Cultura

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L’archivista e storico Hannes Obermair lascia il Comune di Bolzano?

Sarebbe un grave danno per la storia e la cultura della memoria pubblica in Alto Adige e per la città.

source: https://de.wikipedia.org/wiki/Stadtarchiv_Bozen#/media/File:Altes_Rathaus_in_Bozen_-_S%C3%BCdseite_in_den_Lauben.JPG
author: Vollmond11
license: CC BY-SA 3.0, Attribution-ShareAlike 3.0 Unported, https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/

A quanto apprendiamo dai giornali, Hannes Obermair, storico e direttore dell’archivio storico di Bolzano ha presentato le sue dimissioni. Le motivazioni e i retroscena per questa decisione non sono stati resi pubblici, ma senza dubbio sarebbe un passo deplorevole e non privo di conseguenze, per la storia e la cultura della memoria in Alto Adige e soprattutto per la città di Bolzano.

Il Dr. Obermair lavora presso l’archivio storico della città di Bolzano dal 2002 e dal 2009 ne ricopre la carica di direttore. Già prima aveva dato un grande contributo all’attività dell’Archivio provinciale per cui ha lavorato dal 1993. Il riconosciuto medievalista ha dato all’Archivio storico di Bolzano un grande profilo scientifico e pubblico ed ha contribuito ad arricchire notevolmente la politica culturale della città e non solo.

Il suo impegno qualificato e deciso verso una cultura della memoria pubblica a Bolzano ha portato a importanti cambiamenti: è stato una delle colonne portanti e ideatore della trasformazione del monumento alla Vittoria in luogo della memoria; come pioniere e promotore di una cultura della memoria europea a Bolzano, Obermair ha dimostrato un impegno pubblico straordinario. Con grande coraggio civile e fiuto strategico si muove con abilità tra scienza e politica, intervenendo con competenza e chiarezza nel dibattito pubblico.

Il Comune di Bolzano non si può permettere di perdere una tale personalità, riconosciuta da entrambi i gruppi linguistici. La Giunta comunale deve fare di tutto per convincere Hannes Obermair a continuare in questo ruolo importante e necessario per tutta la città.

Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba, Cons. prov.
Brigitte Foppa, Co-portavoce dei Verdi e Cons. prov.
Tobias Planer, Co-portavoce dei Verdi e Consigliere comunale di Bolzano

Bolzano, 23.08.2017

Musei e collezioni: spazio a dialogo, diversità e apertura

È da quasi 30 anni che in provincia stiamo aspettando una nuova legge sui musei. Dal 1988, anno in cui è stata varata la legge vigente, il settore museale ha conosciuto una rapida evoluzione in tutta Europa e così anche in Alto Adige. In questi 25 anni i musei della nostra provincia hanno guadagnato molto in professionalità, portandosi a un livello di tutto rispetto nella conservazione, sistemazione, presentazione, didattica museale e aumentando di molto il numero dei visitatori.

Se gli 1,5 milioni di visitatori (di cui all’incirca 800.000 nei musei provinciali) sono in buona parte turisti, anche la popolazione locale trova nei musei occasioni di formazione, informazione e svago, per cui è fiera delle strutture museali della nostra provincia e vi si identifica. Per l’Alto Adige i musei sono un plusvalore culturale ed economico che giustifica assolutamente l’impiego di personale e denaro pubblico. Con 62 collaboratrici e collaboratori fissi, ca. 150 stagionali nei quasi dieci musei provinciali e un budget annuale di ca. 5 milioni di euro in contributi per tutti i musei della provincia nonché circa 6 milioni di euro di spese per il personale, le risorse destinate ai musei sono l’investimento più redditizio della Provincia. Se da un lato abbiamo diverse spese, dall’altra abbiamo non poche entrate e un impegno ammirevole e imprescindibile di moltissime persone volontarie, grazie alle quali è possibile il funzionamento di ulteriori 47 musei più piccoli, non gestiti dalla Provincia.

