{"id":10445,"date":"2015-12-15T17:19:05","date_gmt":"2015-12-15T15:19:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.verdi.bz.it\/?p=10445"},"modified":"2021-07-06T08:41:04","modified_gmt":"2021-07-06T06:41:04","slug":"intervento-sul-bilancio-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.verdi.bz.it\/it\/intervento-sul-bilancio-2016\/","title":{"rendered":"Intervento sul bilancio 2016"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #008000;\"><strong><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-10450 \" src=\"http:\/\/www.verdi.bz.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_0991.jpg\" alt=\"Riccardo Dello Sbarba\" width=\"367\" height=\"271\" \/>Riccardo Dello Sbarba &#8211; Gruppo Verde.<\/strong><\/span><br \/>\nCiter\u00f2 alla lettera tre frasi cruciali della relazione del Presidente Kompatscher per indicare dove sono d&#8217;accordo e dove invece ho una posizione critica.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PRIMA FRASE<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>\u201cIl bilancio 2016, con 5,4 miliardi di euro, \u00e8 il pi\u00f9 consistente nella storia della Provincia\u201d.<\/strong><br \/>\nE&#8217; un dato materiale incontestabile che dimostra che ha torto chi continua a dipingere il Sudtirolo come un \u201cLand in Not\u201d.<br \/>\nE dimostra l&#8217;efficacia della<strong> strategia di responsabilit\u00e0 ed autonomia nei rapporti con lo Stato<\/strong>, che noi Verdi abbiamo fin dall&#8217;inizio condiviso sostenendo ogni azione della Giunta provinciale che fosse coerente con questa linea.<br \/>\nFare la nostra parte nel risanamento delle finanze pubbliche, ma farla a due condizioni: la stabilizzazione del nostro bilancio provinciale e l&#8217;acquisizione di nuove competenze.<br \/>\nE&#8217; la strategia che ha portato prima all&#8217;accordo di Milano e poi al \u201cPatto di garanzia\u201d, atti certo perfezionabili, ma sufficienti a consentirci contemporaneamente di registrare il pi\u00f9 alto bilancio della storia e l&#8217;acquisizione di ulteriori competenze.<br \/>\nUltima quella sul <strong>Parco dello Stelvio<\/strong>, a cui spero davvero che sapremo far onore. Abbiamo gli occhi addosso dell&#8217;intero mondo ambientalista europeo.<br \/>\nDobbiamo rispettare l&#8217;impegno che ci siamo presi a rilanciare il Parco dopo gli anni dell&#8217;abbandono statale, e a lavorare per mantenere tutele omogenee e unitarie per l&#8217;intero Parco, evitando lo spezzatino delle regole.<br \/>\nL&#8217;area del Parco \u00e8 un&#8217;area ecologicamente unitaria: applicare regole differenziate dimostrerebbe solo che le ragioni dell&#8217;ambiente sono state sacrificate alle spinte degli interessi.<br \/>\nLa Provincia di Bolzano deve invece assumersi \u2013 insieme alla Provincia di Trento &#8211; il ruolo di garante di un Parco trans-regionale, superando la definizione di \u201cnazionale\u201d &#8211; che per la sua storia ha avuto spesso un retrogusto amaro \u2013 non verso lo spezzatino delle tutele, ma verso dimensioni pi\u00f9 grandi, semmai tras-nazionali.<br \/>\nIl Parco dello Stelvio deve funzionare da perno centrale per la realizzazione del progetto che i movimenti ambientalisti hanno denominato PEACE, Parco Europeo delle Alpi Centrali, progetto poggiato sull&#8217;intuizione visionaria lanciata alla fine degli anni &#8217;80 da Alexander Langer. Il progetto comprende due parchi nazionali, Stelvio e Engadina, i cinque parchi regionali, Admello-Brenta, Adamello Lombardo, Orobie Valtellinesi, Orobie bergamasche, Parco del Garda, e due riserve Unesco della biosfera, Engadina e Alpi Ledrensi in Trentino, per un totale i 415.000 ettari. Al di l\u00e0 ci sono le aree protette dell&#8217;Austria e della Germania a cui il discorso pu\u00f2 allargarsi. Ma sar\u00e0 la Provincia di Bolzano, se vuole, ad essere il cuore pulsante di questa visione.