Giustizia

1 - 1212345...10...»

Castel Firmiano: contraddizioni di una manifestazione – e cosa ci dicono per l’oggi

60 anni da Castel Firmiano: contraddizioni di una manifestazione – e cosa ci dicono per l’oggi

Il 17/11/1957 a Castel Firmiano resta una data di riferimento per l’Alto Adige. Circa 35.000 persone, donne e uomini, espressero con la loro presenza e l’accoglienza entusiasta dell’appello di Magnago „Los von Trient!“ i loro desideri di libertà: la maggior parte di loro volevano sottrarsi al controllo oppressivo di Roma e delle Regione e chiedevano autonomia. Molti speravano in un „Los von Rom!“ e nell’autodeterminazione, gruppi più piccoli intorno a Luis Amplatz erano addirittura pronti a ricorrere alle armi.
L’impressionante manifestazione di Castel Firmiano non è semplicemente espressione di una volontà popolare compatta e priva di fratture, ma vi si possono individuare diversi livelli e forti contraddizioni. Sei aspetti principali caratterizzarono l’evento:

  1. Il desiderio di liberazione dalla pressione statale prese grande forza dopo 35 anni di fascismo prima e centralismo poi.
  2. Il controllo inflessibile da parte della maggioranza DC sulla Regione con pochissime competenze per la Provincia di Bolzano svuotò le promesse d’autonomia del 1946 e 1948, tanto da rendere assolutamente adeguata la reazione „Los von Trient!“.
  3. Dietro le parole „Los von Trient!“ si celavano anche la spinta verso l’autodeterminazione e la disponibilità all’uso della violenza di una minoranza.
  4. Dal punto di vista sociale, la manifestazione fu anche un inalberarsi contro decenni di discriminazioni, fu espressione del forte sentimento di ingiustizia e di mancanza di prospettive accumulato in Alto Adige, che allora era una delle regioni più povere delle Alpi.
  5. Dal punto di vista politico, Castel Firmiano mise Roma sotto pressione e impressionò l’opinione pubblica italiana; ma costrinse anche l’Austria e il governo di Vienna a un atteggiamento più incisivo.
  6. Dal punto di vista partitico la manifestazione fu una dimostrazione di forza della nuova dirigenza SVP con il nuovo Obmann Magnago e i registi occulti Hans Dietl, Franz Widmann e altri „inarrestabili“, che nel maggio 1957 con un colpo di mano avevano preso il controllo della SVP contro la direzione di Erich Amonn, Josef Raffeiner e Toni Ebner.

Castel Firmiano fu un successo per lo più inaspettato: non solo le richieste della SVP ottennero grandissimo peso, ma allo stesso tempo per la prima volta nel dopoguerra e dopo il 1946 si espresse con grande forza il desiderio di partecipazione da parte delle cittadine e dei cittadini.

Questo intenso desiderio venne presto frenato: la SVP seppe benissimo sfruttare la pressione della base, ma preferì ridimensionare per quanto possibile la partecipazione e la volontà popolare.
La successiva soluzione della questione sudtirolese venne affidata a politici della statura di Magnago e Moro e di altri che portarono avanti l’autonomia sudtirolese singolarmente o a piccoli gruppi. La “volontà popolare” poté balenare solo per un breve momento, una larga partecipazione rimase sempre imbrigliata nei giochi di potere della dirigenza SVP.

Castel Firmiano fu un segnale importante per un cambiamento della politica altoatesina verso un’autonomia sempre più ampia. Gli sviluppi successivi alla grande manifestazione mostrano però anche il ruolo limitato della sovranità popolare in Alto Adige/Südtirol e rendono evidenti gli stretti confini della democrazia reale nella nostra provincia. Castel Firmiano rappresenta quindi anche un monito per una maggiore valorizzazione della partecipazione democratica, che dovrebbe essere qualche cosa di più di una mera stampella, pur solida, all’operare autonomo delle élites politiche.

Cons. prov. Hans Heiss, Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba

BZ, 16. 11. 2017

Mozione: Ius soli – il parlamento concluda l’iter legislativo

Il Parlamento italiano sta discutendo un disegno di legge per istituire lo ius soli temperato e lo ius culturae per l’attribuzione della cittadinanza italiana a bambine e bambini nati e/o cresciuti sul territorio italiano.

La situazione attuale
Al momento la legislazione italiana per l’attribuzione della cittadinanza si basa sullo ius sanguini (diritto di sangue) in base al quale una bambina o un bambino figli di madre italiana o padre italiano è automaticamente cittadino italiano.