Cosa si potrebbe fare per i musei…

Riteniamo che alla luce di questi numeri, i musei dell’Alto Adige meritino maggior sostegno anche perché, rispetto alla vicina provincia di Trento, hanno a disposizione molti meno mezzi. A fronte di un numero di visitatori pari a quello del Sudtirolo (nonostante le punte di diamante come il MART e il MUSE), infatti, in Trentino le strutture museali hanno il doppio di collaboratrici e collaboratori e i fondi stanziati sono due volte tanto.

Ci aspettavamo quindi un testo che favorisse la fiducia nelle straordinarie capacità racchiuse nei musei, nelle collezioni e nelle raccolte, che aiutasse a credere nella forza ed efficacia della loro offerta formativa e che sostenesse la creatività di quelle persone che con eccellenti presentazioni fanno da stimolo ai visitatori e aiutano a capire il territorio. Dovrebbe essere una proposta in grado di rafforzare l’autonomia e accrescere la forza d’azione dei musei, e, non ultimo, puntare su nuovi segmenti di pubblico come la terza età e gli immigrati.

… e che cosa invece è stato previsto.

Il disegno di legge proposto dalla Giunta, invece, si presenta come un testo arido e debole, da cui non traspare alcun orientamento strategico nuovo. Sembra essere intoccabile, tanto che in Commissione non ha subito alcuna variazione. È un testo che non rende giustizia alla varietà e alla dinamicità caleidosopica del panorama museale, anzi è dimostrazione di una prudenza dettata dalla paura.

  • I primi due articoli contengono definizioni e finalità. Contrariamente al titolo, che parla di “musei e collezioni”, l’articolo 1 non distingue più fra queste due tipologie.
  • Tra le finalità di cui all’articolo 2 non troviamo evidenziata l’attività di ricerca dei musei, che è confinata all’apprendimento permanente, e invece meriterebbe un punto a se stante.
  • Lo stesso vale per la mediazione culturale, che dovrebbe essere definita “di alta qualità” e costituire un punto a sé nella proposta di legge assieme ai criteri, requisiti e provvedimenti necessari.
  • Nella descrizione dei compiti avremmo preferito trovare un più chiaro orientamento verso il futuro, per esempio citando l’apertura culturale, un modo di lavorare trasversale rispetto ai gruppi linguistici oppure con una più chiara definizione del segmento di pubblico destinatario, come per esempio le categorie abitualmente lontane dalla cultura, oppure le persone anziane.
  • struttura organizzativa, finanziamento e regolamento del personale dell’Azienda Musei provinciali: creata nel 2004 più per ragioni politiche e per sistemare personale che per motivi funzionali, l’azienda viene cementificata e centralizzata. Osserviamo purtroppo la crescente “gerarchizzazione verso l’alto” nelle decisioni organizzative della Giunta (si pensi alla riforma sanitaria o alla nuova legge sulla struttura dirigenziale della Provincia). Proprio nei musei ci sembra importante lasciare autonomia decisionale per quanto riguarda la struttura e la sua gestione.
  • L’articolo sul personale contiene alcuni aspetti problematici. (Art.7). Negli ultimi mesi e anni anche noi abbiamo ripetutamente segnalato l’alto numero di precari tra coloro che lavorano in questo settore. Secondo la relazione ASTAT del 2014, solo il 14,5% del personale dei musei esistenti in provincia ha un contratto a tempo indeterminato. Ciò è dovuto all’apertura stagionale di molti musei. L’orientamento proposto nel disegno di legge provinciale è quello di ricorrere sempre più spesso a personale assunto con contratti di diritto privato. Ciò consente sicuramente una maggiore flessibilità e una più facile messa in pratica, ma nel contempo creerà disparità nelle condizioni contrattuali del personale.
  • Nel capo III si parla infine dei musei privati, i cui “indirizzi di politica museale” (come è risultato dalla risposta a una domanda, con ciò s’intendono le decisioni in merito al finanziamento) verranno in futuro stabiliti dalla Consulta museale. A noi sembra importante che questo nuovo organo non sia così dipendente dalla Giunta. Inoltre i musei privati dovrebbero avere la sicurezza del finanziamento e, nell’ottica della varietà e della sussidiarietà, andrebbe ridotto il margine di discrezionalità della Giunta. E qui restano forti perplessità, anche considerando le difficoltà finanziarie in cui versano i privati a causa di tagli imprevisti e non annunciati.

