Urbanistica

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Aeroporto: la pista non deve essere allungata

Aeroporto: Kompatscher promette che “la pista non sarà allungata”.
Bene! E allora perché non fissare questo impegno nel piano urbanistico di Laives?

La maggioranza SVP-PD ha oggi votato contro la mozione dei Verdi che chiedeva di eliminare dal piano urbanistico di Laives la possibilità di allungare la pista dell’aeroporto dagli attuali 1292 metri a 1432 m. Tale possibilità è stata inserita d’ufficio nel 2013 dalla vecchia Giunta Durnwalder e la sua cancellazione è stata chiesta di recente dallo stesso comune di Laives.
Il no della maggioranza alla nostra mozione è incomprensibile poiché lo stesso presidente Kompatscher, nel suo intervento sulla mozione, ha affermato che – anche se venisse richiesto – la Provincia non darà mai più l’autorizzazione a allungare la pista, poiché considera questa la volontà popolare espressa nel referendum che la Giunta intende rispettare. Bene! Ma perché allora non fissare questo principio nelle norme urbanistiche del comune?
L’unica spiegazione è che la Giunta teme di indebolire la già debole procedura attualmente in corso per trasferire ai privati la gestione di un aeroporto che mai ha funzionato e mai funzionerà. Anche Kompatscher ha espresso perplessità sulle offerte arrivate finora, non escludendo la possibilità che alla fine “la gara vada a vuoto”.
In questo modo si sfata la propaganda fatta sui media nei mesi scorsi: si parlava infatti di “cordate”, di “investitori nazionali e europei”, ma alla fine solo tre singoli soggetti locali hanno mostrato un interesse sulla cui dimensione e solidità anche Kompatscher ha ammesso di “non avere ancora una concreta valutazione”.
Insomma, il rifiuto di una misura di buon senso (come l’eliminazione dal PUC di Laives della possibilità di allungare la pista) è lo specchio della debolezza di una situazione come quella dell’aeroporto di Bolzano: un affare che non ha suscitato interesse.
La Giunta, invece di coltivare illusioni su favolosi privati, farebbe bene a passare a un piano B, che non può che consistere che in un drastico ridimensionamento di questa inutile infrastruttura.

Bolzano, 08.11.2017

Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa, Hans Heiss

Collegamento sciistico Vallelunga-Kaunertal: i risultati del Comitato ambientale vanno rispettati!

Ordine del giorno DdL 135/17

La questione di un nuovo collegamento sciistico tra Vallelunga nell’Alta Val Venosta e Kaunertal in Tirolo si trascina da parecchio tempo. Si tratta di impianti di risalita che dovrebbero essere realizzati tra l’ancora intatta Vallelunga e l’area sciistica molto attrezzata e sfruttata di Kaunertal in Tirolo.
Alcuni abitanti di Vallelunga sperano nella creazione di posti di lavoro. In Kaunertal invece si punta all’ampliamento dell’area sciistica. Da una parte ci sono quindi da considerare possibili vantaggi economici e turistici sul lato sudtirolese, dall’altra il pericolo di un ampliamento che andrebbe a distruggere valli naturalisticamente intatte come la Val Melago/Melagtal fino al passo Karlesjoch.
La splendida Seitetal è anche sito di bellissimi habitat naturali. Con un progetto infrastrutturale di questo tipo andrebbero distrutti per sempre.
Le associazioni ambientaliste ripetono da sempre che Vallelunga è un territorio intatto il cui potenziale di sviluppo dovrebe andare in un’altra direzione, quella del rallentamento, della qualità, della regionalità, del ritorno alle radici, della consapevolezza, della natura, della salute, ecc.
La motivazione a favore del nuovo collegamento, per i gestori degli impianti (“Oberländer Gletscherbahnen AG”), non è quello della protezione degli habitat, ma un cavillo: giuridicamente non è consentito aprire nuove piste da sci, ma l’ampliamento di piste preesistenti sì. E in questo caso la “pista preesistente” sarebbe un piccolo skilift fermo da decenni.
L’esistenza virtuale di questo mini-impianto (in realtà ne restano solo i piloni) permetterebbe l’allungamento della tratta da Vallelunga in direzione del Tirolo e consentirebbe di realizzare il collegamento. In un primo progetto le tratte per gli impianti dovevano essere addirittura inserite su pendii a rischio di erosione e su zone di alto valore paesaggistico e per la biodiversità.

