{"id":23841,"date":"2019-11-25T09:23:40","date_gmt":"2019-11-25T08:23:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=23841"},"modified":"2021-07-06T08:13:46","modified_gmt":"2021-07-06T06:13:46","slug":"acquistare-tessuti-ecosostenibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/acquistare-tessuti-ecosostenibili\/","title":{"rendered":"Acquistare tessuti ecosostenibili"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">MOZIONE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlando di cambiamento climatico, sostenibilit\u00e0 o tutela dell\u2019ambiente non possiamo tralasciare un settore importante: l\u2019industria tessile. Ogni annospendiamo cifre incredibili per l\u2019abbigliamento. Secondo Eurostat nel 2016 gli abitanti degli Stati membri dell\u2019UE hanno investito ben 395 miliardi di euro per vestirsi. In Italia, nello stesso anno, i miliardi spesi per la moda sono stati 64, il che ci pone al terzo posto di questa classifica. Al primo posto c\u2019\u00e8 il Regno Unito (83 miliardi di euro circa) e i tedeschi si attestano per poco al secondo, davanti all\u2019Italia (70 miliardi di euro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella moda si sta verificando un po\u2019 quello che succede nel settore alimentare: tendenzialmente la gente vuole tanti capi di abbigliamento a pocoprezzo. Secondo la Fondazione Sviluppo Sostenibile e Confindustria gran parte di questa merce finisce poi al macero nel giro di pochissimo tempo. In Italia si producono 240.000 tonnellate di rifiuti tessili all\u2019anno, e il grosso sono vestiti. Il termine usato in questo caso \u00e8 Fast Fashion. Per i giganti della moda le classiche collezioni primaveraestate e autunno-inverno non esistono pi\u00f9 da\u00a0tempo. Ormai le aziende leader del settore arrivano a proporre fino a 24 collezioni all\u2019anno. Per questo motivo secondo Greenpeace dal 2000 al 2015 la produzione tessile su scala mondiale \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 \u00e8 tra l\u2019altro dovuto all\u2019aumento massiccio dell\u2019utilizzo di fibre sintetiche come il poliestere. Dal 2000 l\u2019impiego di poliestere per l\u2019abbigliamento \u00e8 quasi triplicato. In questa sede non ci soffermeremo sulle conseguenze per l\u2019ambiente. Il poliestere \u00e8 derivato dal petrolio e quindi da una fonte di energia non rinnovabile. Ad ogni lavaggio questo materiale rilascia quantit\u00e0 di microparticelle che finiscono indisturbate nei fiumi e nei mari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile fare qualcosa per contrastare questi meccanismi ed \u00e8 ora di agire e rivedere le attuali modalit\u00e0 di produzione, smaltimento e utilizzo dei vestiti. I capi di abbigliamento devono avere una qualit\u00e0 migliore ed essere riparabili. Un passo importante, semplice e alla portata di tutti noi \u00e8 comprare meno vestiti e portarli pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quando parliamo di tessuti non parliamo solo di vestiti, perch\u00e9 anche gli asciugamani, gli strofinacci, le lenzuola, la biancheria per la casa ecc. rientrano nella problematica. In genere sono fatti di cotone, che \u00e8 gi\u00e0 una cosa positiva, in quanto si tratta di una fibra naturale. Tuttavia anche la produzione di cotone comporta dei problemi. Secondo il Piano d\u2019Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP) del 2011 le piantagioni di cotone occupano solo il 2,5% della superficie coltivata del nostro pianeta, ma per queste si impiega il 16% di pesticidi e fertilizzanti utilizzati a livello mondiale. Rispetto a tutte le altre coltivazioni stiamo parlando di percentuali sproporzionatamente alte. Nella produzione di cotone si utilizzano in parte ancora sostanze da tempo vietate e di cui alcune sono altamente tossiche. Purtroppo si sin troppo spesso che nel prodotto finale restino tracce di alcune sostanze e questo \u00e8 tutt\u2019altro che sano per la nostra salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui la Provincia autonoma di Bolzano ha un ampio margine d\u2019azione per intervenire e fare qualcosa. Come pubblico acquirente la Provincia ha un grande potere d\u2019acquisto e ha quindi anche il peso necessario per smuovere la situazione e ottenere cambiamenti. Esiste