Scandalo pensioni: Riforma dimezzata

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Andreas Pöder difensore d’ufficio degli ex consiglieri

RegioNeLiveChi aveva sperato che ieri la seduta notturna del Consiglio regionale portasse una decisa e profonda riforma dei vitalizi purtroppo resterà giustamente deluso. Il risultato delle due leggi è un compromesso tiepido e privo di coraggio, che pur consentendo qualche risparmio e rimborso degli anticipi, lo fa in modo insufficiente e usando i guanti di velluto verso gli ex consiglieri. La maggioranza si è fatta ricattare dall’ostruzionismo di Pöder e dagli sguardi adirati di Pahl seduto in tribuna e ha affrontato i privilegi degli ex consiglieri con inaccettabile prudenza.

1. A chi ha, sarà ancora dato: moderate riduzioni agli anticipi per gli ex consiglieri, tagli più grossi per i più giovani. I molti che si godono lauti vitalizi già da anni e addirittura decenni possono tirare di nuovo un respiro di sollievo. Hanno ottenuto una „riduzione delle riduzioni“ dei loro anticipi – sull’ordine del 30% – e più vecchi sono, meno devono rinunciare. La legge batte invece cassa con molta più energia dalle persone elette nelle ultime legislature, che devono aspettarsi tagli fino a ben oltre il 40%. Ma tagli davvero profondi non toccheranno in realtà a nessuno.

2. Non vi è alcun obbligo di restituire gli anticipi sui vitalizi: la richiesta dei cittadini e delle cittadine era che tutti gli anticipi ritornassero invariabilmente al Consiglio regionale e, se spettanti (certo in misura molto minore) fossero versati solo dopo aver raggiunto l’età pensionabile. Ciò rimane un’utopia: basta che le persone interessate facciano “motivata richiesta” di non rimborsare quanto ricevuto e l’Ufficio di presidenza può dare precedenza allamisericordia sulla giustizia e rinviare il rimborso o stabilire differenti modalità di recupero. Inoltre viene resa possibile la restituzione ai consiglieri e alle consigliere di tutti i contributi da loro pagati: un privilegio che nessun comune mortale può neppure sognare.

3. Nessuna età pensionabile fissa a 66 anni, ma la possibilità di un confortevole pensionamento anticipato: tutti coloro che hanno già completato tre o più mandati non devono aspettare fino 66 anni, ma possono ricevere un vitalizio già a partire dai 60 anni solo con una piccola riduzione della pensione: 10% per chi abbia alle spalle 4 legislature, 12% per chi ne abbia tre. Anche questo un privilegio che nessuna persona normale si sogna. La minaccia di ostruzionismo e le montagne di carta di Pöder hanno avuto il loro effetto. La maggioranza si è dimostrata ricattabile (anche dal suo interno) e esposta alla pressione degli interessi personali. Pöder è stato il fautore principale della causa degli ex consiglieri, il suo costante riferimento ai “diritti acquisiti” ha certamente riscaldato il cuore di Franz Pahl.

4.L’annunciato taglio del 20% sui vitalizi è stato cancellato, così come il contributo di solidarietà del 10% proposto da noi Verdi e in precedenza anche dagli esperti Nogler-Falcon. L'”azione punitiva” di cui si era vivacemente lamentato di Pahl non c’è stata, anzi si è estinta prematuramente.

5.Per il cumulo di più vitalizi da incarichi politici rimane un limite altissimo: 9.000 €. Chi riceve più vitalizi da incarichi parlamentari dovrà temere pochi tagli. Si potranno benissimo cumulare pensioni da mandati politici nella Camera dei deputati, in Consiglio regionale e nel Parlamento europeo: il limite massimo di 9000 €, al contrario di quanto richiesto dai Verdi, non è stato abbassato.

In sintesi: la pressione degli ex consiglieri e degli ostruzionisti solitari ha ottenuto maggiori risultati della richiesta da parte di cittadini e cittadine di adeguare alla loro situazione pensionistica quella dei loro rappresentanti politici. La vergogna dei vitalizi anticipati è stata ammorbidita, ma salvaguardando gli interessi degli ex-consiglieri molto di più di quanto promesso qualche mese fa dalla maggioranza politica e dai due presidenti delle giunte provinciali.

Il risultato è un compromesso insipido, con alcuni miglioramenti necessari, ma con un sacco di privilegi più o meno nascosti. L’opportunità di ridurre l’abisso tra i/le cittadini/e e i loro rappresentanti politici è stata mancata miseramente. L’atmosfera di sollievo, vergognosamente imbarazzante, che si percepiva nettamente ieri in Consiglio regionale è un segnale di come la maggioranza politica che guida le due province non abbia ancora capito che cosa ci si aspetti da lei dopo lo scandalo dei vitalizi.

Hans Heiss Riccardo Dello Sbarba Brigitte Foppa

Bozen, 4. Juli 2014

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