Tar di Bolzano: prevedere pubblici concorsi per almeno la metà dei/delle magistrati/e

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MOZIONE

HH-BF-RDSDa tempo si invoca un governo dell’Autonomia improntato ai criteri di trasparenza, separazione dei poteri e prevalenza della professionalità sulla nomina puramente politica. La nuova Giunta provinciale ha annunciato di voler adottare un “nuovo stile politico” ispirato agli stessi principi. Se così è, occorre subito cominciare a correggere le più eclatanti storture nelle istituzioni dell’Autonomia.

Una di esse – venuta recentemente alla ribalta – è quella della modalità di nomina dei e delle giudici del Tar di Bolzano. Come noto, essi/e sono tutti/e di nomina politica: 4 da parte del Governo (con l’intesa con il Consiglio provinciale sui due di lingua tedesca) e 4 da parte del Consiglio provinciale. Ciò è stabilito dall’articolo 2 della relativa Norma di Attuazione (Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, nr. 426).

La nomina politica della totalità dei/delle giudici del Tar di Bolzano è un’eccezione nell’intero ordinamento della Repubblica italiana, dove si diventa giudice con concorso, ed ha fatto parlare spesso di “giustizia domestica”. E’ una di quelle norme che indebolisce l’immagine del nostro sistema autonomistico agli occhi della popolazione e danneggia anche le persone nominate, che si ritrovano spesso al centro di spiacevoli polemiche, anche quando si tratta di persone assolutamente meritevoli di ricoprire quel ruolo.

Il sistema di totale nomina politica del Tar di Bolzano non trova eguali neppure nella vicina Provincia di Trento, che pure con noi condivide la stessa Norma di Attuazione.

Lo stesso Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, nr. 426, infatti, all’articolo 1 regola le nomine per il Tribunale di Giustizia amministrativa con sede a Trento. A questo sono assegnati 6 magistrati, ma solo due di questi sono quelli designati dal Consiglio provinciale di Trento, mentre gli altri 4 sono magistrati di carriera. Di più: la Norma stabilisce anche che il collegio giudicante sia composto di 3 magistrati e di questi solo uno sia scelto tra quelli di nomina politica. “Le funzioni di presidente – aggiunge la norma trentina – sono svolte in ogni caso da un magistrato di carriera”.

Va aggiunto inoltre che il fatto che invece a Bolzano tutti/e gli/le otto magistrati/e del Tar

siano di totale nomina politica non sembra neppure coerente con quanto previsto dallo stesso Statuto di Autonomia.

L’articolo 91 dello Statuto infatti così recita:

Art. 91.

I componenti della Sezione per la provincia di Bolzano di cui all’articolo 90 del presente Statuto devono appartenere in egual numero ai due maggiori gruppi linguistici.

La metà dei componenti la sezione è nominata dal Consiglio provinciale di Bolzano.

Si succedono quali Presidenti della sezione per uguale periodo di tempo un giudice di lingua italiana ed un giudice di lingua tedesca assegnati al collegio.

Il Presidente è nominato tra i magistrati di carriera che compongono il collegio, con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del consiglio dei Ministri.

Poiché dunque lo Statuto prevede che “Il Presidente è nominato tra i magistrati di carriera che compongono il collegio”, è evidente che debbano esistere anche nel Tar di Bolzano magistrati non di nomina politica ma di carriera, altrimenti questa previsione statutaria è inapplicabile (ed in effetti non si è mai potuta realizzare).

Nel clima di riforme con cui si è aperta la presente Legislatura, occorre dare immediatamente un segnale di rinnovamento e mettere subito rimedio a questa evidente anomalia. Lo si può fare anche a Statuto invariato, semplicemente con una nuova Norma di Attuazione che riformi quella del 1984, prevedendo che – fermo restando la previsione statutaria per cui la metà dei/delle magistrati/e viene nominata dal Consiglio provinciale – almeno l’altra metà dei/delle componenti del Tar di Bolzano siano scelti/e attraverso pubblico concorso, da disciplinare con la stessa Norma di Attuazione.

Tutto ciò considerato,

il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano invita la Commissione dei Sei

ad adeguare la procedura di nomina dei giudici amministrativi del Tar di Bolzano ai principi democratici e universali di separazione dei poteri e di trasparenza attraverso una riforma della relativa Norma di Attuazione (Decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, nr. 426), prevedendo che i/le quattro magistrati/e non designati/e dal Consiglio provinciale siano nominati/e in base a concorso pubblico locale, da disciplinare con la stessa Norma di Attuazione.

Bolzano, 7 febbraio 2014

Cons. provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa

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