Gruppi l Donne Verdi

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Richiedenti asilo – Buone pratiche e soluzioni a confronto

Una serata con l’assessora verde del Tirolo Landesrätin Christine Baur, a colloquio con
Chiara Rabini incaricata sui temi della migrazione del Comune di Bolzano
Karl Tragust Sprecher social&green und ehem. Flüchtlingsbeauftragter des Landes
Riccardo Dello Sbarba consigliere provinciale
con racconti di volontari
moderazione: Brigitte Foppa

Kolping BZ, Mi/mer 22.03.17, ore 20:00 Uhr

Sex work: cambiamo prospettiva

Prostituzione: un’opportunità per una politica della città responsabile e moderna – cambiando prospettiva!

sexarbeit-ausschnittPer l’ennesima volta in Alto Adige si discute di prostituzione. È stato il sindaco Caramaschi a lanciare il tema sostenendo di voler affrontare il problema con divieti di sosta e l’apertura di bordelli.

Noi Donne Verdi vediamo questi interventi come tentativi maldestri e proponiamo di cambiare prospettiva. Solo così possono emergere altre possibilità d’azione, più utili ed efficaci.

  1. La prostituzione è un fenomeno maschile. Normalmente al centro dell’interesse pubblico e politico si ritrovano sempre le donne che offrono prestazioni sessuali in cambio di denaro. Eppure in tutto il fenomeno della prostituzione le donne sono solo una parte minoritaria. In Italia su 27.000 prostitute si calcolano ca. 2,5 milioni di clienti. Prostituti uomini e clienti donne sono solo delle comparse in questo scenario. Sarebbe quindi più sensato spostare l’attenzione sui clienti. Siamo contro misure punitive contro i clienti di prostituzione, ma la clientela deve essere contata, analizzata, resa visibile e soprattutto deve essere informata su chi e che cosa finanziano con l’acquisto di prestazioni sessuali.
  2. La prostituzione come mestiere scelto liberamente (noi lo chiamiamo sex work) è solo una minima parte del fenomeno complessivo. Per le sex worker che vogliono offrire i loro servizi in modo autodeterminato, potremmo anche accettare una sorte di “bordello”, sempre che siano le donne stesse a richiederlo. Esperienze internazionali mostrano però che la presenza di queste strutture non riduce l’attività sulle strade. La stragrande maggioranza delle prostitute infatti non sono libere sex worker, ma schiave e donne sfruttate, portate in Europa attraverso il traffico di esseri umani e che non decidono certo liberamente su professione, luogo e tariffe.
  3. Spesso chi argomenta a favore dell’apertura dei “bordelli” si scherma parlando di sicurezza e salute delle donne. Chiediamo quindi che di conseguenza vengano coinvolte nella discussione le donne direttamente interessate – le sex worker E le schiave. I sindaci che fanno proposte per una “prostituzione sicura”, hanno l’obbligo morale di partire dalle esigenze delle donne. Sono loro a essere l’anello più debole di tutto questo fenomeno e quelle che devono essere tutelate. Forse così sarebbe possibile individuare altri provvedimenti più utili ed efficaci rispetto al divieto di sosta: ad esempio aree di attesa più sicure, migliore illuminazione, bagni, luoghi riscaldati e prodotti contraccettivi e per l’igiene personale.

Da questo veloce schizzo da un’altra prospettiva emerge in modo chiaro quanto sia distorto il dibattito attuale e come si continuino a ignorare i punti centrali del problema della prostituzione. Spostare in altri quartieri, nascondere dietro le porte di un “bordello”, sembrano essere a prima vista delle misure plausibili. In realtà non risolvono proprio niente e ancora meno migliorano la condizione di tante povere donne.
Eppure sarebbe proprio qui, su questo tema, in questi luoghi, che dovrebbe iniziare una politica della città onesta, moderna e responsabile.

Brigitte Foppa e Evelyn Gruber-Fischnaller, per le Donne Verdi

In memoria di Andreina Emeri

Andreina_Emeri“Sich die Freiräume stehlen und in bestimmten Dingen unbeugsam sein”

Avvocata, femminista, Consigliera provincia e regionale, attivista combattiva: Andreina Emeri moriva il 30 luglio di 30 anni fa.

Grazie allo spunto offerto dal libro “Andreina Emeri, scritti e ricordi/Schriften und Erinnerungen”, pubblicato nel 2005 in occasione del ventennale della morte (a cura di Ingrid Facchinelli ed Edi Rabini), nel corso degli ultimi mesi le Donne Verdi hanno contattato amiche, amici e compagne/i di strada di Andreina Emeri: „Volevamo conoscere persone che avessero condiviso con Andreina un tratto delle loro vita. Questa donna così forte, impegnata e generosa non deve essere dimenticata“ dichiarano Evelyn Gruber-Fischnaller e Caterina Maurer.

Emeri fu co-fondatrice del collettivo femminista Kollontaj a Bolzano che negli anni `70 lottava per il diritto all‘aborto e per le case per le donne. Si impegnò in qualità di presidente per il consultorio AIED, che ancora oggi è punto di riferimento per molte donne. Nel 1983 Andreina Emeri venne eletta in Consiglio provinciale e regionale. Morì nel 1985 per un colpo apoplettico durante un viaggio in Norvegia.

„Tutte le persone che abbiamo incontrato per farci raccontare i loro ricordi su Andreina lo hanno fatto con parole affettuose e con grande malinconia. Andreina Emeri e le sue compagne di strada hanno fatto molto per Bolzano, hanno lottato per diritti oggi per noi scontati. Andreina Emeri, le cui esperienze e il cui sapere in buona parte purtroppo ci rimangono ancora sconosciuti, ci è di grande ispirazione“ continuano le due co-portavoce Gruber-Fischnaller e Maurer.

30 anni AndreinaEmeriIl Gruppo Verde in Consiglio provinciale e regionale ha realizzato in occasione del ventennale della morte di Alexander Langer e del trentennale della morte di Andreina Emeri una borsa di stoffa e una cartolina con alcuni pensieri dell‘ex consigliere e dell‘ex consigliera. In ricordo di Andreina Emeri, giovedì 30 luglio, alle ore 7:30, verranno distribuite dalle Donne Verdi di fronte alla Stazione di Bolzano. In settembre ci sarà un incontro organizzato insieme ad alcune donne che hanno lavorato insieme ad Andreina Emeri.

Link: Breve biografia di Andreina Emeri http://www.alexanderlanger.org/it/325/1548

Bozen, 29.07.2015
Evelyn Gruber-Fischnaller, Caterina Maurer
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss

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