{"id":13688,"date":"2013-07-15T10:44:12","date_gmt":"2013-07-15T08:44:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=3598"},"modified":"2021-07-06T10:25:48","modified_gmt":"2021-07-06T08:25:48","slug":"lattuale-campagna-basta-violenza-e-discriminatoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/lattuale-campagna-basta-violenza-e-discriminatoria\/","title":{"rendered":"L\u2019attuale campagna \u201eBasta violenza\u201c \u00e8 discriminatoria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Al Presidente del Consiglio provinciale<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Interrogazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019attuale campagna \u201eBasta violenza\u201c non viola il divieto di discriminazione previsto nella Costituzione?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/StoppGewalt.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3585 alignleft\" alt=\"StoppGewalt\" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/StoppGewalt-327x218.jpg\" width=\"327\" height=\"218\" \/><\/a>Da un mese il dibattito sulla violenza tra i giovani \u00e8 particolarmente acceso, a causa di una brutale aggressione da parte di un gruppo di ragazzi di origine straniera contro alcuni giovani e una ragazza \u201eautoctoni\u201c di famiglie conosciute. L\u2019aggressione, sicuramente da condannare sotto ogni punto di vista, che ha provocato lesioni anche gravi, ha dato vita a una campagna mediatica in cui il quotidiano Dolomiten ha insistito sulla presenza di giovani stranieri in fatti di violenza. Ora, nessuno mette in dubbio che giovani immigrati partecipino a queste azioni violente, provocando spesso ferite fisiche e psicologiche nelle vittime. I giovani coinvolti e le loro famiglie hanno sicuramente diritto a solidariet\u00e0 e aiuto concreto e la campagna mediatica ha contribuito sicuramente ad attirare l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica sul tema.<\/p>\n<p>La campagna ha per\u00f2 anche messo nel mirino, per settimane intere, stranieri e soprattutto albanesi identificandoli come potenziale fattore di violenza nella nostra provincia. Dal modo in cui vengono descritti i fatti, non vengono messi sotto accusa solo i colpevoli, ma intere nazionalit\u00e0, che vengono classificate come fattori di rischio per la sicurezza.<\/p>\n<p>Soprattutto i giovani albanesi sono finiti nel mirino della stampa. La comunit\u00e0 albanese \u00e8 il gruppo di immigrati pi\u00f9 numeroso in Alto Adige, con 5600 Persone (dati 2011).<\/p>\n<p>Anche se il Dolomiten ha cercato di attutire le notizie sulla violenza degli stranieri cercando di valorizzare gli \u201estranieri buoni\u201c, nei lettori sono rimaste impresse solo le immagini negative, come dimostrano anche le reazioni sui forum in internet. Una campagna di questo tipo non \u00e8 assolutamente condivisibile, anche se si fa portatrice di un\u2019opera di sensibilizzazione su un tema trascurato e nonostante la solidariet\u00e0 che va espressa alle vittime e il nobile obiettivo che fatti del genere non si ripetano pi\u00f9.<\/p>\n<p>La campagna ha raggiunto l\u2019apice il giorno del \u201evertice sulla sicurezza\u201c presso la Camera di commercio a Bolzano (11 luglio 2013), nel corso del quale Stato, Provincia e organizzazioni sociali (e senza la presenza dei rappresentanti della popolazione albanese cos\u00ec violentemente incriminata) hanno fatto un bilancio della situazione e si sono accordati su alcuni provvedimenti. Tenendo comunque presente la seriet\u00e0 dei fatti, il prefetto Valenti ha affermato che \u201c\u00e8 esagerato parlare di stato di emergenza\u201d.<\/p>\n<p>Lo stesso giorno, il Dolomiten elencava su due colonne vittime e colpevoli di 44 casi nel periodo tra la primavera del 2004 e luglio 2013: colpevoli di 36 casi venivano identificati gli \u201calbanesi\u201d a cui venivano aggiunti gruppi di diversa nazionalit\u00e0: 3 macedoni, 4 nordafricani, alcuni pachistani, poi un numero non ben definito di \u201cstranieri\u201d, \u201cpresumibilmente stranieri\u201d, \u201cgiovani di origine straniera\u201d, 2 meridionali, 5 ragazzi autoctoni, un uomo di Laives e uno di Merano.<\/p>\n<p>Tra le vittime sono state elencate 63 persone autoctone a cui si sono aggiunte come eccezioni una donna marocchina e una immigrata. Non si tratta di dati raccolti in modo obiettivo, ma di risultati di una ricerca privata e di indicazioni da parte delle persone coinvolte. Per ragioni di completezza, aggiungo qui che nella lista pubblicata dal Dolomiten non si fa cenno alle aggressioni violente di gruppi autoctoni neonazi e neofascisti susseguitisi nella zona di Merano tra il 2004 e il 2009.<\/p>\n<p>Ripeto: nessuno vuole mettere in discussione la gravit\u00e0 delle conseguenze di queste aggressioni e nemmeno ridurre il dolore delle vittime, ma questa presentazione mediatica deve essere criticata, poich\u00e9 ai lettori e alle lettrici viene trasmesso il seguente messaggio:<\/p>\n<p>Gli aggressori sono principalmente stranieri, soprattutto albanesi<\/p>\n<p>Le vittime sono invece, quasi senza eccezioni, autoctone e giovani.<\/p>\n<p>La conseguenza \u00e8 che gli Albanesi vengano continuamente discriminati e per stigmatizzare in modo cos\u00ec negativo un intero gruppo etnico sono sufficienti 50-100 soggetti, l\u20191% del gruppo di appartenenza: quanto questo possa influenzare l\u2019atmosfera e la qualit\u00e0 di vita di un\u2019intera nazionalit\u00e0, ce lo si pu\u00f2 facilmente immaginare: con questi sospetti e attribuzioni di colpa ci si comporta in modo molto simile a come si atteggiavano un tempo gli italiani nei confronti dei Sudtirolesi, considerati tutti come nazisti, poich\u00e9, almeno dopo le opzioni del 1939, numerosi gruppi avevano simpatizzato con il Nazionalsocialismo.<\/p>\n<p>Quindi, poniamo le seguenti domande alla giunta provinciale:<\/p>\n<ol>\n<li>Quali sono i risultati esatti del \u201evertice sulla sicurezza\u201c? Quali provvedimenti sono stati concordati?<\/li>\n<li>Da parte della provincia, \u00e8 stato offerto supporto alle vittime delle violenze fisiche e psicologiche subite?<\/li>\n<li>Si \u00e8 parlato durante il vertice anche di come assicurare la protezione della buona reputazione delle nazionalit\u00e0 straniere?<\/li>\n<li>Non giudica la campagna mediatica in atto come discriminatoria nei confronti di interi gruppi etnici e quindi in violazione della costituzione? Nonostante abbia contribuito alla protezione delle vittime?<\/li>\n<li>L\u2019ufficio antidiscriminazioni della provincia (Art. 5 della legge provinciale 12\/2011) valuter\u00e0 se con la presente campagna non sussista una massiccia e ingiusta discriminazione di un gruppo etnico?<\/li>\n<li>Quali dati statistici sulla violenza contro le persone nel periodo dal 2004 al 2013 sono a disposizione? Si pu\u00f2 individuare il numero delle aggressioni, i danni inferti e i gruppi di et\u00e0 coinvolti? (Se ne richiede una documentazione).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Bolzano,12. luglio 2013<\/p>\n<p>Hans Heiss<br \/>Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Presidente del Consiglio provinciale Interrogazione L\u2019attuale campagna \u201eBasta violenza\u201c non viola il divieto di discriminazione previsto nella Costituzione? 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