Famiglia

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„Mantenere quel che c’è di buono“: chi se lo ricorda?

Krankenhaus-Sterzing„Mantenere quel che c’è di buono, avere il coraggio del nuovo“: questo lo slogan elettorale della Svp nel 2013. Si prometteva un nuovo stile in politica, il coinvolgimento di cittadine e cittadini e nel settore sanità “ha priorità il mantenimento e lo sviluppo delle attuali strutture e servizi”.

A metà legislatura di tutto questo è rimasto ben poco. La Svp sembra non più capace di ascoltare e comprendere la voce della popolazione. Noi Verdi abbiamo seguito con attenzione la discussione sulla riforma sanitaria e sulla chiusura del reparto nascita di Vipiteno. Noi riteniamo che su questo argomento è stata fatta una scelta sbagliata, è stata utilizzata una strategia sbagliata (o forse nessuna strategia) e una comunicazione catastrofica.

Per questo non approviamo per nulla la decisione di chiudere il reparto dal 31 ottobre 2016 per diverse ragioni:

I motivi di politica sanitaria

All’inizio della discussione la Giunta provinciale ha portato l’argomento del risparmio. Anche se adesso questo viene negato (vedi il discorso del capogruppo Steger in consiglio provinciale alla fine di giugno) quello del “processo di razionalizzazione è stato il motivo iniziale con cui si è giustificata la chiusura a Vipiteno. “Altrimenti lanciamo l’Azienda sanitaria contro un muro” disse il direttore  Mayr in una audizione in consiglio nel 2015.
Dopo la rivolta della popolazione, che chiese a gran voce di applicare i risparmi ad altre spese davvero inutili (vedi i risultati del referendum sull’aeroporto) allora la Giunta cambiò argomento: il non raggiungimento del numero minimo di 500 nascite e successivamente la mancanza di una copertura 24 ore su 24 del personale specialistico richiesto dal Ministero. E alla fine è arrivato l’argomento della mancanza generale di medici.
L’ospedale di Vipiteno si è impegnato intensamente per risolvere una dopo l’altra tutte le criticità citate: il numero di nascite è stato raggiunto, i criteri di sicurezza e presenza del personale indicati dal Ministero sono stati garantiti.
Quindi, ora resta la domanda: qual’è il senso di chiudere il punto nascita di Vipiteno?
Viene chiuso un reparto attrezzato al meglio, funzionante, amato dall’utenza e gestito in modo innovativo da personale impegnato.
A detta del Presidente della Giunta non ci saranno tagli di personale. Le nascite verranno trasferite a Bressanone, che ha già i suoi problemi strutturali e personali. Non è fuori luogo immaginare che in questa vicenda giochi un ruolo anche l’idea di realizzare strutture sanitarie private.

  I motivi di democrazia e di politica locale

L’eccellente reparto di Vipiteno è stato ultimamente messo in discussione anche da una piccola élite di esperti interna alla Azienda Sanitaria, la cui critica però non trova alcun riflesso nell’opinione della popolazione e soprattutto delle donne. Nessuno mette in discussione l’attrattività esercitata da Vipiteno ben oltre i confini del comprensorio: nel 2015 193 donne di altri comprensori hanno partorito a Vipiteno, una città che ha nell’ospedale e soprattutto nel reparto nascite un importante fattore di identità. Non a caso l’intera valle si è schierata a sua difesa, consiglio comunale compreso.
La Giunta provinciale ha deciso senza tenere conto dell’opinione della popolazione. Questo è un boomerang dal punto di vista democratico e ne soffrirà non solo la Svp ma l’intera politica. Un grosso errore è stata la mancanza di comunicazione con le persone interessate, che l’hanno saputo dai giornali. Alla fine si pensa di poter impedire anche la popolazione si esprima.  Un atteggiamento catastrofico.

