{"id":11911,"date":"2016-11-30T19:00:32","date_gmt":"2016-11-30T17:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=11911"},"modified":"2021-07-06T08:38:01","modified_gmt":"2021-07-06T06:38:01","slug":"questione-di-equilibri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/questione-di-equilibri\/","title":{"rendered":"Questione di equilibri"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-11909 \" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Gleichgewicht-668x445.jpg\" alt=\"gleichgewicht\" width=\"461\" height=\"307\" \/>Il Referendum Costituzionale \u00e8 alle porte e mi trovo stranamente a invidiare tutte le persone in grado di comunicare in maniera chiara e univoca come voteranno domenica prossima. Anch\u2018io vorrei avere la stessa convinzione. Purtroppo per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec.<\/strong><\/span><br \/>\nDa punto di vista dei contenuti non ho dubbi su come voterei. Perfino i sostenitori concordano nel dire che si tratta di uno dei tentativi di riforma peggiori di tutti i tempi (anche solo dal punto di vista formale). Perfino la campagna di promozione pi\u00f9 costosa non riesce a coprire il fatto che si tratta di una medicina sbagliata per una falsa malattia. Il fatto che sia collegata a una legge elettorale scandalosa provoca a tutti gli elettori e le elettrici di centro-sinistra un gran mal di pancia.<br \/>\nLa conclusione all\u2019inizio: non si pu\u00f2 approvare questa riforma e chi lo fa, lo fa nella gran parte dei casi non sui fatti, ma su riflessioni politiche. Anche chi non si identifica con le politiche di Renzi, soffre all\u2019idea delle possibili alternative: strilloni populisti, aizzatori xenofobi, nullit\u00e0 di destra, galli di sinistra\u2026 la scena politica italiana non offre un bello spettacolo. Renzi ha camuffato la sua inguardabile riforma con una grande operazione di marketing e ha trasformato il referendum in un voto di fiducia sulla sua persona. Questa trama per\u00f2 ci mette in un bel dilemma. Da un lato perch\u00e9 coloro che rifiutano i contenuti della riforma in questo modo fanno il gioco di quelli che non hanno niente di meglio da offrire, con ancor meno correttezza e sicurezza rispetto a un PD che con tutti i suoi difetti \u00e8 ancora da ritenere una forza quanto meno progressista. Dall\u2019altra perch\u00e9 l\u2019analisi dei contenuti della riforma \u00e8 diventata del tutto secondaria. E la cosa \u00e8 ancor pi\u00f9 spiacevole, visto che in un referendum si dovrebbe essere liberi di decidere proprio nel merito delle cose. Questa politicizzazione forzata, riguardo proprio il testo pi\u00f9 importante della nostra democrazia, \u00e8 molto grave e lascer\u00e0 il segno anche sui prossimi appuntamenti elettorali.<br \/>\nSe vediamo la democrazia come un complesso gioco di equilibri, allora vedremo in questa riforma una cascata di elementi destabilizzanti che ci devono far drizzare le orecchie. In una democrazia esistono degli equilibri ben oliati tra le forze e su vari livelli che mantengono bilanciati il potere e il controllo: pi\u00f9 forte \u00e8 delineato il potere, pi\u00f9 affilati devono essere i meccanismi che lo controllano.<br \/>\nLa riforma Renzi-Boschi, collegata alla legge elettorale Italicum, nasconde molte insidie. Cerca infatti di risolvere la debolezza endemica delle forze politiche italiane con un aumento del potere costruito in modo artificiale. Il Senato viene depotenziato e delegato a sindaci e consiglieri regionali, i quali dovranno in poco tempo prendere posizione sulle leggi di bilancio dello Stato. La Camera, dopata da un premio di maggioranza esagerato, avr\u00e0 il potere di nominare i Giudici delle Corte Costituzionale e cos\u00ec proprio una di quelle istanze che dovrebbero garantire il controllo. In tempi di populismo \u00e8 un pericoloso spostamento degli equilibri.<br \/>\nLo stesso si pu\u00f2 osservare se parliamo di efficienza e sussidiariet\u00e0. I progressi ottenuti nel 2001 con grande fatica verso un federalismo dello Stato italiano, vengono annullati con la scusa dell\u2019inefficienza delle amministrazioni locali. Eppure sussidiariet\u00e0 e federalismo sono dei sistemi sperimentati con successo in tutte le grandi democrazie del mondo. Anche qui vale il discorso degli equilibri: pi\u00f9 forte \u00e8 uno stato centrale, meglio deve essere assicurata la responsabilit\u00e0 degli enti periferici. Ma la riforma toglie poteri alle Regioni secondo la logica di una migliore efficienza. Chi ha mai avuto occasione di entrare in un ministero a Roma, trover\u00e0 arduo a immaginarselo un luogo deputato all\u2019efficienza.<br \/>\nSe zoomiamo lo sguardo verso di noi, possiamo occuparci finalmente anche con gli equilibri della nostra realt\u00e0, seguendo forse il principio \u201cpi\u00f9 amministrazione autonoma, pi\u00f9 partecipazione nei processi decisionali\u201d. Questa riforma potrebbe avere delle ricadute negative anche sulla nostra autonomia e non riesco molto a capire la tranquilla fiducia della Volkspartei. Ma accanto al solito gioco \u201cnoi contro l\u2019Italia\u201d dovremmo guardare alla nostra democrazia interna, a cui non si \u00e8 nemmeno fatto cenno nel corso di questa campagna elettorale\u2026 eppure sono in atto grandi manovre di regia intorno alla nostra autonomia: sono in corso trattative con lo Stato, i presidenti delle due province sembrano essersi accordati sul futuro della Regione e ci sarebbe pure un gruppo di persone che nel loro tempo libero si incontrano per discutere sul futuro dell\u2019autonomia in quel processo che chiamiamo Convenzione. La visione su quale direzione si debba andare e sucome debba diventare la nostra democrazia \u00e8 ancora molto oscura e nebulosa\u2026 e non abbiamo usato la discussione sul referendum per confrontarci in proposito e fare chiarezza.<br \/>\nQuesto referendum \u00e8 quindi una opportunit\u00e0 persa. La Costituzione deve essere rinnovata e sarebbe potuto essere un apice della storia democratica. La grande partecipazione ai molti dibattiti organizzati su questo referendum mostrano che le persone si sentono chiamate in causa. Stiamo davvero vivendo un bel momento di cittadinanza attiva. Lo spettacolo che stanno dando i leader politici italiani \u00e8 invece una tragedia.<br \/>\nChiedo dunque di poter decidere in piena libert\u00e0 semplicemente nel merito della questione referendaria, senza dovermi preoccupare dei giochi di potere che non hanno nulla a che vedere con il quesito. In questo senso mi aggrappo alla nostra cara vecchia Costituzione, la quale nell\u2019articolo 1 dichiara in modo inequivocabile che: \u201cLa sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.\u201d Appunto.<br \/>\n29.11.2016<br \/>\nBrigitte Foppa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Referendum Costituzionale \u00e8 alle porte e mi trovo stranamente a invidiare tutte le persone in grado di comunicare in maniera chiara e univoca come voteranno domenica prossima. Anch\u2018io vorrei avere la stessa convinzione. Purtroppo per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec. 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