Stop al consumo di suolo: nelle aree produttive priorità al riutilizzo dell’esistente

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Nell’ultimo decennio anche in provincia di Bolzano si sono diffuse molte nuove aree produttive, e le esistenti si sono ampliate, grazie anche a norme come il cosiddetto “decreto Tremonti” che ha fatto spuntare ovunque capannoni industriali secondo il motto: “intanto realizzo cubatura, poi vedrò cosa farci”.

Molte di queste cubature erano gonfiate a scopo speculativo ed ora fanno mostra di sé, vuote ed inutilizzate, nelle periferie delle nostre città. La stessa BLS ha calcolato che nella sola zona industriale di Bolzano vi sono 110 edifici produttivi vuoti, pari a oltre 150.000 m2 di capannoni e altri 98.000 m2 di aree all’aperto inutilizzate. Ciò non rappresenta solo un costo per l’ambiente, ma anche per gli stessi proprietari. Infatti, dopo che anche a questi edifici è stata applicata l’Imu, essi sono diventati per molte aziende un gravoso fattore di costo. E’ interesse di tutti, dunque, dell’ambiente e anche dell’economia, che le aree e i capannoni non utilizzati passino a aziende che effettivamente ne hanno bisogno.

Una politica che blocchi lo spreco del suolo deve quindi puntare innanzitutto al riutilizzo di questo enorme patrimonio inutilizzato, prima di autorizzare nuove aree produttive.

Tutto ciò considerato,

il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

a seguire il seguente orientamento in applicazione delle norme che nella presente legge provinciale 167/13 sono riferite al Capo V, “Zone per insediamenti produttivi”:

“Non autorizzare la creazione di nuove zone produttive o ampliamenti di zone produttive esistenti, se nello stesso comune in cui si manifestano esigenze di nuovi spazi o edifici per attività produttive, o in comuni immediatamente adiacenti, esistano già aree produttive inutilizzate o capannoni industriali vuoti. In questi casi va data priorità all’utilizzo delle aree o dei capannoni esistenti”.

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 21 giugno 2013

 

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