Vie d’uscita dallo scandalo sui vitalizi: le proposte dei Verdi

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Un breve flashback

I primi atti dello scandalo sui vitalizi sono ormai alle nostre spalle. Nell‘inverno 2014 l’opinione pubblica ha potuto constatare che, nell’attuazione della nuova legge che regolava i vitalizi dei consiglieri e consigliere provinciali, erano stati fatti una serie di errori molto gravi con inaccettabili concessioni soprattutto ai vecchi consiglieri e consigliere.
I consiglieri provinciali verdi, Hans Heiss e Riccardo Dello Sbarba che nel 2012 erano in carica, hanno subito riconosciuto l’errore e hanno fatto pubblica ammenda senza esitazione (27.2.2014). Entrambi poi, insieme alla ex consigliera Cristina Kury, hanno restituito al Consiglio regionale l’anticipo ricevuto (11.3.2014). I Consiglieri verdi si sono anche mostrati per primi alla manifestazione pubblica fuori dal consiglio, non sottraendosi alle domande e alla giusta rabbia della gente.
Anche il vertice del partito ha reagito con prontezza, annunciando un congresso straordinario. Il 22 marzo molte persone hanno seguito con attenzione la ricostruzione dei fatti riportata dai consiglieri che nel frattempo avevano già iniziato a fare chiarezza su quanto accaduto e a valutare la consistenza e le conseguenze degli anticipi. In quell’occasione il partito ha rinnovato la fiducia nei suoi rappresentanti eletti e ha posto le basi per le azioni successive nel processo di elaborazione della nuova legge.

E oggi siamo a questo punto.

In questi ultimi mesi ci siamo confrontati molto sulla nuova legge e abbiamo tentato di trovare delle possibilità di miglioramento.

La condizione: il voto palese

Sono in tutto 14 gli emendamenti dal Gruppo Verde per i due disegni di legge e una modifica del regolamento interno. Quest’ultima è stata approvata dal Consiglio regionale proprio nell’ultima seduta ottenendo la quasi unanimità. Il cambiamento prevede il voto palese nella votazione finale per l’approvazione delle leggi. Per l’approvazione della legge sui vitalizi, questo provvedimento ha come conseguenza che tutti e tutte dovranno metterci la faccia e come effetto collaterale positivo si eviteranno i franchi tiratori.

I presupposti principali

Gli emendamenti alle due proposte di legge riguardano essenzialmente, oltre ad alcuni dettagli, i seguenti punti:

  • l’introduzione di criteri di calcolo basati sui contributi versati,
  • l’età pensionabile,
  • il limite massimo e il divieto di accumulo di vitalizi,
  • la limitazione del principio degli anticipi
  • la riduzione dei vitalizi.

I punto cruciale: gli anticipi

La nuova legge (N. 8, Art. 2) mantiene il principio degli anticipi come compensazione per la riduzione dei vitalizi. Noi Verdi riteniamo che questo principio, cioè che oltre alla pensione vengano riscossi anche degli “anticipi”, non sia giusto, poiché i consiglieri e le consigliere regionali, in confronto ad altri cittadini si trovano già in una situazione privilegiata. Siccome però la legge mantiene tali anticipi, proponiamo le seguenti alternative:

  1. Accanto ai due criteri già presenti per il calcolo degli anticipi, ne viene inserito un terzo, cioè un coefficiente (tra 0,51 e 0,88) derivato dai contributi effettivamente versati nelle diverse legislature. Con questo coefficiente, gli anticipi verrebbero ridotti in media di un ulteriore 50% (proposta Dello Sbarba).
  2. Accanto a entrambi i criteri di calcolo per gli anticipi vale anche un criterio di tetto massimo: la somma complessiva dell’anticipo non può superare la somma complessiva dei contributi versati durante gli anni di consigliatura (proposta Foppa)

II punto cruciale: anticipo dell’anticipo

La nuova legge (RGE N. 8, Art. 3) prevedeva la possibilità, per casi motivati, di non restituire l’anticipo già ricevuto, considerandolo come una sorta di acconto. Questa possibilità è già stata eliminata su nostra proposta in commissione.