La cittadinanza italiana però può essere ottenuta in diversi modi.
• Attribuzione automatica: lo ius sanguini appunto e, oltre a questo, per nascita sul territorio italiano se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, oppure per adozione da parte di genitori italiani, oppure ai minorenni se uno dei genitori ottiene la cittadinanza.
• Per beneficio di legge: per i figli/e di genitori stranieri, nati o cresciuti in Italia, che fanno domanda entro un anno dal raggiungimento della maggiore età. Passato l’anno perdono questo diritto.
• Su richiesta: per matrimonio con una persona di cittadinanza italiana o per residenza. Il numero di anni di residenza richiesta varia: 10 anni di residenza legale per i cittadini extracomunitari; 3 anni per i discendenti di cittadini italiani per nascita (sino al secondo grado – nonni) e per i nati in Italia; 5 anni per gli adottati maggiorenni (da cittadini italiani), per gli apolidi e per i rifugiati politici e per i figli maggiorenni di genitori naturalizzati italiani; 4 anni per i cittadini comunitari. Per tutti i casi, è previsto il possesso di un reddito personale.

Questo quadro giuridico, utilizzato negli ultimi 10-15 anni da migliaia di persone adulte immigrate, paradossalmente penalizza restringe moltissimo l’accesso alla cittadinanza a chi più la meriterebbe e sarebbe già integrato: le persone minorenni nate e/o cresciute in Italia, dove hanno frequentato interi cicli scolastici e che nonostante questo restano straniere fino alla maggiore età, quando possono approfittare solo di una finestra di un anno per richiedere la cittadinanza. Se lasciano passare l’anno (per i motivi più vari) senza fare la domanda, tutto ricomincia da zero.
Sono ragazzi e ragazze che hanno svolto la maggior parte se non tutto il percorso scolastico nelle nostre scuole, a volte non parlano e non sanno nemmeno scrivere nella lingua dei genitori. Durante l’infanzia e l’adolescenza si ritrovano spesso ad affrontare discriminazioni difficili da comprendere, come ad esempio l’impossibilità a partecipare alle gite scolastiche all’estero, per non parlare del poter fare un intero anno scolastico in un altro paese.
Sono i futuri cittadini e le future cittadine del nostro Paese e della nostra Provincia, che sono state/i educate/i nelle nostre scuole e che per quasi vent’anni della loro vita hanno però dovuto vivere da straniere/i. Sono le seconde generazioni di immigrati da cui, secondo ogni studio, dipende l’integrazione non solo loro, ma anche dei loro genitori. Persone che si sentono come noi e che da questo sistema vengono private di diritti fondamentali e tenute ai margini.
Si tratta di un’ingiustizia a maggior ragione incomprensibile, visto che dall’altra parte il principio dello ius sanguini riconosce la cittadinanza italiana a persone che vivono in paesi esteri e che non hanno mai messo piede in Italia e spesso non ne parlano nemmeno la lingua.
Per correggere questa situazione di ingiustizia la Camera dei Deputati ha già approvato il disegno di legge sullo ius soli che introduce i principi dello ius soli temperato e dello ius culturae.

Lo ius soli e lo ius culturae
Lo ius soli temperato (al contrario di quello puro in vigore ad esempio negli Stati Uniti) prevede che un bambino o una bambina nato/a in Italia diventi automaticamente italiano/o se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Inoltre, se il genitore non proviene dall’Unione Europea deve superare un test di lingua, avere un alloggio dignitoso e un reddito non inferiore all’importo annuale dell’assegno sociale.
Secondo lo ius culturae potranno poi chiedere la cittadinanza italiana persone minori straniere nate in Italia o giunte in Italia entro il 12o anno di età che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno 5 anni o superato un ciclo scolastico (elementari o medie).

Adesso è importante che la legge concluda il suo iter in parlamento. In questo momento è il mondo cattolico a schierarsi nel modo più deciso a favore dell’introduzione di ius soli e ius culturae. I vertici della Chiesa italiana, la Caritas, la Cei, la Comunità di S. Egidio, le Acli, il Centro Astalli e il quotidiano Avvenire da tempo sostengono che sia una misura “indispensabile”, “realistica”, tutta “a vantaggio del nostro Paese”.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano invita pertanto il Parlamento italiano:

1. Ad approvare entro la fine di questa legislatura una legge che riconosca, per l’acquisizione della cittadinanza italiana, lo ius soli temperato e lo ius culturae.

Bolzano, 28.08.2017
Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa

Visite private contro le liste d’attesa – non è una buona soluzione

Da tempo le pazienti e i pazienti sudtirolesi soffrono delle lunghe liste d’attesa nella sanità. Oggi veniamo a sapere dal direttore generale Schael e dalla Giunta che l’emergenza verrà affrontata con l’aumento delle visite private e che al momento sono in corso delle negoziazioni.

