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L’assessore Alfreider e il presidente bavarese Söder criticano le politiche per i trasporti attuate dal governo tirolese, ma senza offrire concrete proposte alternative per risolvere la situazione del traffico lungo l’asse del Brennero ormai insostenibile. Noi Verdi sosteniamo le politiche per i trasporti del governo tirolese.

Il governo tirolese ha introdotto il divieto di deviazione dalla tratta autostradale per tutelare le/gli abitanti dell’Alta Val d’Isarco e della Valle dell’Inn che altrimenti ne vengono travolti. Infatti, non appena l’autostrada è satura di mezzi e il traffico è congestionato, autisti e camionisti deviano sulle strade laterali e intasano anche i paesi.

Invece di plaudire alle politiche per i trasporti coerenti del governo tirolese, l’assessore Daniel Alfreider e il presidente bavare Markus Söder non fanno altro che criticare e brontolare. Entrambi però su questo tema non fanno altro che ripetere le solite frasi vuote. Sottolineano certo che bisogna procedere in maniera concertata e coordinata, ma è un ritornello che sentiamo ormai da 40 anni.

Fino a che i governi del Sudtirolo e della Baviera non avranno alcun piano su come diminuire al più presto il traffico sull’asse del Brennero, sono pregati di evitare le critiche ai vicini del Nord, o a quelli del Sud. I Tirolesi stanno prendendo sul serio le loro responsabilità e attuano provvedimenti concreti per la tutela della popolazione. È un esempio che l’Alto Adige/Südtirol dovrebbe solo seguire: proposte e soluzioni sono sul tavolo da tempo, ora si tratta di attuarle.

BZ, 24/6/2019

Cons. prov.
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

MOZIONE

L’autostrada A31 della Valdastico, detta anche PiRuBi dai tre politici democristiani che la vollero fortemente (Piccoli-Rumor-Bisaglia) fu aperta nel 1976 e da allora è ferma a Piovene Rocchette.

Fin dall’inizio la Regione Veneto e la società che gestisce l’autostrada hanno proposto che l’A31 fosse prolungata a nord fino a sfociare in A22. Fu elaborato anche un progetto preliminare, che contemplava 6 ipotesi di tracciato indicando come privilegiato quello che prevedeva a Besenello l’innesto in A22.

Tuttavia, il progetto è finora rimasto lettera morta grazie all’opposizione delle province autonome di Trento e Bolzano e alla mobilitazione di associazioni culturali e ambientaliste (tra cui Italia Nostra, WWF, e la Fondazione britannica “The Landmark Trust”).

Le motivazioni per cui le due province autonome si sono sempre opposte al completamento a nord della A31 sono molteplici:

  • Aprirebbe un nuovo corridoio per il traffico leggero e pesante dal nord-est italiano ultra industrializzato verso i mercati del nord Europa attraverso il Brennero, aggravando notevolmente i problemi di traffico sull’autostrada A22, che ha già raggiunto il limite di saturazione. A farne le spese sarebbe la salute di migliaia di persone che abitano lungo questo asse, soprattutto nel tratto che attraversa la provincia di Bolzano.
  • Ciò rappresenta il contrario della politica seguita finora dalle due province e dall’intera Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, che prevede la riduzione dei transiti su gomma sull’Autobrennero e il trasferimento delle merci e delle persone su rotaia attraverso l’ammodernamento e il potenziamento della ferrovia.
  • Tale politica di trasferimento del traffico pesante su rotaia sarebbe fortemente danneggiata da una A31 che sfocia in A22 in Trentino, poiché così l’interporto di Verona – snodo fondamentale per lo scambio strada-ferrovia – verrebbe bypassato dal traffico pesante proveniente dalle aree di Padova-Ferrara e Venezia-Udine e diretto a nord. Mezzi e merci dunque resterebbero sulla strada.
  • L’innesto di A31 in A22 non risolverebbe nemmeno i problemi di traffico della SS47 della Valsugana.

Il lungo braccio di ferro tra Trentino-Alto Adige e Veneto ha avuto come tappa fondamentale la sentenza della Corte Costituzionale del 21 febbraio 2011 che ha ribadito che qualsiasi opera, atto o progetto dell’arteria non possa essere realizzato senza la preventiva intesa con la provincia autonoma di Trento. Ciò per rispetto dello Statuto di autonomia e delle sue norme di attuazione.

Anche dopo questa sentenza, il Veneto aveva proseguito la sua pressione, approvando il progetto e ottenendo – il 10 agosto 2016 – il via libera del CIPE, cui è seguita la decisione della Società Autostrada A31 di dare avvio alla progettazione definitiva del 1º lotto funzionale dell’opera tra Piovene Rocchette e Valle d’Astico della lunghezza di 18,9 Km, interamente in territorio veneto.

