{"id":21258,"date":"2018-12-19T10:51:47","date_gmt":"2018-12-19T09:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=21258"},"modified":"2021-07-06T08:16:10","modified_gmt":"2021-07-06T06:16:10","slug":"contratti-territoriali-e-salario-minimo-orario-nel-settore-privato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/contratti-territoriali-e-salario-minimo-orario-nel-settore-privato\/","title":{"rendered":"Contratti territoriali e salario minimo orario nel settore privato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">MOZIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Alto Adige \/ S\u00fcdtirol \u00e8 tra le province dove il costo della vita \u00e8 pi\u00f9 alto. A soffrirne di pi\u00f9 sono i lavoratori e le lavoratrici dipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo lo studio ASTAT \u201cLavoro dipendente e retribuzioni nel settore privato 2011-2016 \u201e tra il 2011 e il 2016 le retribuzioni lorde annue al netto dell\u2019inflazione sono diminuite del 0,8%. La diminuzione colpisce di pi\u00f9 chi lavora a termine o a tempo parziale, rispetto a chi lavora a tempo pieno. L\u2019analisi per et\u00e0 mostra che le retribuzioni diminuiscono in tutte le classi. Le fasce 25-29 anni, 35-39 anni, 50-54 anni e 55-59 anni registrano le perdite maggiori; la pi\u00f9 colpita \u00e8 la fascia 50- 54 anni con una perdita del 3,5%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ASTAT rileva da anni anche il numero di famiglie e persone a rischio di povert\u00e0: il dato \u00e8 stabile intorno al 17% della popolazione. Sono a rischio di povert\u00e0 circa 35.000 famiglie in cui vivono circa 87.000 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche lo studio sul gettito fiscale dell\u2019Afi-Ipl sulla base dei dati del Ministero delle finanze dimostra il divario di ricchezza presente sul nostro territorio: nel 2017 solo il 3,1% dei\/delle contribuenti ha dichiarato redditi superiori a 75.000 \u20ac, mentre il 27,6% ha dichiarato meno di 10.000 \u20ac.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte il PIL altoatesino ha conosciuto un costante aumento: + 0,6% nel 2014, + 1,9% nel 2015, + 2,2% nel 2016, +1,7% nel 2017 e la previsione per il 2018 \u00e8 di +2,5%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alto Adige si \u00e8 dunque ben difeso dalla crisi, e questo per diversi fattori. Certamente conta la dinamicit\u00e0 delle imprese, ma altrettanto conta l\u2019impegno delle lavoratrici e dei lavoratori e il ruolo dell\u2019ente pubblico sia nel finanziare l\u2019economia che nel garantire efficienza all\u2019intero sistema territoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si incrociano tutti questi dati, si ha la dimostrazione del fatto che negli ultimi anni i profitti delle imprese sono cresciuti, mentre le retribuzioni hanno perso continuamente di valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 urgente dunque riportare maggiore equit\u00e0 nella distribuzione del reddito nella nostra provincia facendo in modo che anche i lavoratori e le lavoratrici godano di una parte della maggiore ricchezza prodotta in questi anni anche grazie al loro impegno e alle loro tasse che hanno alimentato la spesa\u00a0pubblica locale a favore dell\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019economia riceve contributi consistenti da parte della Provincia. Le imprese hanno goduto inoltre di una diminuzione dell&#8217;aliquota IRAP alla quota minima del 2,68%. Sommando le riduzioni di Irap e Ires, le imprese pagheranno nel 2018 ben 144 milioni di euro meno che nel 2012, il che equivale a una riduzione del 20%, mentre nello stesso periodo il gettito dell&#8217;Irpef sul lavoro dipendente aumenter\u00e0 di 231 milioni di euro, cio\u00e8 di + 14%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 giusto che almeno una parte dei risparmi in tasse concessi alle imprese venga distribuito anche alle loro lavoratrici e lavoratori dipendenti, con un positivo effetto di redistribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per aumentare il valore delle retribuzioni possono essere stipulati contratti integrativi territoriali e aziendali, in Alto Adige \/S\u00fcdtirol purtroppo poco attuati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali contratti integrativi sono previsti dalla normativa statale. L\u2019accordo triangolare imprenditori-sindacati-governo del 1993 prevedeva due livelli di contrattazione: i contratti nazionali, che dovevano assicurare