{"id":21313,"date":"2018-12-20T10:00:26","date_gmt":"2018-12-20T09:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=21313"},"modified":"2021-07-06T08:16:10","modified_gmt":"2021-07-06T06:16:10","slug":"grandi-predatori-piano-di-gestione-per-la-tutela-dellattivita-umana-e-delle-altre-specie-animali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/grandi-predatori-piano-di-gestione-per-la-tutela-dellattivita-umana-e-delle-altre-specie-animali\/","title":{"rendered":"Grandi predatori: piano di gestione per la tutela dell\u2019attivit\u00e0 umana e delle altre specie animali"},"content":{"rendered":"<p>MOZIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da alcuni anni i grandi predatori hanno fatto capolino anche in Alto Adige, nel contesto del loro ritorno su in tutta l\u2019area alpina. Si tratta di un fenomeno europeo che ovunque crea allarmi e preoccupazioni, ma che \u00e8 ampiamente prevedibile e per questo \u00e8 possibile e utile adottare piani di gestione e di prevenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I grandi predatori sono specie protette sia dalla normativa europea che da quella italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ORSO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella Convenzione di Berna<\/strong> del 19 settembre 1979 \u201cSulla Conservazione della vita selvatica e degli Habitat in Europa\u201d, ratificata dall&#8217;Italia con legge 5 agosto 1981, n. 503, l\u2019orso \u00e8 elencato nell&#8217;allegato II (specie particolarmente protette).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella Direttiva comunitaria Habitat<\/strong>: (92\/43\/CEE, 22.7.92) l\u2019orso \u00e8 elencato nell&#8217;allegato IV (specie di interesse Comunitario che richiedono una protezione rigorosa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccezioni sono previste solo nel caso di individui che causano danni gravi o il cui allontanamento risulta necessario per motivi di sicurezza. L\u2019orso figura anche nell&#8217;allegato II che prevede l\u2019istituzione di zone speciali di protezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Italia <\/strong>il D.P.R. n.357 del 1997 d\u00e0 attuazione della citata Direttiva Habitat e nella legge quadro sulla protezione della fauna selvatica n. 157 del 1992 l\u2019orso \u00e8 compreso tra le specie \u201cparticolarmente protette\u201d, prevedendo sanzioni penali nel caso di abbattimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL LUPO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Convenzione di Berna,<\/strong> inserendo il lupo nell&#8217;Allegato II (specie strettamente protette), ne prevede una speciale protezione e ne proibisce in particolare la cattura, l\u2019uccisione, la detenzione ed il commercio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Direttiva comunitaria Habitat:<\/strong> inserisce il lupo nell&#8217;Allegato II (specie d&#8217;interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione) e nell&#8217;Allegato IV (specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa), proibendone la cattura, l\u2019uccisione, il disturbo, la detenzione, il trasporto, lo scambio e la commercializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Italia la<\/strong> <strong>Legge 11 febbraio 1992 n. 157<\/strong> \u201cNorme per la protezione della fauna selvatica\u201d, inserisce il lupo tra le specie particolarmente protette (art. 2, c. 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357<\/strong>, di recepimento della Direttiva Habitat, in Italia inserisce il lupo nell&#8217;Allegato D, tra le specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La normativa italiana richiede l\u2019autorizzazione del Ministero dell\u2019Ambiente, sentito l\u2019Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), per ogni intervento di cattura\/abbattimento occasionalmente e in circostanze particolari (es.: lupi ritenuti problematici per la pressione predatoria sul bestiame localizzata in particolari aree o situazioni), purch\u00e9 sia mantenuto lo \u201c<strong>stato di conservazione soddisfacente<\/strong>&#8221; e sia fornita la dimostrazione della corretta e scrupolosa applicazione delle misure preventive e alternative al prelievo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovendo dare dunque per acquisite queste norme di tutela dei grandi predatori, il compito fondamentale delle regioni e province autonome \u00e8 quello di garantire la convivenza tra questi animali e la popolazione e soprattutto <u>la protezione di tutte altre specie animali da allevamento che di questi predatori