gi\u00e0 una legge statale (la n. 221\/2015) che impegna le amministrazioni pubbliche a rispettare criteri ambientali minimi negli appalti per forniture e servizi. Di fatto significa che l\u2019amministrazione provinciale sarebbe gi\u00e0 oggi tenuta a rispettare i criteri della sostenibilit\u00e0 nei suoi approvvigionamenti di beni e servizi. Questa legge \u00e8 per\u00f2 purtroppo ancora troppo poco applicata e anche nella nostra provincia \u00e8 spesso e volentieri ignorata. Con le leggi provinciali n. 16\/2015 e n. 3\/2019 sono stati introdotte delle deroghe di modo da non dover rispettare i criteri nazionali. Quindi di fatto l\u2019approvvigionamento sostenibile dipende esclusivamente dalla buona volont\u00e0 degli uffici. Uno di questi \u00e8 l\u2019ufficio Amministrazione forestale, dove ad esempio si sceglie volutamente un abbigliamento da lavoro ecosostenibile. Se questo dimostra che \u00e8 possibile fare qualcosa, \u00e8 comunque auspicabile che agli uffici provinciali nel loro complesso venga imposto l\u2019obbligo di agire in tal senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato la Giunta provinciale ha gi\u00e0 preso delle decisioni nell\u2019ottica della sostenibilit\u00e0. Con la delibera 10 ottobre 2017, n. 1092, \u201cCriteri per l&#8217;acquisto di carta, materiale e mobili d&#8217;ufficio, autovetture, detergenti e disinfettanti\u201d ha deciso di modificare le direttive per l\u2019acquisto di questi prodotti e tra le altre cose alzare gli standard ambientali \u2013 sebbene le succitate scappatoie abbiano ovviamente reso queste disposizioni molto meno restrittive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio ai tessuti ecosostenibili \u00e8 senz\u2019altro fattibile. Se nell\u2019acquisto di prodotti tessili si prestasse sempre maggiore attenzione al fatto che questi siano durevoli, per quanto possibile etici ed ecosostenibili equivarrebbe a un segnale giusto e importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tutto nell\u2019ottica della sostenibilit\u00e0 ambientale, economica e sociale. Non dimentichiamo che l\u2019industria tessile produce il 10% delle emissioni di CO2 a livello mondiale e noi possiamo dare il nostro contributo per cambiare la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per questi motivi il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>di tenere conto, in futuro, nell\u2019acquisto di prodotti tessili come asciugamani, asciugapiatti, lenzuola, biancheria per la tavola, strofinacci ecc. per le cucine pubbliche, le mense, gli ospedali ecc. nonch\u00e9 nell\u2019acquisto dell\u2019abbigliamento da lavoro della sostenibilit\u00e0\u00a0ambientale relativamente alla piantumazione, la produzione, l\u2019impiego e lo smaltimento delle fibre tessili utilizzate;<\/li>\n<li>di fare in modo che gli enti pubblici provinciali acquistino i prodotti tessili di cui al punto 1 seguendo il principio dell\u2019efficienza nell\u2019impiego delle risorse affinch\u00e9 questi prodotti siano usati il pi\u00f9 a lungo possibile.<\/li>\n<li>Nell\u2019acquisto di prodotti tessili i requisiti minimi richiesti devono essere il rispetto delle norme\u00a0formulate dall\u2019Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO) come la libert\u00e0 di associazione, il diritto alla negoziazione collettiva,\u00a0l\u2019eliminazione del lavoro forzato o coatto e di quello minorile, il divieto di discriminazione nell\u2019occupazione e nel lavoro. In aggiunta le condizioni di lavoro umane devono in generale avere un ruolo centrale nell\u2019approvvigionamento.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: right;\">Bolzano, 25.11.19<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">f.to consiglieri provinciali<br \/>\nBrigitte Foppa<br \/>\nRiccardo Dello Sbarba<br \/>\nHanspeter Staffler<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE. Parlando di cambiamento climatico, sostenibilit\u00e0 o tutela dell\u2019ambiente non possiamo tralasciare un settore importante: l\u2019industria tessile. Ogni annospendiamo cifre incredibili per l\u2019abbigliamento. Secondo Eurostat nel 2016 gli abitanti degli Stati membri dell\u2019UE hanno investito ben 395 miliardi di euro per vestirsi. 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