Questo progetto di grandi dimensioni, presentato nel 2016, è stato bocciato con grande nettezza dal Comitato ambientale il 16.2.2017. La valutazione è stata negativa poiché il progetto andava a cambiare drasticamente il carattere naturale e integro del paesaggio alpino e del sensibile ecosistema e non era compatibile con i principi dello sviluppo sostenibile.

Dopo questo primo rifiuto, i gestori si sono messi al lavoro per presentare una variante meno impattante. La problematicità del progetto però non è stata risolta, poiché l’intervento continua ad essere invasivo. La valutazione del Comitato ambientale su questa nuova versione del progetto riconosceva un ridimensionamento dei movimenti di terreno e dell’impatto con zone naturalisticamente rilevanti, ma la necessità di un ulteriore impianto sul lato austriaco comporterebbe altri interventi invasivi che ne lasciano così invariata la problematicità.
Così il Comitato ambientale si è espresso chiaramente anche contro la seconda versione del progetto. Ora sta alla Giunta concretizzare quanto promesso nella campagna elettorale del 2013, cioè di prendere sul serio le relazioni e le posizioni dei comitati e delle commissioni tecniche. Allora si voleva prendere chiaramente le distanze dall’era Durnwalder, quando troppo spesso venivano imposti dei veri e propri diktat dall’alto.
L’esempio di Vallelunga rappresenta una decisione simbolica in questo senso. Da questa ci sarà dato capire quale ruolo avranno le indicazioni di esperti ed esperte nelle delibere della Giunta provinciale. Adesso e in futuro.

Tutto ciò considerato, il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

in relazione al Disegno di legge 135/17, a riconoscere come base decisionale vincolante il parere del Comitato ambientale nella valutazione di impatto ambientale del progetto di collegamento delle zone sciistiche di Vallelunga e Kaunertalnertal (A) e quindi a respingere il progetto.

Bolzano, 2.10. 2017
Brigitte Foppa
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

Paesaggio in pericolo – Interessi delle lobby sotto tutela

Un primo commento sulla nuova legge urbanistica

Politica degli annunci e strategia della zebra: questi i principali punti critici sottolineati dai Verdi alla presentazione della nuova legge urbanistica „territorio e paesaggio“. Il processo che ha portato alla legge è stato in definitiva meno partecipato rispetto a quanto sperato e annunciato dalla Giunta. „Non ho mai visto una legge più annunciata di questa – sottolinea Dello Sbarba nel suo intervento, durante il quale critica accanto ai problemi procedurali anche la sparizione dei beni comuni dal disegno di legge.
Anche Brigitte Foppa è perplessa riguardo le modalità di lavoro della Giunta. “Da marzo stiamo sudando su versioni sempre nuove con cui è diventato sempre più difficile confrontarsi seriamente”. Con un esempio molto mirato definisce questo metodo come la “tattica della zebra: con tutte quelle strisce le zanzare non sanno più bene dove andare a pungere”.

Nei contenuti natura e paesaggio sono stati indeboliti. “Mentre nella prima bozza c’erano molti articoli che legavano paesaggio e protezione della natura alla legge, ora ne troviamo solo due” così Brigitte Foppa. “L’economia e l’agricoltura sono le grandi vincitrici, lo si vede anche nella composizione delle commissioni e e dei comitati”. I consiglieri Verdi rilevano inoltre un’altra criticità nel ruolo dei comuni: “Anche se siamo da sempre sostenitori dell’autonomia dei Comuni, proprio in ambito urbanistico e della pianificazione territoriale i conflitti d’interesse a livello comunale sono facilmente prevedibili. Con la tutela del paesaggio ci si rende meno amati piuttosto che con le concessioni edilizie. Abbiamo bisogno di controlli più trasparenti, in modo che la natura e i più deboli non vengano sopraffatti”.

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