{"id":13233,"date":"2017-08-31T10:18:00","date_gmt":"2017-08-31T08:18:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=13233"},"modified":"2021-07-06T08:37:49","modified_gmt":"2021-07-06T06:37:49","slug":"orso-e-lupo-sulla-lista-degli-abbattimenti-meglio-un-piano-gestionale-che-lallarmismo-isterico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/orso-e-lupo-sulla-lista-degli-abbattimenti-meglio-un-piano-gestionale-che-lallarmismo-isterico\/","title":{"rendered":"Orso e lupo sulla lista degli abbattimenti?  Meglio un piano gestionale che l\u2019allarmismo isterico."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/wolf-519226.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-13238 size-medium\" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/wolf-519226-327x235.jpg\" alt=\"\" width=\"327\" height=\"235\" \/><\/a>Da giorni si discute sulla comparsa di orso e lupo in Alto Adige e sui numerosi attacchi susseguitisi nel corso dell\u2019estate. Agitazione e rabbia da parte degli allevatori coinvolti sono pi\u00f9 che comprensibili: anche se per ora \u00e8 disponibile solo una parte dei risultati delle analisi, non ci sono dubbi che almeno alcune delle pecore e dei vitelli uccisi nelle zone del Sassopiatto, sul passo Fedaia, in Val di Fassa e in Val D\u2019ultimo siano state uccise dai lupi. L\u2019agitazione mediatica e il desiderio di giustizia fai da te sono per\u00f2 da arginare:<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>I danni provocati dagli orsi sono calati<\/strong> in modo evidente nella nostra provincia dal 2014 al 2016. In questi ultimi anni sono stati documentati solo danni minimi provocati da attacchi agli allevamenti e non sono state registrate aggressioni nei confronti delle persone. Con una gestione adeguata il \u201cproblema orso\u201d pu\u00f2 essere arginato facilmente e viene regolato in maniera corretta dall\u2019ufficio competente.<\/li>\n<li><strong>Diversa \u00e8 la situazione della crescente presenza del lupo<\/strong>: i ripetuti attacchi mettono in pericolo intere aree dedicate all\u2019alpeggio al confine con il Trentino. Per questi casi sono necessari dei rilevamenti accurati per individuare dei provvedimenti adeguati.<\/li>\n<li>Bisogna aver ben presente che il lupo \u00e8 una specie autoctona anche sulle Alpi e il suo ritorno \u00e8 un fenomeno naturale, non \u00e8 dovuto a nessuna \u201ereintroduzione forzata\u201c ed \u00e8 il segno di una crescita della biodiversit\u00e0. Esistono infatti <strong>efficaci strategie di prevenzione e riduzione del danno che in altre regioni, compreso il vicino Trentino, hanno dato risultati positivi<\/strong>: recinzioni elettrificate, raduno delle greggi nelle ore notturne, utilizzo di cani pastore, modifiche delle modalit\u00e0 del pascolo e cos\u00ec via. Non risulta che queste misure siano state ancora adeguatamente utilizzate nella nostra provincia.<\/li>\n<li><strong>Al contrario qui da noi viene addirittura rifiutato un accompagnamento scientifico del fenomeno<\/strong>. La proposta dei Verdi a questo proposito di adibire un tavolo di lavoro scientifico sui grandi predatori \u00e8 stata bocciata nel 2014 per pochi voti. Eppure il discorso \u00e8 pi\u00f9 che mai attuale: occorre superare la logica dell\u2019emergenza e la gestione affidata semplicemente all\u2019ufficio caccia e pesca, che in queste condizioni \u00e8 sovraccaricato di un compito troppo grande per un solo ufficio. Serve invece una sinergia tra diverse istituzioni volta a creare un servizio che metta in comunicazione e collaborazione le diverse competenze. Esemplare \u00e8 l\u2019esperienza del Trentino, dove collaborano diverse istituzioni, dall\u2019amministrazione provinciale con il Servizio fuanistico affiancato dalla Fondazione Mach, fino al Museo di scienze naturali (MUSE), i Comuni interessati e il Parco Adamello Brenta.<\/li>\n<li><strong>Una risposta tecnico scientifica adeguata e l\u2019adozione di misure di prevenzione e contenimento sono la condizione indispensabile<\/strong> per ogni ulteriore passo. Gli abbattimenti non sono un tab\u00f9 insormontabile, tuttavia qualsiasi ipotesi di questo tipo non potr\u00e0 mai essere indiscriminata e deve essere sottoposto alla precisa condizione che siano state adottate prima tutte le misure preventive possibili e che esse si siano rivelate inefficaci. Agitare dunque l\u2019idea di un Sudtirolo \u201clibero da lupi\u201d e quindi sottovalutare la necessit\u00e0 di adottare le misure preventive a disposizione vuol dire coltivare una pericolosa illusione. E di illusione si tratta perch\u00e9 il lupo non conosce i confini della nostra Provincia e la legislazione, sia a livello statale che europeo, punta a rendere possibile la convivenza tra essere umano e lupo.<\/li>\n<li><strong>Al S\u00fcdtiroler Bauernbund consigliamo perci\u00f2 di abbassare i toni<\/strong>. \u00c8 chiaro che sta utilizzando la questione di orsi e lupi come arma per tenere in scacco l\u2019assessore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSuggeriamo quindi, in questa atmosfera surriscaldata, un dibattito concreto e funzionale.\u00a0 Un piano gestionale, sostegno per la prevenzione, protezione e risarcimenti di eventuali danni, monitoraggio scientifico, creazione di sinergie e comunicazione efficace sarebbero le pietre miliari su cui basare una strategia complessiva e sensata. E cos\u00ec ci aspettiamo si muova la Giunta provinciale.<br \/>\nHans Heiss, Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa<br \/>\nBozen, 31.08.2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da giorni si discute sulla comparsa di orso e lupo in Alto Adige e sui numerosi attacchi susseguitisi nel corso dell\u2019estate. 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