{"id":22900,"date":"2019-10-29T16:18:13","date_gmt":"2019-10-29T15:18:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=22900"},"modified":"2021-07-06T08:14:47","modified_gmt":"2021-07-06T06:14:47","slug":"pensiamo-alle-conseguenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/pensiamo-alle-conseguenze\/","title":{"rendered":"Pensiamo alle conseguenze"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Posizione dei Verdi sulla doppia cittadinanza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo dai fatti: gi\u00e0 oggi in Europa migliaia di persone hanno un doppio passaporto. Ci\u00f2 rispecchia a buon diritto la storia loro e della loro famiglia in un\u2019Europa i cui confini sono stati continuamente attraversati. La nostra posizione \u00e8 invece contraria alla trasposizione di un diritto individuale in un diritto collettivo, che in questo caso riguarda la popolazione di lingua tedesca e ladina dell\u2019Alto Adige. Non vogliamo che si crei una disparit\u00e0 di diritti, verso altre persone spesso residenti nella nostra provincia da molto tempo, quando non da pi\u00f9 generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni in questo momento propongono che, se doppia cittadinanza deve essere, allora lo sia per tutti quelli che risiedono nella nostra provincia, italiani e immigrati compresi. La proposta \u00e8 fatta con ottime intenzioni, ma purtroppo \u00e8 illusoria. Infatti, a quanto ci \u00e8 dato sapere al momento, il diritto alla doppia cittadinanza sarebbe limitato a due gruppi di persone:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>a persone che possono dimostrare di avere (avuto) degli antenati in Alto Adige\/S\u00fcdtirol, cittadini dell&#8217;Impero austroungarico fino all&#8217;annessione all&#8217;Italia (diritto per discendenza)<\/li>\n<li>a persone che appartengono ai gruppi linguistici tedesco o ladino (per la funzione tutrice dell\u2019Austria verso entrambi questi gruppi).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo comporterebbe una serie di problemi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Problemi pratici:<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il diritto per discendenza comporta le seguenti domande: chi pu\u00f2 dimostrare (e come) che i suoi antenati un tempo, prima del 1919, erano cittadini\/e dello Stato austriaco se nei nostri Comuni gli uffici dell\u2019anagrafe sono stati introdotti solo a partire dal 1922? Bisogner\u00e0 andare a rovistare nei registri dei battesimi degli archivi parrocchiali?<\/li>\n<li>L&#8217;altro criterio, quello dell\u2019appartenenza linguistica, comporta anche la domanda su chi faccia parte davvero, oggi, dei gruppi ladino e tedesco. Si pensa di portare come prova la dichiarazione di appartenenza linguistica? Questa \u00e8 stata istituita per un altro scopo, completamente diverso, cio\u00e8 la distribuzione delle risorse pubbliche secondo la proporzionale. Chi si dichiara per un gruppo o per l&#8217;altro lo fa per un calcolo di convenienza. Che cosa succederebbe con tutte le persone che si sono aggregate per una simile scelta? In futuro gli\/le italiani\/e dovranno scegliere a quale gruppo appartenere a seconda se vorranno avere la cittadinanza austriaca oppure se riterranno pi\u00f9 conveniente dichiararsi italiani secondo la distribuzione delle risorse? Una tale contraddizione potrebbe passare un esame giuridico?<\/li>\n<li>Nel caso non si proceda in base alla dichiarazione di appartenenza ai gruppi linguistici, come si appurer\u00e0 chi \u00e8 \u201ctedesca\/o\u201d e chi \u00e8 \u201cladina\/o\u201d? E come sempre si dimentica sempre un aspetto: quale sarebbe la posizione delle persone bi- e plurilingui della nostra terra? Quali sarebbero i loro diritti e come li potranno acquisire?<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Problemi politici, sociali e questioni legate all\u2019autonomia:<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Nella nostra terra si verr\u00e0 a creare un divario nei diritti: una parte delle cittadine e dei cittadini sudtirolesi potr\u00e0 richiedere la doppia cittadinanza, un\u2019altra parte no. Questo fomenter\u00e0 ancora di pi\u00f9 l&#8217;impressione delle persone di lingua italiana di una loro progressiva emarginazione. Sicuramente non saranno molti gli italiani e le italiane con il desiderio di divenire cittadine e cittadini austriaci, ma la sola prospettiva di non averne assolutamente diritto far\u00e0 crescere il senso di discriminazione. In una situazione di rassegnazione e scoraggiamento come quella attuale, il gruppo linguistico italiano non ha bisogno di ulteriori attacchi. Non dimentichiamo che la rappresentanza italiana col in 14% in Consiglio provinciale e il 12,5% in Giunta \u00e8 di molto inferiore rispetto alla reale presenza italiana tra la popolazione [26% secondo il censimento del 2011].