Scandalo-SEL

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Riesame delle concessioni: per la violazione del diritto non c’è condono

centrale dietro la grataEra da prevedersi, ma il risultato supera ogni aspettativa: alla fine della cosiddetta “procedura di riesame” delle concessioni manipolate la Giunta provinciale ha assegnato ancora una volta a Sel 9 centrali su 10, confermando così le decisioni già prese nella famosa seduta del 30 dicembre 2009 dalla Giunta presieduta da Luis Durnwalder su proposta dell’allora assessore Michl Laimer.

Per la decima centrale, quella di Lappago, non potendo assegnare pure questa a Sel, la Giunta ha deciso di non assegnarla a nessun altro, ma di indire una nuova gara.
Incomprensibile resta infine la ragione per cui dal “riesame” è stata esclusa la centrale di Lasa, concessione anch’essa manipolata e compresa nella “procedura Caia” (vedi parere Caia dell’11 aprile 2013, pagina 3, allegato alla delibera della Giunta provinciale nr. 562 del 15.4.2013). A una nostra interrogazione in proposito del 16 febbraio la Giunta non ha dato risposta, lasciando scadere il termine massimo del 18 marzo.

Le decisioni odierne sembrano una postuma conferma della “profezia” dell’ex Presidente Durnwalder, che il giorno dopo lo “scandalo Sel” affermò: “Sel avrebbe vinto in ogni caso”. E così è stato.
Ci riserviamo un giudizio più approfondito quando avremo in mano tutte le carte della procedura. Da prime informazioni risulta che dal riesame i progetti presentati a suo tempo da AEW siano stati tutti bocciati, cosa su cui i dirigenti di allora avrebbero il dovere di dare qualche chiarimento.

In ogni caso, su questa “seconda possibilità” concessa a Sel, con la quale la Giunta ha oggi dato la sua “assoluzione”, pendono diversi punti interrogativi:

  • Ci pare assai dubbio che, dopo le massicce falsificazioni operate dalla coppia Laimer e Rainer, si sia ripetuta una procedura di gara per milioni di euro ammettendo di nuovo la Sel attraverso il recupero di “progetti originari” che altro non sono che files trovati nei computer della società e che nessuno può affermare con certezza che rappresentino esattamente le domande davvero presentate in forma cartacea da Sel il 30 dicembre 2005. Solo quei documenti dovevano far testo, ma di quelli non si è mai trovata traccia. Qualsiasi gara d’appalto condotta in queste condizioni verrebbe demolita da una pioggia di ricorsi. Se ciò non accadrà stavolta, è solo perché gli altri possibili concorrenti sono stati tacitati: Frasnelli ha ottenuto le centrali che voleva, AEW è stata caricata sulla stessa barca di SEL. Ma che non vi siano ricorsi non significa che sia ripristinato lo Stato di Diritto, come sarebbe stato doveroso da parte di pubblici amministratori.
  • Resta il fatto che anche stavolta la Provincia come proprietaria quasi totalitaria (93,88%) di Sel ha, in un certo senso, dato le concessioni a se stessa. Il doppio ruolo della Provincia come arbitra e giocatrice continua a costituire un conflitto di interessi che mette in dubbio la politica energetica.
  • Per questo non si può parlare di “chiusura del capitolo”, come fa il Presidente della Giunta. Anche se l’illegalità e la falsificazione di allora sono state affannosamente corrette, la gravissima violazione del diritto operata da quelli che al tempo erano il direttore di Sel e l’assessore competente, con l’approvazione delle loro proposte di concessione da parte dell’allora Giunta provinciale, restano uno dei capitoli più oscuri della politica energetica e della storia dell’autonomia dell’Alto Adige.

Bolzano, 31.03.2015

Consiglieri prov.

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

S. Antonio a Eisackwerk: un’ammissione di colpa

SELS. Antonio a Eisackwerk: non un successo, ma un’ammissione di colpa.
E l’assessore Theiner non può giustificarsi con l’argomento del “tradimento”.

Presentare la decisione di togliere la centrale di S. Antonio alla Sel e assegnarla a Eisackwerk come un “successo” della nuova politica energetica della Giunta provinciale è paradossale: questa decisione rappresenta al contrario la chiara ammissione delle illegalità con cui tra il 2005 e il 2011 è stata gestita la fondamentale competenza autonomistica sull’energia. Rappresenta dunque la certificazione definitiva di un fallimento.

L’argomentazione con cui l’assessore Theiner giustifica sui media ciò che è successo è inaccettabile. La Giunta di allora, nel dicembre 2009, sarebbe stata “tradita” dall’assessore Laimer, che avrebbe convinto i suoi colleghi, Theiner compreso, a votare a favore della Sel.

Quello che Theiner non dice è che in quella seduta di Giunta lui e i suoi colleghi e colleghe avevano diversi elementi in mano per capire come stavano le cose. Infatti:

  1. Il parere dell’Ufficio elettrificazione, addirittura allegato alla delibera, assegnava chiaramente a Eisackwerk la centrale, valutando il relativo progetto come migliore e bocciando quello di Sel.
  2. Gli assessori del Pd Repetto e Tommasini abbandonarono la seduta dicendo che non potevano votare in senso opposto da quanto deliberato dagli uffici tecnici.

