{"id":11797,"date":"2016-11-02T17:21:19","date_gmt":"2016-11-02T15:21:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=11797"},"modified":"2021-07-06T08:38:02","modified_gmt":"2021-07-06T06:38:02","slug":"mutilazioni-genitali-femminili-riflessioni-e-domande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/mutilazioni-genitali-femminili-riflessioni-e-domande\/","title":{"rendered":"Mutilazioni genitali femminili &#8211; riflessioni e domande"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Alcune riflessioni dopo l\u2019incontro con Rosanna Sestito.<\/strong><\/span><br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-11802 \" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/DSC_0007.jpg\" alt=\"DSC_0007\" width=\"412\" height=\"274\" \/>Luned\u00ec 10 ottobre 2016 abbiamo incontrato all&#8217;Archivio delle Donne di Bolzano Rosanna Sestito, ostetrica formatasi a Bologna, laureata successivamente anche in sociologia e antropologia. Con alle spalle una esperienza lavorativa di diversi anni con Medici Senza Frontiere in diversi Paesi africani come il Gibuti, Angola, Liberia, Congo, Costa d&#8217;Avorio, attualmente \u00e8 dottoranda presso l\u2019Universit\u00e0 di Losanna e sta svolgendo una ricerca sempre su questioni di genere in Iran.<br \/>\nGentilmente ha messo a disposizione delle Donne Verdi e del Gruppo Verde in Consiglio provinciale la sua lunga esperienza con donne con mutilazioni genitali e il suo bagaglio di conoscenze di un mondo e di una pratica da noi tanto lontani quanto condannati.<br \/>\nEcco alcune delle informazioni che mi sono rimaste pi\u00f9 impresse (senza velleit\u00e0 di completezza) e che avranno bisogno di ulteriore riflessione e di una profonda rielaborazione:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019escissione di parte degli organi sessuali femminili \u00e8 una pratica patriarcale, volta a controllare il corpo della donna, a preservarne la purezza e la castit\u00e0.<\/li>\n<li>\u00c8 una pratica risalente a un periodo anteriore a tutte le religioni attualmente vigenti. Il Corano non la prescrive, come non prescrive nemmeno la circoncisione.<\/li>\n<li>Viene praticata in Paesi dalle religioni pi\u00f9 diverse, anche in comunit\u00e0 cristiane ed ebraiche.<\/li>\n<li>Il Paese al mondo con la percentuale pi\u00f9 alta di donne escisse \u00e8 l\u2019Indonesia, seguita dalla Malesia. In quasi tutti i paesi in cui viene praticata, questa operazione \u00e8 fuori legge. \u00c8 molto facile per\u00f2 procurarsi il kit medico sterilizzato. Nonostante sia vietato in molti paesi viene effettuato dai medici, anche ambulatorialmente. Dati dicono che in questo modo la mortalit\u00e0 e le complicazioni dal punto di vista fisico sono molto diminuite o addirittura scomparse.<\/li>\n<li>L\u2019escissione di parte degli organi sessuali femminili viene vista nei paesi in cui viene praticata come un rito di passaggio e di appartenenza. Una pratica senza la quale non si diventa vere donne e non si viene accettate. Nei Paesi in cui viene praticata non si \u00e8 donne per natura. Lo si diventa proprio con questa pratica.<\/li>\n<li>Il ricordo di questa pratica \u00e8 diversa da donna a donna: ci sono le donne che ne hanno un vissuto traumatico e di violenza, in altre invece prevale il ricordo della festa, dell\u2019accoglienza in una comunit\u00e0.<\/li>\n<li>Molte di queste donne non condannano i loro genitori per averle sottoposte a questa pratica, perch\u00e9 non era loro intenzione fare loro violenza.<\/li>\n<li>Esistono molte donne e organizzazioni femministe africane che fanno un lavoro egregio di sensibilizzazione volto a estirpare questa prassi cos\u00ec profondamente radicata e che viene portata avanti molto spesso dalle nonne.