Contromisure Verdi

Noi Verdi abbiamo cercato di introdurre nel testo di legge alcune aperture. Con le nostre più di 20 proposte di emendamento vorremmo:

  • distinguere in modo più chiaro i musei dalle collezioni e raccolte;
  • definire più precisamente le finalità e tenere maggiormente conto dei diversi tipi di pubblico;
  • dare maggior peso al compito specifico di ricerca dei musei e alle possibili collaborazioni con altre istituzioni;
  • valorizzare il ruolo dei musei nella mediazione culturale;
  • aggiornare la digitalizzazione, soprattutto per quanto riguarda la catalogazione;
  • sottolineare l’autonomia dei musei provinciali nei confronti della ripartizione dando a ciascuno di essi una direttrice/un direttore;
  • rafforzare il ruolo della costituenda Consulta museale, definendone i compiti in modo che possa affiancare l’amministrazione quale organo consultivo composto da esperti;
  • inserire maggiormente il Museo di arte moderna e contemporanea (Museion) nel contesto provinciale;
  • definire meglio il ruolo di collaboratrici e collaboratori e offrire loro maggiori garanzie contrattuali.

Bolzano, 07.06.2017

Cons. prov. Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba

La relazione di minoranza:

Download (PDF, 73KB)

Appello per il coraggio civile

Diciamo basta alla “valanga di fango”. Serve un sussulto collettivo per il coraggio civile.

Anche in Sudtirolo è arrivato il metodo della “valanga di fango”, del mobbing e dell’umiliazione contro chi la pensa diversamente. I media elettronici moltiplicano l’azione di pochi cyberbulli, galvanizzati forse dai successi che all’estero hanno avuto la volgarità e la menzogna. Ma questa china può avere un solo risultato: la negazione di ogni libertà di pensiero e alla fine la distruzione di tutte le parti in causa.

Per questo, tutti e tutte siamo colpiti/e da questa nuova forma di intolleranza. Ma l’umiliazione e la manipolazione grafica è una nuova forma di abuso che si scatena soprattutto contro il corpo delle donne, con fotomontaggi e insulti pari a vere e brutali violenze (come dimostra la campagna contro la portavoce dei Verdi, Brigitte Foppa).

E’ ora di dire basta. Basta al fango, basta alla violenza, basta all’umiliazione. Basta!

Invitiamo le persone colpite a non rispondere personalmente a questi attacchi, perché queste provocazioni sono fatte apposta per essere moltiplicate in rete.
Al posto delle persone colpite e umiliate dobbiamo essere tutte e tutti noi a reagire, a prendere la parola.

Il coraggio civile deve diventare movimento collettivo e la parola d’ordine deve essere: RISPETTO.
Rispetto per le persone, cultura del dialogo, ascolto, curiosità per le ragioni altrui, cooperazione anche nella diversità delle opinioni, libertà di pensiero.
L’Europa ci ha messo secoli per affermare questi principi. Non possiamo permettere a un pugno di bulli di distruggerli.

Per aderire, scrivere una e-mail (soggetto: RISPETTO) a gruppo-verde@consiglio-bz.org
Zum Unterschreiben eine E-mail (Betreff: RESPEKT)an diese Adresse senden: gruene-fraktion@landtag-bz.org.

