Seminario verde: Il valore della politica e la necessità di un’attiva politica ambientale

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Due anni e mezzo fa ci eravamo presentati alle elezioni provinciali con il motto “Politica pulita, ambiente sano”. Di conseguenza l’impegno del gruppo consiliare e del partito verde nella prima metà della legislatura è stato dedicato fortemente alle tematiche della democrazia e della politica ambientale. E questo è stato riconosciuto, nel tradizionale seminario estivo dei Verdi, dai circa 40 presenti (rappresentanti del Coordinamento Provinciale, ma anche diversi consiglieri comunali e altri interessati). D’altro canto è stata rilevata esplicitamente la debolezza della Giunta Provinciale su questi temi. Proprio per questo l’azione verde in campo ambientale è ancora più necessaria, come è stato sottolineato unanimemente al Seminario. Il punto di approccio sarà la salvaguardia del clima con i tre pilastri della mobilità, della casa e dell’alimentazione. Lavoreremo poi anche sui temi dell’agricoltura sostenibile, della formazione alla sostenibilità e della tutela della natura. Oltre ovviamente a tenere molto bene d’occhio la legge sull’urbanistica che attualmente viene scritta dalla Giunta Provinciale e che per natura è il cardine dello sviluppo del territorio.

Il secondo tema del Seminario erano i costi della politica e i presenti hanno discusso la mozione che il gruppo consiliare ha depositato in Consiglio. Su questo argomento i Verdi giocano all’attacco lavorando in tre direzioni:
– primo punto: separare gli stipendi dei politici dai politici stessi. C’è bisogno di un nuovo “contratto” tra gli elettori e i politici da loro incaricati. La popolazione deve essere consultata, in un processo partecipato, sul giusto stipendio da assegnare e sul valore che vuole dare alla propria rappresentanza.
– secondo: separazione tra retribuzioni dei politici e finanziamento dei partiti. Attualmente i partiti vengono finanziati indirettamente attraverso le consigliere e i consiglieri eletti; i cittadini, di conseguenza, non possono avere voce in capitolo e spesso non hanno neanche le informazioni sulle finanze dei partiti. Si devono cercare le vie per rendere possibile, anche in Alto Adige, un finanziamento pubblico e trasparente, esattamente come in molti altri paesi europei. Così anche gli stipendi dei politici potrebbero essere più modesti e vicini agli stipendi delle altre persone.
– terzo: bisogna sondare le potenzialità dell’autonomia in materia. La convenzione offre un’eccellente occasione per stabilire, nel futuro regolamento della nostra autonomia, che siamo noi altoatesini che vogliamo definire i costi della nostra democrazia. E vogliamo farlo, per quanto possibile, con un processo partecipativo e condiviso tra cittadini e cittadine e i loro rappresentanti, rimediando così alle derive populiste sull’argomento.

In questo modo l’onore della rappresentanza politica potrebbe essere recuperato e rafforzato. Sarebbe un bel passo per uno sviluppo attivo e positivo del Bene Comune che a noi Verdi, da sempre, sta a cuore.

Brigitte Foppa e Hans Heiss, Co-Portavoce Provinciali

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