Troppo grande, troppo caldo, troppo caro – Il nuovo inceneritore di Bolzano.

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image98Con importante presenza politica si è oggi celebrata la messa in funzione del nuovo inceneritore di Bolzano sud. In realtà c’è ben poco da festeggiare. Al massimo possiamo considerare positivo il fatto che il nuovo forno è dotato di una tecnologia più moderna e quindi produrrà, almeno si spera, meno sostanze inquinanti del vecchio impianto – sempre restando ferma l’incognita delle polveri sottili. Nemmeno il raddoppio dei costi di costruzione  aiuta a far sorgere allegria.

Ma la cattiva notizia resta anzitutto il fatto che il nuovo impianto è troppo grande. Tarato su 135.000 t/anno (sono ca. 15 tonnellate all’ora!!), la “produzione” attuale di rifiuto residuo in Alto Adige (ca. 100.000 t) non basta per alimentare il forno. Inoltre proprio in questi giorni si sta iniziando finalmente con il nuovo sistema di raccolta del residuo a Bolzano – dove abita 1 quinto della popolazione della provincia – che dovrebbe abbassare la quota di residuo nel complessivo dei rifiuti. Resta quindi aperta la domanda: Ma cosa si brucerà nel nuovo inceneritore?

Un ulteriore problema è data dalla rete non completata (o meglio mai del tutto iniziata) di teleriscaldamento. Finora solo i quartieri Casanova, Semirurali e Zona Produttiva sono allacciati al teleriscaldamento. Il calore dell’impianto perciò andrà perso nell’aria ancora per parecchi anni.

Il rimprovero più marcato però è quello della sbagliata strategia di politica dei rifiuti che sta dietro all’inceneritore. Mentre in Europa è iniziato l’orientamento verso la “Strategia Rifiuti Zero” (v. anche l’omonima proposta di legge di iniziativa popolare in Italia, da noi sostenuto), il nuovo, grande inceneritore di Bolzano va nella direzione opposta. Dove si inceneriscono i rifiuti, lo stimolo verso la raccolta differenziata logicamente resta scarso.

L’alternativa esisterebbe. Sarebbe un programma di politica dei rifiuti che applica ovunque il principio “chi inquina paga”, che promuove tutte le aziende ed inziative volte al riciclo ed al riuso e che spinge i comuni a produrre meno residuo possibile. Queste sarebbero i pilastri di una politica dei rifiuti degna di una provincia che ama definirsi “green”.

 

Brigitte Foppa

 

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