{"id":22825,"date":"2019-09-30T10:10:01","date_gmt":"2019-09-30T08:10:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=22825"},"modified":"2021-07-06T08:14:52","modified_gmt":"2021-07-06T06:14:52","slug":"prima-dichiarazione-linguistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/prima-dichiarazione-linguistica\/","title":{"rendered":"Prima dichiarazione linguistica"},"content":{"rendered":"<p>MOZIONE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dalla sua \u201cRelazione sull&#8217;attivit\u00e0 2014\u201d la Difensora Civica Dott.ssa Gabriele Morandell ha sottolineato un problema legato alla normativa vigente relativa alla dichiarazione di appartenenza o aggregazione al gruppo linguistico.<br \/>\nLa Difensora Civica riferisce di ricevere spesso lamentele per il fatto che i cittadini e le cittadine devono attendere 18 mesi prima che la loro dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico diventi valida. Il problema sorge per tutte le persone di et\u00e0 superiore ai 18 anni che non fanno la dichiarazione entro un anno dal raggiungimento della maggiore et\u00e0 e sono quindi escluse dalla partecipazione ai suddetti concorsi. Una piccola disattenzione ha quindi &#8220;conseguenze tanto drastiche per i progetti futuri dei giovani adulti coinvolti.\u201d Si tratta di parole molto chiare della Difensora Civica che dovrebbero spingere la politica ad agire per eliminare queste anacronistiche penalizzazioni.<br \/>\nEsse trovano origine nella norma di attuazione sulla dichiarazione linguistica, cio\u00e8 nel Dpr 752 del 1976 nel testo vigente, frutto di diverse riformulazioni. Tali riformulazioni sono state necessarie \u2013 \u00e8 bene ricordarlo \u2013 per allineare le regole del censimento linguistico alle norme europee sulla tutale dei dati personali, che stabiliscono che la raccolta di tali dati sensibili (e l&#8217;appartenenza linguistica \u00e8 uno di questi) avvenga in forma proporzionale allo scopo. Applicate al censimento linguistico, tali norme hanno imposto di superare l&#8217;obbligo della \u201cdichiarazione a tappeto per tutti\u201d, introducendo il principio che si deve dichiarare in modo nominativo solo chi ne ha affettivo bisogno per gli usi previsti dalla legge (proporzionale).<br \/>\nL\u2019ultima riforma ha dunque reso anonima la dichiarazione fatta da tutti i cittadini e le cittadine ai fini puramente statistici e invece totalmente facoltativa la dichiarazione nominativa, che rilascia solo chi ne ha bisogno. Ma quando si pu\u00f2 sapere di averne davvero bisogno? In coerenza coi principi fissati dalla norma riformata, ogni persona avrebbe diritto di decidere liberamente se e soprattutto quando rilasciare la propria dichiarazione linguistica, senza subire penalizzazioni. Ma cos\u00ec non \u00e8: l\u2019articolo 20\/ter del Dpr 752\/1976 prevede che la dichiarazione nominativa si possa rilasciare una volta compiuti i 18 anni entro un anno. Se una persona lascia passare questo termine, essa sar\u00e0 \u201cpunita\u201d con una attesa di 18 mesi prima che la sua dichiarazione diventi efficace.<br \/>\nNon \u00e8 giusto \u2013 come ammonisce la Difensora Civica \u2013 che spesso per una semplice dimenticanza (cosa che accade di frequente negli anni degli studi universitari), tante giovani persone vengano poi \u201cpunite\u201d con un anno e mezzo di sospensione quando decidono di dichiararsi e cos\u00ec perdano importanti occasioni per il proprio progetto di vita. In questo modo una misura volta a combattere l&#8217;opportunismo di qualcuno (contro cui neppure l&#8217;attuale norma garantisce al 100%) provoca un&#8217;ingiustizia molto pi\u00f9 grande a un numero molto maggiore di giovani persone \u201cinnocenti\u201d.<br \/>\nAlmeno la prima dichiarazione linguistica dovrebbe essere libera e la persona dovrebbe avere il diritto di scegliere liberamente il momento per dichiararsi la prima volta, senza subire penalizzazioni di sorta. Questa riforma corrisponderebbe meglio allo spirito della nuova norma di attuazione che prevede che la dichiarazione di appartenenza linguistica venga fatta solo da chi ne ha effettivo bisogno: cio\u00e8 presuppone che ciascuna persona abbia il diritto di fare tale dichiarazione (almeno la prima volta) solo quando tale bisogno effettivo si presenta.<br \/>\nLa normativa attuale spinge invece a dichiararsi a prescindere dal bisogno, anzi a priori e in assenza di tale bisogno, per il timore di poter subire svantaggi nell&#8217;eventualit\u00e0 che tale bisogno in futuro si presenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tutto ci\u00f2 considerato,\u00a0il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano\u00a0impegna la Giunta provinciale:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">A proporre alla Commissione dei 6 una modifica dell\u2019articolo 20\/ter del Dpr 752\/1976, in modo tale che almeno la prima dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico possa essere resa nel momento liberamente scelto da ogni persona e, una volta resa, sia immediatamente efficace.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">A invitare i rappresentanti eletti dal Consiglio provinciale nella Commissione dei Sei ad attivarsi affinch\u00e9 l\u2019articolo 20\/ter del Dpr 752\/1976 venga modificato in modo che la prima dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico possa essere resa nel momento liberamente scelto da ogni persona e, una volta resa, sia immediatamente efficace.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: right;\">Bolzano, 30\/09\/2019<\/p>\n<p>Consiglieri provinciali<br \/>\nRiccardo Dello Sbarba<br \/>\nBrigitte Foppa<br \/>\nHanspeter Staffler<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE. 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