{"id":11664,"date":"2016-10-06T16:09:49","date_gmt":"2016-10-06T14:09:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=11664"},"modified":"2021-07-06T08:38:03","modified_gmt":"2021-07-06T06:38:03","slug":"richiedenti-asilo-prima-le-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/richiedenti-asilo-prima-le-persone\/","title":{"rendered":"Richiedenti asilo: prima le persone"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-11662 \" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC_0387_klein-001.jpg\" alt=\"BrennerO 3\/10\/2016\" width=\"512\" height=\"340\" \/><span style=\"color: #008000;\">Mozione<\/span><\/strong>.<br \/>\nSul territorio della provincia di Bolzano si trovano in questo momento poco pi\u00f9 di 1.000 persone richie\u00addenti asilo accolte nelle strutture allestite nel pro\u00adgramma di accoglienza e circa 400 non accolte in tali strutture, ma presenti sul territorio, che hanno avvi\u00adato la domanda di asilo o protezione internazionale in Alto Adige-S\u00fcdtirol e che finora hanno ricevuto una \u201cassistenza umanitaria\u201d fatta di vitto e alloggio in strutture molto spartane (ad es. i magazzini ex Le\u00admayr o Salewa nella zona industriale di Bolzano). Una parte di queste persane, che ricadono sotto la categoria di \u201csoggetti vulnerabili\u201d (ai sensi dell\u2019art. 17 del Decreto Legislativo n. 142 del 2015, che a sua volta recepisce la direttiva 2013\/33 del Parlamento e del Consiglio europeo) sono state invece accolte in strutture pi\u00f9 protette come garni e alberghi econo\u00admici di Bolzano.<br \/>\nQueste 400 persone che hanno presentato domanda di asilo in provincia di Bolzano sono da tempo og\u00adgetto di un confronto con lo Stato. La richiesta della Provincia, che queste persone siano riconosciute dallo Stato come parte della quota di redistribuzione assegnata alla nostra provincia, \u00e8 giustificata e con\u00adtribuirebbe ad andare oltre la pura assistenza uma\u00adnitaria per una vera e propria accoglienza. A quanto ci risulta, di queste 400 persone lo Stato ne ha rico\u00adnosciute circa 350 nella quota a noi assegnata, ma solo dal punto di vista numerico (la nostra quota di redistribuzione statale \u00e8 di poco pi\u00f9 di circa 1400 persone), mentre non ri\u00adsulta che a questo riconosci\u00admento segua da parte dello Stato anche la copertura finanziaria (che per le quote riconosciute \u00e8 prevista e doverosa). Fa bene dunque la Provincia a chiedere un completo ricono\u00adscimento.<br \/>\nTuttavia, la divergenza su questo aspetto non pu\u00f2 essere pagata dalle persone richiedenti asilo e non pu\u00f2 trasformarsi addirittura in restrizioni perfino della assistenza umanitaria finora garantita dalla Provin\u00adcia. Al primo posto va messa la persona e il nostro dovere di garantire in modo dignitoso i pi\u00f9 elementari diritti umani a chiunque in stato di bisogno si trovi sul nostro territorio.<br \/>\nCi\u00f2 vale soprattutto per l\u2019assistenza offerta alle co\u00adsiddette \u201ccategorie vulnerabili\u201d, che godono di una protezione rafforzata ai sensi dell\u2019art. 17 del citato Decreto Legislativo n. 142\/2015: minori, minori non accompagnati, disabili, anziani, donne in gravidanza, famiglie con figli minori, vittime di tratta, persone malate o vittime di tortura, stupri o altre forme di violenza. Risulta che in provincia di Bolzano, tra le 400 persone sopra citate, i casi di questo genere siano un centinaio. A queste persone una Provincia civile non pu\u00f2 voltare le spalle.<br \/>\nA questo scopo non risultano idonee le indicazioni restrittive contenute nelle circolari della Ripartizione politiche sociali della Provincia inviate il 29 settembre e il 3 ottobre al \u201cnucleo di accoglienza\u201d, alle associa\u00adzioni Caritas e Volontarius e al SIS (Servizio Integra\u00adzione Sociale).<br \/>\n<strong>Tutto ci\u00f2 premesso,<\/strong><br \/>\n<strong>il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano impegna la Giunta provinciale<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>a continuare a richiedere allo Stato l\u2019inserimento delle persone che hanno fatto richiesta di asilo sul territorio della provincia all\u2019interno della quota di redistribuzione assegnata a livello statale all\u2019Alto Adige-S\u00fcdtirol non solo numericamente, ma an\u00adche garantendo la doverosa copertura finanziaria, anche con l\u2019obbiettivo di passare al pi\u00f9 presto dal\u00adla fase della assistenza umanitaria a quella del\u00adla vera e propria accoglienza secondo le nor\u00adme eu\u00adropee e statali.<\/li>\n<li>Nel frattempo, a continuare a garantire alle per\u00adsone che hanno fatto richiesta di asilo sul territorio della provincia almeno l\u2019assistenza umanitaria as\u00adsicurata finora, revocando le indicazioni restrittive previste dalle circolari della Ripartizione politiche sociali della Provincia del 29 settembre e 3 otto\u00adbre 2016.<\/li>\n<li>A concertare con Caritas e Volontarius, con i gruppi di volontariato, con i servizi sociali, con il Consorzio dei Comuni e in particolare col Co\u00admune di Bolzano, con il Commissariato del Go\u00adverno e con tutti gli altri eventuali soggetti coin\u00advolgibili in questa problematica, le misure neces\u00adsarie a garantire alle persone richiedenti asilo, comprese quelle che hanno presentato domanda sul territorio della provincia, l\u2019accoglienza che loro spetta.<\/li>\n<li>A insistere per arrivare a un\u2019equa distribuzione tra tutti i comuni della provincia del compito di acco\u00adglienza delle persone richiedenti asilo, comprese quelle che hanno fatto richiesta di asilo sul territo\u00adrio della provincia.<\/li>\n<\/ol>\n<p>f.to consigliere provinciale<br \/>\ndott. Riccardo Dello Sbarba<br \/>\ndott.ssa Brigitte Foppa<br \/>\ndott. Hans Heiss<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mozione. 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