{"id":25557,"date":"2020-05-22T10:52:30","date_gmt":"2020-05-22T08:52:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=25557"},"modified":"2021-07-06T08:11:57","modified_gmt":"2021-07-06T06:11:57","slug":"biodiversita-in-alto-adige","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/biodiversita-in-alto-adige\/","title":{"rendered":"Biodiversit\u00e0 in Alto Adige"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">DISEGNO DI LEGGE <a href=\"http:\/\/www2.landtag-bz.org\/documenti_pdf\/idap_606905.pdf\">Nr. 54\/20-XVI<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Modifiche alla legge provinciale 12 maggio <\/strong><strong>2010, n. 6, \u201cLegge di tutela della natura e altre <\/strong><strong>disposizioni\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2019 \u00e8 stato pubblicato per la prima volta il rapporto sulla biodiversit\u00e0 nel mondo [1], che non d\u00e0 un quadro incoraggiante dello stato del nostro ambiente vitale. In tutto il mondo gli habitat naturali vengono spinti sempre pi\u00f9 ai margini e spesso distrutti. Le specie animali e vegetali selvatiche sono cos\u00ec private del loro ambiente e quindi scompaiono. Il declino globale della biodiversit\u00e0 \u00e8 drammatico e l\u2019estinzione delle specie ha raggiunto dimensioni enormi: il rapporto stima che circa un milione di specie vegetali e animali sono a rischio di estinzione nei prossimi anni e decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto elenca le cinque principali cause della perdita di biodiversit\u00e0:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>cambiamenti nell\u2019utilizzo del suolo e del mare<\/li>\n<li>eliminazione diretta di specie<\/li>\n<li>cambiamenti climatici<\/li>\n<li>inquinamento ambientale<\/li>\n<li>diffusione di specie invasive<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sintesi in lingua tedesca [2] per i responsabili politici\/le responsabili politiche si occupa anche del cambiamento nell\u2019utilizzo del suolo in Europa. Le strategie di sfruttamento sempre pi\u00f9 intensivo in agricoltura e silvicoltura, insieme allo sviluppo urbano, hanno portato a un impoverimento della biodiversit\u00e0. \u00c8 stata ridotta l\u2019estensione di habitat seminaturali di alto valore naturalistico, per cui sono a rischio anche le specie animali e vegetali che vi vivono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Europa i principali fattori di rischio per gli ecosistemi terrestri sono, oltre all\u2019uso intensivo del suolo, i cambiamenti climatici, l\u2019inquinamento e la diffusione di specie invasive. Oceani e mari soffrono per il massiccio sovrasfruttamento delle risorse ittiche e per l\u2019inquinamento da plastica. Le foreste vergini ad alta biodiversit\u00e0 in Sudamerica, in Africa e nel Sudest asiatico vengono bruciate e sfruttate senza piet\u00e0. In certi casi l\u2019essere umano caccia selettivamente molte specie animali, mettendone a rischio la sopravvivenza per profitto e con il bracconaggio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto sulla biodiversit\u00e0 nel mondo lancia quindi un forte segnale di allarme, e avverte che continuare come si \u00e8 fatto finora provocher\u00e0 una crisi ecologica di proporzioni gigantesche. Ma non \u00e8 ancora troppo tardi, se si imboccheranno immediatamente nuove strade a tutti i livelli istituzionali e in tutti i Paesi. Comunque non possiamo pi\u00f9 permetterci di aspettare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alle numerose argomentazioni avanzate dagli scienziati, anche alti rappresentanti della Chiesa si sono espressi sulla perdita di biodiversit\u00e0 e la distruzione di habitat:\u00a0<em>\u201cMantenere, preservare la ricchezza e la bellezza della natura e le funzioni ecologiche legate ad <\/em><em>essa \u00e8 un compito d\u2019importanza capitale per l\u2019umanit\u00e0. Per poter condurre una vita felice e <\/em><em>piena di senso abbiamo bisogno degli svariati doni che la natura ci offre.<\/em>\u201d [3] Cos\u00ec si \u00e8 espresso il vescovo Felix Gm\u00fcr di Basilea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre papa Francesco scrive nella sua enciclica Laudato si\u2019 [4]: <em>\u201cPoich\u00e9 tutte le creature sono connesse tra loro, di ognuna dev\u2019essere riconosciuto il valore con affetto e ammirazione, e tutti noi esseri creati abbiamo bisogno gli uni degli altri.