<br \/>\n<strong>Torno all&#8217;argomento bilancio<\/strong>. Con il patto di Milano e quello successivo \u201cdi garanzia\u201d ci siamo fatti carico anche del contributo al risanamento dei conti pubblici statali. E&#8217; stata una scelta giusta, che ci ha dato credibilit\u00e0. Non abbiamo pensato solo \u201cagli affari nostri\u201d. Abbiamo fatto un&#8217;offerta anche al resto della Repubblica. Abbiamo onestamente ammesso che anche noi abbiamo contribuito \u2013 anche se in piccola parte \u2013 alla formazione del debito pubblico, soprattutto nei 20 anni per noi dorati tra il 1989 e il 2009, in cui abbiamo goduto di regole finanziarie certamente vantaggiose.<br \/>\nAbbiamo compreso per primi noi stessi che l&#8217;autonomia del Sudtirolo non poteva fiorire nell&#8217;ambito di una Repubblica che andava a rotoli e che dunque il risanamento era anche nel nostro interesse.<br \/>\nDico questo per introdurre una considerazione invece critica sulla parte del discorso del Presidente Kompatscher sulla<strong> riforma costituzionale<\/strong>.<br \/>\nQuella riforma \u00e8 centralista, ha detto il Presidente. D&#8217;accordo. Sull&#8217;efficacia della \u201cclausola di salvaguardia\u201d, che dovrebbe proteggerci da questa svolta centralista si pu\u00f2 avere qualche dubbio.<br \/>\nMa soprattutto, vale il ragionamento fatto sulle finanze: <strong>non si pu\u00f2 mettere al sicuro l&#8217;autonomia del Sudtirolo in un&#8217;Italia che svolta verso il centralismo<\/strong>. Qui vedo una contraddizione.<br \/>\nLa clausola di salvaguardia ci dovrebbe proteggere dal centralismo, ma la via maestra sarebbe contrastare alla radice questo centralismo, respingerlo al mittente, e questo non solo per la nostra autonomia ma per l&#8217;autonomia di tutte le regioni italiane.<br \/>\nL&#8217;occasione ce l&#8217;abbiamo, perch\u00e9 al massimo nel settembre-ottobre 2016 si terr\u00e0 in Italia il referendum costituzionale per confermare o respingere la riforma centralista.<br \/>\nNoi voteremo no, per respingerla. Non capisco come chi crede nell&#8217;autonomia potr\u00e0 votare s\u00ec a quella riforma centralista.<br \/>\nPerch\u00e9 contiene la clausola di salvaguardia? Ma \u00e8 razionale chi, potendo eliminare la malattia, si rassegna invece a vivere del farmaco?<br \/>\nPerch\u00e9 Vienna dar\u00e0 il suo accordo? Per favore, non scarichiamo la responsabilit\u00e0 sulla nostra \u201cpotenza tutrice\u201d. Sappiamo benissimo che Vienna dir\u00e0 di s\u00ec solo se da Bolzano arriver\u00e0 il via libera.<br \/>\nO voterete s\u00ec alla riforma Costituzionale per mantenere un patto politico col governo Renzi? Sia chiaro, non sottovaluto l&#8217;esigenza di avere buoni rapporti con Roma. E tuttavia dovremmo far capire a Renzi che<strong> ci sono cose, come l&#8217;alternativa tra centralismo e autonomia, che non sono negoziabili.<\/strong><br \/>\nSe il Sudtirolo e il Trentino prendessero questa posizione, avrebbero tanti alleati nelle diverse regioni d&#8217;Italia!<br \/>\nNoi Verdi voteremo no alla riforma costituzionale centralista e siamo curiosi di vedere come farete voi della maggioranza a convincere i e le sudtirolesi a votare invece s\u00ec.<br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>SECONDA FRASE<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>\u201cIl 21 dicembre Azienda Energetica e SEL confluiscono nella nuova azienda Alperia. Si tratta di un momento storico, perch\u00e9 dopo molti decenni l&#8217;energia idroelettrica \u00e8 finalmente in mano altoatesina\u201d.