Riccardo Dello Sbarba
Cristina Kury
Hans Heiss
Maria Laura Lorenzini
Karl Tragust
Madeleine Rohrer
Florian Kronbichler
Evelyn Gruber-Fischnaller
Sepp Kusstatscher
Ulrike Spitaler
Markus Frei
Corinna Lorenzi
Erica Fassa
Jacopo Fo
Maria Hochgruber-Kuenzer
Veronika Stirner
Oktavia Brugger
Luisa Gnecchi
Martin M. Lintner
Reinhard Demetz
Paul Renner
Francesco Palermo
Reinhard Bütikofer
Monica Frassoni
Mar Garcia Sanz
Liliana Di Fede
Nadia Mazzardis
Hans Karl Peterlini
Benno Simma
Gerhard Mumelter
Tila Mair
Aldo Mazza
Günther Götsch
Selma Mahlknecht
Kurt Gritsch
Maria Kußtatscher
Tobias (Tobe) Planer
Michil Costa
Stephan Ortner
Waltraud Mittich
Martin Sanin
Ulrike Oberhammer
Franca Toffol
Michela Morandini
Eva Lichtenberger
Andreas „Rufus“ Geier
Geena B. (Barbara Trenti)
Reinhold Giovanett
Hannes Rechenmacher
Elisabeth Gasser
Christine Losso
Evi Mittersteiner
Luis Spath
Harald Knoflach
Patrizia Trincanato
Giorgio Zanvettor
Adriana Cattaruzza
Elisabeth Ladinser
Hanspeter Staffler
Elisabeth Tauber
Franco Nones
Marcella Pirrone
Ivo Carli
Franco Bernard
Cornelia Dell’Eva
Marco Mariotti
Matteo Borzaga
Norbert Lantschner
Susanne Elsen
Edi Rabini
Nicol Mastella
Thomas Kager
Martin Fink
Elmar Perkmann
Greta Klotz
Cristian Olivo
Felix von Wohlgemuth
Barbara Rottensteiner
Roman Zanon
Albert Willeit
Hanno Mayr
Rosina Ruatti
Annalisa Corrado
Christoph Moar
Carla Leverato
Cäcilia Wegscheider
Johanna Donà
Mauro De Pascalis
Adolf Engl
Chiara Rabini
Linda Perlaska
Heinrich Tischler
Luca Di Biasio
Violetta Plotegher
Loredana Motta
Evi Ferrarini
Silvia Camin
Gerda Gius
Sieghard Gostner
Massimiliano Galli
Damian Foppa
Helene Seppi
Heidi Hintner
Ingrid Windisch
Armin Mutschlechner
Peter Foppa
Christian Troger
Raffaela Vanzetta
Hubert Frasnelli
Elisabeth Thaler
Elda Letrari Cimadom
Marion Maier
Daniele Azzolini
Anita Rossi
Helmuth Moroder
Paolo Zenatti
Renate Folie
Matthias Oertel
Eva Cescutti
Marco Dalbosco
Josef Pfattner
Luca Giovanni Di Bartolomeo
Cornelia Brugger
Renate Mumelter
Gregor Beikircher
Ingrid Karlegger
Brigitta Haas
Simone Wasserer
Sabina Frei
Gabriella Job
Gernot Gruber
Ingrid Franzelin
Martina Goller
Ingrid Spitaler
Armin Moser
Andrea Tomasi
Francesca Penner
Salvatore Cavallo
Dorothea Daum
Elena Farruggia
Franz Egger
Theolinde Völser
Gianfranco Idini
Thomas Hanifle
Simon Constantini
Lukas Roland Döcker
Andrea Maffei
Roberta Rigamonti
Heidi Egger
Wolfgang Oberparleiter
Claudia Knering
Franz Hillebrand
Erich Foppa
Giulia Galera
Johannes Fragner-Unterpertinger
Iris Zelger
Nadja Schuster
Catja Monteleoni
Herta Foppa
Thomas Rainer
Flavia Basili
Walter Colombi
Katharina Erlacher
Claudio Volcan
Edith Zanotti
Arno Teutsch
Michael Bockhorni
Sigrid Ohnewein
Monica Margoni
Walther Clementi
Cecilia Stefanelli
Tiziana Pippa
Lisa Beqiri