Dal nostro punto di vista, in questo modo, viene distorto completamente il mandato del servizio sanitario pubblico. La sanità viene finanziata con i contributi delle cittadine e dei cittadini e ha il chiaro incarico di garantire un servizio efficiente e razionale per la salute delle persone. Ci scontriamo oggi con le conseguenze negative di molte mancanze accumulate nel tempo: dalla informatizzazione, al servizio di prenotazione unico fino a misure tempestive contro la prevedibile e annunciata carenza di medici.

La assessora Stocker ha sicuramente ereditato molti cantieri aperti e problematici dal suo predecessore. Ciononostante riteniamo non sia corretto reagire a ogni grande problema complessivo con piccoli cerotti d’emergenza. Trasferire le visite mediche all’attività privata dei medici ci sembra essere un ripiego – con un problema in più, che in questo modo differenze di reddito portano a differenti prestazioni mediche.

Tutto questo non va a favore di una assistenza sanitaria pubblica, socialmente giusta e funzionale. Lo possiamo spiegare con un paragone: immaginiamo come sarebbe se la carenza di insegnanti venisse “risolta” con le lezioni private al pomeriggio – sarebbe ugualmente assurdo. La protesta delle associazioni per la tutela dei consumatori e dei pazienti e i dubbi all’interno del sistema sanitario stesso, come del direttore sanitario Lanthaler, sono giustificati e non devono essere ignorati dai piani alti del sistema sanitario provinciale.

 

Bolzano, 06.09.2017

Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba

1 - 1212345...10...»
Mercatini di Natale: superati i limiti del sostenibile

Mercatini di Natale: superati i limiti del sostenibile

L'ultimo fine settimana ha stabilito nuovi record per i mercatini di Natale dell'Alto Adige: le città della provincia sono state invase da centinaia di migliaia di visitatori, migliaia di auto, autobus e camper hanno intasato strade e parcheggi. I[...]
Traforo Malles-Bormio: no a un treno-navetta per auto, bus e camion

Traforo Malles-Bormio: no a un treno-navetta per auto, bus e camion

https://youtu.be/VwCcJh_zApc Ieri a Malles l’assessore altoatesino Richard Theiner e il sottosegretario della Lombardia Ugo Parolo hanno presentato lo studio preliminare per un traforo sotto lo Stelvio. Lo studio ha valutato diverse ipotesi di [...]
Iscrizioni alle scuole materne: quanti nuovi problemi!

Iscrizioni alle scuole materne: quanti nuovi problemi!

Dopo il lamento dei mesi scorsi sul fatto che nelle scuole materne tedesche ci siano troppi bambini di altre lingue, la giunta provinciale ha deciso di centralizzare le iscrizioni. Si vuole arrivare a una più equa distribuzione dei bambini di varie l[...]
Con l’estate 2017 il turismo va a mille

Con l’estate 2017 il turismo va a mille

Il previsto record annuale ci dà l’occasione per cambiare rotta Alla fine della stagione 2017 il turismo sudtirolese ha ottenuto un altro record: grazie all’estate fortissima con 20,4 milioni di pernottamenti, l’intero anno 2017 supererà con agilità[...]
Ampio consenso per più sostegno all’imprenditoria femminile

Ampio consenso per più sostegno all’imprenditoria femminile

Accesa e bella discussione oggi in Consiglio provinciale su due nostre mozioni con cui abbiamo portato avanti il tema della valorizzazione e del sostegno all’imprenditoria femminile nella nostra provincia. La nostra richiesta per un „Sostegno concret[...]
Aeroporto: le promesse non bastano. Chi vuole gestire lo scalo deve sapere che la pista non potrà essere allungata

Aeroporto: le promesse non bastano. Chi vuole gestire lo scalo deve sapere che la pista non potrà essere allungata

Non è passato nemmeno un mese da quando il Presidente Kompatscher ha promesso pubblicamente che non ci sarebbe mai stato un allungamento della pista di decollo dell’aeroporto. La dichiarazione è stata fatta esattamente l‘8 novembre scorso, durant[...]
Glifosato: permesso prolungato. Un regalo per le multinazionali.

Glifosato: permesso prolungato. Un regalo per le multinazionali.

  Gli effetti del glifosato sono noti da tempo: dove viene utilizzato la biodiversità diminuisce drasticamente. L’erbicida uccide piante verdi naturali e così elimina l’habitat di altre forme viventi come insetti, rettili e uccelli, tutte[...]
I Verdi dell'Alto Adige sono ora membri dei Verdi Europei

I Verdi dell'Alto Adige sono ora membri dei Verdi Europei

Un grande successo e un ottimo risultato a Karlstad: il 100% dei delegati e delegate hanno votato per l'ammissione dei Verdi Grüne Verc nel Partito Verde Europeo. Da tanto tempo i Verdi dell'Alto adige si erano dati l'obbiettivo di essere ammessi [...]