<\/strong><br \/>\nDichiaro di essere d&#8217;accordo con questa frase. Il 21 dicembre finisce un&#8217;epoca e ne comincia un&#8217;altra, completamente nuova. Come tutti sapete, il Gruppo Verde fin dall&#8217;inizio con Cristina Kury e, dall&#8217;ultima legislatura io personalmente insieme a Hans Heiss e Brigitte Foppa, abbiamo seguito questa vicenda da vicino, nel ruolo di una forza di opposizione che ha il dovere del controllo e dello stimolo.<br \/>\nCol 21 dicembre anche per noi si conclude una fase e se ne apre un&#8217;altra. Il 21 dicembre, anche se a quel tavolo noi non saremo invitati, brinderemo idealmente con voi alla nuova societ\u00e0 e alla storia che si apre. Prendete pure questa dichiarazione, Presidente Kompatscher e assessore Theiner, come una dichiarazione di fine delle passate ostilit\u00e0.<br \/>\nQuesto il 21 dicembre. Oggi per\u00f2 \u00e8 il 15 dicembre, e dunque \u2013 prima di chiudere definitivamente un ciclo durato 7 anni &#8211; lasciatemi mettere a verbale alcune considerazioni critiche. Del resto si fa cos\u00ec anche nei migliori trattati di pace.<br \/>\nAlcune delle considerazioni che far\u00f2 riguardano il passato, e dunque spero di doverle nominare per l&#8217;ultima volta. Altre invece riguardano il futuro, e su questo continueremo a confrontarci con spirito costruttivo.<br \/>\n<strong>Prima considerazione<\/strong>. Noi ci congratuliamo con voi per l&#8217;esito di questa storia, ma voi dovreste congratularvi con noi per il lavoro di denuncia e di trasparenza che abbiamo fatto, per tanto tempo completamente da soli.<br \/>\nSiamo dovuti ricorrere al Tar e al Consiglio di stato per poter leggere quei contratti tra SEL, Enel ed Edison che la politica di allora voleva assolutamente mantenere segreti e lodava come fossero capolavori.<br \/>\nGrazie a noi, invece, sono venute alla luce e poste davanti all&#8217;opinione pubblica tutte le magagne nascoste, tutte quelle clausole capestro che erano state sottoscritte al chiuso delle stanze. Parlando delle scelte della politica energetica di allora, Presidente Kompatscher, Lei ha parlato di \u201cdisastro\u201d. Bene, si ricordi che a quei tempi, cio\u00e8 nel momento dei fatti e non solo a posteriori quando non costa pi\u00f9 nulla \u2013 a quei tempi, dicevo, di disastro parlavamo solo e soltanto noi. E&#8217; grazie a quella nostra decisa critica politica che poi voi, cio\u00e8 la nuova generazione, la nuova Giunta, avete potuto presentarvi come rottura col passato e mettere mano al risanamento.<br \/>\nDunque noi ci congratuliamo con voi per quella che il Presidente ha chiamato \u201csoluzione responsabile\u201d, ma <strong>per favore per una volta almeno congratulatevi anche voi con noi<\/strong> per la nostra azione di controllo e indirizzo, che ha creato i presupposti indispensabili \u2013 di verit\u00e0, trasparenza e consapevolezza \u2013 per il vostro operare successivo.<br \/>\n<strong>Seconda considerazione.<\/strong> Avete riassegnato le concessioni che erano state manipolate, ma io sarei pi\u00f9 prudente nel parlare di ripristino della \u201ccertezza del diritto\u201d. Diciamoci la verit\u00e0: non si \u00e8 mai visto in un bando pubblico la stazione appaltante \u2013 in questo caso la Provincia \u2013 che si d\u00e0 da fare per ricostruire a posteriori le offerte che uno dei concorrenti \u2013 casualmente la societ\u00e0 della Provincia stessa \u2013 avrebbe presentato se avesse agito senza imbrogliare. Questa ricostruzione a posteriori dei progetti si \u00e8 basata solo su pareri di un consulente nominato dalla stessa Giunta e su supporti \u201cprogetti originari\u201d che oltre che essere semplici files trovati nei computer erano anche incompleti, per cui \u2013 grazie all&#8217;ennesimo parere del solito consulente \u2013 avete dovuto riempire le parti mancanti prendendo pezzi dei progetti manipolati.