f2 una quota di anno in anno maggiore della spesa pubblica sanitaria viene dirottata verso le cliniche private.<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec il settore privato cresce, attira professionisti, estende le sue specializzazioni e offre servizi che gli ospedali fanno sempre pi\u00f9 fatica a offrire: la \u201critirata\u201d della sanit\u00e0 pubblica (gi\u00e0 compiuta in alcuni settori, come l\u2019odontoiatria) si fa sempre pi\u00f9 percepibile. E questo rappresenta anche un disincentivo per il pubblico di sforzarsi e di migliorare.<\/p>\n<p>Io non credo che su questa strada avremo un servizio sanitario pi\u00f9 efficiente e meno costoso per i bilanci pubblici!<\/p>\n<p>Anzi, con questo doppio canale le pratiche si complicano (lo sa chi deve prenotare una visita facendo lo slalom tra pubblico e privato) e i costi aumenteranno, perch\u00e9 con quello che la Provincia rimborsa alle cliniche private non dovremo solo coprire i costi dei servizi, ma anche il margine di profitto che i privati esigono<\/p>\n<p><strong>UN SUDTIROLO DEGNO DELL\u2019EUROPA<\/strong><\/p>\n<p>Bene pubblico o profitto privato? A me pare che questo dilemma attraversi da tempo la politica e che la sua soluzione determiner\u00e0 il modo in cui usciremo dalla pandemia. Se usciremo con un mondo pi\u00f9 equo o un mondo pi\u00f9 ingiusto.<\/p>\n<p>Casa, trasporti, sanit\u00e0 sono ambiti in cui si giocano diritti umani essenziali e in cui il dilemma pubblico\/privato \u00e8 attuale e decisivo.<\/p>\n<p><strong>La tendenza della maggioranza provinciale Svp-Lega Salvini \u00e8 decisamente a favore del privato. Ma siamo ancora in tempo a correggerla!<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Siamo ancora a tempo a riorientare gli investimenti verso la sanit\u00e0 pubblica, per<strong> il diritto alla salute<\/strong> in un sistema sanitario pubblico, universale, equo, gratuito, laico, di qualit\u00e0, no profit, democratico, accogliente, integrato con le politiche sociali e ambientali.<\/li>\n<li>Siamo ancora in tempo a garantire <strong>il diritto alla casa<\/strong> a tutte e tutti con un massiccio intervento pubblico che metta un limite preciso ed invalicabile alla speculazione. Perch\u00e9 non \u00e8 ammissibile speculare su un bisogno umano primario.<\/li>\n<li>Siamo ancora in tempo a fissare chiari criteri di sostenibilit\u00e0 per l\u2019intero trasporto pubblico locale, fissando regole uguali per tutti per raggiungere l\u2019obbiettivo della <strong>protezione del clima<\/strong>, con l\u2019orizzonte di zero emissioni entro il 2030.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Solo cos\u00ec potremo uscire dalla pandemia costruendo quella Europa verde, giusta, resiliente che il Presidente Kompatscher ha auspicato.<\/p>\n<p>Su questo piano, l\u2019Europa ha fatto in questa pandemia importanti passi avanti. Gli accordi tra i 27 paesi per gli investimenti per la conversione ecologica, la resilienza e la solidariet\u00e0 dimostrano che <strong>nella pandemia l\u2019Europa ha ritrovato s\u00e9 stessa.<\/strong><\/p>\n<p>Riascoltiamo il discorso al Bundestag di Angela Merkel!<\/p>\n<p><strong>E cerchiamo di fare in modo che il Sudtirolo diventi degno di questa Europa!<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Riccardo Dello Sbarba, 16 dicembre 2020<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le lezioni della pandemia e il mondo che stiamo preparando. Dalla pandemia usciremo ben diversi da come ci siamo entrati. Il modo in cui affrontiamo l\u2019emergenza attuale determiner\u00e0 la direzione in cui usciremo dalla crisi. 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