possono costituire facile preda<\/u>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza di diversi paesi d\u2019Europa ci dice che ci\u00f2 \u00e8 possibile, anche se in zone come la nostra che sono state prive per molto tempo di grandi predatori presenta una serie di problematiche dovute alla necessit\u00e0 di recuperare una cultura adeguata, di proteggere persone e animali e risarcire possibili danni. In tutta Europa, dove esistono (esiste anche piano d\u2019azione del Consiglio d\u2019Europa), i piani di gestione prevedono in particolare la mitigazione dell\u2019impatto dei predatori sulle attivit\u00e0 antropiche attraverso 4 azioni: <u>prevenzione del danno, indennizzo del danno, sostegno agli allevatori e interventi di gestione<\/u>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 dunque fondamentale preparare una strategia organica di prevenzione, di informazione e di gestione, uscendo dalla semplice emergenza, anche perch\u00e9 i grandi predatori possono costituire un indubbio interesse naturalistico, ambientale, turistico e dunque anche economico per la nostra provincia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2015 per la Provincia di Bolzano si \u00e8 riunito saltuariamente un apposito gruppo di lavoro, mai istituito in forma ufficiale, con la partecipazione a titolo gratuito di funzionari provinciali e rappresentanti di categorie potenzialmente \u201cdanneggiate\u201d. Nell&#8217;ultimo incontro del dicembre 2018 (che \u00e8 stato anche il solo di quell&#8217;anno) la composizione del gruppo era pi\u00f9 larga ed equilibrata: accanto a rappresentanti degli uffici provinciali erano stati\/e invitati\/e rappresentanti del Verband S\u00fcdtiroler Kleintierz\u00fcchter, dell\u2019associazione cacciatori, dell\u2019associazione albergatori HGV, dell&#8217;Alpenverein, del Consorzio dei Comuni, del\u00a0\u00a0 Bauernbund (compresi singoli contadini e contadine interessate), del Parco dello Stelvio, del Dachverband f\u00fcr Natur- und Umweltschutz, del museo delle Scienze naturali, dell\u2019 Istituto per lo sviluppo regionale dell\u2019Eurac, dell\u2019associazione apicultori e della Azienda Sanitaria. Una composizione certamente molto positiva, che per\u00f2 non \u00e8 garantita per il futuro, perch\u00e9 il gruppo non \u00e8 ufficialmente istituito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per questo motivo,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">a elaborare entro sei mesi dall&#8217;approvazione della presente mozione, e poi presentare in Consiglio provinciale \u2013 in una audizione presso la Commissione legislativa competente, aperta a tutti\/e i\/le consiglieri\/e interessati\/e &#8211; un \u201cpiano di gestione per i grandi predatori\u201d, elaborato in collaborazione con le amministrazioni dei parchi naturali altoatesini, del Parco dello Stelvio e di analoghi interlocutori delle altre regioni alpine, acquisendo anche i pareri delle associazioni ambientaliste della Provincia di Bolzano e di almeno un\/a esperto\/a in campo scientifico, come ad esempio un\/a teriologo\/a specializzato\/a in grandi carnivori. Tale piano di gestione dovr\u00e0 affrontare adeguatamente il ritorno dei grandi predatori, con l\u2019obbiettivo di informare e coinvolgere la popolazione interessata in un progetto condiviso e in azioni comuni.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">a istituire un \u201cComitato provinciale grandi predatori\u201d incaricato di seguire con continuit\u00e0 e affrontare tutti gli aspetti derivanti dal ritorno di questi animali nel nostro territorio, nominando al suo interno, accanto a rappresentanti dell\u2019amministrazione provinciale, delle categorie e associazioni e dei territori interessati (nella variet\u00e0 presente nell&#8217;ultimo incontro del dicembre 2018), anche uno o pi\u00f9 esponenti del mondo scientifico, come ad esempio un teriologo specializzato in grandi carnivori. Tale comitato, con funzione di consulenza verso la Provincia, dovr\u00e0 darsi un programma di lavoro che affronti tutti gli aspetti che comporta il ritorno dei grandi predatori sul nostro territorio.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: right;\">Bolzano, 20 dicembre 2018<\/p>\n<p>Cons. provinciali<\/p>\n<p>Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n<p>Brigitte Foppa<\/p>\n<p>Hanspeter Staffler<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE Da alcuni anni i grandi predatori hanno fatto capolino anche in Alto Adige, nel contesto del loro ritorno su in tutta l\u2019area alpina. 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