<br \/>\nCapisco le difficolt\u00e0 che avete dovuto affrontare e lo sforzo di non mandare in bancarotta la societ\u00e0 energetica provinciale e dunque la Provincia. Capisco tutto.<br \/>\nMa per favore, non esagerate nelle lodi per la soluzione trovata. Se la riassegnazione regge, non \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 stato ripristinato il diritto, ma perch\u00e9 nessuno ha interesse a contestarla, perch\u00e9 siete stati in grado di trovare una soluzione extragiudiziale accontentando tutti, e primo fra tutti il privato che \u2013 forte di sentenze \u2013 ha ottenuto alla fine la grande centrale cui mirava.<br \/>\nNon di diritto si deve parlare, ma della intelligenza che avete avuto \u2013 e questa s\u00ec l&#8217;ho davvero apprezzata \u2013 <strong>di mettere da parte l&#8217;arroganza del passato e sedervi al tavolo a trattare<\/strong>, riconoscendo le ragioni altrui e trovando l&#8217;accordo che ha chiuso la partita.<br \/>\nDico \u201cchiuso la partita\u201d, anche se so che qualcuno ricorso l&#8217;ha comunque fatto, cio\u00e8 Edison e il comune di Sarentino per la sola centrale di S. Antonio. Ho letto il ricorso di Edison e devo dire che non \u00e8 fatto male. Alcune argomentazioni potrebbero valere anche per gli altri casi. Vedremo se \u00e8 un ultimo fuoco (di paglia), oppure la scintilla di qualcosa di pi\u00f9 grosso.<br \/>\n<strong>Terza considerazione<\/strong>. L&#8217;energia \u00e8 finalmente in mano altoatesina, ma tutta la partita ci \u00e8 costata molto cara. Qui la responsabilit\u00e0 non \u00e8 vostra, ma della passata Giunta e del passato vertice SEL.<br \/>\nAvremmo potuto acquistare le centrali Enel nel 1999 per poco pi\u00f9 di 700 milioni di euro. La val d&#8217;Aosta lo fece, Durnwalder no. Alla fine l&#8217;affare ci \u00e8 costato molto di pi\u00f9, tra soldi sborsati per l&#8217;acquisto progressivo delle quote e profitti sull&#8217;energia che in tutti questi anni abbiamo lasciato ai giganti elettrici nazionali. Questo vale per Enel e ancora di pi\u00f9 per Edison.<br \/>\nPer ricomprarci l&#8217;energia in mano a Enel ed Edison non abbiamo pagato solo il prezzo degli impianti della produzione, ma anche quello delle clausole capestro che avevamo accettato.<br \/>\nRipeto, qui la responsabilit\u00e0 non \u00e8 vostra, qui avete dovuto gestire una pesante eredit\u00e0 del passato. Avete avuto l&#8217;intelligenza di non farvi sfuggire per la seconda volta l&#8217;occasione per acquistare le quote e cacciare finalmente Enel ed Edison dal nostro territorio, e avete fatto bene. <strong>Che avete per questo pagato un prezzo assai salato, non va nascosto.<\/strong><br \/>\nLo dico sapendo che una partita \u00e8 ancora in sospeso, quella con Edison. Ho notato che prudentemente il Presidente Kompatscher ha citato solo l&#8217;acquisto delle quote Enel nella sua relazione. Io spero che l&#8217;operazione Edison a questo punto vada in porto. Ma la prudenza \u00e8 buona consigliera.<br \/>\n<strong>Quarta considerazione<\/strong>, e questa riguarda il futuro.<br \/>\nE&#8217; un consiglio: vi consiglio di non cavalcare troppo la tigre della promessa dell&#8217;energia a basso prezzo per famiglie ed imprese. Lo sapete che \u00e8 una promessa irrealistica, sia per la struttura del sistema dei prezzi dell&#8217;energia (per met\u00e0 sono tasse e accise), sia per la rigidit\u00e0 dei costi di produzione, sia per le norme che regolamentano il mercato nazionale.