Trasparenza

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I Verdi parlano di etichette, i Freiheitlichen capiscono “no alla carne”.

In fondo si tratta di una cosa molto semplice: pubblicare nei menù delle mense pubbliche (di scuole, case di riposo, ospedali, asili) la provenienza della carne offerta nei piatti. Perché è importante? Solo una piccolissima parte della carne che arriva nei nostri piatti è di provenienza regionale. La maggior parte viene invece importata da allevamenti intensivi della Pianura Padana, Germania, Polonia e Paesi Bassi. „Sempre più consumatrici e consumatori rifiutano con convinzione l’acquisto di carni provenienti da allevamenti di massa e tutte/i hanno il diritto di sapere da dove provenga la carne che si ritrovano nel piatto” spiega Brigitte Foppa. Obiettivo principale della mozione dei Verdi è assicurare trasparenza oltre che sostenere un percorso di sensibilizzazione.

Interessante è stata poi la polemica sorta durante la discussione in aula. „Siete sempre così cattivi contro la carne”, “Fate un pessimo servizio alla gastronomia”, “Non sapete fare i conti”… Questi i toni levatisi dalle fila dei Freiheitlichen e della SVP. Solo Maria Hochgruber Kuenzer è uscita dal coro. Non possiamo evitare di chiederci chi davvero qui non sappia fare i conti e chi non sia in grado di leggere. La proposta parla di etichette: nei supermercati è obbligatorio indicare la provenienza della carne. Siamo dell’idea che anche le mense debbano farlo.

La mozione è stata bocciata. Così alle/agli utenti delle mense pubbliche resta nascosta la provenienza della carne che loro o i loro figli si ritrovano nel piatto.

 

Bolzano, 09. 11. 2017

 

Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba

Morte del piccolo Adan: ancora nessuna chiarezza

Sulla morte del piccolo Adan l’assessora si nasconde dietro un muro di burocratico silenzio.
Con una interrogazione del Gruppo verde la TRAGICA vicenda del profugo curdo irakeno è arrivata per la prima volta in Consiglio provinciale. Dall’assessora né chiarezza sui fatti, né una parola di cordoglio o di scusa verso la famiglia. Non resta che sperare che le inchieste giudiziarie in corso facciano quella chiarezza che la politica non sa o non vuole fare.

La risposta a una interrogazione di attualità del Gruppo Verde sulla tragica sorte del piccolo profugo curdo irakeno avrebbe dato alla assessora Stocker la possibilità di fare un po’ di chiarezza sulla vicenda, oltre, magari, a chiedere scusa di quanto accaduto e mostrare la volontà di una autocritica da parte delle istituzioni responsabili.
Niente di tutto ciò è accaduto. Nella sua brevissima e burocratica risposta l’assessora ha rimandato alla versione ufficiale fornita nell’ormai lontana conferenza stampa del 10 ottobre, una versione che ha mostrato di fare acqua in molti punti.
Nessuna riflessione autocritica, nessun chiarimento su norme, procedure o responsabilità che hanno portato al mancato accoglimento di questa famiglia vulnerabile in strutture pubbliche. In compenso, un generico rimando alle “previste consultazioni con gli organi statali”, che suona come uno scarico di responsabilità da parte della Provincia.
Di fronte a questa sconcertante, fredda e burocratica presa di posizione, il consigliere Dello Sbarba ha posto una ulteriore domanda a voce su un fatto preciso e circostanziato.
Poiché nella conferenza stampa del 10 ottobre l’assessora Stocker aveva affermato che non erano arrivate alla Provincia richieste formali di accoglienza per questa famiglia, Dello Sbarba ha citato la mail che il 4 ottobre alle ore 10.09 , tre giorni prima della morte di Adan, la responsabile per i profughi dell’Azienda Sanitaria aveva inviato ai Servizi sociali e alla Provincia (ufficio distretti sociali) in cui si chiedeva esplicitamente che fosse reperito un alloggio per la famiglia.
In particolare, a responsabile dell’Azienda Sanitaria comunicava che in quel giorno il piccolo Adan sarebbe stato dimesso, che lui e la sua famiglia non avevano alcun posto per dormire, ma erano sulla strada e per questo chiedeva che fosse reperito un alloggio. Allegato alla mail veniva inviato anche il certificato medico di dimissione in cui si legge che “la patologia di Abdullah è molto complessa, invalidante e necessita di stretto monitoraggio e cure continue”.
Dello Sbarba ha chiesto se all’assessora risultata che questa mail esistesse, se ad essa la Provincia aveva dato una risposta e chi, e quando, e come.
L’assessora ha di nuovo preferito svicolare, dicendo che questi fatti sono in corso di accertamento e che quando ci saranno novità saranno comunicate.
Noi Verdi riteniamo che questo modo di rispondere sia inaccettabile.
La Provincia ha il dovere di mettere le carte in tavola e ha tutti gli strumenti e le conoscenze per fare chiarezza sia da un punto di vista politico che amministrativo.
E’ inaccettabile che davanti a tutto ciò che è accaduto venga eretto un muro di silenzio. E’ inaccettabile che si cerchi ancora di scaricare le responsabilità. E’ inaccettabile che non si colga l’occasione in cui per la prima volta la vicenda viene portata in Consiglio provinciale, e dunque davanti all’opinione pubblica, la Giunta provinciale non trovi almeno qualche parola di cordoglio e non chieda scusa alla famiglia.
Non resta che sperare che le inchieste giudiziarie in corso facciano quella chiarezza che la politica non sa o non vuole fare.