Tuttavia, il 21 gennaio 2019, con la sentenza 00499/2019, il Consiglio di Stato, in ultimo grado di appello, ha annullato la delibera del CIPE del 10 agosto 2016 su ricorso promosso dal Comune di Besenello (Trento), interessato in sede di progetto preliminare all’uscita e raccordo della Valdastico Nord con l’autostrada del Brennero. L’opera era stata dunque di nuovo fermata dall’iniziativa delle popolazioni e delle amministrazioni locali.

In questo scenario, è caduta l’improvvisa svolta politica annunciata dalla nuova giunta provinciale del Trentino per bocca del suo Presidente, secondo il quale la Valdastico deve essere effettivamente collegata all’A22 su un nuovo itinerario con innesto alla A22 al casello di Rovereto Sud su un tracciato di 41 km, denominato “alternativa T5” nei progetti preliminari.

Tutto questo considerato, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano

Esprime la propria ferma contrarietà al progetto di prolungamento verso Nord della A31 della Valdastico fino a allacciarla alla A22, qualsiasi sia il punto dell’innesto, poiché tale opera creerebbe un nuovo corridoio per traffico leggero e pesante dal nord est italiano verso nord attraverso il Brennero lungo un asse già congestionato, con un pesante aggravamento dell’inquinamento e della minaccia alla salute delle popolazioni residenti, soprattutto in provincia di Bolzano.

Di conseguenza, il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale:

  1. Ad opporsi in ogni modo possibile al progetto di prolungamento verso Nord della A31 della Valdastico e al suo collegamento alla A22 del Brennero, qualsiasi sia il punto dell’innesto.
  2. A trasmettere immediatamente questa posizione contraria alla Giunta provinciale del Trentino e al suo Presidente e a tutti i sindaci dei comuni che si trovano lungo il percorso dell’A22 sia in Trentino che in Alto Adige.
  3. A dare mandato alle persone che in rappresentanza della Provincia autonoma di Bolzano siedono in enti, società e istituzioni, e innanzitutto ai propri rappresentanti nella società Autobrennero, di intraprendere ogni azione utile per opporsi al progetto di prolungamento verso Nord della A31 della Valdastico e al suo innesto nella A22 del Brennero, qualsiasi sia il punto dell’innesto.
  4. A convocare un tavolo permanente tra Provincia e Sindaci dei comuni altoatesini che si trovano lungo l’asse dell’Autobrennero per studiare le azioni più efficaci per opporsi al progetto di prolungamento verso Nord della A31 della Valdastico e al suo innesto nella A22 del Brennero, qualsiasi sia il punto dell’innesto, poiché tale progetto costituisce una grave minaccia alla salute delle popolazioni e contraddice la scelta fondamentale di ridurre il traffico sull’autostrada e trasferirlo il più possibile sulla ferrovia.

 Bolzano, 12/03/2019

La mozione è stata approvata con questo emendamento il 11/04/2019.

Cons. reg.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

La recente proposta di Thomas Baumgartner, presidente di Anita (Associazione degli autotrasportatori) di sospendere il divieto di transito notturno sull’autostrada del Brennero a medio termine porterebbe solo a un aumento del traffico. Abbiamo bisogno di provvedimenti nuovi e più efficaci.

Dobbiamo essere solo contenti che il Tirolo pensi a misure a favore della salute della popolazione residente lungo l’asse del Brennero. Provvedimenti come il divieto di transito notturno e il traffico alternato contribuiscono per lo meno in parte ad alleggerire l’inquinamento acustico e dell’aria in modo da renderlo sopportabile per le persone direttamente coinvolte.

E nonostante queste misure, i valori dell’inquinamento dell’aria in Val d’Isarco superano annualmente quelli minimi consentiti. Per questo non è il momento di togliere provvedimenti e limitazioni, ma bisogna pensare a misure nuove e più efficaci.

Un aumento notevole del pedaggio per i mezzi pesanti (ad esempio raddoppiando quello attuale) e una riduzione dei limiti di velocità per tutti i mezzi sono misure più che mai necessarie e non possono più essere ritardate. L’aumento del pedaggio per i TIR ridurrebbe il traffico deviato, che al momento gli esperti valutano essere il 40% die mezzi. La riduzione dei limiti di velocità per tutti i mezzi di trasporto alleggerirebbe le emissioni nocive.

La sospensione del divieto di transito notturno renderebbe probabilmente il traffico più fluido a breve termine, per poi però attirare ancora più mezzi pesanti a medio termine. Già oggi transitano per il Brennero ben 2,5 milioni di TIR all’anno, un triste record tra le tratte di transito alpine.

Cons. Prov.
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

Bolzano, 7.2.2019