<br \/>\nE lo regolamentano soprattutto per le Societ\u00e0 Elettriche che assumono la forma delle Societ\u00e0 per Azioni.<br \/>\nEsse sono costrette alle logiche del profitto. Inoltre, a una SPA \u00e8 obbligata a passare dal mercato.<br \/>\nVoi stesi dite che gi\u00e0 SEL sfrutta i margini disponibili per offerte vantaggiose. Dovreste aggiungere che pi\u00f9 in basso sar\u00e0 difficile andare.<br \/>\nDiverso sarebbe stato se la Giunta avesse preso in seria considerazione il modello cooperativo, che nella nostra provincia \u00e8 vivo e vegeto e fornisce energia a un prezzo inferiore del 30-40%.<br \/>\nMa quel modello \u2013 nonostante le promesse &#8211; l&#8217;avete scartato e avete preferito la strada certo meno creativa e anche meno amica degli utenti della societ\u00e0 unica provinciale, praticamente monopolista, nella forma della Societ\u00e0 per Azioni.<br \/>\nPeccato perch\u00e9 l&#8217;altro modello, cooperativo e pi\u00f9 rispettoso delle diversit\u00e0 e delle possibili libere sinergie, poteva costituire un esperimento pilota di democrazia energetica che ci metteva al passo con le esperienze pi\u00f9 avanzate in Europa e nel mondo. Un&#8217;occasione persa.<br \/>\nComunque noi Verdi non ci uniamo al coro di chi invoca energia a basso prezzo per tutti. Il pensiero ecologico e la necessit\u00e0 di una svolta energetica per proteggere il clima del pianeta, non vanno d&#8217;accordo con l&#8217;invocazione di \u201cpi\u00f9 energia a basso prezzo per tutti\u201d.<br \/>\nNon per questo siamo insensibili all&#8217;esigenza di sostenere i redditi delle famiglie e delle imprese, anzi! Ma scegliamo un&#8217;altra strada, quella basata sul principio che l&#8217;energia pi\u00f9 a basso prezzo \u00e8 quella che non si consuma. In una parola: <strong>il risparmio e l&#8217;efficienza energetica.<\/strong><br \/>\nQui vediamo il ruolo strategico della nuova societ\u00e0 energetica provinciale.<br \/>\nQuello di reinvestire i propri profitti in un&#8217;azione efficace di promozione del risparmio e riduzione dei consumi energetici. Gli strumenti sono tanti, prima tra tutti quello del cosiddetto energy-contracting, cio\u00e8 il meccanismo di finanziamento alternativo per la svolta energetica che consiste nel prestito anticipato a famiglie e imprese, da parte della societ\u00e0 energetica, dei fondi necessari per ristrutturare edifici e adottare fonti rinnovabili, fondi che poi vengono gradualmente recuperati sulla bolletta degli anni successivi, in ogni caso inferiore a quella pre-ristrutturazione.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi da ristrutturare l&#8217;intero patrimonio pubblico e qui di nuovo la societ\u00e0 energetica provinciale pu\u00f2 avere un ruolo di rilievo. Per non parlare della svolta energetica nel campo pi\u00f9 difficile, quello della mobilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Questa \u00e8 l&#8217;epoca che si apre il 21 dicembre, e quando brinderete non dimenticate che un po&#8217; del brindisi ce lo siamo meritati anche noi.<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>TERZA FRASE<\/strong><\/span><br \/>\n<strong>\u201cEine gute Wirtschaftspolitik ist auch Sozialpolitik\u201d.<\/strong><br \/>\nNoi qui la vediamo un po&#8217; diversamente. Noi crediamo piuttosto nel nesso tra politica sociale e politica ambientale e qui, in questo nesso, sta la nostra missione di forza politica.<br \/>\nNoi crediamo che non c&#8217;\u00e8 politica ambientale senza politica sociale e non c&#8217;\u00e8 politica sociale senza politica ambientale.