Bolzano, 07.11.2017

Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss, Brigitte Foppa

Le associazioni sono apartitiche – basta con la propaganda elettorale!

Domani, giovedì 19 ottobre 2017 la prima commissione regionale tratterà il nostro disegno di legge n.34 con cui vogliamo affrontare l’increscioso tema della pubblicità elettorale da parte delle associazioni.

Ricordiamo: già qualche tempo fa il disegno di legge era riuscito a passare alla discussione dell’articolato [grazie ai voti dell’opposizione e di Walter Kaswalders]. In un secondo momento la trattazione era stata sospesa e domani torna all’ordine del giorno.

Il dibattito si svolge in un momento molto appropriato: l’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi “Bauernbund” ha istituzionalizzato la “sua” ricerca per i/le candidati/e alle provinciali 2018 con una sorta di primarie. Il Bauernbund sa benissimo che, secondo la legge regionale n. 7 del 13. agosto 1998, „le associazioni, unioni e sindacati ad utilità sociale, che si avvalgono delle agevolazioni previste da norme relative al volontariato, che svolgono servizi di patronato o ricevono finanziamenti pubblici sotto qualsiasi forma, non possono fare qualsiasi tipo di propaganda elettorale a favore di candidati o partiti nei sessanta giorni antecedenti la data fissata per l’elezione“.

La legge parla chiaro. Siccome però non sono previste sanzioni, in Alto Adige viene infranta da molti anni. I partiti di opposizione hanno sempre denunciato l’alterazione democratica che deriva da questo comportamento. Anche il fatto che ora il Bauernbund si rivolga anche a candidati non SVP non cambia il problema di fondo. Il segretario dei Freiheitlichen purtroppo non se ne è accorto. Annunciando la propria candidatura all’iniziativa del Bauernbund offre una legittimazione pseudopluralista a questo abuso, una foglia di fico blu per qualcosa che anche il suo partito ha sempre denunciato.

Proprio un anno prima delle elezioni è importante fare chiarezza e portare ordine alle regole del gioco. Il lavoro della commissione domani è un’ottima occasione. Sarebbe un passo importante per garantire più trasparenza e pari opportunità vere nelle elezioni della nostra Provincia.

I dettagli del disegno di legge:

  • Il divieto di pubblicità elettorale per associazioni, unioni e sindacati  viene inserito anche per le elezioni comunali.
  • Come sanzione per il mancato rispetto viene prevista una multa dell’ammontare del 50% dei contributi pubblici ricevuti l’anno precedente.
  • (Alternativa alle sanzioni): tutte le associazioni, unioni e sindacati vengono obbligati a rendere pubbliche eventuali attività di propaganda elettorale a favore di partiti o singoli candidati/e.
  • Ogni attività di propaganda elettorale da parte di associazioni, unioni e sindacati a favore di partiti o singole candidate/i viene pubblicata sul sito del Consiglio regionale.

18.10.2017

Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba

 

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