<\/li>\n<li>Con la vittimizzazione e i nostri discorsi sui diritti umani, cos\u00ec come con le argomentazioni sanitarie non si va molto lontano. Il fenomeno \u00e8 culturale, antropologico, radicato in profondit\u00e0 in culture altre da noi.<\/li>\n<li>\u00c8 molto importante differenziare tra pratica e donne sui cui \u00e8 stata fatta: bisogna condannare la pratica, non le donne che l\u2019hanno subita!<\/li>\n<li>In Emilia Romagna \u00e8 stato redatto un protocollo di comportamento per il personale medico e paramedico che si trova a dover trattare donne che nell\u2019infanzia sono state escisse. Esclamazioni del tipo \u201csignora come l\u2019hanno ridotta\u201d non aiutano, anzi&#8230; Le donne immigrate subiscono in questo senso una doppia violenza. Subiscono l\u2019escissione da bambine, perch\u00e9 altrimenti non diventano \u201cdonne perfette\u201d e una volta arrivate in Europa, queste stesse donne diventano mutilate, donne incomplete, donne imperfette, da rimettere a posto.<\/li>\n<li>In Europa l\u2019intervento di educazione e sensibilizzazione alla nascita delle figlie \u00e8 molto importante. La Francia svolge un servizio molto interessante in questo senso: tutte le mamme, a prescindere da cultura e provenienza, per alcuni mesi dopo il parto ricevono supporto ostetrico, psicologico, ecc. Quando il servizio incontra mamme provenienti da Paesi in cui \u00e8 diffusa tale pratica, il supporto e le attivit\u00e0 di educazione e sensibilizzazione vengono organizzate in modo da convincere i genitori a non sottoporre le proprie figlie a questa pratica.<\/li>\n<li>La terminologia stessa \u00e8 ancora oggi oggetto di acceso dibattito. Il termine \u201cmutilazioni\u201d porta in s\u00e9 il significato di incompletezza, di diffettoso. \u00c8 una terminologia che tende alla vittimizzazione. Ma molto spesso le donne escisse non hanno consapevolezza su che cosa manchi loro. Sanno che qualche cosa \u00e8 stato loro tolto, ma non sanno che cosa. Tra le giovani donne immigrate \u00e8 in crescita la richiesta di essere \u201cricostruite\u201d, \u201criparate\u201d. E nonostante alcuni chirurghi sostengano il contrario, non \u00e8 possibile ricostruire le parti escisse.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Da questo incontro sono uscita con tante sensazioni contrastanti. La consapevolezza di aver imparato un sacco di cose, ma soprattutto con un grandissimo insopportabile fastidio. Un fastidio strano, un dolore fisico che partiva dalla pancia e finiva in un gran turbinio in testa in cui si affollavano e scontravano pensieri e opinioni.<br \/>\nUn fastidio tutto interiore, dovuto al fatto che le argomentazioni di Rosanna Sestito hanno scardinato in me alcune certezze e hanno svelato nella sua complessit\u00e0 un tema che normalmente si tende a velare con poche e brutali semplificazioni e ancor meno informazioni fondate.<br \/>\nIl fastidio di far parte di un mondo che ha in s\u00e9 una visuale coloniale che ha avuto sempre come scopo quello di occupare e annientare e che ci ha lasciato come eredit\u00e0 la tendenza ad appiattire tutto secondo i nostri canoni di giudizio.<br \/>\nIl fastidio di non poter pi\u00f9 avere un\u2019opinione chiara e categorica su che cosa sia giusto o sbagliato. E quindi di non poter pi\u00f9 schierarsi facilmente da una parte o dall\u2019altra.