<br \/>\nLe cito a questo proposito un testo in cui mi riconosco al 100%:<br \/>\n<em>\u201cNon ci sono due crisi separate, una ambientale e un&#8217;altra sociale, bens\u00ec una sola e complessa crisi socio ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povert\u00e0, per restituire la dignit\u00e0 agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura\u201d.<\/em><br \/>\nSembra un testo di Alexander Langer, non trova Presidente? Invece \u00e8 un capitolo dell&#8217;enciclica \u201cLaudato si&#8217;\u201d di papa Francesco. Questo capitolo, centrale nell&#8217;enciclica, si intitola \u201cUn&#8217;ecologia integrale\u201d &#8211; parole che se le usassimo noi ci prenderemmo dei fondamentalisti.<br \/>\nE&#8217; dall&#8217;inizio della crisi finanziaria, cio\u00e8 almeno dal 2008, che gran parte degli Stati si d\u00e0 da fare per far riprendere l&#8217;economia misurata attraverso l&#8217;indicatore dell&#8217;aumento del Prodotto Interno Lordo, dei tassi di crescita, delle percentuali di profitto, illudendosi che poi tutto ci\u00f2 automaticamente si trasferisca alla societ\u00e0 intera e al suo benessere. In questo modo per\u00f2 si rischia di fare ogni sforzo per rimettere in moto proprio quel meccanismo che ha provocato la crisi.<br \/>\nQuesto accade nel mondo, accade in Europa, accade in Italia e accade anche nella nostra provincia. L&#8217;autocritica sugli errori del passato \u00e8 durata poco, e subito \u00e8 ripartita l&#8217;invocazione alla crescita qualsiasi essa sia, alla crescita dei consumi e del consumismo, alla crescita dei trasporti, alla crescita degli utili.<br \/>\nIn questa corsa alla crescita l&#8217;ultima novit\u00e0 \u00e8 stata l&#8217;inclusione nel calcolo del PIL anche delle attivit\u00e0 economiche illegali come droga, prostituzione e contrabbando, che l&#8217;Istat ha calcolato \u2013 comprendendo anche l&#8217;indotto \u2013 in 59 miliardi, pari a un punto in pi\u00f9 di PIL. L&#8217;espressione del Papa, secondo cui \u201cquesta economia uccide\u201d, diventa meno metaforica.<br \/>\nNon \u00e8 vero che se i profitti e il PIL riprendono si sta tutti e tutte meglio. Non so neppure se sia vero che dalla crisi stiamo uscendo. Una cosa \u00e8 sicura: se stiamo uscendo, ne usciamo con una enorme crescita delle disuguaglianze. Chi aveva di pi\u00f9 ha ricevuto di pi\u00f9, chi aveva di meno ha perso ancora. E non parlo solo a livello globale, ma anche di noi, qui in Sudtirolo.<br \/>\nIl settimanale ff ha pubblicato un mese fa la classifica delle 50 persone pi\u00f9 ricche della nostra provincia. Sia notato a margine che di 50 di questa galleria, 48 sono uomini e due solo donne, e questo dice gi\u00e0 molto su una prima disuguaglianza di opportunit\u00e0, che non \u00e8 affatto diminuita.<br \/>\nIl settimanale ci ha anche informato che dall&#8217;ultima classifica, pubblicata due anni fa, il patrimonio globale di queste sole 50 persone \u00e8 cresciuto, in soli due anni, di ben 800 milioni di euro, raggiungendo il valore totale di 8,5 miliardi, somma che supera l&#8217;insieme degli stipendi annui di tutte e tutti i lavoratori dipendenti della nostra provincia, che rappresentano il 70% degli occupati.<br \/>\nL&#8217;analisi \u00e8 stata svolta sullo stesso settimanale dal collaboratore dell&#8217;AFI-IPL Thomas Benedikter.<br \/>\nE a proposito di stipendi degli occupati: stagnano dal 2007. Con gli stipendi inferiori che hanno subito sensibili perdite del valore reale.<br \/>\nDi fronte a questo, le 50 persone pi\u00f9 ricche hanno accresciuto in media il loro patrimonio di 16 milioni di euro all&#8217;anno in due anni. Stiamo tutti insieme uscendo dalla crisi? Non mi pare. Piove sul bagnato: chi \u00e8 pi\u00f9 ricco pi\u00f9 riceve, chi \u00e8 pi\u00f9 povero tira la cinghia.