La Giunta di allora, Theiner compreso, aveva dunque tutti gli elementi a disposizione per non farsi “ingannare” e decidere correttamente. Invece preferì dare credito a Laimer e fu una scelta politica gravissima. Che chi fece questa scelta, come Theiner, sia oggi assessore all’energia è inaccettabile.

L’assegnazione odierna a Eisackwerk non è coerente con la procedura di riesame delle concessioni secondo la cosiddetta “procedura Caia”, avviata dalla Giunta provinciale. Questa procedura, tuttora in corso, comprende tutte le concessioni coinvolte dalla sentenza del Tribunale di Bolzano n. 138 del 2013, quindi anche S. Antonio, centrale citata chiaramente fin dalla prima pagina del parere del prof. Caia. Ricordiamo che alla gara per S. Antonio non parteciparono solo Sel e Eisackwerk: c’erano per esempio anche Azienda Energetica e ASM Bressanone, le cui domande avrebbero diritto di essere considerate nell’attuale procedura di riesame.

Che adesso S. Antonio venga assegnata ad Eisackwerk saltando il riesame dimostra la leggerezza con cui la famosa “procedura Caia” viene portata avanti.

Bolzano, 4.2.2015
Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

Nessuna fusione senza prima ripristinare la legalità!

SELFallita la “sanatoria” delle concessioni illegali.

Giunta provinciale e Comuni di Bolzano e Merano hanno dovuto prendere atto di ciò che noi Verdi abbiamo sempre sostenuto: che non si può costruire una nuova società sulla base di concessioni idroelettriche viziate dall’illegalità. E’ quanto abbiamo proposto il 17 ottobre scorso, quando fu approvata la legge Omnibus che conteneva l’articolo sulla fusione Sel-Aew. Il nostro emendamento diceva testualmente che la fusione poteva avvenire a condizione “che sia prima ripristinata la legalità nelle concessioni idroelettriche oggetto della sentenza del Tribunale di Bolzano n. 138/2013 del 28 febbraio 2013, attraverso il riesame delle domande e dei progetti legittimamente presentati entro il termine del 30 dicembre 2005, assegnando nuovamente le concessioni alla migliore offerta”.

Questa strada, che due mesi fa fu bocciata, sembra ora quella che la Giunta provinciale vuole intraprendere. Il tentativo di “sanatoria tramite fusione”, previsto dalla legge Omnibus, è dunque fallito e il riesame delle concessioni riparte da zero, con l’aggravante che la Provincia ha perso due anni di tempo, perché la procedura di “nuova aggiudicazione” fu proposta dall’esperto Caia all’inizio del 2013 e fu approvata addirittura dalla Giunta nell’aprile 2013 con la delibera n. 562, che da allora è rimasta lettera morta.

Anche la richiesta che verrà fatta al Magistrato delle acque di rinviare l’udienza del 17 dicembre dimostra che tutti gli allarmi sulla “data di non ritorno” non corrispondevano alla realtà, ma erano solo un modo per mettere sotto pressione i Comuni per una decisione affrettata e non meditata. Ci fa piacere che adesso tutti scoprano che la richiesta di rinvio è un atto di buon senso, come avevamo sempre detto.

La Giunta provinciale cerca adesso di minimizzare la portata del cambio di rotta e rischia di aggiungere pasticcio a pasticcio. Bisogna che siano dette chiaramente alcune verità:

  1. Nessuna fusione è possibile se prima non viene ripristinata la legalità attraverso la procedura di riesame delle concessioni manipolate. Dalla nuova assegnazione capiremo quali centrali appartengono a chi e il valore effettivo di Sel e Aew. Su questa base le condizioni di una eventuale fusione dovranno essere completamente ridefinite (quote comprese).
  2. La Giunta provinciale deve chiarire le modalità della procedura di riesame, senza scaricare la responsabilità sugli uffici. In particolare:
    a) va chiarito sulla base di quale documentazione verranno valutate le proposte di Sel centrale per centrale, come e chi si assumerà la responsabilità di stabilire se esistono “progetti non manipolati”, oppure se Sel deve essere esclusa dalle gare in cui sono state commesse le illegalità;
    b) la Giunta deve ottemperare a quanto previsto dalla sua stessa delibera 562 del 2013 e nominare il “Collegio di esperti esterni” che dovrà riesaminare le concessioni, e che non è stato finora mai nominato.

In sostanza: prima bisogna riesaminare le concessioni manipolate e, con una procedura corretta e trasparente, assegnarle a chi le merita in base ai progetti regolarmente presentati. E solo poi si potrà parlare di fusioni o collaborazioni tra società pubbliche.
Che tutto ciò possa essere fatto entro fine gennaio solleva qualche legittimo dubbio.

Bolzano, 11 dicembre 2014

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

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