Liana Scarano
Giorgio De Vuono
Irene Hell
Günther Patscheider
Klaudia Resch
Monika Mallojer
Helga Mock
Marlene Huber
Michael Keitsch
Alberto Stenico
Benedikt Sauer
Alberto Clò
Sonja Prinoth
Florian Thaler
Hanspaul Holzmann
Elisabeth Kußtatscher
Alessia Michela Politi
Karl Trojer
Manuela Tessaro
Toni Ladurner
Prisca Prugger
Nikolaus Mayr
Fabiano Mornatta
Laura Senesi
Elisabeth Tribus
Roberta Mattei
Pia Profanter
Martin Rederlechner
Johanna Böhm
Inge Pircher
Alessandra Marrocolo
Erwin Demichiel
Oswald Eisenstecken
Urban Nothdurfter
Ingrid Runggaldier
Melitta Pitschl
Franco Mugliari
Cristina Masera
Anna Hupel
Serena Rauzi
Judith Gögele
Benedetta De Marte
Angela Paradiso
Silvia de Martino
Eva Burger
Günther Andergassen
Helmut Bachmayer
Markus Moling
Nazario Zambaldi
Anna Rastner
Barbara Gruber-Fischnaller
Edith Ploner
Heidi Kaufmann
Ida Lanbacher
Paola Claut
Marta von Wohlgemuth
Emilio Insolvibile
Martin Aufderklamm
Erica Corbellini
Verena Frei
Hanspeter Niederkofler
Marlene Pernstich
Alexandra von Hellberg
Antonella Mueck
Christine Baur
Sabine Gruber
Christoph Franceschini
Petra Veneri
Rossella Finato
Federico Splendore
Arianna Knering
Arturo Knering
Andrea Rossi
Federica Franchi
Christoph March
Massimiliano Galbignani
Claudia Gamper
Roberta Lazzarotto
Josef Untermarzoner
Mattia Pavani
Jacopo Zannini
Ruth Gschleier
Martha Canestrini
Lukas Raffl
Marita Gasteiger
Ingrid Felipe
Dominik Plangger
Andreas Hilpold
Christine Foppa
Marita Gasteiger
Jonas Galli
Mathilde Galli
Roberto Copercini
Roberto Castorina
Katharina Hersel
Roberto Schiavo
Germana Nitz
Marlies Lüdtke
Franz Moling
Kircher Christoph
Enrico Lillo
Barbara Gruber
Daniela Mück
Friedrich Augscheller
Martha Stecher
Waltraud Lun
Cristina Herz
Klaus Lafogler
Wolfgang Obwexer
Micki Gruber
Jutta Wieser
Maximilian Lösch
Monika Delvai Hilber
Wilma Runggaldier
Marlene Messner
Lydia Scherer
Maria Sparber
Francesca Schir
Daniel Chizzali
Anita Strauß
Manfred Andergassen
Sandra Moszner
Andrea Dürr
Stefano Maio
Ivo Passler
Georg Peintner
Ulrike Schwarz
Oswald Mayr
Fanni Fazekas
Hansjörg Dell’Antonio
Katharina von Unterrichter
Rosmarie Burgmann
Heinz Senoner
Erika Hofstätter
Christine Stufferin
Martha Kob Thurner
David Augscheller
Verena Hafner
Maria Anegg
Rolanda Tschugguel
Margareth Fink
Doris Goller
Gerhard Kapeller
Anton Auer
Deborah Gruber
Marina Rossi
Marialuisa Bassi
Lorenzo Fritz
Kurt Duschek
Annamaria Saviolo
Walter Baumgartner
Guido Margheri
Maria Anegg
Chiara Calò
Elisabetta Giusti
Luca Capuano
Muriel Senoner
Klaus Vontavon
Wolfgang Prader
Wolfgang Mayr
Marco Angelucci
Karin Bachmann
Petra Werth
Marlies Gasser
Georg Leimstädtner
Reinhard Lazzeri
Markus Egger
Daniel Chizzali
Katherina Longariva
Nadja Thoma
Magdalena Amonn
Oskar Messner
Lorenzo Sola
Alexander Schiebel