<br \/>\nA perdere quote di stipendio sono stati soprattutto le e i dipendenti pubblici, i cui contratti sono bloccati da tempo. I sindacati ci fanno sapere proprio in queste ore che le risorse messe a disposizione in questa proposta di bilancio per il rinnovo dei contratti non bastano neppure a recuperare met\u00e0 delle perdite dovute all&#8217;inflazione.<br \/>\nE intanto per\u00f2 questo \u00e8 il Natale dell&#8217;apertura o del raddoppio dei centri commerciali, con connessi ingorghi del traffico. Il precetto del santificare le feste \u00e8 sostituito da quello del mercificare le feste. Moralismo?<br \/>\nNon credo. La corsa al centro commerciale, o al negozio delle grandi catene, ha come altra faccia della medaglia i nuovi contratti con cui il settore assume centinaia di ragazzini e ragazzine: non solo stipendi bassi, ma soprattutto eliminazione di diritti e appropriazione totale del tempo di vita del dipendente. Certe clausole pi\u00f9 vessatoria sono finite anche davanti alla commissione di conciliazione, dove \u00e8 presente anche la Provincia. La Provincia dunque sa. Perch\u00e9 non grida allo scandalo?<br \/>\nMentre pochi si arricchiscono, alla grande maggioranza viene riservata la felicit\u00e0 finta del consumismo, delle file prima in macchina e poi alle casse, dei carrelli riempiti dalle offerte speciali. E cos\u00ec, si riempiono i mercatini di Natale (ma solo quelli, mentre poco pi\u00f9 in l\u00e0 \u2013 centri commerciali esclusi \u2013 \u00e8 deserto) ma svettano anche i tassi dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria, che noi misuriamo solo sulla scorta dei limiti di legge, che sono il doppio di quelli consigliati per la nostra salute dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, e che sono tenuti cos\u00ec alti per non disturbare l&#8217;economia.<br \/>\nDi fronte a questa febbre, che torna a riscaldare il pianeta, noi vogliamo ricordare che a tutto c&#8217;\u00e8 un limite. A tutto c&#8217;\u00e8 un limite. C&#8217;\u00e8 un limite all&#8217;inquinamento, c&#8217;\u00e8 un limite al traffico, c&#8217;\u00e8 un limite al numero di turisti e di pernottamenti, c&#8217;\u00e8 un limite alle piste da sci e agli impianti di risalita, c&#8217;\u00e8 un limite al numero di negozi e superfici commerciali, c&#8217;\u00e8 un limite ai profitti e alla concentrazione di patrimoni.<br \/>\nQuesto limite o ce lo decidiamo autonomamente, oppure ci penser\u00e0 il pianeta ad imporcelo con le cattive. Non \u00e8 il futuro, \u00e8 il presente: l&#8217;ondata i profughi che ha sorpreso l&#8217;Europa e rischia di farla saltare come progetto unitario e di pace \u00e8 l&#8217;altra faccia dei disastri ambientali dovuti ai cambiamenti climatici e dei disastri sociali dovuti alla enorme distanza tra ricchi e poveri.<br \/>\nEbbene, noi Verdi siamo quelli che pongono il problema del futuro, del limite, dell&#8217;uguaglianza \u2013 o meglio, della riduzione delle enormi disuguaglianze. Anche qui da noi, affatto isola felice per molte persone e famiglie.<br \/>\nLa questione dell&#8217;aeroporto per noi rappresenta uno di questi limiti. E&#8217; uno sfizio inutile e dannoso, sia per le casse pubbliche che per la salute. E&#8217; quel limite che non deve essere superato. Ma su questo abbiamo gi\u00e0 discusso e discuteremo nei prossimi mesi.<br \/>\nApprezziamo \u2013 sia chiaro \u2013 ogni passo nella direzione di un sostegno sociale. L&#8217;innalzamento della no tax area a 28.000 euro, per esempio.<br \/>\nRicordiamo per\u00f2 che dall&#8217;altra parte rimane irrisolta la questione della copertura del contributo per la non autosufficienza, per cui era previsto un fondo di garanzia che non \u00e8 mai stato istituito.