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi scienza, tutela della natura e religione concordano: \u00e8 responsabilit\u00e0 di noi umani fare tutto il possibile per far prosperare gli habitat naturali con flora e fauna selvatici. Funzioni dell\u2019ecosistema come l\u2019impollinazione delle colture, l\u2019aria pura e l\u2019acqua pulita sono indispensabili all\u2019essere umano e sono d\u2019immensa importanza per la salute, la qualit\u00e0 della vita e l\u2019economia. Oltre a questo, per\u00f2, noi umani abbiamo anche una missione spirituale e morale, e come specie dominante dobbiamo prestare attenzione a tutte le altre creature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quadro giuridico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello europeo, la direttiva Habitat [5] e la direttiva sulla conservazione degli uccelli [6] costituiscono il quadro di base dell\u2019attuale politica di protezione della natura. La prima si basa su due pilastri: da una parte la rigorosa protezione delle specie selvatiche animali e vegetali; dall\u2019altra la regolamentazione della rete europea di zone di conservazione Natura 2000. In Alto Adige sono stati finora individuati circa 40 siti d\u2019importanza comunitaria. Ai sensi della direttiva sulla conservazione degli uccelli vengono individuate speciali zone di conservazione, a cui si applicano apposite misure di conservazione e di gestione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2010 la Provincia autonoma di Bolzano, con la legge di tutela della natura [7] , ha recepito le direttive europee, pronunciandosi decisamente per una tutela a lungo termine degli habitat ad alta biodiversit\u00e0 nonch\u00e9 delle specie rare vegetali e animali. \u00c8 vietato degradare e perturbare sia le aree protette individuate per decreto sia gli habitat non espressamente individuati. Ad esempio si pu\u00f2 continuare a coltivare nella maniera tradizionale i prati di montagna ad alta biodiversit\u00e0. Non sono permessi interventi di spianamento, drenaggio o eccessiva concimazione che possano perturbare o addirittura danneggiare le locali specie animali e vegetali. Lo stesso vale per habitat umidi come boschi ripari, torbiere, prati umidi e allagati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 20 maggio 2020 la Commissione europea ha presentato la strategia sulla biodiversit\u00e0 per il 2030, che dev\u2019essere ancora esaminata dal Parlamento e dal Consiglio europei. Dal punto di vista dei contenuti, vi \u00e8 un chiaro impegno per l\u2019ampliamento delle aree protette e per una pi\u00f9 efficace protezione degli habitat ad alta biodiversit\u00e0. Per realizzare questi obiettivi la Commissione intende mettere a disposizione 20 miliardi di euro l\u2019anno. In Alto Adige ci\u00f2 aumenterebbe fortemente le risorse, attualmente a dir poco modeste, destinate alla protezione della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La particolare situazione in Alto Adige<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La perdita di biodiversit\u00e0 della flora e della fauna altoatesine \u00e8 documentata nelle cosiddette Liste Rosse. Le Liste Rosse indicano il grado di minaccia per le specie vegetali e animali in relazione a un determinato bacino. Sono elaborate secondo linee guida internazionali e sono quindi comparabili fra loro anche al di fuori dei singoli bacini. Le Liste Rosse sono una base indispensabile per poter prendere decisioni sulla salvaguardia della natura nel contesto di interventi in habitat ad alta biodiversit\u00e0. Se gli habitat vengono ridimensionati, alterati o addirittura distrutti, ci\u00f2 riguarda in ugual misura la loro flora e fauna: la distruzione dell\u2019habitat comporta anche la fine di queste specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Liste Rosse sono elaborate da esperte ed esperti in base a criteri scientifici, e dovrebbero confluire nel lavoro di salvaguardia della natura. Tuttavia, per dare alle Liste Rosse rilevanza giuridica, \u00e8 utile definirle a intervalli regolari mediante un atto giuridico. Il lavoro su di esse non si ferma mai, perch\u00e9 l\u2019evoluzione e la scomparsa delle specie sono un processo continuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Lista Rossa delle piante vascolari in via di estinzione dell\u2019Alto Adige [8] risulta che il 27% delle specie vegetali selvatiche \u00e8 in qualche modo a rischio. Poich\u00e9 questa pubblicazione risale al 2006, c\u2019\u00e8 da temere che nel frattempo la situazione sia peggiorata. La situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatica per le specie animali: secondo dati aggiornati al 1994 (!), il 41% delle specie animali esaminate [9] \u00e8 considerato a rischio. Anche in questo caso \u00e8 ragionevole supporre che dagli anni \u201890 la situazione sia notevolmente peggiorata. \u00c8 probabile che la situazione degli insetti sia particolarmente grave: la mor\u00eca delle api e degli insetti in tutta Europa \u00e8 ormai un fatto generalmente ammesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spiegato sopra, il declino della biodiversit\u00e0 ha una serie di cause. Ci\u00f2 non dovrebbe per\u00f2 dissuaderci dall\u2019adottare, ove possibile, misure mirate a tutela della biodiversit\u00e0. L\u2019anno scorso, ad esempio, nel comune di Curon Venosta dei prati di montagna ad alta biodiversit\u00e0 sono stati fertilizzati con colaticcio. Questa pratica deteriora molto rapidamente la composizione per specie di un prato di montagna, nonostante la legge vieti chiaramente di perturbare tali habitat ad