Michael Ausserhofer
Christian Mair
Robert Hochgruber
Petra Malfertheiner
Alfred Frei
Helga Vieider
Hildegard Antholzer
Elisa Pavone
Franca Marchetto
Maria Paola Asson
Brigitte Gritsch
Marmsoler Ingrid
Alessandro Gabanella
Kurt Josef Knapp
Markus Pichler
Jutta Kusstatscher
Angelika Ebner Kollmann
Sabine Kasslatter Mur
Erwin Mayr
Maria Reichhalter
Paolo Bill Valente
Norbert Zenleser
Ivo Maier
Brigitte Thurner
Evi Brigl
Willi Schenk
Gottfried Kühebacher
Franz Unterhofer
Kurt Villgrater
Anna Villgrater
Erna Demichiel
Evi Pircher
Margot Franzelin
Annelies Gruber
Luisa Kirchler
Johanna Pallhuber
Xhuljana Durmishi
Lisa Settari
Sebastian Kurz
Christine Messner
Rudi Irsara
Johanna Schmiedhofer Ganthaaler
Enrico De Paoli
Toni Frei
Alex Castellano
Johann Gruber
Markus Feichter
Reinhard Bachmann
Ulrich Gutweniger
Astrid Schònweger
Ursula Lüfter
Erika Rinner
Nirvana  Pedrazza
Margarethe Egger
Edith Moroder
Raimond Acajo
Hans Knapp
Silvia Moser
Bruno Montali
Barbara Wielander
Markus Prader
Dominik Prader
Iris Prader
Daniel L. Gunsch
Lucia Olivotto
Veronika Gruber
Ricardo Angelini
Helga Wallnöfer
Michael Hilpold
Luigi Mariotti
Brigitte Mair
Claudia Schrott
Irene Zanvettor
Florian Romagna
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Daniele Di Lucrezia
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Herta Daldos
Erika Oberpertinger
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Barbara Pichler
Uwe Staffler
Isidor Trompedeller
Laura Polonioli
Sergio Camin
Rosmarie Spornberger
Cristina Belloni
Werner Unterhauser
Maria Hofer
Fiorella Menini
Erwin Pfeifer
Roland Lang
Günther Pallaver
Alexander Bauer
Franz Fill
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Ruth Gibitz
Melitta Santer
Günter Röggla
Anna Romagna
Annalisa Pasqualotto
Karl Dallinger
Antje Messerschmidt
Leidlieb Pfattner
Laura Papadopoli
Irma von Guggenberg
Karl Lunger
Alfred Pineider
Cristina Sani
Helene Dorner
Gianna Dessì
Josef Vieider
Gianpaolo Franchi
Fliri Carmen
Christof Freiberger
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Giulio Donazzan
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Barbara Denicolò
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Gilberto Cavalli
Paolo Talamoni
Norbert Dejori
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Benedetto Dordi
Lia Nadalet
Helmut Bologna
Carmen Steiner
Jutta Staffler
Christine Baumgartner
Felicita Pedevilla
Johanna Cassar
Matthäus Kircher
Marialuise Wallnöfer
Ida Prinoth
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Stefanie Unterweger
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Ulli (Ulrike) Egger
Martha Kob
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Silke Raffeiner
Sara Bazzanella
Kurt Klotz
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