I motivi di politica femminile e in particolare la salute delle donne

L’intera discussione sulla “sicurezza” mette in secondo piano la conquista delle donne del diritto  all’autodeterminazione nel parto. Alla nascita, esperienza fondamentale di ogni donna, in questa discussione è stata sottratta la dimensione più profonda e importante e ridotta a standard.
In questo modo si nega non solo i bisogni, ma che l’autentica sicurezza delle donne. La quale sicurezza – come meglio di tutti sanno le donne e le ostetriche – non è garantita solo dalla presenza del personale medico, ma dalla sicurezza nell’informazione, nella libertà di scelta, nel diritto alla individualità, all’assistenza pre e post parto.
La voce delle donne è stata troppo poco ascoltata. La parola, nell’intera discussione, l’hanno avuta soprattutto gli uomini: primari, cosiddetti esperti della sicurezza, e così via, che hanno ancora una volta voluto decidere quel che è il bene delle donne.

Per tutti questi motivi, e per esprimere la nostra solidarietà con l’alta Val d’Isarco e alle persone che lì sono impegnate a difesa del punto nascita, questa sera saremo presenti in silenzio alla manifestazione che si terrà a Vipiteno.

                                                                                                                                                             14.07.2016

Cons. prov.

Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss

Donne anziane in futuro forse meno povere

8_marzoLa giornata internazionale per i diritti delle donne (8 marzo) è alle porte e il Consiglio provinciale ha quindi parlato delle pensioni delle donne – partendo dai padri!

Infatti è stata approvata oggi una mozione verde (secondo punto della parte deliberativa) che prevede di partire dalle carriere lavorative e dal part-time per ridurre la grande differenza tra le pensioni degli uomini e quelle delle donne,. L’importo medio mensile della pensione per le donne è di 612,38 €, mentre l’importo medio mensile delle pensioni per gli uomini è di 1.120,78 €, quasi il doppio.
Tra le principali cause di questo divario:

  • durante la loro vita lavorativa le donne hanno stipendi in media più bassi rispetto agli uomini;
  • nel periodo in cui hanno bambine e bambini piccole/i c’è la consuetudine diffusa tra le donne di sospendere l’attività lavorativa extra-domestica. Di conseguenza negli anni di assenza dal lavoro retribuito smettono di versare i contributi pensionistici.

Secondo l’indagine ASTAT “Il mondo maschile in Alto Adige” gli uomini, i padri, possono e vogliono contribuire all’assistenza e all’educazione dei figli e lamentano la carenza di tempo per partecipare appieno alla vita famigliare. Condividere la crescita dei figli e delle figlie, riducendo in modo equilibrato il tempo di lavoro tra i partner, può contribuire a ridurre il gap pensionistico tra uomini e donne.
La Provincia valuterà quindi le forme di sostegno del part-time con-diviso per entrambi i genitori. Sarebbe un bel passo verso una genitorialità più condivisa, modelli famililari più solidali – e donne forse un giorno un po’ meno povere al momento della loro vecchiaia.

Qui la mozione verde.

Bolzano, 3.3.2016
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

I bambini e le bambine non possono aspettare

Brigitte Foppa mit Tasche-quadrLa mozione dei Verdi sul monitoraggio nei cortili scolastici per proteggere le scolare e gli scolari dai pesticidi e le loro conseguenze sulla salute viene respinta! La giunta preferisce attendere i risultati di uno studio generico sugli effetti dei pesticidi sulla salute delle persone. I nostri scolari e le nostre scolare non possono però certo aspettare, devono crescere in modo sano!

Der Beschlussantrag der Grünen “Sicherheit am Schulhof” für den Schutz der SchülerInnen gegen die negativen Auswirkungen von Pestiziden wurde abgelehnt! Die Landesregierung möchte lieber die Resultate einer allgemeinen Studie zu den Auswirkungen der Abdrift auf die Gesundheit der Personen abwarten. Unsere SchülerInnen können aber nicht darauf warten, sondern müssen gesund aufwachsen.

Brigitte Foppa
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

Bolzano / Bozen, 13.3.2014

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