<br \/>\nMan mano per\u00f2 che tutte queste informazioni si sono sedimentate, a dare un po\u2019 di sollievo si sta riposizionando, con forza ancora maggiore rispetto a prima dell\u2019incontro, la certezza che <strong>sempre e prima di tutto viene il benessere delle donne<\/strong>&#8230; e che a volte questo pu\u00f2 essere raggiunto in modo pi\u00f9 efficace facendo un passo indietro, dando spazio e riconoscimento a chi effettivamente con cognizione di causa e da pi\u00f9 tempo porta avanti una battaglia per l\u2019integrit\u00e0 e l\u2019autodeterminazione delle donne proprio in quelle parti del mondo. Il nostro giudizio europeo, la condanna della pratica che troppo spesso si confonde con la vittimizzazione delle donne che l\u2019hanno subita, spesso non \u00e8 di aiuto, anzi, la maggior parte delle volte \u00e8 addirittura controproducente.<br \/>\n<strong>Gli interrogativi e i dubbi restano comunque tanti e difficili:<\/strong><br \/>\nPossiamo accettare che una pratica patriarcale, volta al controllo del corpo della donna e a preservarne la purezza e la castit\u00e0 a costo di asportare parte dei suoi organi genitali, venga praticata da culture diverse dalla nostra e accettata dalle stesse donne come un rito di passaggio e appartenenza? E consce di questo, riusciamo a condannare questa pratica invasiva e fuori dal tempo, senza vittimizzare le donne su cui \u00e8 stata praticata e condannare le famiglie che la fanno praticare?<br \/>\nAnche noi donne europee non siamo immuni da mutilazioni, le quali vengono spesso camuffate da \u201cinterventi di chirurgia estetica\u201d come il ringiovanimento vaginale, la labioplastica di piccole e grandi labbra, la perineoplastica, la liposcultura, l\u2019imenoplastica, il rifacimento dei seni per non parlare degli interventi alla nascita di bambin* intersex. Ci possiamo permettere di giudicare senza prima fare i conti con gli scheletri che abbiamo negli armadi in casa nostra?<br \/>\nMa la domanda che pi\u00f9 mi lacera e a cui non so proprio se mai sapr\u00f2 dare una risposta \u00e8: che cosa abbiamo fatto noi donne per dover e voler subire questo tipo di interventi? Qual \u00e8 stato il momento nella storia dell\u2019umanit\u00e0 in cui si \u00e8 voluto ricorrere al controllo del nostro corpo e della nostra capacit\u00e0 riproduttiva? Che cosa c\u2019\u00e8 di male nel nostro corpo da indurci a ricercare un ideale di \u201cperfezione\u201d che con il tempo cambia, si trasforma, ci perseguita e che ha il solo scopo di farci sentire sbagliate in qualsiasi parte del mondo ci troviamo?<br \/>\n<strong>Quello che possiamo davvero fare \u00e8 iniziare a parlarne, possibilmente libere dal pregiudizio, \u00e8 continuare e migliorare il lavoro su noi stesse, sull\u2019autodeterminazione dei nostri corpi. E affiancare il nostro lavoro a quello di tante donne in altre parti del mondo in modo solidale, alla pari, perseguendo un comune obiettivo: il benessere fisico e mentale delle donne, nel pieno rispetto dell\u2019autodeterminazione di ognuna di noi.<\/strong><br \/>\nArchivio delle donne, 10.10.2016.<br \/>\nSerena Rauzi, Coordinatrice &#8211; Gruppo Verde in Consiglio provinciale<br \/>\n<img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-11803 size-full\" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016-10-10-RosannaSestito_kl.jpg\" alt=\"2016 10 10 RosannaSestito_kl\" width=\"700\" height=\"568\" \/> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-11804\" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016-10-10-Serata-MGF_kl.jpg\" alt=\"2016 10 10 Serata MGF_kl\" width=\"344\" height=\"229\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-11805\" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/2016-10-10-Serata-MGF2.jpg\" alt=\"2016 10 10 Serata MGF2\" width=\"344\" height=\"229\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune riflessioni dopo l\u2019incontro con Rosanna Sestito. 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