condizioni minime per tutti i lavoratori, e i contratti decentrati, distinti in due tipologie:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>contratti integrativi aziendali per le grandi industrie<\/li>\n<li>contratti integrativi territoriali per le piccole e medie industrie e l\u2019artigianato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi hanno la funzione di adeguare le condizioni economiche dei lavoratori alle caratteristiche specifiche del territorio. Tali contratti sono ancora pi\u00f9 importanti per una terra ad alta inflazione come l\u2019Alto Adige \/ S\u00fcdtirol, dove i prezzi sono trascinati dal settore turistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Provincia non pu\u00f2 considerarsi \u201cneutrale\u201d in questa materia. La contrattazione decentrata pu\u00f2 infatti essere favorita oppure sfavorita dall\u2019atteggiamento del potere pubblico, soprattutto in settori come il commercio, l\u2019artigianato, le piccole imprese. Del resto, l&#8217;accordo del 1993 fu controfirmato anche dal governo: la politica dunque in qualche modo se ne \u00e8 fatta garante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Provincia pu\u00f2 favorire l\u2019attivazione di una contrattazione territoriale compiendo diversi passi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Convocando imprenditori e sindacati ad un tavolo per la contrattazione integrativa territoriale e aziendale.<\/li>\n<li>Il primo obbiettivo di questo tavolo dovrebbe essere quello di stipulare un \u201caccordo quadro provinciale\u201d (sul modello dell\u2019accordo imprenditori-sindacati-governo del 1993) che fissi un \u201cminimo salariale orario altoatesino\u201d (\u201eS\u00fcdtiroler Mindeststundenlohn\u201c) che renda possibile a tutte le lavoratrici e i lavoratori dipendenti con un lavoro a tempo pieno di arrivare alla fine del mese con dignit\u00e0.<\/li>\n<li>Al tavolo provinciale dovrebbero poi seguire tavoli di categoria e\/o aziendali in cui vengano stipulati i relativi contratti integrativi.<\/li>\n<li>In base a tale accordo-quadro provinciale e ai successivi contratti integrativi di categoria e\/o aziendali, la Provincia dovrebbe varare una serie di misure di incentivo e disincentivo (nella concessione dei contributi, per esempio, oppure nella modulazione delle aliquote Irap) per favorire la contrattazione decentrata e premiare le imprese che la realizzino.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 premesso,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>si impegna la Giunta provinciale:<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>A convocare un incontro urgente con le associazioni imprenditoriali dei diversi settori e i rappresentanti sindacali per avviare un confronto che giunga alla stipula di un accordo-quadro provinciale che fissi un \u201cminimo salariale orario altoatesino\u201d (\u201eS\u00fcdtiroler Mindeststundenlohn\u201c) grazie al quale sia possibile a tutte le lavoratrici e i lavoratori dipendenti con un lavoro a tempo pieno di arrivare alla fine del mese con dignit\u00e0.<\/li>\n<li>A incoraggiare, se necessario col proprio sostegno e\/o sotto la propria regia, l\u2019apertura di tavoli di contrattazione integrativa decentrata territoriale, di categoria e\/o aziendale nel settore privato.<\/li>\n<li>Ad adottare provvedimenti utili a sostenere la stipula di contratti integrativi territoriali, di categoria e\/o aziendali nel settore privato, attraverso una modifica dei criteri nella concessione di contributi e incentivi, e\/o attraverso la modulazione delle aliquote Irap in modo da premiare maggiormente le imprese o le categorie che stipulino contratti integrativi territoriali e aziendali volti a migliorare le condizioni di lavoro e le retribuzioni del loro personale.<\/li>\n<li>A escludere da ogni beneficio finanziario e fiscale quelle imprese che non rispettino il \u201cminimo salariale orario altoatesino\u201d fissato con l\u2019accordo quadro di cui al punto 1.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: right;\">Bolzano, 19 dicembre 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cons. prov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Brigitte Foppa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanspeter Staffler<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE L\u2019Alto Adige \/ S\u00fcdtirol \u00e8 tra le province dove il costo della vita \u00e8 pi\u00f9 alto. 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