<\/li>\n<li>I partiti della destra tedesca provocano da anni con questa richiesta. Con il palese richiamo all\u2019ingiustizia storica, senza dubbio commessa nei confronti dell\u2019Alto Adige nel 1918, viene minata in continuazione l\u2019autostima collettiva della popolazione sudtirolese. Qualsiasi identificazione con lo Stato italiano viene etichettato e biasimato come nazionalismo. Proposte politiche, dalla maglia per gli sportivi sudtirolesi fino alla proclamazione dell\u2019autodeterminazione per l\u2019Alto Adige, servono solo a tenere viva la separazione etnica. Questo continuo punzecchiare ha portato a una gara a chi \u00e8 pi\u00f9 discriminato e a una lotta per il ruolo della vittima tra il gruppo tedesco e quello italiano. I presupposti per un ragionamento pacifico e rispettoso nella nostra terra continuano a deteriorarsi. La doppia cittadinanza rafforza ancora di pi\u00f9 questo meccanismo perverso.<\/li>\n<li>Su un altro livello bisogna poi tenere presente quali sarebbero le conseguenze che il doppio passaporto provocherebbe sui rapporti tra l\u2019Alto Adige\/S\u00fcdtirol e l\u2019Italia, tra l\u2019Alto Adige\/S\u00fcdtirol e l\u2019Austria e tra l\u2019Austria e l\u2019Italia. L\u2019equilibrio difficile e sempre traballante degli ultimi anni sembra essersi gi\u00e0 indebolito dopo il semplice annuncio da parte del governo austriaco di una tale possibilit\u00e0.<\/li>\n<li>Pensiamo poi a quale situazione potrebbe verificarsi se solo poche persone di lingua tedesca o ladina chiedessero il passaporto austriaco. Roma potrebbe dedurne che il rapporto con l\u2019Austria abbia perso di significato e la funzione tutrice di Vienna si indebolirebbe. Se per evitare questo esito negativo partisse una campagna massiccia per convincere pi\u00f9 persone possibile a richiedere la doppia cittadinanza, si rischierebbe una spaccatura verticale del gruppo di lingua tedesca tra chi si dimostrerebbe &#8220;fedele&#8221; al passato austriaco e chi si rivelerebbe un &#8220;traditore&#8221;. In ogni caso, una corsa alla cittadinanza austriaca indurirebbe le relazioni con l\u2019Italia e sarebbe del tutto controproducente rispetto all\u2019ampliamento dell\u2019autonomia.<\/li>\n<li>La concessione di una doppia cittadinanza ai e alle sudtirolesi rischia di farci uscire dalla strada dell\u2019autonomia. Non dimentichiamo la storia: clausola fondamentale dell\u2019accordo Degasperi-Gruber fu la restituzione della cittadinanza italiana a chi l\u2019aveva persa optando nel 1939 per la Germania. L\u2019autonomia dunque trova la sua origine e ragion d\u2019essere nella tutela di una minoranza tedesca e ladina all\u2019interno dello stato italiano. Se domani, invece, una parte consistente della popolazione sudtirolese diventasse anche cittadina austriaca, da Roma si potrebbe affermare che basta questa doppia cittadinanza a tutelare chi non si sente italiano, mentre chi si \u00e8 accontentato della sola cittadinanza italiana non ha bisogno di tutela. In entrambi i casi l\u2019autonomia diventerebbe superflua e anche la \u201cfunzione tutrice\u201d dell\u2019Austria cambierebbe natura: non riguarderebbe pi\u00f9 il Sudtirolo, ma solo chi ha chiesto e ottenuta la doppia cittadinanza. \u00c8 su questa strada che vogliamo metterci? E non sar\u00e0 proprio per questo che i portabandiera della doppia cittadinanza sono proprio i partiti che considerano l\u2019autonomia un ferrovecchio da mettere in soffitta?<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi ci domandiamo: a che cosa serve la spinta verso la doppia cittadinanza? Questa richiesta porta la nostra Provincia indietro o avanti? Contribuisce a una convivenza positiva dentro l\u2019Alto Adige\/S\u00fcdtirol e alla sua apertura europea?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi pensiamo di no: La direzione in cui muoversi sulla questione della cittadinanza pu\u00f2 essere solo l\u2019Europa. La collezione di cittadinanze statali da parte di singoli cittadini e cittadine non ci fa procedere di un solo centimetro in questa direzione. Il progetto delle doppia cittadinanza ci sembra essere legato a doppio filo al passato e per nulla al futuro. E provoca gi\u00e0 ora malumore e smarrimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Consigliamo di riflettere a fondo su questa questione e sulle sue conseguenze sulla societ\u00e0 sudtirolese e sull&#8217;autonomia. Liberiamoci dalle favole che raccontano i partiti secessionisti della destra tedesca. Ci appelliamo soprattutto ai partiti al governo in Alto Adige, perch\u00e9 assumano un atteggiamento fermo, responsabile e di buon senso. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Posizione dei Verdi sulla doppia cittadinanza Partiamo dai fatti: gi\u00e0 oggi in Europa migliaia di persone hanno un doppio passaporto. 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