{"id":13494,"date":"2017-10-12T12:56:39","date_gmt":"2017-10-12T10:56:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=13494"},"modified":"2021-07-06T08:37:46","modified_gmt":"2021-07-06T06:37:46","slug":"cinque-smentite-allassessora-stocker","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/cinque-smentite-allassessora-stocker\/","title":{"rendered":"Cinque smentite all\u2019assessora Stocker"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-11269\" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Logo_Refugees_welcome.png\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"205\" \/><span style=\"color: #008000;\"><strong>La tragica vicenda del bambino profugo curdo morto a Bolzano ha sollevato in tutto l\u2019Alto Adige una forte emozione. Ci\u00f2 dovrebbe portare i responsabili politici e amministrativi a un profondo esame di coscienza. Al contrario, l\u2019assessora Stocker continua a scaricare le responsabilit\u00e0 su altri, con argomenti che sono contraddetti dai fatti.<\/strong><\/span><\/p>\n<ol>\n<li>In una intervista l\u2019assessora oggi afferma che: \u201cDa nessuna parte \u00e8 venuta la richiesta che la famiglia fosse accolta in una struttura pubblica\u201d. Questo non \u00e8 vero. Non solo questa richiesta \u00e8 stata fatta quotidianamente da volontarie e associazioni, ma \u00e8 arrivata addirittura dalla Azienda Sanitaria al momento della dimissione del piccolo Adan dall\u2019ospedale.<br \/>\nQuesti i fatti: la mattina del 4 ottobre 2017 alle ore 10:09 la Coordinatrice dell&#8217;ambulatorio STP e referente dell&#8217;Azienda Sanitaria per i profughi ha inviato una mail ai Servizi Sociali di Bolzano e all\u2019ufficio distretti sociali della Provincia comunicando che in quel giorno il piccolo Adan sarebbe stato dimesso, che lui e la sua famiglia non avevano alcun posto per dormire, ma erano sulla strada. In base a tali fatti, la Referente dell\u2019Azienda Sanitaria richiedeva per scritto a Servizi sociali e Provincia che fosse reperito un alloggio per la famiglia. Insieme a questa mail la Referente dell\u2019Azienda Sanitaria allegava il certificato medico di dimissione firmato sempre il 4 ottobre 2017 dal dott. Federico Mercolini, in cui si legge che Adan \u201c\u00e8 affetto da distrofia muscolare di Duchenne, complicata da candiopatia dilatativa. Soffre inoltre di difetto di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi. La patologia di Abdullah \u00e8 molto complessa, invalidante e necessita di stretto monitoraggio e cure continue\u201d. Dunque fin dalla mattina del 4 ottobre la Provincia era informata della situazione e aveva ricevuto richiesta ufficiale di accoglienza in un alloggio adeguato.<\/li>\n<li>Durante la conferenza stampa di marted\u00ec 10 ottobre, sempre a proposito dell&#8217;uscita dall&#8217;ospedale del piccolo profugo curdo, l&#8217;assessora Stocker ha affermato per ben due volte che si \u00e8 trattato di una \u201cgesch\u00fctzte Entlassung\u201e cio\u00e8 di una \u201edimissione ospedaliera protetta\u201c. Se con queste parole l\u2019assessora Stocker si riferisce alla procedura prevista sotto questo titolo, ci\u00f2 non risulta ed \u00e8 contraddetto dalla stessa mail della Referente dell\u2019ambulatorio STP dell\u2019ospedale. Ricordiamo che per \u201cdimissione protetta\u201c si intende una precisa procedura programmata dall\u2019Azienda Sanitaria in stretta collaborazione con il medico di famiglia, i servizi infermieristici sul territorio e la stessa famiglia ed ha come presupposto che il paziente cos\u00ec dimesso abbia un domicilio adeguato al fine di garantire la massima continuit\u00e0 dell&#8217;assistenza. Nessuna di queste condizioni era presente nel caso del piccolo Adan: La famiglia non aveva alcun domicilio sul territorio altoatesino, non aveva nessun medico di famiglia, non aveva nessun alloggio adeguato alle cure dovute a un paziente come questo.<\/li>\n<li>L\u2019assessora afferma che la famiglia ha sempre avuto una sistemazione. Si dimentica di dire che tali sistemazioni non sono state fornite dalle istituzioni competenti, ma dalle volontari e dai volontari come potevano, attraverso una raccolta privata di fondi. Si dimentica di dire che tali sistemazioni erano provvisorie (una notte addirittura il pavimento di un centro giovanile) poich\u00e9 un alloggio adeguato per un bambino con gravi patologie potevano e dovevano fornirlo solo le pubbliche istituzioni. E\u2019 dunque inaccettabile che l\u2019assessora Stocker ripeta di continuo che la mano pubblica non \u00e8 intervenuta perch\u00e9 della famiglia si stavano occupando persone private volontarie. Chiunque, giornalisti o politici come Ulli Mair, dica che i volontari dovevano \u201cavvertire prima l\u2019opinione pubblica\u201d, parla non conoscendo i fatti.<\/li>\n<li>\u201cCi ho messo sempre la faccia\u201d dice l\u2019assessora Stocker oggi in una intervista. Anche questo non \u00e8 vero. In questa settimana l\u2019assessora non ha mai accettato un confronto alla pari, tanto che si \u00e8 perfino rifiutata di partecipare a un Pro&amp;Contra alla RAI in cui era presente una volontaria che aveva seguito giorno per giorno il caso di Adan. Invece di questo confronto, l\u2019assessora ha preferito comparire da sola il giorno dopo nel Mittagsmagazin della Rai.<\/li>\n<li>Infine: l\u2019assessora ripete che la circolare provinciale del 2016, che limita l\u2019accoglienza delle persone vulnerabili (il cui ritiro \u00e8 stato chiesto persino dall\u2019Alto Commissariato dell\u2019Onu per i rifugiati UNHCR) avrebbe consentito l\u2019accoglienza di un caso come questo. Questo argomento \u00e8 semmai un\u2019aggravante, perch\u00e9 il fatto incontrovertibile \u00e8 che l\u2019accoglienza non c\u2019\u00e8 stata.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non sappiamo oggi \u2013 e non compete a noi stabilirlo &#8211; quanto la mancata accoglienza abbia influito sulla sorte del piccolo Adan. Una cosa per\u00f2 \u00e8 certa: la circolare era lo specchio dell\u2019atteggiamento generale della Provincia nella politica di accoglienza, cio\u00e8 quella di \u201caccogliere il meno possibile, altrimenti arrivano tutti da noi\u201d.<br \/>\nDi questa impostazione politica errata \u00e8 responsabile non solo l\u2019assessora Stocker, ma l\u2019intera Giunta provinciale.<br \/>\nBolzano, 12 ottobre 2017<br \/>\nIl Gruppo Verde in Consiglio provinciale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tragica vicenda del bambino profugo curdo morto a Bolzano ha sollevato in tutto l\u2019Alto Adige una forte emozione. Ci\u00f2 dovrebbe portare i responsabili politici e amministrativi a un profondo esame di coscienza. 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