<br \/>\nApprezziamo il raddoppio dei fondi per la solidariet\u00e0 internazionale nell&#8217;anno dell&#8217;emergenza umanitaria. Benissimo, lo chiedevamo da anni. Ricordiamo per\u00f2 che nel bilancio presentato l&#8217;aumento vale solo per il 2016, mentre le cifre del 2017 e 2018 tornano ai soliti due striminziti milioni.<br \/>\nRicordiamo, soprattutto, che l&#8217;Onu ci ha chiesto un ben altro sforzo per raggiungere gli obbiettivi del Millennio, che ormai sono stati mancati proprio perch\u00e9 i paesi ricchi come noi non hanno mantenuto gli impegni sottoscritti nel 2001 da tutti gli stati membri delle Nazioni Unite, e io penso che la libera Provincia di Bolzano si consideri parte di questo gruppo. L&#8217;impegno prevedeva lo stanziamento dello 0,7% del PIL di ogni territorio per la solidariet\u00e0 internazionale. Per la Provincia di Bolzano ci\u00f2 equivale a circa 12 milioni all&#8217;anno. E&#8217; sei volte di pi\u00f9 di quanto abbiamo dato finora. E anche il raddoppio previsto per il 2016 rappresenta un terzo di quanto dovremmo mettere a disposizione.<br \/>\nA questo proposito, venerd\u00ec verr\u00e0 discusso dalla prima commissione un nostro disegno di legge che vuole introdurre una percentuale fissa di finanziamento per la cooperazione internazionale. Consta di un solo articolo e se fosse accolto ci metterebbe quasi al livello di quanto ci chiede l&#8217;ONU.<br \/>\nAlla Giunta abbiamo fatto anche una proposta, tramite un emendamento: che questo obbiettivo sia raggiunto non da un anno all&#8217;altro, ma gradualmente, con un impegno crescente e graduale nell&#8217;arco di 5 anni, anche per adeguare le strutture amministrative, ottime, di cui la Provincia dispone in questo campo. Speriamo che il Presidente Kompatscher apprezzi questa nostra offerta.<br \/>\n<strong>Vorrei concludere con una proposta.<\/strong><br \/>\nNoi apprezziamo ogni passo che la Giunta e la maggioranza fanno nella direzione contemporanea del sostegno sociale e della tutela ambientale, due ambiti che ci paiono intimamente connessi.<br \/>\nCi avviciniamo alla met\u00e0 di questa legislatura. Nella prima parte il Presidente Kompatscher ha voluto riunire nella sua persona il ruolo di Landeshauptmann e di super assessore all&#8217;economia. Forse era necessario, vista la crisi che attraversava la provincia. Forse era anche necessario per fare ordine tra i cocci lasciati dalla precedente amministrazione.<br \/>\nA noi appare per\u00f2 che questo doppio ruolo, di presidente e di super assessore all&#8217;economia, faccia inclinare la figura del Presidente troppo dalla parte dell&#8217;economia.<br \/>\nSe davvero stiamo uscendo dalla crisi, allora ci vuole un riequilibrio, affinch\u00e9 dalla crisi escano davvero tutti e non solo una parte.<br \/>\nPer questo le proponiamo, Presidente, di liberarsi delle competenze economiche per la seconda parte della legislatura e assumere pienamente un ruolo super partes, di riequilibrio. Sarebbe un passo che farebbe bene a tutta la societ\u00e0, e anche &#8211; semi posso permettere \u2013 a Lei.<br \/>\nNon che poi ci illudiamo che questo basti per accrescere il peso delle istanze ecologiche e sociali nella politica della Provincia.<br \/>\nQuesto \u00e8 il compito nostro, e cercheremo di svolgerlo con tutte le nostre forze.<br \/>\nBolzano, 15 dicembre 2016<br \/>\nCons. Prov. Riccardo Dello Sbarba<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riccardo Dello Sbarba &#8211; Gruppo Verde. Citer\u00f2 alla lettera tre frasi cruciali della relazione del Presidente Kompatscher per indicare dove sono d&#8217;accordo e dove invece ho una posizione critica. 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