alta biodiversit\u00e0. L\u2019eccessiva concimazione ha trasformato prati di montagna un tempo ricchi di specie in monotoni prati a fieno, com\u2019\u00e8 gi\u00e0 stato dimostrato decenni fa riguardo all\u2019Alpe di Siusi10. Sviluppi simili si sono avuti anche sull\u2019altopiano del Salto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prati di montagna ad alta biodiversit\u00e0, prati magri, prati aridi, zone umide e torbiere non resistono a una concimazione ricca di azoto mediante colaticcio o liquame. Tali habitat possono essere fertilizzati al massimo con stallatico ben marcito. La Giunta provinciale ha deciso che nei siti Natura 2000 prati ad alta biodiversit\u00e0 e terre magre a uso estensivo possono essere fertilizzati solo con<br \/>\nletame ben compostato. Tuttavia, poich\u00e9 anche al di fuori dei siti Natura 2000 ci sono habitat ad alta biodiversit\u00e0 legalmente protetti, pure per questi ultimi devono valere, per analogia, le stesse condizioni. Per evitare la distruzione degli ultimi prati di montagna ad alta biodiversit\u00e0 e per agire nello spirito della strategia europea sulla biodiversit\u00e0 per il 2030, gli habitat ricchi di specie devono essere meglio protetti dalla legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Misure <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Liste Rosse delle specie animali e vegetali minacciate in Alto Adige dovranno essere un punto di riferimento per il lavoro di salvaguardia della natura, e perci\u00f2 dovranno essere approvate con delibera della Giunta provinciale. Nel valutare gli interventi, gli esperti potranno cos\u00ec attingere a un insieme di strumenti fondati giuridicamente e scientificamente. D\u2019ora in avanti le specie animali e vegetali classificate nelle Liste Rosse come \u201cin pericolo di estinzione\u201d e \u201cfortemente minacciate\u201d dovranno essere considerate pienamente protette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019eccessiva concimazione di habitat ad alta biodiversit\u00e0 come prati, terre magre a uso estensivo, prati aridi, torbiere e zone umide, prati alberati, verde agricolo alpino e pascoli \u00e8 gi\u00e0 vietata nei siti<br \/>\nNatura 2000. Il presente disegno di legge estende questa tutela agli habitat ad alta biodiversit\u00e0 situati al di fuori dei siti Natura 2000. L\u2019esperienza dimostra che attualmente la tutela di questi ultimi \u00e8 insufficiente. \u00c8 quindi necessario un migliore e pi\u00f9 forte strumento giuridico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">BZ, 22.05.2020<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consigliere provinciale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanspeter Staffler<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] IPBES, Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services, (2019): The global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] IPBES (2018): Zusammenfassung f\u00fcr politische Entscheidungstr\u00e4ger des Regionalen Assessments zur biologischen Vielfalt und \u00d6kosystemleistungen in Europa und Zentralasien der Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services. M. Fischer, M. Rounsevell, A. Torre-Marin Rando, A. Mader, A. Church, M. Elbakidze, V. Elias, T. Hahn, P.A. Harrison, J. Hauck, B. Mart\u00edn- L\u00f3pez, I. Ring, C. Sandstr\u00f6m, I. Sousa Pinto, P. Visconti, N.E. Zimmermann und M. Christie (Hrsg.). IPBES-Sekretariat, Bonn, Deutschland. 48 Seiten.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] Bischof Felix Gm\u00fcr: Beitrag in oeku-Nr. 2\/2019. Kirche und Umwelt, oeku.ch.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Laudato si. 2015. Die Umwelt-Enzyklika das Papstes. Verlag Herder , Freiburg im Breisgau.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] Richtlinie 92\/43\/EWG des Rates vom 21.05.1992 zur Erhaltung der nat\u00fcrlichen Lebensr\u00e4ume sowie der wild lebenden Tiere und Pflanzen.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6]\u00a0Richtlinie 2009\/147\/EG des Europ\u00e4ischen Parlaments und des Rates am 30.11.2009 \u00fcber die Erhaltung wild lebender Vogelarten.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Landesgesetz vom 12. Mai 2010, Nr. 6 \u201eNaturschutzgesetz und andere Bestimmungen\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[8] Wilhalm Th., Hilpold A. (2000): Rote Liste der gef\u00e4hrdeten Gef\u00e4\u00dfpflanzen S\u00fcdtirols. Gredleriana, Vol. 6\/2006. Pp.115-198.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[9] Unsere Tiere in Gefahr. Informationsbrosch\u00fcre der Abteilung Natur und Landschaft. 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[10] Grabherr, G. (2009): Biodiversit\u00e4tsverlust durch moderne Hochlagen-Landwirtschaft. Jahrbuch des Vereins zum Schutz der Bergwelt (M\u00fcnchen). 74.\/75. Jahrgang. S. 29-40.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DISEGNO DI LEGGE Nr. 54\/20-XVI. 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