Rimane la possibilità di farsi versare la somma dei contributi versati (RGE N. 8, Art. 8). Noi vogliamo eliminare anche questa possibilità. Gli altri normali cittadini non hanno questa opzione.

III punto cruciale: età pensionabile – “La vita inizia a 66 anni!”

La nuova legge (RGE Nr. 9, Art. 1) nella nuova versione (è stata cambiata in commissione dai consiglieri SVP) prevede la possibilità di andare in pensione già a 60 anni. Scegliendo questa possibilità, viene trattenuto il 18% (3% all’anno) dal vitalizio e/o dall’anticipo. Poiché però in questo caso si riceve la pensione per 6 anni in più, rimane comunque conveniente. In più facciamo notare anche che si incorre nel rischio di un massiccio ritorno al vitalizio che, in questo modo, potrà essere riscosso già a 60 anni. E questo comprometterebbe di molto il risparmio di spesa previsto dalla legge. Noi restiamo quindi irremovibili per fissare l’età pensionabile a 66 anni.

IV punto cruciale: tetto massimo e accumulo dei vitalizi

La legge (RGE N. 9, Art. 3) prevede una possibilità di accumulo di vitalizi da mandati politici molto generosa: 9.000 Euro lordi.
A questo proposito proponiamo diverse possibilità:
a) Includere nel criterio del tetto massimo tutte le forme di trattamento pensionistico e di vitalizio (quindi anche le pensioni non di natura politica) (Proposta Dello Sbarba);
b) Abbassare il tetto massimo a 5000 Euro lordi, ovvero a 7.000 Euro lordi, di tutti i vitalizi di natura politica (proposta Foppa).

V punto cruciale: Il contributo di solidarietà

Nella nuova legge (RGE N. 9, Art. 4) comporta, per quanto riguarda i vitalizi, una regolamentazione alquanto curiosa: in generale tutti i vitalizi vengono decurtati del 20%(Art. 2), a questo si aggiunge un contributo di solidarietà che viene sottratto separatamente. Questo ultimo provvedimento riguarda però solo due categorie, cioè quei consiglieri che ricevono una pensione più bassa (sotto i 2.800 Euro) – i quali devono dare il 5% – e quelle di reversibilità da cui viene trattenuto il 12%. Tutti gli altri, quindi i “grandi pensionati” sono esclusi da queste detrazioni. In commissione siamo riusciti a inserire un miglioramento: ora c’è il contributo di solidarietà del 10% su tutti i vitalizi, ma limitato a coloro che non hanno ricevuto l’anticipo. Nel dibattito in Consiglio faremo pressione affinché venga inserita la detrazione del 10% per tutti.

VI punto cruciale: il regolamento per i/le nuovi/e consiglieri/e

Su proposta del consigliere Renzler tutto l’articolo (art. 5) che riguarda i vitalizi dei nuovi consiglieri è stato tolto completamente dalla legge. Per il momento non si sa se ci sarà un articolo sostitutivo. Noi ci riserviamo di presentare una nostra proposta nel dibattito in Consiglio. In ogni caso noi proponiamo che i vitalizi dei nuovi consiglieri non superino i 2.300 Euro – nostro valore di riferimento per una pensione più che dignitosa – il contributo della Regione dovrà comunque essere ridotto al 17,60%.

VII punto cruciale: indennità di funzione

Per quelle indenbnità di funzione riguardanti la Presidenza del consiglio regionale, la legge prevede alcuni tagli. Anche in questi casi noi vorremmo andare oltre e proponiamo di tagliare dal 45 al 25% per il presidente, dal 22,5 al 12,5% per il vicepresidente. Ai/alle segretari/e questori/e il supplemento viene tolto, poiché riteniamo che l’indennità da consigliere sia più che sufficiente per esercitare una funzione che non prevede attività o responsabilità gravose.

Conclusione:
In generale riconosciamo gli sforzi per raddrizzare la legge sui vitalizi del 2012 e vediamo che sono possibili risparmi. Ciononostante rimangono anche in questa legge molte lacune e i consiglieri e le consigliere regionali mantengono una posizione privilegiata. Se i nostri emendamenti non saranno approvati, voteremo contro la legge e comunque chiederemo il voto per appello nominale.

Bolzano, 26.06.14

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